Nel corso degli ultimi 10 anni il Belgio ha visto fiorire la generazione più calcisticamente dotata della sua storia. Era dai tempi di Vincenzo Scifo, parliamo del quarto posto a Messico ’86, che ai les Diables mancava una squadra in grado di competere nei grandi palcoscenici.
E poi, dopo anni di investimenti sul calcio giovanile, da Valloni e Fiamminghi sono sbocciati una marea di talenti clamorosi. De Bruyne, i fratelli Hazard, Vincent Kompany, Witsel, Lukaku, Vertonghen e Alderweireld e gli altri. Ma nonostante questi nomi, i lo score, per dirla alla Mourinho, recita ancora zero tituli.

Il Limbo belga

Nella Commedia, il Limbo è il primo cerchio dell’inferno, non un luogo di cura ma nemmeno di pena. In esso risiedono le anime dei pagani virtuosi, che però non potranno partecipare alla resurrezione perchè non battezzati.
Così allo stesso modo sembra che i fenomenali singoli dei Diavoli Rossi siano costretti a rincorrere successi, tra complimenti e ammirazione generale, quasi ormai sapendo che manca ancora un tassello per completare il mosaico e vincere un trofeo, ambizione quasi angosciante dopo gli ultimi risultati in campo internazionale.

Basti pensare alla delusione russa contro i cugini-rivali francesi o agli ultimi europei, purgati dal tiro a giro di Insigne, senza dimenticare le sconfitte ai quarti di Brasile 2014 ed Euro2016, rispettivamente con Argentina e Galles. Sconfitte dove sono emersi tutti i limiti delle gestioni Wilmots e Martinez, coltivatori di un calcio spettacolare che non ha però dato i frutti sperati.
Il tempo intanto passa, a un anno dai mondiali in Qatar, che saranno con ogni probabilità l’ultima occasione per la golden generation del calcio belga.

Il futuro del Belgio

Tirate le somme di un era che alle porte della sua conclusione ha visto passare il Belgio dall’essere una piccola realtà europea al primo posto nel ranking Fifa, bisogna fare i conti con il futuro del football nella terra dei diavoli rossi. Dopo la manifestazione qatariota, sarà tempo di iniziare il restauro, con una schiera di nuovi giovani che scalpitano aspettando la grande occasione.
Se giocatori come De Bruyne, Alderweired, Witsel e Hazard avranno tutti più di 34 anni ai prossimi mondiali (escluso il Qatar), hanno già avuto modo di mostrarsi talenti come Doku, stella del Rennes, il portiere del Genk Vandevoordt, Torgan Hazard, Verscharen dell’Anderlecht e Zinho Vanheusden, talento dell’Inter frenato da gravi infortuni, ora al Genoa.
Roberto Martinez, ex Wigan artefice dei (quasi) successi della nazionale, ora ha il compito di plasmare la nuova generazione belga. Con l’unico grande obbiettivo di riuscire dove 40 anni di talenti, dall’argento europeo dell’80 a Euro2020, da Scifo a De Bruyne, vincere un grande trofeo per consacrarsi nell’olimpo del calcio mondiale.