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L’euro-anno giusto?

Andando a visionare la classifica della Serie A dall’alto verso il basso, nelle posizioni di vertice si nota una sorpresa.

Primeggia la dominatrice Juventus e con un CR7 in più dalla sua parte ce lo si poteva aspettare. A distanza di sei lunghezze, ci sono tutte le altre, racchiuse in pochi punti. Innanzitutto c’è il Napoli di Ancelotti, confermatosi in questo inizio la seconda forza del campionato. A braccare i partenopei c’è l’Inter, ripresasi dopo una partenza stentata. Successivamente si trova la Lazio, che ha capitolato al massimo nelle partite abbordabili o comunque alla portata. Si scende, così, alla quinta piazza e si legge: Sampdoria.

Che i doriani sarebbero stati la quinta forza del campionato dopo otto giornate nessuno o quasi se lo sarebbe aspettato. I motivi di stupore non finiscono, però, qui. La squadra di Giampaolo, infatti, al momento, è anche la miglior difesa con soli quattro reti subite, una in meno della prima della classe.

Una partenza importante quella dei blucerchiati che fa sognare i tifosi. Nella testa di tutti c’è l’Europa, obiettivo che nell’era tecnica targata Giampaolo è sempre sfuggito, nonostante il gioco offerto. Questo, è l’euro-anno giusto? 

PERCHÈ SI

Il primo motivo che spinge a rispondere in modo affermativo al quesito precedentemente posto è proprio la difesa, la migliore finora. E pensare che appena qualche mese fa la Sampdoria chiudeva il campionato scorso con la sesta peggior difesa

Indagando, si nota che in questo positivo inizio ha addirittura, anche se leggermente, concesso più tiri agli avversari. La media dopo le 38 partite dell’anno scorso era di 14.4 a partita, ora è passata a 14.9.

Messi in relazione questi dati con i gol subiti, il risultato logico che ne scaturisce fuori è che la differenza in queste prime otto giornate l’abbia fatta il portiere. Tra i pali, in estate, c’è stato un avvicendamento. Viviano è volato a Lisbona ed è stato sostituito da Emil Audero, alla sua prima vera esperienza in Serie A. L’ex Palermo nella scorsa stagione aveva una media di parate a partita del 3.4, simile a quella attuale dell’italo-indonesiano (3.5). Il giocatore dello Sporting Lisbona parava, tuttavia, il 68% dei tiri, mentre Audero l’88%. Il segreto della performante difesa doriana nelle prime partite risiede in questa differenza del 20%: il giocatore di proprietà della Juventus ha tolto spesso le castagne dal fuoco.

Altre statistiche che gli uomini di Giampaolo hanno migliorato sensibilmente nell’inizio di stagione sono quelle che riguardano i contrasti e gli intercetti. Rispetto allo scorso anno, infatti, la Doria effettua quattro contrasti in più (da 16.4 a 20.4) e intercetta quasi tre passaggi ulteriori a match (da 8.8 a 11.6). Ciò si deve alla bravura non solo della mediana, che dal mercato ha visto l’aggiunta di Ekdal al posto di Torreira, ma anche dei due terzini e del nuovo arrivato Tonelli.

Bereszynski e Murru stanno curando più l’aspetto difensivo che quello offensivo, tesi confermata dai meno nove cross effettuati a partita in proporzione al campionato scorso. L’ex Cagliari è migliorato nei recuperi palla, passando dalla media di 0.9 a quella attuale di 2 a partita, e nei contrasti palla a terra vinti (da 3.1 a 4.5 ogni 90′). Il polacco, invece, finora ha una media di 2 tackle ogni 90 minuti, mentre al termine della Seria 2017-18 era dello 0.7.

Fondamentale, in fase di ripiegamento, è anche il supporto di Ekdal, che ha innalzato la misura di centimetri in cabina di regia e del centrale ex Napoli, il quale già conosceva i meccanismi di Giampaolo dai tempi di Empoli.

L’aspetto più rilevante che sta facendo esaltare i tifosi blucerchiati è la coppia d’attacco Defrel-Quagliarella. I due stanno facendo le fortune della Samp completandosi a vicenda: uno ricama per l’altro che segna. Il ruolo di Fabio Quagliarella nel sistema di gioco è diventato centrale, fatto confermato dai ben quattro assist del napoletano. La metà di questi sono stati per il francese, che in poco tempo si è guadagnato le redini di bomber della squadra, prima appartenenti proprio al 27.

Dopo la doppietta contro il Napoli Defrel si è ripetuto a Frosinone e ha segnato il gol-vittoria contro la SPAL. In pratica, ha segnato poco meno della metà dei gol realizzati finora dalla Sampdoria, precisamente il 42%. Il Quaglia, invece, è entrato in sei delle dodici reti (50%) con i suoi due gol e quattro assist. Queste influenze sono molto importanti per la Samp.

PERCHÈ NO

Dopo il positivo inizio di campionato della Sampdoria, ci sono anche dei motivi per credere che non sarà l’euro-anno giusto. Bisogna affidarsi ai precedenti, precisamente a quello di dodici mesi fa. Nello scorso campionato, infatti, dopo le prime otto partite aveva accumulato persino tre punti in più di quest’anno (17, dunque).

Aveva poi, in maniera simile a quest’anno, ottenuto risultati importanti: la vittoria contro il Milan dell’anno scorso potrebbe essere paragonabile a quella contro il Napoli di oggi; la trionfante trasferta di Firenze si avvicina a quella di Bergamo, dell’ultima giornata giocata. La goleada al Crotone della stagione passata è uguale nella stessa sostanza (risultato di 5 a 0) a quella di Frosinone.

Poi, dopo lo stesso numero di partite, Quagliarella, divenuto capocannoniere della squadra, era a quota 5 gol, come Defrel oggi.

Bisogna, dunque, avere cautela nell’analizzare la strepitosa partenza della Genova blucerchiata. Si riferisce pur sempre a calcio di settembre/inizio ottobre, periodo della stagione in cui le squadre non sono ancora ben amalgamate. Poi la classifica, dopo il primo posto, è talmente corta che basta poco per assistere a mutamenti.

Sicuramente il prossimo ciclo di partite, Sassuolo-Milan-Torino-Roma, prima dell’ultima sosta nazionali del 2018, darà risposte più convincenti sul quesito doriano. È l’euro-anno giusto?

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