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Calcio Internazionale

Ligue 1, la lotta salvezza ai raggi X

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Ligue 1

Emozioni al vertice ed eguali emozioni, anche se di natura diametralmente opposta, in fondo alla classifica. Il campionato di Ligue 1 è entrato definitivamente nel vivo, in una fase nella quale si inizia a delineare la classifica e gli obiettivi delle venti compagini.

Se il titolo sembra, come da pronostico, ormai nelle mani del favoritissimo Paris Saint Germain, con Nizza, Lens, Rennes e Marsiglia ormai decisamente lontane, la lotta per guadagnare un posto in Europa e, soprattutto, quella per non retrocedere, si stanno rivelando più competitive e più equilibrate di quanto si pensasse inizialmente.

OBIETTIVO SOPRAVVIVENZA

Concentrandoci su quella finalizzata a mantenere la categoria, il passaggio della massima competizione transalpina dalle attuali venti squadre a diciotto, nella stagione 2023-2024, rende la lotta ancora più agguerrita, considerata la posta in palio e la difficoltà di una eventuale risalita nel corso della prossima stagione. Come da diverse stagioni a questa parte, saranno due le squadre a retrocedere direttamente in cadetteria, mentre la terzultima affronterà in una sfida andata e ritorno la vincente dei playout “interni” in Ligue 2.

Proprio per questa ragione risulta ancora più interessante che mai una analisi “ai raggi X” delle squadre coinvolte. La classifica, cortissima, vede solo sei punti di distanza fra la penultima, il Saint-Etienne, e la undicesima, i canarini del Nantes, salvi ai playout contro il Tolosa nella scorsa stagione e partiti decisamente meglio in queste prime quattordici giornate.

LE DUELLANTI

Partendo dal fondo, sta deludendo il Metz. Ultimi a nove punti, i granata sono reduci da tre risultati utili consecutivi, tre pareggi, realizzati contro Marsiglia, Saint-Etienne e Bordeaux, ma pagano un inizio decisamente negativo, nonostante Pape Sarr, la giovane stella senegalese 2002, già opzionato dal Tottenham, formi una interessante diga in mediana con Kevin Ndoram.

L’assenza di un vero e proprio bomber non sta aiutando il tecnico Antonetti, artefice di una cavalcata che ha portato la squadra dell’est della Francia al decimo posto nella scorsa stagione. Infatti, Niane, reduce da un pesante infortunio, non appare totalmente recuperato e capace di guidare da solo il reparto offensivo.

Più coinvolto nella lotta è il Saint-Etienne, penalizzato da vicissitudini societarie che portano a indubbie distrazioni a livello sportivo. Abituati ad albergare stabilmente nella parte sinistra della classifica, i verdi allenati da Claude Puel, miglior tecnico formatore dell’esagono, nonostante la presenza di talenti cristallini come Lucas Gourna Douath o Adil Aouchiche, tra i migliori giovani nell’intero panorama francese, si trovano più che mai invischiati nella lotta per la sopravvivenza, non solo sportiva.

La cordata di imprenditori che gestisce il club, non più in grado di farsi carico dei costi post pandemici, ha messo in vendita il club, senza intervenire sul mercato. In attesa di trovare un nuovo proprietario, tra i tanti che si sono palesati ufficiosamente, i ragazzi di Puel hanno iniziato la stagione in maniera molto negativa, per poi trovare un sussulto d’orgoglio che ha permesso loro di uscire imbattuti contro l’Angers e contro il Metz, e conquistare sei punti pesantissimi rubati a dirette concorrenti come Clermont, con una pirotecnica rimonta, e Troyes.

NEOPROMOSSE E SORPRESE

Proprio Troyes e Clermont, dominatrici della scorsa Ligue 2, si trovano appaiate un punto sopra il St Etienne, a quota tredici. Il Troyes, di proprietà del gruppo City, ha adottato una filosofia pragmatica, finalizzata al mantenimento della categoria, affidandosi a giocatori pronti e di esperienza come Adil Rami, passato dalla Milano rossonera, ma anche vecchie volpi della categoria, tra i quali Renaud Ripart, ex Nimes, Yohann Touzghar. Altalenante nel rendimento, l’ESTAC ha battuto il coriaceo Nizza, per poi crollare a Lens e subire una sconfitta decisiva contro il Saint-Etienne.

Diverso è il progetto in casa Clermont, città storicamente legata al rugby, all’esordio in Ligue 1 con un progetto ambizioso, finalizzato alla creazione di una galassia di club che veda il Clermont proprio come stella polare. Dopo una partenza decisamente positiva, la minor prolificità di Bayo, punto di riferimento offensivo, ha causato qualche passo falso ai rossoblù, tra i quali spicca la sconfitta contro il Saint-Etienne in rimonta. La partita di domenica contro lo Stade de Reims, anch’esso a tredici punti, costituisce un primo spartiacque stagionale.

Proprio i biancorossi si trovano inaspettatamente invischiati, dopo anni, in lotta per non retrocedere, nonostante le scorse ottime stagioni e la quantità notevole di giovani prodotti dal vivaio, tra i quali Mbuku, El Bilal Tourè e l’ultima stellina Hugo Etikike, capace di sostituire il partente Dia, ceduto per dodici milioni al Villarreal.

Il nuovo tecnico Oscar Garcia avrà il compito di mantenere l’ambiziosa società dello Champagne in massima serie.

MAGGIORMENTE ATTREZZATE

Infine, troviamo coinvolte nella aspra contesa anche compagini che sembrano avere armi in più delle altre pretendenti, come il Bordeaux, reduce da cambio di proprietà e dall’avvento di Lopez, ex numero uno del Lille; il Brest, ripresosi dopo un inizio difficile; e il Lorient, che può contare su elementi di spessore maggiore rispetto alle concorrenti, ma la lotta serrata è destinata a riservare emozioni e sorprese.

Fonte immagine di copertina: diritto Google creative commons

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La FIFA pensa alla modifica della fase a gironi del Mondiale del 2026

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Qatar 2022 sarà l’ultimo Mondiale a 32 squadre. Nel 2026, i posti per il torneo più importante al mondo a livello calcistico infatti saranno addirittura 48.

Proprio per la prossima rassegna iridata, la Fifa starebbe pensando a delle modifiche del format. Secondo il Guardian Sport, l’idea iniziale sarebbe stata quella di formare 16 gironi da 3 squadre ognuno, mentre starebbe prendendo piede l’ipotesi di organizzare il torneo con 12 gironi da 4.

Per un Mondiale che deve finire e che non ci sta privando di sorprese, uno nuovo sta per nascere.

 

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Courtois rabbioso: “Non chiamateci «Generazione d’Oro»”

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Courtois

Non chiamateci «Generazione d’Oro», non abbiamo vinto niente“. Queste le dure parole del numero 1 belga Thibaut Courtois nel postpartita contro la Croazia.

Courtois ha espresso tutta la sua delusione e il rammarico: la cosiddetta «Generazione d’Oro», nei fatti, non ha mai portato a casa trofei. La partita con la Croazia ha sancito l’eliminazione dal Mondiale della Nazionale belga, che ha chiuso il girone al terzo posto a -1 proprio dagli avversari di oggi.

Sarebbe stata fondamentale una vittoria per il Belgio, ma il pareggio a reti bianche ha consegnato il pass per gli ottavi agli uomini di Zlatko Dalic.

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Müller annuncia: “Al 99% oggi ultima partita con la Germania”

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Pronostico Costa Rica-Germania

Serata da dimenticare totalmente per la Germania, che per la seconda volta consecutiva vede interrompersi il percorso Mondiale ai gironi. Decisiva la vittoria del Giappone contro la Spagna, che con i 3 punti di stasera si prende anche la vetta del gruppo E. La Germania termina il girone al terzo posto con 4 punti, al pari della Spagna, che però si qualifica grazie alla differenza reti. Nel postmatch Thomas Müller si è dichiarato pronto a chiudere la carriera con la Nazionale: “Al 99% è stata la mia ultima partita con la Germania“, ha dichiarato a Sky Sport DE.

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Calcio Internazionale

Camerun-Brasile, il ct Song suona la carica: “Per noi una finale”

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Ghana

Nella vigilia del match contro il Brasile, nella consueta conferenza stampa pre-partita, il ct del Camerun, Rigobert Song, ha ribadito più volte l’importanza della gara contro la nazionale verdeoro. La partita potrebbe risultare fondamentale per i camerunensi, che con un’ ipotetica vittoria ed una sconfitta della Svizzera potrebbero strappare il pass per gli ottavi di finale. Da tenere d’occhio anche il possibile incrocio con la Serbia, che si trova a pari punti con il Camerun ma svantaggiata dalla differenza reti. Ecco le parole di Song:

“Ci stiamo preparando con l’obiettivo di superare il primo turno di questo Mondiale. Conosciamo molto bene il Brasile, la nostra prima sfida è vedere, non come si comporteranno loro, ma come ci comporteremo noi. Hanno un vantaggio legato al fatto di essere già qualificati. Non dobbiamo pensare che schiereranno la loro seconda squadra perché si sono già qualificati, la cosa più importante è come ci avviciniamo a questa partita. Per noi sarà una finale e dovremo fare di tutto per ottenere i 3 punti. Poi vedremo cosa succede dopo. Il messaggio che mando ai giocatori è di lottare e impegnarsi di più, la battaglia è più psicologica. Il risultato è importante e so che i miei giocatori possono farcela se puntano su concentrazione e determinazione. Al livello più alto, quando hai un momento di deconcentrazione, può essere costoso. Si tratta di essere concentrati e avere la determinazione per permetterci di prendere i 3 punti”.

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