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Vendette con gol

La sesta giornata di Ligue 1 va in archivio con il posticipo Lione-Marsiglia, consegnando le chiavi della risalita ai primi e lo sconforto di una crisi in fase embrionale ai secondi. Finisce 4-2, la squadra di Genesio si ritrova a dover fare i conti con l’abbondanza di inebrianti trionfi dopo l’1-2 dell’Etihad in Champions League ed inizia a sognare in grande. Il titolo dell’articolo non è casuale, il Lione è una squadra formata da giovani in cerca di vendetta, interpretabile sia come voglia di riscatto che come motivazione per stupire. Sul Rodano hanno trovato il bandolo della matassa grazie ad un’equazione piuttosto semplice: unire al talento immenso delle giovanili, capaci di sfornare ogni anno giocatori pronti al salto di qualità, quello dello scouting di mercato, andando a cercare ragazzi interessanti qualora si necessitasse di qualcosa. Nel giro di due anni questa squadra non ha cambiato rotta, ma ha modificato l’equipaggio: fuori un Lacazette scalpitante, dentro gente come Memphis Depay (primo grande acquisto, 16mln), Betrand Traoré (10mln) e Papé Cheikh (10mln). A questi vanno aggiunti i gioielli fatti in casa quali Lucas Tousart, Nabil Fekir e Houssem Aouar. Una commistione perfetta: ad oggi il Lione è una squadra cinica, capace di mettere ko una partita grazie alle fulminanti ripartenze, che a differenza di tante francesi non disdegna il possesso palla. La trama del match col Marsiglia è stata molto simile a quanto detto finora, con due squadre non troppo appassionate di manovra e possesso tout court che hanno cercato di sfruttare al massimo gli errori degli avversari: quelli del Marsiglia, svogliato e forse stanco dal Giovedì di Europa League, sono stati maggiori ed hanno permesso al Lione di affondare ad inizio secondo tempo raggiungendo proprio l’OM a quota 10 in classifica (5° e 6° posto).

Si allontana il Paris Saint Germain, che vince forse la partita più difficile dall’inizio del campionato: a Rennes va sotto dopo 5 minuti (autogol di Rabiot su angolo) e per almeno un tempo subisce il pressing asfissiante della squadra di Sabri Lamouchi che è abile a schierare i suoi secondo un 4-2-3-1 furbo che sfrutta la velocità di Sarr, Sliki e Niang sia in fase offensiva che in quella difensiva, dove il 4-4-2 regge per 44 minuti, quando Di Maria pareggia con un gran sinistro da fuori. Nel secondo tempo più verticalità parigina, Verratti allieta con qualche ottima trama verticale e Neymar tenta di essere il collante in transizione: il 2-1 di Meunier, una spanna sopra gli altri per intensità, arriva proprio su suggerimento del brasiliano e salva i suoi che chiuderanno la pratica con Choupo-Moting, altro ragazzo in cerca di vendetta che vuole dimostrare di non essere solo il pupillo di Tuchel. Senza troppi esperimenti di ruolo, la squadra raggiunge una sua quadratura interessante: sono 6 vittorie su 6.

Secondo posto solitario per il Lille (13 punti) che smette di sognare per rendersi conto dei propri mezzi: ancora una volta, la squadra di Galtier si conferma concreta, tecnica e rapida in transizione offensiva nonostante contro il Nantes di Cardoso debba abbandonare qualche numero in più quanto al possesso palla. Tra gli otto tiri in porta dei Dogues, da segnalare il gran gol di Jonathan Ikoné, un altro ragazzo “vendicativo” in cerca di riscatto: mezza europa lo cercava quando era al Paris Saint Germain (Juventus compresa), poi l’inspiegabile oblìo e la fuga a Montpellier dove peraltro le prestazioni erano state nella norma. A Lille ci hanno creduto da quest’estate, lo hanno acquistato per 5 milioni vendendo altri giocatori nel ruolo di trequartista proprio per permettergli di esprimersi al meglio.

Al terzo e quarto posto (a 11 punti) ci sono Montpellier e Tolosa: i primi non tremano di fronte all’assedio finale del Nizza dopo essersi portati avanti con Gaetan Laborde, che a 24 anni scopre di esser diventato un giocatore importante dopo anni di cadetteria tra Red Star, Brest e Clermont. Acquistato quest’estate dal Bordeaux (3 mln) più che di un riscatto necessitava di una consacrazione: la calma zen di mister Der Zakarian, che si è anche scollato di dosso l’appelativo di catenacciaro (3 grandi occasioni, 2 pali, 8 tiri in area contro il Nizza) ne stanno forgiando le movenze. Piccola nota italiana: Balotelli alla prima da titolare è apparso ancora in fase di rodaggio, poco incisivo e meno trascinatore del solito. A Nizza, volente o nolente, devono aspettarlo perché c’è infinitamente bisogno di un uomo che prenda in mano la squadra segnando gol importanti.

Gaetan Laborde (Montpellier) dopo il gol al Nizza, Sabato.

Jean-Clair Todibo, difensore francese del Tolosa classe 1999.

Il Tolosa invece non trova la falla e pareggia 0-0 ad Angers: continuando il discorso giovani, da tenere d’occhio l’ottima prova di Jean-Clair Todibo al centro della difesa toulousaine. La carta d’identità segna Dicembre 1999 ed in Francia la predisposizione a buttare nella mischia prendendoci in pieno è sempre molto alta.

Con Lione e Marsiglia, al settimo posto troviamo anche il Digione: gli uomini di Dall’Oglio stanno attraversando un periodo di pausa atletica e lo 0-0 contro il Reims lo ha dimostrato. Le ripartenze ci sono ma si presentano meno pungenti rispetto a qualche settimana fa seppur Wesley Saïd (attaccante) e Oussama Haddadi (terzino) godano di una grande falcata: il possesso del Reims e le trame offensive, seppur raramente pericolose, potevano portare ad un altro stop.

 

Il Saint-Etienne si gode invece la prima vittoria ed il ritorno della kop al Geoffroy Guichard: piegato il Caen 2-1, i punti diventano 9 e la sensazione è quella che il percorso intrapreso sia giusto e che la posizione rispecchi gli obiettivi prefissati. Tra le fila normande, da segnalare qualche interessante trama offensiva (come nel gol qui sotto) grazie anche alla qualità del marocchino Fayçal Fayr, tornato in Francia dopo anni di Liga. Solo la costanza non gli ha permesso, alla soglia del 30 anni, di diventare un fuoriclasse.

https://twitter.com/SCCR212/status/1043583333924519936

Tra le altre, il Monaco, alle prese con le tantissime assenze (Jovetic e Sidibé su tutti) e con una manovra a rilento, pareggia 1-1 contro un Nimes sempre combattivo che ha trovato nella batteria di difensori centrali e nell’organizzazione di Anthony Bobichon a centrocampo la vera e propria arma in più. Nel principato si godono il gol di Falcao ed il debutto di Golovin da subentrato, che ha già dimostrato di poter sparigliare le carte in tavola a suo piacimento.

Quanto al primordiale discorso di vendetta, o rivincita, ecco che ce ne parlano, a suon di gol, gli epurati della nostra Serie A: in uno scontro ad alta tensione tra Guingamp e Bordeaux, sono Cornelius e Karamoh, con una splendida azione, a portare al trionfo i girondini togliendoli di fatto dalla zona a rischio. Gli è stata data poca fiducia da noi? Loro cercano di comunicarlo così.

https://twitter.com/Pierodsinter/status/1043904028021858305

Guingamp invece ultimo a 0 punti e con un pesante passivo di 13 alla voce differenza reti. Antoine Kombouaré rischia la panchina ed i tifosi chiedono un avvicendamento protestando a suon di striscioni.

Chiudiamo con un ottimo Strasburgo che trionfa 3-1 in rimonta contro l’Amiens e si apposta sereno a quota 8 punti nella pancia della classifica. Ai bianconeri non bastano Gnahoré e Ganso, la salvezza sarà cosa lunga.

Dopo 6 giornate, ecco il punto:

 

 

 

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