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All’ombra del predestinato

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La Ligue 1 anche quest’anno sta confermando il dominio incontrastato degli ultimi anni del PSG. Gli innesti faraonici di Mbappé e Neymar nel 2017 non hanno fatto altro che aumentare il divario con le concorrenti, permettendo ai parigini di guidare in scioltezza anche questa stagione. Nonostante ciò non si può comunque negare come dai transalpini ultimamente siano usciti moltissimi talenti, pronti a prendersi la scena anche in campo internazionale. Benzema, Lacazette, Tolisso, Matuidi, Mendy, Mbappé, Dembelé, Hazard e Fekir sono solo alcuni dei tanti nomi usciti fuori dalla massima divisione francese. Anche in quest’annata però molti stanno mettendo in mostra tutte le loro potenzialità. In particolar modo il Lille sta disputando un campionato straordinario, al secondo posto con ben 49 punti, grazie soprattutto alla grinta e tenacia dei suoi temibili baby-fenomeni, che stanno stupendo tutta Europa. Oltre al già famoso e ormai imprescindibile Nicolas Pépé, molti sono rimasti attratti da altri campioncini del Lille, come Ikone e Rafael Leao, ma in particolar modo da Jonathan Bamba, altro punto di riferimento cruciale dei suoi in questa stagione.

NON È SEMPRE FACILE DISTINGUERSI

In qualsiasi contesto sociale è sempre difficile emergere e far valere le proprie potenzialità, a maggior ragione se circondati da gente forte e predestinata. Questo discorso è applicabile anche al mondo del calcio, e soprattutto al Lille, squadra in cui spesso si è messo in discussione non tanto il talento dei giocatori quanto la loro caparbietà ed il loro carattere, non ancora maturo e pronto per un’avventura importante. I calciatori però hanno dimostrato il contrario, fortifcandosi come gruppo, e riuscendo anche ad imporsi nonostante la presenza di elementi si spicco come Pépé e Ikone. Jonathan Bamba rappresenta il perfetto esempio di tutto ciò, e i suoi numeri descrivono la perfetta annata che sta vivendo. Arrivato quest’estate a zero dal Saint-Etienne, senza mai aver lasciato grande traccia ma essendosi guadagnato il nome di meteora, e con molti dubbi sul suo futuro, ha dovuto ricominciare da capo, conquistando però in poco tempo, oltre che la titolarità, anche l’affetto e la stima dei suoi compagni, nonché dello staff e della dirigenza. Il francese, di origine ivoriana, ha già siglato nove reti in questa stagione condite da 2 assist. Quello che più ha attratto però del classe 96′ è la sua enorme ed incredibile duttilità, che gli permette di giocare ala sinistra, ma anche all’occorrenza esterno destro o falso nueve per poter svariare su tutto il fronte offensivo. Fino ad oggi la sua presenza in campo è stata fondamentale, vista la capacità di sapere giocare nello stretto, abbinata ad una raffinata gestione del pallone ed una corsa micidiale, che lo rendono il giocatore adatto per diverse compagini europee. I suoi gol inoltre si sono rivelati decisivi in parecchie sfide importanti, a partire da quella contro il Marsiglia, nella quale con una doppietta ha fatto innamorare i suoi tifosi.

BAMBA TUTTO FARE

Come detto in precedenza la qualità che contraddistingue maggiormente Bamba non può che essere la sua duttilità. Grazie ad essa infatti Cristophe Galtier ha spesso potuto disporre la squadra con diversi moduli, adattandosi alle caratteristiche degli avversari e cercando di trarre il meglio dai propri giocatori in ogni singola partita. A prova di ciò, nell’ultima giornata, i francesi sono scesi in campo con un inedito 4-4-2 che gli ha permesso di prendersi tre punti importanti in casa del Guingamp. L’apporto di Bamba è stato cruciale soprattutto in fase difensiva, non avendo mai permesso pericolose sovrapposizioni agli avversari, e contribuendo a dare il giusto equilibrio ai quattro di centrocampo designati da Galtier.

Questa l’ultima partita di Bamba contro il Guingamp. Da notare la sua continua presenza su ogni zona della sua fascia

La sua velocità e quella di Pépé ha concesso inoltre alla squadra di trasformarsi in un attacco a quattro nella fasi di ripartenza, mettendo così in grosse difficoltà la difesa del Guingamp, cosa già successa diverse volte in stagione.
Tutto il suo valore però lo ha mostrato nel match contro il Marsiglia, nel quale, oltre ad una splendida doppietta, ha regalato ai suoi tifosi una prestazione magistrale e mostrando al mondo il suo infinito potenziale, testimoniato anche dell’interesse di club come il West Ham.

I movimenti di Bamba nel match con il Marsiglia

Ora il Lille è al secondo posto a più 6 dal Lione terzo in classifica, e molto è merito del giovane Bamba che dopo momenti complicati è riuscito ad alzare la testa e a ripartire fino ad arrivare il talento che tutti noi oggi possiamo ammirare, con la speranza di poter continuare a vedere questo spettacolo ancora a lungo.

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Gzira 1-6 Inter, vittoria schiacciante per i nerazzurri

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Durante la sosta per il Mondiale in Qatar, l’Inter ne ha approfittato per tenere il ritmo partita, e si è concessa un’amichevole contro lo Gzira United, club che milita nella prima divisione del campionato maltese. La gara è terminata con il risultato di 1-6 per la squadra di Simone Inzaghi. I nerazzurri si sono portati subito in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora, con le reti di Bellanova e Kristjan Asllani. Il club di Malta ha poi accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Jefferson. L’Inter ha dilagato e chiuso il match con le reti di Hakan Calhanoglu, Robin Gosens, Dimarco e Mkhitaryan.

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Tito post Turris-Avellino: “Dedico la doppietta a mia figlia”

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Tito

Nel post partita di Turris-Avellino, Fabio Tito, autore di una doppietta, ha analizzato la gara vinta 1-3 e il momento di forma della squadra, reduce da tre risultati utili consecutivi.

Il difensore biancoverde, visibilmente emozionato, ha dichiarato:

“Mi conoscete da un bel pò. Ho sempre messo la squadra al primo posto, anche quando segnavo a raffica e sfornavo assist. È la prima volta che provo un’emozione del genere, in una gara così importante, in un derby così sentito, realizzare due gol è un qualcosa di stupendo. Sono 3 punti pesanti, che ci consentono di allontanarci dalla zona calda. Dedico la doppietta a mia figlia che domani compie un anno. È il miglior regalo che potessi farle”.

Poi, sull’atteggiamento messo in campo:

“Se capiamo che dobbiamo scendere in campo con questa grinta, possiamo toglierci enormi soddisfazioni e raggiungere il quarto posto. Se la cattiveria viene meno, possiamo far fatica con tutti. Prepariamo la gara con l’Andria con maggiore spensieratezza ma sappiamo che non sarà facile senza i nostri tifosi. Sappiamo bene ciò che è successo a Foggia ma stanno penalizzando entrambe le società. Sarà una gara anomala senza l’apporto del pubblico, dobbiamo vincere soprattutto per loro“.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Brasile-Corea del Sud, le formazioni ufficiali

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Alle 20:00 si disputerà l’ottavo di finale tra Brasile Corea del Sud, per il passaggio ai quarti, dove la vincente affronterà la Croazia. L’ago della bilancia sembrerebbe pendere tutto dalla parte della squadra di Tite, che vuole assolutamente cancellare il ricordo della sconfitta contro il Camerun. Dall’altra parte, Paulo Bento vuole continuare a far sognare una nazione, portando la Corea ai quarti di finale, dopo aver compiuto una vera e propria impresa contro il Portogallo. Arrivati nella fase a eliminazione diretta, ora più di prima, nessuno vuole rinunciare a sognare di alzare l’ambita coppa, chi per la prima volta nella sua storia, chi per la sesta, aumentando ancora di più il margine di distacco su Italia e Germania.

LE UFFICIALI

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinos, Thiago Silva, Alex Sandro; Casemiro, Lucas Paqueta; Raphinha, Neymar, Vinicius Junior; Richarlison. Commissario Tecnico: Tite.

COREA DEL SUD (4-3-3): Seung Gyu; Moon-hwan, Kim Min-jae, Young-gwon, Kim Jin-su; In-beom, Woo-young, Jae-sung Lee; Hee-chan, Gue-sung, Son Heung-Min. Commissario Tecnico: Paulo Bento.

 

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Salvatore Carmando e la storia del fisioterapista amico di Maradona

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Maradona

“Lo sai che io ti amo

ovunque tu sarai, ti seguiremo

nella mente c’è un ricordo che non mi abbandona

Il bacio di Carmando a Maradona!”

C’è una storia forse poco nota al grande pubblico, una storia di amicizia e di sport, la storia di uno dei più grandi fisioterapisti che una squadra di calcio abbia mai avuto. Quel coro sopra riportato rappresenta la testimonianza dell’amore di un popolo, quello partenopeo, che ringrazia e rende omaggio ad un grande professionista.

Mai nella storia del calcio una tifoseria aveva dedicato cori ad un membro dello staff. Quindi, per una volta, non ci soffermeremo a parlare delle gesta di un numero diez ma approfondiremo l’importanza di un massaggiatore all’interno degli equilibri di una squadra e la sua storica amicizia con il numero diez più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.

GLI INIZI DELLA CARRIERA

Salvatore Carmando nasce a Salerno ma diventerà napoletano d’adozione, figlio di Angelo Carmando, fisioterapista della Salernitana a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, allora guidata da Gipo Viani (di cui approfondiremo nei prossimi articoli la sua importanza).

Salvatore approda al Napoli la prima volta nella stagione 1974-1975, dapprima nelle giovanili e poi nella stagione 1976-1977 come 1° massaggiatore ufficiale della squadra, che lascerà molti anni dopo, precisamente nel 2009.

L’INCONTRO CON MARADONA

Salvatore Carmando è stato per Maradona un amico, un confidente, un fidato consigliere, non semplicemente un massaggiatore.

Maradona e Carmando si trovano subito, nel primo ritiro di Castel del Piano, come afferma lo stesso Salvatore in un’intervista a “La Famiglia Cristiana” <<Mi osservò per un po’ di tempo mentre lavoravo, in silenzio. Poi Maradona mi scelse: sarai tu il mio unico massaggiatore. Non si faceva toccare da altri e per stendersi sul lettino dei massaggi aspettava che tutti i compagni fossero andati via dallo spogliatoio. Restavamo lì, da soli. Per ore. Nacque così un rapporto personale, oltre che professionale»

Ma per capire davvero l’importanza che Carmando aveva per Maradona basta sapere che nel 1986 il pibe de oro, in occasione dei Campionati del Mondo del 1986 che si sarebbero tenuti in Messico, volle Salvatore come massaggiatore della Nazionale Argentina, un’iniezione di stima e fiducia che Carmando ripagherà, anche nei momenti più difficili di quelle settimane.

Infatti come racconta lo stesso ex-fisioterapista, Carmando durante quegli interminabili giorni in Messico, fu per 10 giorni colpito da dissenteria, giorni terribili che misero a dura prova la sua permanenza con la nazionale Albiceleste, ma alla fine sappiamo tutti come ando’ a finire.

Carmando ricorda quei momenti in un’intervista rilasciata ad areanapoli.it “Arriviamo in Messico e per dieci giorni la dissenteria non mi dà tregua. A un certo punto avviso Diego che non ce la faccio più e che voglio andare via. Lui capisce che faccio sul serio solo quando mi vede preparare la valigia: viene in camera mia e mi ferma. ‘Resisti almeno un altro po’, dai’. Un attimo dopo Maradona lascia il ritiro con un componente dello staff della nazionale argentina e ricomparire dopo un’ora, trascinando due cassette d’acqua minerale italiana. Non seppi mai dove le aveva trovate, Ma il mal di pancia mi passò”.

La Nazionale Argentina vince la Coppa del Mondo e Carmando assiste al goal del secolo, dalle tribune del mitico stadio Azteca di Città del Messico e gioisce insieme all’amico Maradona una vittoria aspettata e sognata sin da bambino.

LA MONETINA DI ALEMAO

Un altro avvenimento curioso che rafforza ancora di più il rapporto tra Carmando e i suoi tifosi è rappresentato dal famoso episodio della monetina di Alemao, quel famoso 8 Aprile del 1990, dove in palio c’era uno scudetto e il Napoli di Maradona era ospite al Comunale di Bergamo per giocare contro l’Atalanta.

Vedete, se oggi per un calciatore è difficile giocare solo in alcuni stadi, dove si sente maggiormente la pressione del tifo di casa, un tempo era cosi’ per tutte le partite giocate in trasferta.

Quel giorno, a Bergamo, ci si giocava lo scudetto.

Al minuto 32′ del secondo tempo una monetina da 100 lire colpisce il capo di Ricardo Rogerio de Brito, al secolo “Alemao” che si accascia a terra.

Carmando corre verso il campo per prestare soccorso ed esclama quelle parole che ancora oggi a Napoli ricordano bene: “Statte ‘n terra”. Carmando disse queste parole semplicemente per curare meglio il calciatore brasiliano, ma vennero interpretate dal pubblico come una “bugiardata” fatta ad-hoc per ingigantire l’accaduto.

I tifosi dell’Atalanta si accanirono sul fisioterapista partenopeo per quelle parole che, secondo loro, avrebbero deciso il campionato.

Il Napoli infatti, a 3 giornate dalla fine, riceve la vittoria a tavolino e quella partita resterà negli annali della storia del calcio poichè il Napoli vincerà lo scudetto tre settimane dopo.

Salvatore Carmando, aldilà di questo episodio controverso, è considerato da tutti il re dei fisioterapisti e oggi tutti ne ricordano l’impegno e soprattutto l’amicizia profonda con El Diez più forte di tutti i tempi, Maradona.

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