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Lille, Davide che sfida ancora Golia

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Nel nord della Francia, vicino al confine con il Belgio, si trova Lilla, un tempo importante centro commerciale delle Fiandre Francese, oggi cittadina universitaria di circa 200mila abitanti. Nell’area metropolitana della città, si trova lo stadio Pierre Mauroy, cattedrale che ospita le partite della storica squadra della città, il Losc Lille. Nata dalla fusione delle due squadre locali negli anni ’40, tra alti e bassi ha saputo stabilizzarsi ai vertici del calcio Francese negli anni 2000, dopo decenni turbolenti tra prima e seconda divisione, vivendo un periodo come società pubblica, poi fallita e portata dal tecnico Halilhodžič in Champions League.

Il nuovissimo stadio del Lille.
Fonte immagine: Stadepierremauroy.com

E ora, con uno dei progetti più interessanti d’Europa, i Dogues vivono un momento d’oro, da soli in testa alla Ligue 1, con 4 punti di vantaggio dal Psg. Per capire perché il sogno di una città, per quanto difficile, sia tutt’altro che impossibile, dobbiamo ritornare alla fine del 2017, quando il deludente corso del Loco Bielsa finisce con l’esonero del tecnico e la panchina viene affidata a Christophe Galtier.

Christopher Galtier, manager dei Mastini.
Fonte immagine: Calciomercato.com

GALTIER, RIVOLUZIONE SILENZIOSA

Il Lille è penultimo in campionato e ha appena ricevuto il blocco del mercato in entrata per la sessione di gennaio, che impedisce alla società di migliorare le lacune mostrate nella prima fase di campionato. È questa la situazione nella quale si presenta Christophe Galtier, chiamato dopo la pessima esperienza di Bielsa. La retrocessione viene sventata solo nelle ultime giornate e il 17esimo posto finale rispecchia l’annata disastrata ed è il punto di (ri)partenza del nuovo corso tecnico. La stagione 2019 segna la ribalta della squadra, guidata da giocatori esperti come Josè Fonte, rivelazioni come Maignan, eletto migliora portiere del campionato e dal trio Bamba-Ikonè-Pepè, 38 gol in 3.

Il trio delle meraviglie.
Fonte immagine: footbal.london.com

Il Psg è ancora troppo forte e domina ancora il campionato, ma il secondo posto della banda di Galtier vale oro e segna il ritorno del Lille nell’Europa che conta dopo 7 stagioni. La stagione successiva inizia con un tris di cessioni da 130 milioni di euro, Pepè, Leaõ e Mendes, sostituiti da Sanches, Yazici e Osihmen. I nuovi acquisti entrano perfettamente nel 4-4-2 di Galtier e formano l’ossatura della squadra che ripete il risultato dell’anno precedente conquistando ancora un posto in Champions.

Osihmen, ora centravanti del Napoli.
Fonte immagine: lastampa.it

FUGA VERSO LA VITTORIA

All’inizio di questa stagione, dopo le cessioni di Osihmene e Gabriel, pochi si sarebbero aspettati un Lille capace di fare 58 punti in 26 partite, segnando 58 gol e concedendone solo 16. Fondamentale è stato l’impatto dei nuovi acquisti, che ancora una volta sono riusciti a sostituire i partenti di lusso: giocatori come David, Burak Yilmaz e Yazici hanno fatto nuova linfa all’attacco. L’esplosione di giocatori come Sanches e Soumare ha formato un centrocampo tra i migliori in Europa, capace di coordinare qualità e quantità e dare copertura alla difesa.
E ora, dopo la vittoria per 4-1 a Lorient e la sconfitta del Paris al Louis II di Monaco, i Dogues volano a +4 in classifica, correndo verso un sogno chiamato Ligue 1 che dista altre 12 fatiche. Tra queste, lo scontro diretto al Parco dei Principi del 4 aprile, fondamentale per rompere il dominio parigino sul campionato, rinnovando l’eterna sfida dei Davide contro Golia, per scrivere un nuovo capitolo della storia del Calcio Francese.

Yusuf Yazici, bomber autore di una tripletta a San Siro.
Fonte immagine: goal.com

(Fonte immagine in evidenza: sito ufficiale della squadra)

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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