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L’impatto infortuni per lo scudetto

La sfida scudetto prosegue, anche a “colpi” di infortuni. Infortuni che hanno letteralmente ferito una Juventus comunque ben attrezzata, a differenza di un Napoli che come ben si sa, fa affidamento quasi sempre ai soliti 12/13 giocatori divenuti inamovibili. L’ultimo uomo in casa Juve ad aver prenotato un posto in infermeria è stato Alex Sandro, che ha seguito a ruota Chiellini. Il centrale della Nazionale ha letteralmente interrotto la propria partita contro la Spal per un problema muscolare. Insomma, continua a piovere sul bagnato in casa bianconera.

Discorso ben diverso per la compagine partenopea, la quale per ora non ha mai realmente avuto guai “costanti” relativi ai propri uomini. Tolti Ghoulam e Milik, entrambi parecchio sfortunati, gli azzurri ben speranzosi per questa annata hanno mostrato quasi sempre una tenuta fisica pazzesca, quasi impronosticabile all’inizio dell’anno, specialmente per gli alti ritmi sostenuti dalle pedine di Sarri.

DATI DA CAPOGIRO

Sembrerà assurdo, ma l’armata campione d’Italia ha registrato praticamente un infortunio per ciascuno dei propri giocatori. Numeri alla mano, si sono già superati abbondantemente i 32 infortuni stagionali (record) dello scorso anno.

https://www.transfermarkt.it/juventus-fc/ausfallzeiten/verein/506/plus/1?reldata=CL%262017

I dati riportati da Transfermarkt parlano chiaro: la squadra di Allegri non ha mai realmente avuto tutti i membri a disposizione. Anche i portieri, tutti e 3 (sì, pure Pinsoglio), hanno avuto qualche problema in questa annata. Buffon e la questione polpaccio sono andati di moda fino lo scorso mese, mentre il suo vice Szczesny ha accusato dei fastidi nella pre-season, anche se poi a dir la verità è stato sempre a disposizione per tutto il campionato.

La difesa è stata forse quella meno ferita, anche se diversi infortuni vissuti a giro da De Sciglio, Chiellini e Benatia non hanno reso semplice il compito di costruire una difesa davvero organica come quella attuale. Difesa appunto che si è formata davvero bene solo quando gli elementi principali (Chiellini e Benatia) non avevano nessun tipo di problema. E i risultati parlano chiaro… dozzina di clean sheet e accumulo di punti decisamente pazzesco.

Anche centrocampo e attacco sono stati infettati da un virus figlio di sfortuna e preparazione un po’ criticabile. I soliti acciacchi di Khedira erano prevedibili, qualche difficoltà per Marchisio pure, meno invece il breve stop muscolare avuto da Matuidi alcune settimane fa. E se poi pure gli argentini là davanti sono costretti a rientrare ai box per diversi problemi di natura differente, la minestra è fatta. Per non parlare dell’accoppiata croata, con un Pjaca quasi mai disponibile ma più che mai necessario ora come ora se fosse ancora a Torino. Per Mandzukic discorso più complicato.

Unici a non aver mai avuto appuntamenti con l’infermeria Bentancur e Douglas Costa, elementi tra l’altro interessanti ma usati in modi diversi. Allegri, tra le diverse difficoltà che appunto rientrano nella categoria infortuni, è stato decisamente fenomenale nel riuscire a fare dei propri uomini giocatori tutti utili ma nessuno indispensabile.

Ad oggi però la situazione resta complicata, con i due jolly Cuadrado e Bernardeschi ancora KO e probabilmente indisponibili fino a maggio, se non addirittura fino a fine stagione (che poco dista dal mese che precede l’estate). Inutile invece parlare di Howedes, sconosciuto forse pure a chi possiede l’abbonamento allo stadio proprio dietro le panchine in cui siedono Allegri e colleghi.

RESISTENZA BEN AUGURANTE

Prosegue invece senza importanti intoppi la stagione del Napoli. Una squadra che fa dei propri 11 l’unica arma realmente competitiva con la nemica numero uno residente a Torino. Eppure si sa, durante una stagione è possibile incappare in molti imprevisti, del tutto dispiacevoli. Tuttavia l’armata azzurra sembra essersi coperta sufficientemente bene dalla sciagura, visto che il numero stagionale di infortunati è decisamente inferiore ad una media complessiva associabile ad una potenziale vincente di un campionato. Ricorda quasi il Leicester di Ranieri, nel quale erano davvero pochi gli assenti per infortuni durante le relative giornate di campionato.

I colpi sofferti in termini infermieristici sono quasi tutti stati di natura imprevedibile. La sfortuna ha letteralmente colpito due elementi che potevano rivelarsi protagonisti per tutto l’anno, Ghoulam e Milik. Per il secondo si tratta dell’ennesimo infortunio grave da quando è a Napoli. Più doloroso a livello tattico, emotivo e forse anche tecnico lo stop dell’algerino, in totale ascesa fino al momento del crack al ginocchio.

Insomma, il lavoro atletico e preventivo sta dando i suoi frutti per ora, ed è difficile ormai attendersi un calo improvviso da parte degli uomini Sarriani. Il famoso febbraio, mese della prova del nove, è passato, ma non è passato per niente l’entusiasmo partenopeo, sempre più promettente in vista di questo finale.

Anche in questo caso i dati parlano chiaro: https://www.transfermarkt.it/ssc-neapel/ausfallzeiten/verein/6195

Pazzesca la serie di caselle verdi che formano il rendimento dei principali attori del gioco napoletano. Hamsik è stato utilizzato spesso con grande attenzione, quasi a risparmio energetico. Discorso totalmente opposto per i tre là davanti, presenti sempre e ovunque in campionato. Insigne ha saltato solo una partita, quella casalinga con la Fiorentina, terminata tra l’altro 0-0… Mertens e Callejon invece non hanno mai assaporato dall’inizio la pelle della panchina a bordocampo.

ULTIMO ATTO

Inutile negare che per ora sia la Juventus la squadra con un percorso più complicato da affrontare per questo finale di stagione. Complicato per gli uomini a disposizione, per lo stato di forma, per il numero di impegni e per il calendario. Un calendario che prevede tra l’altro il big match a Torino. Chissà se ci saranno ancora 2 punti a dividere queste squadre che per ora stanno facendo grandi cose. Forse, dopo 6 anni, è stato colpito il monopolio Juve.

Parlare di incognita significa dare un peso particolare a quanto realmente siano importanti gli infortuni in una annata fondamentale. Prevenire è meglio che curare, anche se a Torino non sembra ben conosciuto questo detto. E pensare che ormai i tifosi bianconeri ci han fatto l’abitudine con l’era Allegri. A Napoli invece, forse anche per il clima differente e più lontano dal portare rogne muscolari, si continua a lavorare sodo per quel sogno che poi così sogno non è…

 

 

 

 

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