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L’importanza di essere De Rossi

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“Ha rischiato di smettere dopo l’infortunio. Io so quanto ci è mancato, lui può determinare anche un sistema di gioco per la sua intelligenza tattica. E’ il mister in campo perché sa trasferire i messaggi che do dalla panchina.”

Poche, semplici parole, ma tanto basta per esaltarne il ruolo. La sintesi perfetta di un concetto tanto elementare quanto fondamentale per la macchina tattica di mister Di Francesco. Daniele De Rossi è fondamentale per questa squadra.

Lo spettacolare stile di gioco cui il mister aspira non può che passare per le sue doti. Metronomo in campo fra le due linee, equilibrista nel verso senso del termine, il solo in grado di strutturare uno schema tattico votato all’attacco ma che necessita al tempo stesso di organizzazione e logica nella fase di non possesso.

Nell’incandescente atmosfera di un Olimpico in rivolta, dopo il clamoroso risultato in Coppa Italia (sconfitta per 7 a 1 contro la Fiorentina), la sentenza finale contro il Milan è il pareggio. Al tandem Paquetà-Piatek i giallorossi rispondono con la tenacia del sempre più prezioso Nicolò Zaniolo. Una cavalcata dura, in rimonta per la Lupa, che passa per la leadership del suo capitano.

LA PARTITA DEL CAPITANO

L’esultanza al gol del pari di Zaniolo è eloquente e fa rendere conto davvero di quanto fosse mancato De Rossi alla Roma. L’abbraccio con lo straordinario novellino simbolo del futuro, la grinta e la carica mostrate sul campo sono quelle dei predestinati. La prestazione, poi, è senza dubbio quella dei giorni migliori.

Una vita da mediano” la sua, come recitano le celebri note di Ligabue. Mediano e capitano, una sintesi di responsabilità fra le più pesanti in questa Roma, in questo momento. Ma i campioni non smettono di sorprendere: abitudinari nella grandezza, certezze infrangibili nelle fratture di squadre allo sbando. I suoi 35 anni sono solo una maschera anagrafica: contro il Milan ha avuto la lucidità e lo spirito corsaro di un ragazzino intento a conquistare il mondo, pur avendo disputato i primi novanta minuti da quattro mesi a questa parte.

La posizione in campo di De Rossi (16) in mezzo al rettangolo di gioco. Una straordinaria prestazione la sua, che gli ha permesso di arginare le cavalcate di Bakayoko (14), Kessie (79) e addirittura il terzo centrocampista rossonero, Paquetà (39). In fase di non possesso tiene bene in marcatura Piatek (19).

4-3-3 o 4-2-3-1, la sua posizione in campo non cambia: una diga davanti alla difesa, ad arginare le iniziative in mezzo al campo dei rossoneri e in marcatura stretta di Piatek in fase di non possesso. Il centrocampo rossonero è una sintesi di quantità (Bakayoko e Kessie) e qualità (Paquetà in netta crescita, autore dell’assist sul gol di Piatek) in grado di mette in grande difficoltà gli avversari. Ma non De Rossi: con il 100% di contrasti difensivi e duelli vinti il capitano è il direttore d’orchestra di una sinfonia difensiva che mancava da tempo ai giallorossi. Da note strazianti del reparto difensivo (12 gol nelle precedenti 3 partite) a dolce sinfonia, nel segno di una sicurezza del reparto che non può che migliorare e crescere, grazie a lui.

Heatmap e Touchmap della partita di De Rossi, a evidenziare la posizione in mediana nel corso della partita, ad aiutare la difesa e a impostare nel corso dell’incontro.

Un colpo all’occhio di Piatek in avvio di gara, al minuto 4, lo ha messo ko per un paio di minuti. Ma questo non basta a fermarlo. Giusto il tempo di rimettere a fuoco il campo, e De Rossi si è letteralmente caricato sulle spalle la squadra. I suoi 69 tocchi nel corso dell’incontro si sono fatti sentire, arginando il gioco del Milan e spadroneggiando sul piano del gioco.

De Rossi (evidenziato in rosso) ad impostare.

Fazio e Pellegrini sono i malcapitati colpevoli del gol del vantaggio rossonero con i loro errori, ma la Roma ha reagito fin da subito, trovando in avvio di ripresa il gol con Zaniolo. Il risultato parla di pareggio, ma il campo ha raccontato una superiorità giallorossa evidente: 17 le conclusioni della Lupa, contro le 8 del Milan, di cui 5 nello specchio della porta. I rossoneri hanno puntato tutto sulle ripartenze e sono stati premiati. Ma la Roma ha giocato meglio grazie al suo capitano, che ha alternato l’impostazione di gioco all’iniziativa dei compagni, in occasione della quale arretrava la posizione per coprire il reparto arretrato. Il titolo di “mister in campo” non si ottiene così alla leggera.

De Rossi (evidenziato in rosso) arretra la posizione nel momento in cui è Fazio ad impostare, in occasione dell’azione che porterà al gol della Roma.

La difesa, sebbene con evidenti limiti ancora, ci ha provato; Daniele De Rossi ci ha provato, mettendoci il cuore e sopperendo alle mancanze dei suoi compagni dietro. 16 i contrasti della difesa, molti dei quali grazie al suo Campione del Mondo. La sua capacità di chiudere le verticalizzazioni avversarie, l’essere un costante punto di riferimento per i difensori centrali in fase di impostazione, la personalità e la grinta sfoderate contro i rossoneri sono mancate eccome, alla squadra di Di Francesco.

IL RITORNO DEL GLADIATORE

98 giorni rappresentano un’infinità di tempo nell’era del Calcio dai mille impegni e competizioni. Si gioca sempre di più, si deve dare sempre di più in campo. Del resto “the show must go on” e lo spettacolo del pallone non può che passare dai suoi protagonisti. E in una Roma sorprendente e imprevedibile come quella di quest’anno il direttore d’orchestra non può che essere il capitano.

Cuore, personalità, qualità ed esperienza, questo è De Rossi, un faro per le future generazioni. Il periodo a tinte fosche dei giallorossi passa di certo per la sua assenza. Una mancanza che ha tolto morale e fiducia, lasciando leadership e regia in mano a uomini non all’altezza del delicato compito. 12 gol subiti nelle ultime 3 partite dalla Roma, una difesa allo sbando, senz’anima ne’ idee. Ma nella notte di Roma-Milan il pensiero di De Rossi torna prepotente a tingere il campo di colori che sanno di organizzazione e sicurezza.

La stagione giallorossa riparte senza dubbio da lui. 90 minuti che hanno ridato un volto dignitoso a uomini allo sbando, senza una guida. Ma ora il gladiatore è tornato. Fondamentale per Di Francesco, imprescindibile per un pubblico che chiede il cuore in campo e soddisfazioni sugli spalti. E Daniele De Rossi nel corso di questi anni ne ha regalate di emozioni, a tutto il popolo del calcio. Che ora lo riabbraccia.

 

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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Calcio Internazionale

Haller, un passo in più verso la guarigione

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Haller

Il mondo del calcio si stringe attorno a Sebastian Haller, attaccante del Borussia Dortmund. Il giocatore francese naturalizzato ivoriano è, ormai da diversi anni, alle prese con un tumore ai testicoli e ha completato nella giornata di oggi la seconda operazione chirurgica. A rendere pubblico l’esito positivo dell’intervento è lo stesso calciatore attraverso il suo profilo Instagram.

IL MESSAGGIO

Haller, attraverso un breve messaggio pubblicato sotto ad una foto che lo ritrae sorridente sul suo letto d’ospedale, ha voluto rassicurare così i suoi tifosi e seguaci: “Completata una nuova tappa. L’operazione numero 2 è andata a buon fine! Un grande grazie al team medico per l’aiuto quotidiano, non vedo l’ora di passare allo step successivo”

Dopo un lungo calvario iniziato nell’estate dello scorso anno, Sebastian Haller sembra finalmente essere sulla strada della riabilitazione. 

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Calcio Internazionale

Due anni dalla scomparsa di Diego: il ricordo di Infantino

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Fifa, Maradona sospeso dal videogioco

Due anni fa veniva a mancare il talento più grande e cristallino che il mondo del calcio abbia mai visto. La controversa figura di Diego Armando Maradona, in un modo o nell’altro, ha conciliato tifosi e appassionati di tutto il mondo,  elevandosi a tal punto da diventare una vera e propria leggenda di questa disciplina. In occasione del secondo anniversario della morte del Pibe de Oro si è allora espresso Gianni Infantino, presidente della FIFA.

IL RICORDO DI INFANTINO

L’ho sempre detto, lo ribadisco anche ora che sono più convinto che mai: ciò che Diego ha fatto per il calcio, facendoci innamorare di questo bellissimo gioco, è unico. Maradona è immenso e merita la nostra eterna gratitudine per averci stupito con il suo incredibile talento e sì, anche per essere stato così unico a modo suo: per essere stato una leggenda, un eroe, un uomo. Per essere stato Maradona. La tua figura è in primo piano in tutte le favole del calcio, riposta in pace Diego”. 

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Calciomercato

La Fiorentina ci prova per Arnautovic: secco no del Bologna

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Arnautovic

L’inizio stagionale di Marko Arnautovic è stato sensazionale. L’attaccante austriaco, capace di insaccare la rete 8 volte in 13 partite, ha confermato in questo primo segmento di campionato la sua caratura.  A mettere gli occhi sul classe ‘89 è stata, tra le altre, la Fiorentina di Rocco Commisso.

LA PROPOSTA

Per fare proprie le prestazioni del centravanti del Bologna il board del Giglio avrebbe messo in tavola un ipotetico scambio tra attaccanti. Secondo la Gazzetta dello Sport, infatti, la proposta presentata al ds rossoblu Sartori prevedeva un ipotetico cambio di casacca tra Arthur Cabral e Arnautovic. In aggiunta alla suddetta formula (regolata formalmente da un doppio prestito dei due giocatori) la Viola avrebbe offerto al Bologna 12 milioni, da riscattare eventualmente  al termine del periodo “di prova”.

LA RISPOSTA

Giovanni Sartori, responsabile dell’area tecnica del club emiliano, ha spezzato sul nascere la trattativa. Il Bologna, come dimostrato nella finestra di calciomercato estiva, non intende infatti privarsi del proprio numero 9. Così come Juventus e Manchester United (le quali hanno dimostrato interesse nei confronti dell’austriaco), la Fiorentina dovrà tenere a freno il desiderio di avere il giocatore tra le proprie fila, e di formare la pesante coppia d’attacco Jovic – Arnautovic. 

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