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Calcio Internazionale

L’impresa sfiorata di una grande Dea

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Alla vigilia ci si aspettava un match di livello altissimo, quantomai equilibrato ed aperto a qualsiasi risultato (per un motivo o per un altro). E così è stato, seppur in parte.

Solo una giocata individuale di Ferland Mendy ha risolto una partita dal risultato incerto fino all’ultimo istante di gara. Un gol davvero splendido, ma che per i bergamaschi sa di vera e propria beffa, soprattutto dopo una partita giocata per ben 72 minuti in 10 contro 11.

Al 18° del primo tempo, infatti, si verifica l’episodio cruciale del match sempre con Mendy protagonista: a seguito di un’incursione del terzino francese, gli orobici si sono ritrovati inaspettatamente in inferiorità numerica, per via del cartellino rosso sventolato a Remo Freuler. Un’espulsione sicuramente discutibile per entità del contatto e direzione del pallone, giustificabile unicamente per la posizione in cui il calciatore svizzero ha compiuto il fallo.

Fonte: Corriere dello Sport

Quello che è certo, però, è che questa decisione ha inciso pesantemente sulla gestione del match da parte degli uomini di Gasperini, che infatti già al 30° è stato obbligato ad operare il primo cambio, complice anche l’infortunio occorso a Duvan Zapata. La mancanza di un uomo e la forzata rinuncia al puntero colombiano hanno costretto l’Atalanta a snaturare il suo stile di gioco, pensando soprattutto a limitare i danni.

L’amarezza, tuttavia, non rimane solo per l’intervento dell’arbitro Stieler. Il Real, infatti, si presentava al Gewiss Stadium con una squadra decimata dagli infortuni: ben nove le assenze, tra cui Benzema, Sergio Ramos, Valverde e Carvajal (per citarne solo alcuni). Era quindi importante sfruttare a pieno l’occasione e tentare un colpaccio che avrebbe di certo consentito di arrivare al match di ritorno in piena fiducia.

Purtroppo, non sempre tutto va come sperato.

 

REAL MADRID: UN SOFFERTO PASSO VERSO I QUARTI

Partiamo da coloro che dalla battaglia di ieri sera escono, seppur di un pelo, vincitori: il Real Madrid di Zinedine Zidane. Il mister francese ieri aveva le scelte obbligate per via degli uomini contati, e di certo affrontare un match a eliminazione diretta in questo stato non avrebbe aiutato nessuno.

Tuttavia, è allo stesso tempo evidente come gli undici schierati da Zizou fossero tutti quanti nettamente superiori rispetto ai bergamaschi. Basti pensare che per sopperire alle assenze in attacco, il Madrid ha potuto schierare Vinicius, Asensio ed Isco. Un trio che farebbe invidia a molti club nel mondo.

Fonte: ANSA

E se alla superiorità tecnica si aggiunge quella numerica, è naturale che il compito risulti notevolmente facilitato.

Nonostante la strada verso la vittoria dei blancos sembrasse spianata, alla fine dei giochi si è rivelata decisamente più tortuosa, complice anche la grande prestazione difensiva dell’Atalanta. Non si può non dire, infatti, che la prova dei madrileni abbia lasciato in parte a desiderare: un palleggio troppo prolungato e quantomai sterile, poche le occasioni veramente degne di nota, il più delle volte scaturite da invenzioni individuali. Di certo, ha contribuito molto anche la scelta di Isco in posizione di falso nueve, che ha permesso alle merengues di poter vantare un uomo in più in fase di possesso, ma che di fatto ha tolto alla squadra il riferimento centrale offensivo per più di un’ora.

Parallelamente, risaltano le ottime prestazioni di Kroos e Modric, capaci di prendere in mano le redini del centrocampo (per non dire di tutta la squadra), sfornando passaggi e imbucate in quantità. Zidane, inoltre, ha di certo reso loro la vita più facile quando nel secondo tempo ha rivoluzionato completamente il tridente d’attacco, inserendo forze giovani e fresche come Sergio Arribas e Hugo Duro. Apparentemente una decisione strana, per non dire folle, ma che invece si è rivelata particolarmente efficace, permettendo ai blancos di alzare ancora di più il baricentro e trovare spazi all’interno della difesa bergamasca con più facilità.

Fonte: profilo Instagram @ferland_mendy

Il gol nel finale, poi, è la vera luce della partita del Real, l’ultimo schiaffo a quella dell’Atalanta. Un gol che pesa come un macigno sulle speranze di qualificazione dei bergamaschi, che ora sono chiamati all’impresa al Valdebebas. Un’impresa comunque non impossibile soprattutto per l’assenza dello squalificato Casemiro, uomo chiave del centrocampo di Zidane, che anche ieri ha sfornato una prestazione sontuosa.

Inoltre, il Real non è nuovo a questi scenari, basti pensare al tracollo subito ad opera dell’Ajax due anni fa quando i lancieri ribaltarono l’1-2 dell’andata realizzando ben quattro reti al Santiago Bernabeu.

 

ATALANTA: FINCHÉ C’È VITA C’È SPERANZA

Nonostante la sconfitta, la Dea merita comunque applausi a scena aperta. In pochi sarebbero stati in grado di non mollare neanche un centimetro contro una squadra come il Real Madrid. In pochi sarebbero stati in grado di mettere da parte la rabbia e la frustrazione per l’ingiustizia subita e resistere stoicamente all’inferiorità numerica. Quasi nessuno avrebbe imbracciato gli scudi, preparandosi a una vera e propria battaglia.

E pensare che l’approccio alla gara era stato quello giusto. Nessun timore reverenziale nei confronti dell’avversario, nessuna paura di imporre il proprio stile di gioco. Ovviamente, non ci si poteva aspettare la solita Atalanta arrembante, perché attaccare all’arma bianca il Real Madrid non è sinonimo di spregiudicatezza, ma di follia. D’altronde persino mister Gasperini, alla vigilia, aveva fissato come obiettivo primario l’importanza di lasciare aperto il discorso qualificazione per il match di ritorno.

Fonte: Goal.com

Un vero peccato che la partita, che avrebbe potuto essere spettacolare e travolgente, in pochi istanti ha cambiato meramente faccia. L’espulsione rimediata da Remo Freuler inevitabilmente ha condizionato la Dea, mentre l’infortunio di Zapata ha segnato in maniera netta l’andamento del match. Tuttavia, fino alla fine della prima frazione, i bergamaschi hanno dimostrato di poter essere ancora in partita, lanciandosi in qualche sortita offensiva (purtroppo non sfruttata a dovere), ma soprattutto limitando al minimo la pericolosità dei madrileni.

Il canovaccio della gara, però, peggiora nel secondo tempo, quando nei primi minuti Mæhle e Gosens sono costretti a salvare per due volte Gollini dai colpi di Modric e Vinicius. La palla è ormai sempre in possesso dei blancos, e di conseguenza Gasperini decide di inserire Ilicic al posto di un Muriel letteralmente annichilito da Varane.

Tuttavia, è evidente fin da subito che lo sloveno non sia minimamente in partita. Tra scelte del tutto errate e palloni persi, la prestazione del 72 atalantino è senza dubbio la più deludente tra tutti i ventidue scesi in campo. Non si capisce se a mancare fosse la voglia o la condizione fisica, fatto sta che dopo appena mezz’ora viene richiamato per lasciar spazio a Malinovskyi. Una scelta meritata e prevedibile, ma non condivisa dallo stesso Ilicić, che si è recato direttamente negli spogliatoi, scuro in volto e visibilmente infastidito.

Fonte: Sky Sport

La magia di Ferland Mendy, poi, abbatte il muro bergamasco, tenuto fino a quel momento in piedi da Djimsiti, Romero e Rafa Toloi. Il capitano, in particolare, si è reso protagonista di una partita splendida ed è anche per questo che le sue parole sanno ancor di più di forte rammarico.

“Abbiamo combattuto fino alla fine, giocare contro il Real Madrid è difficile, in 10 ancora di più. […] Peccato, ma abbiamo fatto comunque una grande partita a livello difensivo, dimostrando di potercela giocare alla pari anche con loro. Abbiamo una seconda partita e possiamo fare bene là, portando a casa la qualificazione.”

Il passaggio del turno, come detto dal difensore neoitaliano, è ancora in discussione. Nulla è perduto, nulla è da perdere. Il pronostico, a sorteggio appena avvenuto, era infatti decisamente sfavorevole. Adesso l’Atalanta può giocarsi la partita della vita con la certezza che eliminare il Real Madrid sarebbe di sicuro una grande impresa. L’importante è scendere in campo con la mente libera, abbandonando tatticismi che non le sono propri e giocando il suo calcio, alla ricerca di quei due gol che le varrebbero i quarti di finale.

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La FIFA apre un’indagine su quattro calciatori dell’Uruguay!

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Cavani attaccanti Juve

Una delle tante sorprese di questo Mondiale in Qatar è stata l’eliminazione dell’Uruguay. Al fischio finale della partita, in particolare quattro calciatori in maglia celeste (Muslera, Godin, Gimenez e Cavani) si sono avventati contro l’arbitro, reo di non essere stato impeccabile in alcune decisioni. In particolare Gimenez e Cavani, al fischio finale, sono andati dal direttore di gara e avrebbero rispettivamente dato una gomitata ad un membro della FIFA e aver ribaltato il monitor del VAR. La risposta della FIFA non si è fatta attendere, espressa tramite un comunicato ufficiale.

LA RISPOSTA DELLA FIFA

Di seguito le parole del comunicato:

La commissione disciplinare della FIFA ha avviato un procedimento contro l’AUF per potenziali violazioni degli articoli 11 (comportamento offensivo e violazione dei principi del fair play), 12 (cattiva condotta di giocatori e funzionari) e 13 (discriminazione) del codice disciplinare della FIFA in relazione agli incidenti durante la partita dei Mondiali tra Ghana e Uruguay del 2 dicembre. Sono stati aperti fascicoli separati contro i giocatori uruguaiani José María Giménez, Edinson Cavani, Fernando Muslera e Diego Godín per potenziali violazioni degli articoli 11 e 12 del Codice disciplinare FIFA in relazione agli incidenti verificatisi al termine della suddetta partita.”

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Il messaggio di Pelé per il suo Brasile: “Siamo insieme in questo percorso”

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Pelé

Il Brasile, alle ore 20:00 italiane, si incontrerà con la Corea per una gara valida per un pass per i quarti di finale del Mondiale in Qatar. Pelè, ex fuoriclasse brasiliano, ha mandato un messaggio alla Seleçao in occasione del match di oggi.

“VI SEGUIRÒ DALL’OSPEDALE”

Di seguito il messaggio di Pelè su Instagram:

Nel 1958, in Svezia, camminavo per le strade pensando di mantenere la promessa fatta a mio padre. So che molti della Nazionale hanno fatto promesse simili e sono anche alla ricerca del loro primo mondiale. Voglio ispirarvi amici miei. Guarderò la partita da qui all’ospedale e farò il tifo per ognuno di voi. Siamo insieme in questo percorso. Buona fortuna al nostro Brasile!”.

Nonostante le pessime condizioni di Pelè, l’ex fuoriclasse non fa altro che pensare alla propria Nazionale e a seguirla anche direttamente dall’ospedale.

 

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De Vrij si allena a parte con l’Olanda: le ultime

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Strano Mondiale quello di Stefan De Vrij con l’Olanda fino ad ora: il difensore dell’Inter non ha mai messo piede sul sintetico dei campi del Qatar e la sua condizione continua ad essere non proprio ottimale.

OLANDA, DE VRIJ ANCORA A PARTE

Secondo quanto riportato da De Teegraaf, De Vrij sta continuando a seguire un programma personalizzato e anche ieri non si è allenato nemmeno con le riserve della Nazionale Olandese. Causa una pessima condizione, il difensore olandese sarà costretto a saltare la partita contro l’Argentina, valida per un pass in semifinale del mondiale, che si giocherà venerdì.

Con ogni probabilità, Louis Van Gaal riproporrà la difesa a 3 composta da Timber, Van Dijk e Aké, con anche Matthijs de Ligt in panchina, oltre all’infortunato de Vrij.

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Santos furioso con Ronaldo: “Deciderò all’ultimo se giocherà”

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Pronostico Portogallo-Spagna

L’uscita polemica di Cristiano Ronaldo durante Portogallo-Corea Del Sud non poteva certamente passare inosservato.
Il Ct portoghese, Fernando Santos, è tornato sulla questione oggi in conferenza stampa, con toni decisamente elevati:

“Non ho sentito cosa ha detto Ronaldo mentre usciva, ma ho rivisto la scena in tv e ho capito, è una cosa gravissima che non deve capitare più. Non voglio soffermarmi troppo sull’argomento, certe cose si risolvono nello spogliatoio. Non so ancora chi giocherà, la formazione la decido sempre all’ultimo momento, cercando di schierare il miglior Portogallo possibile, così sarà anche domani”.

Insomma, la situazione è molto delicata in casa Portogallo, inoltre le voci di un possibile approdo di CR7 in Arabia Saudita non migliorano certo la situazione, visto che la Nazionale è concentrata sul passaggio del turno.

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