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L’Inter non sfrutta l’occasione regalata dalla Juve

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Nulla da fare: l’Inter non sfrutta l’assist della Juventus, che lascia due punti a Lecce, e pareggia in casa contro il Parma rimanendo a -3 dai bianconeri. L’ansia e il doppio gol dei ducali dopo il gol di Candreva hanno notevolmente influito sulla prestazione dei nerazzurri, creatori di molte occasioni ma mai davvero lucidi e cattivi sotto porta.

Non ci sono clamorose soprese tra le scelte dei due allenatori Conte e D’Aversa: tra le file dei nerazzurri riposano de Vrij e Asamoah, rimpiazzati da Bastoni e Biraghi. Non si tocca il tandem Lukaku-Lautaro. Gli ospiti si schierano con il solito 4-3-3, viste le assenze delle due punte di ruolo Inglese e Cornelius viene spostato Gervinho al centro dell’attacco, con Yann Karamoh sulla fascia destra. Sin dal pre partita regna l’entusiasmo e la carica tra i “Meazza”, anche grazie al passo falso della Juventus, fermata sull’1-1 al “Via del Mare” di Lecce. 67076 i tifosi presenti questa sera alla “Scala del calcio”.

GLI OSPITI FANNO SUL SERIO

Avvio di personalità degli ospiti, che si rendono pericolosi all’8′ con un colpo di testa dell’ex Karamoh su calcio d’angolo, poi due minuti più tardi con un destro da fuori area di Dermaku, che costringe Handanovic a concedere il calcio d’angolo. Squillo dell’Inter al 13′, con un violento destro di Brozovic dall’interno dell’area di rigore diretto sul primo palo che Sepe devia in angolo. Dopo neanche 14′ Chiffi estrae il primo cartellino giallo del match nei confronti di Nicolò Barella, colpevole di avere fermato fallosamente Kulusevski in fase di ripartenza. Al 23′ i nerazzurri sbloccano l’incontro: su calcio d’angolo di Brozovic, Candreva conclude trovando una doppia deviazione e portando avanti i suoi. Tre minuti più tardi arriva il pareggio dei crociati: errore da matita blu di Brozovic, che regala un pallone a Yann Karamoh: il francese avanza palla al piede e buca Handanovic senza esultare. Gli ospiti riescono a trovare il clamoroso vantaggio alla mezz’ora: su un rinvio della difesa gialloblù, il classe ’98 di proprietà dell’Inter confeziona un assist al bacio per Gervinho, che trafigge Handanovic facendo esplodere i tifosi del Parma nel terzo anello blu. La seconda ammonizione se la prende Candreva per eccessive proteste. Si chiude senza recupero la prima metà di gioco, con un parziale contro ogni pronostico.

Fonte immagine: profilo Instagram dell’Inter.

ASSALTI DISPERATI

Preme forte sull’acceleratore l’Inter, che con Lukaku su assist di Candreva trova la rete del pareggio: inizialmente Chiffi annulla per offside, poi su segnalazione del VAR dopo circa 3 minuti convalida la rete del pareggio nerazzurro. Esplode San Siro. Nerazzurri che al 64′ non sfruttano un 4 vs 2 in contropiede: Lukaku non sfonda per via centrale, allargando quindi per Candreva che crossa in mezzo trovando però la difesa parmigiana. Al 66′ standing ovation per un immenso Diego Godín, che lascia il posto a Stefan de Vrij. Cambia anche il Parma: D’Aversa inserisce Pezzella al posto di Gagliolo al 66′, e cinque minuti più tardi Sprocati per Karamoh, che esce tra gli applausi (e qualche fischio…). Entra al 73′ l’attesissimo Sebastiano Esposito, che prende il posto di un applauditissimo Lautaro Martinez. La foga verso la ricerca del terzo gol porta ai nerazzurri un calo di precisione e lucidità, come quando al 79′ Biraghi sbaglia un semplice controllo concedendo un rinvio a Sepe ed un sospiro di sollievo al Parma. Viene ammonito il giovane Esposito all’81’ per un’ingenua gomitata nei confronti di Scozzarella. Conte inserisce l’ultimo suo giocatore offensivo a disposizione, ovvero Matteo Politano, che a 6′ dal termine rileva Gagliardini. Allo stesso minuto anche D’Aversa si gioca l’ultimo cambio, inserendo Antonino Barillà al posto di Gervinho. Al minut0 87′ Politano ci prova da calcio di punizione, colpendo però la barriera e spedendo a lato sulla ribattuta. Colpo di testa di de Vrij all’89’ su calcio d’angolo di poco fuori, che per poco non trova Lukaku sulla traiettoria. Al terzo dei 7′ di recupero, Esposito rischia di far franare la Scala con un destro al volo su calcio d’angolo fuori non di molto. Il classe 2002 si ritrova sulla testa all’ultimo respiro la palla della vittoria, ma manda clamorosamente alto: finisce 2-2, l’Inter non riesce ad accorciare sulla Juventus.

Fonte immagine: profilo Instagram del Parma.

LE PAGELLE

Inter: Handanovic  5.5; Skriniar  5.5, Godin 6 (66′ de Vrij 6.5), Bastoni  6; Candreva  7, Gagliardini 6 (84’ Politano sv), Brozovic 4, Barella 5.5, Biraghi 5.5, Lautaro 6 (73’ Esposito 5.5), Lukaku 6.5. All. Conte 5.5.

Parma: Sepe 6, Darmian 6.5, Iacoponi 6.5, Dermaku 6.5, Gagliolo  6 (66′ Pezzella 5.5), Kucka 6, Scozzarella 6, Hernani 6.5; Karamoh  7.5 (71′ Sprocati  6), Gervinho 7 (84′ Barillà sv), Kulusevski 6. All. D’Aversa  7.

PAROLA AI TECNICI

In conferenza stampa, Conte ha lamentato un pessimo primo tempo dei suoi, lanciando poi un messaggio alla dirigenza nerazzurra:

“Il peggior primo tempo della mia gestione, sotto tutti i punti di vista. Anche dopo il nostro gol non ero soddisfatto. Non eravamo una squadra. Perché? Diventa difficile. Nel secondo tempo si è vista una squadra vera che ha messo all’angolo l’avversario, creando tanto e rischiando con cinquanta metri di spazio alle spalle. Meritavamo qualcosa in più della ripresa. Poi però giocano sempre gli stessi e giochiamo ogni tre giorni. Un po’ preoccupato lo sono, già prima della gara di Reggio Emilia, fare campionato e Champions così non è facile. Difficile dire qualcosa a ragazzi che danno tutto, contando la stanchezza psico-fisica. E’ tutto parte di un percorso, faremo le valutazioni anche extra calcistiche, per il bene dell’Inter. Parlo senza cattiveria. In panchina avevamo Asamoah che mostrava problemi al ginocchio, de Vrij l’ho rischiato nonostante il dolore al pube, Vecino è tornato dalla Nazionale con un fastidio al bicipite. Tutte le situazioni ci devono portare a delle riflessioni, perché il percorso deve essere fatto in campo, ma in generale bisogna stare attenti su come fare meglio in futuro per il bene del club. Sento fare certi discorsi che mi vengono i peli dritti così. Questi ragazzi sono eccezionali, hanno dato tutto dopo il black out nel primo tempo. Lo capisco, può subentrare la fatica difficile da gestire. Abbiamo giocato partite importanti, ora dobbiamo essere bravi a cercare di migliorare alcune situazioni”

D’Aversa si complimenta coi suoi ragazzi e parla del protagonista di serata Yann Karamoh:

“Meglio nel primo tempo per occasioni, nel secondo tempo è venuta fuori l’Inter. Non recrimino nulla, risultato giusto. Bravi i ragazzi che in difficoltà sono riusciti a giocare una grande partita. Yann è simile a Gervinho, serve equilibrio. Possono giocare insieme se hai in campo uno fisicamente importante come Kulusevski. Karamoh ci teneva a giocare qui, ora sta a lui dimostrare le qualità enormi che ha. Ben vengano le difficoltà per le troppe soluzioni. Karamoh è migliorato, ma serve anche un numero più largo quando si tratta di giocare tanto in pochi giorni. Si può anche variare il sistema di gioco per affrontare ogni match al massimo”

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram del Parma.

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Salvatore Carmando e la storia del fisioterapista amico di Maradona

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Maradona

“Lo sai che io ti amo

ovunque tu sarai, ti seguiremo

nella mente c’è un ricordo che non mi abbandona

Il bacio di Carmando a Maradona!”

C’è una storia forse poco nota al grande pubblico, una storia di amicizia e di sport, la storia di uno dei più grandi fisioterapisti che una squadra di calcio abbia mai avuto. Quel coro sopra riportato rappresenta la testimonianza dell’amore di un popolo, quello partenopeo, che ringrazia e rende omaggio ad un grande professionista.

Mai nella storia del calcio una tifoseria aveva dedicato cori ad un membro dello staff. Quindi, per una volta, non ci soffermeremo a parlare delle gesta di un numero diez ma approfondiremo l’importanza di un massaggiatore all’interno degli equilibri di una squadra e la sua storica amicizia con il numero diez più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.

GLI INIZI DELLA CARRIERA

Salvatore Carmando nasce a Salerno ma diventerà napoletano d’adozione, figlio di Angelo Carmando, fisioterapista della Salernitana a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, allora guidata da Gipo Viani (di cui approfondiremo nei prossimi articoli la sua importanza).

Salvatore approda al Napoli la prima volta nella stagione 1974-1975, dapprima nelle giovanili e poi nella stagione 1976-1977 come 1° massaggiatore ufficiale della squadra, che lascerà molti anni dopo, precisamente nel 2009.

L’INCONTRO CON MARADONA

Salvatore Carmando è stato per Maradona un amico, un confidente, un fidato consigliere, non semplicemente un massaggiatore.

Maradona e Carmando si trovano subito, nel primo ritiro di Castel del Piano, come afferma lo stesso Salvatore in un’intervista a “La Famiglia Cristiana” <<Mi osservò per un po’ di tempo mentre lavoravo, in silenzio. Poi Maradona mi scelse: sarai tu il mio unico massaggiatore. Non si faceva toccare da altri e per stendersi sul lettino dei massaggi aspettava che tutti i compagni fossero andati via dallo spogliatoio. Restavamo lì, da soli. Per ore. Nacque così un rapporto personale, oltre che professionale»

Ma per capire davvero l’importanza che Carmando aveva per Maradona basta sapere che nel 1986 il pibe de oro, in occasione dei Campionati del Mondo del 1986 che si sarebbero tenuti in Messico, volle Salvatore come massaggiatore della Nazionale Argentina, un’iniezione di stima e fiducia che Carmando ripagherà, anche nei momenti più difficili di quelle settimane.

Infatti come racconta lo stesso ex-fisioterapista, Carmando durante quegli interminabili giorni in Messico, fu per 10 giorni colpito da dissenteria, giorni terribili che misero a dura prova la sua permanenza con la nazionale Albiceleste, ma alla fine sappiamo tutti come ando’ a finire.

Carmando ricorda quei momenti in un’intervista rilasciata ad areanapoli.it “Arriviamo in Messico e per dieci giorni la dissenteria non mi dà tregua. A un certo punto avviso Diego che non ce la faccio più e che voglio andare via. Lui capisce che faccio sul serio solo quando mi vede preparare la valigia: viene in camera mia e mi ferma. ‘Resisti almeno un altro po’, dai’. Un attimo dopo Maradona lascia il ritiro con un componente dello staff della nazionale argentina e ricomparire dopo un’ora, trascinando due cassette d’acqua minerale italiana. Non seppi mai dove le aveva trovate, Ma il mal di pancia mi passò”.

La Nazionale Argentina vince la Coppa del Mondo e Carmando assiste al goal del secolo, dalle tribune del mitico stadio Azteca di Città del Messico e gioisce insieme all’amico Maradona una vittoria aspettata e sognata sin da bambino.

LA MONETINA DI ALEMAO

Un altro avvenimento curioso che rafforza ancora di più il rapporto tra Carmando e i suoi tifosi è rappresentato dal famoso episodio della monetina di Alemao, quel famoso 8 Aprile del 1990, dove in palio c’era uno scudetto e il Napoli di Maradona era ospite al Comunale di Bergamo per giocare contro l’Atalanta.

Vedete, se oggi per un calciatore è difficile giocare solo in alcuni stadi, dove si sente maggiormente la pressione del tifo di casa, un tempo era cosi’ per tutte le partite giocate in trasferta.

Quel giorno, a Bergamo, ci si giocava lo scudetto.

Al minuto 32′ del secondo tempo una monetina da 100 lire colpisce il capo di Ricardo Rogerio de Brito, al secolo “Alemao” che si accascia a terra.

Carmando corre verso il campo per prestare soccorso ed esclama quelle parole che ancora oggi a Napoli ricordano bene: “Statte ‘n terra”. Carmando disse queste parole semplicemente per curare meglio il calciatore brasiliano, ma vennero interpretate dal pubblico come una “bugiardata” fatta ad-hoc per ingigantire l’accaduto.

I tifosi dell’Atalanta si accanirono sul fisioterapista partenopeo per quelle parole che, secondo loro, avrebbero deciso il campionato.

Il Napoli infatti, a 3 giornate dalla fine, riceve la vittoria a tavolino e quella partita resterà negli annali della storia del calcio poichè il Napoli vincerà lo scudetto tre settimane dopo.

Salvatore Carmando, aldilà di questo episodio controverso, è considerato da tutti il re dei fisioterapisti e oggi tutti ne ricordano l’impegno e soprattutto l’amicizia profonda con El Diez più forte di tutti i tempi, Maradona.

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Calcio Internazionale

La FIFA apre un’indagine su quattro calciatori dell’Uruguay!

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Cavani attaccanti Juve

Una delle tante sorprese di questo Mondiale in Qatar è stata l’eliminazione dell’Uruguay. Al fischio finale della partita, in particolare quattro calciatori in maglia celeste (Muslera, Godin, Gimenez e Cavani) si sono avventati contro l’arbitro, reo di non essere stato impeccabile in alcune decisioni. In particolare Gimenez e Cavani, al fischio finale, sono andati dal direttore di gara e avrebbero rispettivamente dato una gomitata ad un membro della FIFA e aver ribaltato il monitor del VAR. La risposta della FIFA non si è fatta attendere, espressa tramite un comunicato ufficiale.

LA RISPOSTA DELLA FIFA

Di seguito le parole del comunicato:

La commissione disciplinare della FIFA ha avviato un procedimento contro l’AUF per potenziali violazioni degli articoli 11 (comportamento offensivo e violazione dei principi del fair play), 12 (cattiva condotta di giocatori e funzionari) e 13 (discriminazione) del codice disciplinare della FIFA in relazione agli incidenti durante la partita dei Mondiali tra Ghana e Uruguay del 2 dicembre. Sono stati aperti fascicoli separati contro i giocatori uruguaiani José María Giménez, Edinson Cavani, Fernando Muslera e Diego Godín per potenziali violazioni degli articoli 11 e 12 del Codice disciplinare FIFA in relazione agli incidenti verificatisi al termine della suddetta partita.”

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Calcio Internazionale

Il messaggio di Pelé per il suo Brasile: “Siamo insieme in questo percorso”

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Pelé

Il Brasile, alle ore 20:00 italiane, si incontrerà con la Corea per una gara valida per un pass per i quarti di finale del Mondiale in Qatar. Pelè, ex fuoriclasse brasiliano, ha mandato un messaggio alla Seleçao in occasione del match di oggi.

“VI SEGUIRÒ DALL’OSPEDALE”

Di seguito il messaggio di Pelè su Instagram:

Nel 1958, in Svezia, camminavo per le strade pensando di mantenere la promessa fatta a mio padre. So che molti della Nazionale hanno fatto promesse simili e sono anche alla ricerca del loro primo mondiale. Voglio ispirarvi amici miei. Guarderò la partita da qui all’ospedale e farò il tifo per ognuno di voi. Siamo insieme in questo percorso. Buona fortuna al nostro Brasile!”.

Nonostante le pessime condizioni di Pelè, l’ex fuoriclasse non fa altro che pensare alla propria Nazionale e a seguirla anche direttamente dall’ospedale.

 

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Nuovo infortunio per Singo: il comunicato del Torino

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Torino

L’esterno del Torino Wilfried Singo ha accusato un nuovo infortunio che lo terrà ai box nei prossimi giorni. A riguardo è appena uscito un comunicato da parte del club granata che ne specifica i tempi di recupero.

SINGO KO: I TEMPI DI RECUPERO

Di seguito il comunicato del Torino:

Ivan Juric ha diretto una sessione tecnica cui hanno preso parte tutti i calciatori attualmente a disposizione ad eccezione di Singo. Gli accertamenti strumentali cui è stato sottoposto l’esterno granata hanno evidenziato una lesione di primo grado del bicipite femorale destro. La prognosi verrà valutata secondo l’evoluzione clinica dell’infortunio”.

Singo resterà quindi ai box circa venti giorni e cercherà il recupero per la ripresa del campionato per la partita contro l’Hellas Verona che si disputerà il 4 gennaio 2023.

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