Il filo conduttore che lega la Champions League di Lione e Juventus è molto sottile, soprattutto per i cambiamenti degli ultimi mesi. Ma nonostante una Ligue 1 sospesa ad inizio marzo, i francesi sembrano aver mantenuto le stesse probabilità di qualificazione del 26 Febbraio. Quella notte, nella vittoria 1-0 contro i bianconeri, si era subito capito che il cammino era ben più difficile del previsto. Ad oggi il Lione si è messo in mostra molto meno rispetto alla Juventus, avendo disputato solo una partita ufficiale prima del ritorno. Una finale di Coupe de la Ligue giocata il 31 Luglio e persa “solo” ai rigori contro la corazzata Paris Saint-Germain. Con alcune chiavi tattiche della partita che dovranno di fatto mettere in guardia Maurizio Sarri ed il suo staff.

COME GIOCA IL LIONE

Dall’arrivo di Rudi Garcia nell’ottobre 2019, il Lione ha cambiato pelle: ha imparato a leggere le partite, scegliendo con sapienza quando attaccare o difendere. Aspetto dovuto probabilmente alle passate esperienze italiane che ha dato alla squadra un volto diverso, enigmatico. Perché i francesi possono essere una squadra di possesso ed attacchi posizionali ma sanno anche ripartire. Tutto ciò si riflette anche sul sistema tattico che la squadra adotta in partita: si va da uno spigliato 4-2-3-1 o 4-3-3 sino ai più coperti 4-4-2, 3-4-3 o 3-5-2, modulo fatale alla Juventus all’andata. Nei primi due casi, Garcia mette in risalto le fasce e la rapidità degli uomini che ha a disposizione, portando ad una superiorità numerica sugli esterni che possa poi accendere le doti rapaci dei suoi attaccanti. Tra i migliori assistman ci sono infatti gli esterni offensivi Maxwell Cornet (3), Bertrand Traoré (3), Memphis Depay (2), Martin Terrier (2). Spiccano poi le statistiche di Moussa Dembelé, il trascinatore della squadra dal punto di vista realizzativo: l’ex Celtic ha realizzato 26 gol, tirando in porta in 104 occasioni, con una media di 2.1 tiri a partita e 2.6 duelli aerei vinti per match. Una spina nel fianco in tutti i fondamentali.

SULLA “DIFENSIVA”

Difensivamente parlando, le disposizioni tattiche spesso portano a due reparti folti che si appoggiano all’estro in ripartenza dei propri attaccanti. Il 4-4-2 è uno schema d’emergenza, utilizzato in casi di estrema necessità adattando qualche interprete. Il 3-5-2 o 3-4-1-2 è invece più utilizzato: in questo caso il Lione riempie il centrocampo in maniera più fisica, asfissiando l’avversario in fase di costruzione. I tre difensori centrali, tra cui spesso figurano Jason Denayer e Marcelo, sono specializzati nel corpo a corpo e nel leggere l’azione ed anticipare l’avversario (rispettivamente 3 e 4 spazzate a partita). Soffrono invece l’uno contro uno o la progressione in velocità.

Posizioni medie del Lione nella gara d’andata contro la Juventus.

Rubando subito palla, il Lione sfrutta poi due aspetti: le doti tecniche e balistiche dei suoi centrocampisti, in particolare Houssem Aouar (7 assist, 42.8 passaggi a partita), Thiago Mendes (3,6 passaggi lunghi a partita) e Bruno Guimarães (4,6 passaggi lunghi a partita, 89,9% di precisione passaggi). Quest’ultimo, intuizione di Juninho a gennaio (20 milioni il costo), dovrà non far rimpiangere Lucas Tousart, partito in estate all’Hertha Berlino. Il francese assicurava fisico, corsa ed anche qualche gol, come quello dell’andata.

LE PALLE INATTIVE

Essendo una squadra fisica, il Lione vince tanti duelli aerei a partita, per la precisione 16,7 di media a gara. Sfrutta quindi appieno le amnesie difensive delle avversarie, soprattutto su palla inattiva. In questo fondamentale, la Juventus degli ultimi tempi ha mostrato qualche falla e potrebbe rischiare di subire anche in situazioni relativamente tranquille.

LE INCOGNITE

Sono due invece le chiavi “impronosticabili” di Juventus-Lione: la prima è sicuramente la presenza di Memphis Depay. Poco prima dei sorteggi degli ottavi di finale, l’olandese si era infortunato gravemente al ginocchio. La sua stagione era ormai data per finita. La lunga pausa gli ha permesso di tornare a disposizione dell’allenatore, anche se le sole amichevoli ed il match contro il PSG non possono di certo aiutare a valutare il suo recupero. Sarà di certo un problema in più per la retroguardia dei bianconeri. L’altra chiave ha il nome di Houssem Aouar: il talento della casa continua a portare in alto il vivaio del Lione, uno dei più rinomati del paese. Si tratta di un calciatore capace di accendere la partita in qualsiasi momento, con un passaggio, un dribbling o un tiro improvviso dal limite dell’area. Soprattutto dopo quanto ha mostrato all’andata.

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