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Un po' Rodano.. un po' Saona

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Un po’ Rodano.. un po’ Saona

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Il percorso in Champions League del Lione è simile, per conformazione, a quello che i due fiumi che la attraversano percorrono da secoli, ovvero il Rodano e la Saona. Il primo è uno dei fiumi più importanti e possenti d’Europa e percorre la Francia lungo gli 812km che gli sono valsi il nome di regione (Rhone-Alpes), mentre l’altro, pur raggiungendo momenti di ampia capienza, ha un regime prevalentemente fluviale, sfociando poi nel Rodano dopo 480 km. Per tanto, si possono trovare due lati contrapposti sia nella geografia di Lione che nella compagine di Bruno Genesio, che ieri ha pareggiato per 2-2 contro l’Hoffenheim dopo esser stata in vantaggio, e con un uomo in meno, per 2-0. Riavvolgiamo il nastro del girone F: il Lione giungeva con 5 punti, ovvero una vittoria a Manchester, contro il City, e due pareggi deludenti contro Shakhtar ed Hoffenheim. E già per questo le cose si fanno interessanti, perché da sottovalutati assoluti i francesi stavano diventando la sorpresa di questa Champions League, sia in chiave francese, dove le attenzioni della stampa si concentrano solo ed esclusivamente sui connazionali ricchi del nord, sia in chiave prettamente europea e di logiche del torneo. Tutto fino al minuto 65, quando Kramaric accorcia le distanze con un pregevole destro e fa 2-1. Che sia un gol ad arrestare un periodo o una cavalcata vincente ci sembra piuttosto esagerato seppur adesso bisognerà fare per bene i conti per evitare il tracollo.

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LIONE 1

Come fosse il plot di uno spettacolo teatrale, il Lione 1 va in scena dal primo minuto di partita sino al 60esimo. Il 3-5-1-1 di Genesio è ormai roba conosciuta, ma lavorando nel silenzio ha saputo trasformarsi difensivamente, dove effettivamente la solidità la fa da padrona, sviluppando poi delle trame offensive differenziate grazie alla varietà di interpreti. A ciò bisogna unire la capacità di pescare ogni anno dalla propria primavera, che in Francia disputa il campionato di Serie D, e dalle occasioni più o meno ghiotte che il mercato mette sul piatto (Depay un paio di anni fa, Traoré lo scorso anno, Dembélé quest’anno). Partendo quindi dal comparto difensivo guidato dal portiere Lopes e ben diretto dal rinato Denayer, da Marcelo e da Morel, si arriva poi a quello che è il blocco più interessante che permette a questa squadra di girare in maniera perfetta: il centrocampo. Perché se sulle fasce hai due terzini di spinta come Mendy e Rafael, al centro puoi sempre variare la soluzione: Tousart è la sentinella, il tuttofare che resta guardingo ma che si rivela sempre importantissimo ai fini dell’equilibrio di squadra; Ndombélé può cambiare la partita con una folata offensiva o con un tiro da fuori senza mai dimenticare le coperture preventive; Aouar, da folletto libero, spesso va a tagliare dentro quando Fekir esce a prendersi la palla sulle fasce, come nel caso del secondo gol del Lione.

Aouar salta netto l’avversario mentre Mendy taglia al centro. Fekir è libero di ricevere.

Fekir riceve

Mendy effettua un ottimo contro-movimento e va a prendersi palla sulla sinistra

Creando densità a sinistra, l’Hoffenheim perde il suo equilibrio e si schiaccia, causando il buco centrale dove Ndombélé, servito, può tranquillamente insaccare i destro.

https://twitter.com/InsideGones/status/1060275657459019776

Questa è solo una delle tante azioni possibili per un attacco del genere che ha sprecato tanto, ed in ripartenza, nel secondo tempo per andare sul definitivo 3-0. Ma quando giochi così con un Depay assente ingiustificato e permettendoti di far subentrare Bertrand Traoré prima e Moussa Dembélé poi, vuol dire avere profondità di rosa e di idee da mettere in campo.

LIONE 2

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Il secondo capitolo, molto più striminzito del primo come attori protagonisti ma anche come empatia, è la trasformazione che si fatica a comprendere da tempo: Maxifoot titolava questa mattina, forse esagerando, “è sempre la stessa storia”, perché il Lione di quest’anno è questo, capace di lampi ma anche di ombre. Tralasciando il gran gol di Kramaric – l’uomo in più dei tedeschi che meriterebbe un’altra occasione in una big – la cosa più preoccupante è il fatto di doversi coprire per mezz’ora in superiorità numerica. Poche le ripartenze pungenti nonostante un Kaderabek che, a causa dell’espulsione dei tedeschi, era diventato terzo centrale difensivo ma continuava a sovrapporsi sulla destra. Un pareggio quindi meritato per chi sa buttare il cuore oltre l’ostacolo. Che serva d’insegnamento anche ai nostri, magari.

Il Lione intanto si continua a godere il secondo posto nel girone, conserva un vantaggio di 3 punti sull’Hoffenheim ma perdendo di vista il Manchester City che scappa a +3. Lo scontro diretto della Groupama Arena sarà decisivo ed anche allettante per mettersi alla prova. L’Europa è quindi avvertita, il Lione è una delle squadre più insidiose del torneo.

 

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Flash News

Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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Calcio Internazionale

La FIFA pensa a un nuovo progetto pilota per le amichevoli internazionali: i dettagli

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Gianni Infantino, presidente FIFA

La FIFA ha promosso un nuovo progetto riguardante le amichevoli internazionali che partirà a marzo. Il progetto pilota prenderà il nome di FIFA Series e prevede gare tra quattro nazionali di confederazioni diverse che saranno ospitate in unico Paese.

L’obiettivo è quello di far incontrare nazionali diverse tra loro per costruzione. Questa proposta rappresenterà delle opportunità a livello commerciale, economico e di immagine per le nazioni partecipanti.

La fase di prova vedrà la partecipazione di Algeria (CAF), Andorra (UEFA), Bolivia (CONMEBOL), Sudafrica (CAF), Azerbaigian (UEFA), Bulgaria (UEFA), Mongolia (AFC), Tanzania, (CAF), Arabia Saudita (AFC), Capo Verde (CAF), Cambogia (AFC), Guinea Equatoriale (CAF), Guyana (Concacaf), Bermuda (Concacaf), Brunei Darussalam (AFC), Guinea (CAF), Vanuatu (OFC), Sri LankaBhutan (AFC), Repubblica Centrafricana (CAF), Papua Nuova Guinea (OFC).

In concomitanza con il lancio del progetto sono arrivate le parole del Presidente della FIFA Gianni Infantino, entusiasta di intraprendere questo nuovo percorso.

LE PAROLE DI INFANTINO

Le FIFA Series sono un passo avanti davvero positivo per il calcio delle squadre nazionali a livello globale. Le nostre associazioni affiliate ci hanno espresso da tempo il desiderio di mettersi alla prova contro le loro controparti di tutto il mondo, e ora possono farlo nell’ambito dell’attuale calendario delle partite internazionali maschili. Partite più significative consentiranno un’interazione calcistica molto più preziosa per giocatori, squadre e tifosi, e daranno un contributo concreto allo sviluppo del gioco”.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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