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Lionel Messi: i top 5 momenti della “Pulga” in blaugrana

Dopo diciassette entusiasmanti stagioni termina l’avventura di Lionel Messi al Barcellona. Lo si sa da pochissimo tempo e pare già essere trascorsa un’eternità. Il solo pensiero di vedere la Pulga con una maglia diversa da quella azulgrana ha fatto venire le lacrime a tutti gli amanti dell’aspetto più puro di questo sport.

Tuttavia, non siamo qui oggi per parlare dei come o dei perché la storia d’amore calcistica più bella di sempre sia giunta al capolinea. È già stato fatto e lo si farà ancora per giorni, settimane, forse mesi. Oggi ci riuniamo (metaforicamente) in cerchio, abbracciati l’un l’altro come una sera d’estate durante un falò, per rivivere insieme i cinque migliori momenti di Leo con la maglia del Barcellona.

Ci sarà senz’altro chi storcerà il naso, chi preferirà un’istantanea ad un’altra: vi capiamo. Ma, d’altronde, come sarebbe possibile scegliere esclusivamente cinque attimi di una carriera inenarrabile, leggendaria, irripetibile? Noi ci abbiamo provato, senza ovviamente pretendere di fornire una visione oggettiva. Armatevi di fazzoletti: si parte.

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L’INIZIO DELL’EPOPEA

16 ottobre 2004. Lionel Messi non è ancora maggiorenne. Per la precisione, ha diciassette anni, tre mesi e ventidue giorni, il numero 30 sulle spalle ed è comodamente seduto in panchina al fianco, tra gli altri, di un ventenne di nome Andrés Iniesta. A dire il vero, quel giovane di Rosario fa ancora parte – almeno sulla carta – della rosa del Barcellona B, e chissà che effetto gli faceva veder sfilare davanti a sé i vari Ronaldinho, Eto’o, Valdes, Puyol, Xavi Deco.

Proprio quest’ultimo sarà il mattatore di quella partita, con un gol ad inizio gara che basterà ad archiviare la pratica Espanyol. A suo modo, Deco sarà protagonista di quella partita in ben due distinte occasioni: la prima, già citata, al minuto numero nove. La seconda – forse allora un po’ più inaspettata – al minuto numero ottantadue.

È lui ad uscire dal campo e a cedere il suo posto ad un ragazzo con il numero 30. Anche lui, a suo modo, può dirsi protagonista dell’inizio dell’epopea azulgrana targata Lionel Messi.

 

 

IL GOL PIÙ BELLO DELLA STORIA DEL BARCELLONA

18 aprile 2007. Al Camp Nou va in scena la semifinale d’andata di Copa del Rey. Sono più di 50000 i tifosi allo stadio quel giorno, ma è difficile pensare che qualcuno di loro si sarebbe aspettato quanto poi successo intorno alle 21.29 di quella serata. Un gol fantascientifico che, dodici anni dopo, i tifosi blaugrana avrebbero eletto come il più bello della centoventennale storia del club.

Al 18′ il Barça è già in vantaggio grazie a Xavi, lo stesso che, esattamente dieci minuti più tardi, consegna un pallone innocuo a Messi, situato qualche metro prima della propria metà campo.

In (letteralmente) due secondi, Leo evita elegantemente due avversari e si invola palla al piede, più veloce di chi lo rincorre invano. Nel giro di un altro secondo elude tre avversari contemporaneamente, entra in area tutto solo, scarta il portiere e, con il destro, deposita la sfera in rete con un soffice pallonetto che mette fuorigioco anche il settimo tentativo di intervento per fermarlo.

Dal passaggio di Xavi (28′ e 04”) al momento in cui il pallone varca la linea di porta (28′ e 16”) passano dodici secondi. Dodici attimi di follia calcistica, di genio del fútbol, dodici istanti maradoniani: scegliete voi. Talvolta è meglio fermarsi, perché nessuna parola potrà mai essere all’altezza di certe gesta.

 

 

L’INTUIZIONE CHE CAMBIA LA STORIA

Primo maggio 2009. È la vigilia della trentaquattresima giornata di Liga. Il giorno successivo il Barcellona sarà ospite del Real Madrid, per uno scontro al vertice che potrebbe riaprire i giochi per il titolo o chiuderli definitivamente. La squadra di Guardiola – al primo anno da allenatore della prima squadra – ha quattro punti di vantaggio sui rivali, che sono obbligati a vincere e a sperare poi in un passo falso del Barça.

È proprio Guardiola, la sera prima del match, a convocare Messi nel suo ufficio. La richiesta al suo numero dieci è molto precisa: poche ore dopo, l’argentino dovrà agire da falso nueve. Questo il commento della Pulga in un’antica intervista.

“Mi disse (Guardiola, ndr) che aveva guardato molto le partite del Real Madrid, come faceva sempre con tutti gli avversari, e che aveva parlato con Tito. Avevano pensato di farmi giocare come falso nueve. Avrebbero messo Eto’o ed Henry larghi e io sarei stato il falso nueve, per abbassarmi con i centrocampisti. L’idea era che i difensori centrali mi avrebbero seguito, lasciando spazio perché i due esterni veloci che avevamo potessero affondare alle loro spalle.

Risultato? Real Madrid-Barcellona 2-6 e campionato ipotecato dai blaugrana.

Quella stagione fu incredibilmente proficua per Messi e compagni, che oltre alla Liga si portarono a casa, pochi giorni dopo, anche la Champions League (griffata da un inenarrabile colpo di testa in sospensione di Leo) e per Messi stesso, che a fine anno vincerà anche il suo primo pallone d’oro. Si può tranquillamente affermare che tutti questi successi sono nati quella storica sera del primo maggio.

 

 

IL RECORD DI GOL IN UN ANNO SOLARE

22 dicembre 2012. All’Estadio Nuevo José Zorrilla il Barcellona è ospite del Valladolid, in un incontro valevole per la diciassettesima giornata della Liga 2012/2013. Già in testa alla classifica, i blaugrana vogliono chiudere con una vittoria l’anno solare per potersi godere le vacanze in serenità.

All’ora di gioco il risultato è già indirizzato e controllato, con la rete di Xavi al 18′ e quella di Messi al 59′. C’è, tuttavia, un’osservazione doverosa. Non stupisce certo che la dicitura “Messi” compaia nel tabellino dei marcatori, quanto piuttosto che lo faccia per la novantunesima volta nel corso dell’anno solare. Novantuno.

Ai settantanove gol con la maglia azulgrana si aggiungono anche i dodici siglati con l’Argentina, il tutto in sessantanove presenze. Media di 1,32 reti a partita. Per portare qualche termine di paragone, nell’arco del 2012 Messi ha segnato più gol di quanti se ne sono visti in tutti gli Europei dello stesso anno (76).

Ha segnato praticamente tanto quanto l’intero Milan (95), oppure tanto quanto Benzema in tutta la sua carriera tra squadre di club fino a quel momento (90; per la cronaca, Benzema e Messi sono entrambi del 1987).

 

 

L’ULTIMA, LEGGENDARIA CHAMPIONS LEAGUE

Sei maggio 2015. La semifinale d’andata della Champions League 2014/2015 va in scena al Camp Nou, dove il Barcellona ospita il Bayern Monaco in una sfida, sulla carta, stellare. Il campo, tuttavia, lascia intendere diversamente, con il risultato che con il passare dei minuti non si sblocca.

Per smuovere il punteggio ci andrebbe una giocata sopra la media, improvvisa, fulminante. Dani Alves salta due avversari, tocca al limite dell’area per Messi che ha un po’ di spazio e non ci pensa due volte. Botta da fuori sul primo palo, Neuer arriva forse con un leggero ritardo e non riesce ad evitare il vantaggio del Barcellona al minuto 77.

La partita si accende improvvisamente, il Bayern cerca di riacciuffare la gara ma, tre minuti dopo, succede qualcosa di impensabile. Messi, che pur fino a quel momento non aveva disputato una gara sopraffina, decide di mettersi in proprio. Non può esserci racconto migliore di quello di Sandro Piccinini, telecronista di quella partita e di quello straordinario momento.

“Messi, attenzione, uno contro uno, Messi, mette seduto Boateng, il pallonetto… E rete incredibile! Eccezionale! Messi incanta il Camp Nou, è un gol fantastico, una meraviglia, l’ennesima! 2-0”.

Per dovere di cronaca, la partita si chiuderà sul 3-0 con firma finale di Neymar (imbeccato da una gran palla, inutile dirlo, del dieci argentino), risultato che consentirà al Barcellona di raggiungere la finale di Berlino nonostante la sconfitta per 3-2 al ritorno in Germania. Ad oggi, la Champions League 2014/2015 rimane l’ultima alzata da Messi e dal Barcellona, che trionfò all’ultimo atto contro la migliore Juventus del ciclo Conte-Allegri-Sarri-Pirlo.

È stato un viaggio entusiasmante, emozionante e commovente. Tra pochi giorni, verosimilmente a Parigi, si aprirà un nuovo capitolo di un’avventura già di per sé leggendaria. Se ne chiude un altro che sarebbe dovuto durare per sempre: un vero peccato finisca così, ma nulla potrà mai cancellare quello che Messi è stato per il Barcellona. Sostanzialmente tutto.

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(Fonte immagine in evidenza: WallpaperTip.com)

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