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RB Lipsia, all'insegna dei giovani

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RB Lipsia, all’insegna dei giovani

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Il New York Times definisce la città di Lipsia come una comunità “giovane e trendy”. Una città che, da dopo la caduta del muro di Berlino, ha sempre investito e creduto nei giovani. Sarà un caso o forse no, ma anche il RasenBallsport Lipsia, da quando esiste, ha sempre fatto lo stesso. Rispecchia l’animo della città, investendo su calciatori giovani, di grande prospettiva, da lanciare subito al centro del progetto. Non a caso la squadra ha un’età media di soli 23 anni ed è allenata da uno degli allenatori più giovani e capaci del panorama mondiale: Julian Nagelsmann, di soli 32 anni.

Anche e soprattutto in questa sessione estiva di calciomercato, sta proseguendo questa linea verde portata avanti e voluta dalla Red Bull, nota azienda proprietaria del club tedesco. Analizziamo, dunque, come si sta muovendo il Lipsia sul mercato, su quali giocatori ha investito e cosa potranno portare alla squadra nel corso della nuova stagione che sta per iniziare.

GLI ACQUISTI

Tutti gli acquisti fino ad ora ufficializzati dal Lipsia si muovono dai 18 ai 21 anni. Il più pagato di questi è stato Ademola Lookman, 21 anni, preso, tra parte fissa e bonus vari, per una cifra vicina ai 25 milioni di euro. Prelevato dall’Everton, era già stato in prestito al Lipsia nel 2018, dove aveva collezionato 11 presenze con 5 reti. Inglese, può giocare sia ala destra che sinistra, ma anche al centro dell’attacco. Molto veloce e bravo nel dribbling, è dotato anche di una buona tecnica di base e di un buon tiro. Potrebbe essere una pedina molto importante per il gioco di Nagelsmann, sempre molto propositivo e votato all’attacco. Bisognerà però capire il modulo che il tecnico deciderà di utilizzare. Nelle ultime amichevoli il giovane allenatore sta provando il 4-3-1-2, che non lascerebbe grande spazio da titolare per Lookman, ma lo rilegherebbe probabilmente a riserva del duo WernerPoulsen.

Rinforzato anche il centrocampo, dove è stato acquistato Christopher Nkunku, 21 anni, per una cifra vicina ai 20 milioni di euro. Prelevato dal Paris-Saint Germain, può giocare sia come centrocampista centrale, suo ruolo naturale, ma anche sulla fascia, sia a destra che a sinistra. Ha tutte le potenzialità per diventare un centrocampista completo: bravo nel dribbling e nei passaggi, è dotato di un buon tiro e di una discreta abilità in fase difensiva. Dal 2015 al 2019 ha collezionato 55 presenze con il PSG condite da 8 reti. Si contenderà il posto da titolare con Laimer, altro giovane di talento. Nkunku è un rinforzo di qualità per il centrocampo del Lipsia, porterà geometrie e dinamismo, che sicuramente risulteranno molto utili a Nagelsmann, che avrà bisogno di una rosa lunga per affrontare tutte le competizioni.

Fonte: profilo Instagram ufficiale @c_nkunku

Tra Sabitzer Forsberg, sulla trequarti c’è molta competizione, che però non sono trequartisti puri, ma sono giocatori molto versatili. È nata dunque, la necessità di acquistare un calciatore in quel ruolo, per fare da riserva ai due, ma per aggiungere qualità e allungare il reparto. La scelta è ricaduta su Hannes Wolf, 20 anni, prelevato dal Salisburgo per una cifra praticamente simbolica, 12 milioni di euro, dato che le squadre sono entrambe nelle mani della Red Bull. Wolf, austriaco, ha sulla testa un paragone di quelli pesanti. Viene infatti accostato a Marco Reus, per qualità tecniche e tattiche. Perfetto per il 4-3-1-2, è un trequartista puro dotato di una buona velocità, di un buon dribbling e di una importante visione di gioco. Trequartista con il vizio del goal, è stato impiegato dal suo ex-tecnico Rose anche come seconda punta. In Austria, ha totalizzato 42 presenze e 12 reti in due stagioni. Per tutti è uno dei migliori prospetti del calcio europeo, Nagelsmann avrà il compito di farlo crescere e riuscire a tirare fuori le sue ottime qualità. Purtroppo però, durante l’Europeo U-21, ha riportato una frattura alla caviglia destra, che lo terrà fuori dal campo per sei mesi.

Fonte: profilo Instagram ufficiale @hanneswolf13

Il Lipsia ha poi provveduto a rinforzare la difesa. Per il ruolo di terzino sinistro è arrivato dal Palmeiras, il brasiliano Luan Cândido, 18 anni, preso per circa 8 milioni di euro. Anche lui porta il fardello di un paragone pesante, quello con Marcelo. Possiede grandi qualità sia fisiche che tecniche, oltre ad un potente mancino che gli permette di essere pericoloso anche in fase offensiva. Nel club tedesco si giocherà il posto da titolare con Halstenberg, senza dimenticare Saracchi. Tanto sono buone le sue abilità in fase di spinta, che nelle giovanili del Palmeiras ha spesso ricoperto anche il ruolo di esterno o ala sinistra. Sarà un rinforzo interessante per Nagelsmann, che lo ha voluto provare da titolare sin da subito nel match amichevole contro il Galatasaray.

Ma non basta così, perché dall’Inghilterra è arrivato un altro rinforzo difensivo: Ethan Ampadu, 18 anni, preso in prestito secco dal Chelsea. Probabilmente questa formula di prestito non esalta i tifosi tedeschi, che non potranno averlo, almeno per ora, per la prossima stagione, ma potrebbe rivelarsi un giocatore molto importante per la stagione che sta per iniziare. Gallese, difensore centrale, è dotato di una grande abilità difensiva e di una notevole bravura nell’impostazione del gioco. Proprio per questo motivo e per una capigliatura simile, viene paragonata al suo ex-compagno di squadra David Luiz. Nel reparto troverà una buona concorrenza: dal capitano Orban, a Upamecano, che però potrebbe partire, passando per Konatè e per il giovanissimo Jäkel.

Fonte: profilo Twitter ufficiale del RasenBallsport Lipsia

PROMOSSI IN PRIMA SQUADRA

Il mercato però non è solo quello classico degli acquisti da altre squadre, ma si estende anche alle promozioni di giocatori talentuosi in prima squadra. In questo senso il Lipsia ne ha promossi tre: Tom Krauß, mediano, 18 anni, Fabrice Hartmann, ala destra di 18 anni e Frederik Jäkel, difensore centrale di 18 anni. Tre diciottenni, tedeschi, che verranno lanciati nel grande calcio.

FATTORE NAGELSMANN

Per una squadra di giovani, arriva un allenatore giovane. Julian Nagelsmann, inserito dalla nostra redazione nei 5 allenatori più interessanti da seguire durante la stagione, è un innovatore. Soli 32 anni, per uno dei tecnici più promettenti del panorama mondiale. Alle sue squadre ama dare un gioco offensivo, ideale per una squadra di giovani, mettendo in campo una buona preparazione tattica, ma soprattutto un forte trasporto emotivo. Proprio le emozioni, le relazioni con i calciatori, secondo il tecnico, sono l’aspetto più importante di essere allenatore. Per catturare l’attenzione e la passione dei tanti giovani in rosa è sicuramente una scelta saggia. Nagelsmann è pronto a mettere in campo tutto ciò che ha imparato dai suoi maestri Tuchel Schmidt, per raggiungere con la sua nuova squadra risultati sempre più importanti.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale del RasenBallsport Lipsia

 

 

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Il Liverpool batte il Chelsea e vince la Carabao Cup: decide un gol di Van Dijk nei supplementari

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van Dijk

Wembley è lo stadio designato per ospitare la finale di Champions League 2023/2024, ma è anche il palcoscenico delle grandi finali delle coppe inglesi. Oggi, nel tempio del calcio oltre-manica, è andata in scena la sfida tra Chelsea e Liverpool. Le due squadre si sono infatti sfidate nell’ultimo atto della Carabao Cup, la coppa di Lega.

I tempi regolamentari sono finiti a reti bianche, con nessuna delle due squadre che è stata capace di battere il l’estremo difensore avversario. Il portiere del Liverpool, Kelleher, e quello del Chelsea, Petrovic, hanno chiuso la propria porta e hanno fatto si che il match si dovesse decidere oltre il novantesimo. Il sostanziale equilibrio è durato ben 118 minuti, infatti, a soli 2 giri di lancette dai calci di rigore, Virgil Van Dijk ha segnato il gol che ha permesso ai Reds di vincere la Carabao Cup. L’olandese, tra l’altro, ha realizzato una rete anche precedentemente, ma l’arbitro l’ha annullata per il fuorigioco di un suo compagno, vale a dire Endo.

I TROFEI DI VAN DIJK CON IL LIVERPOOL

Questo è dunque uno dei tanti trofei della lunga parentesi di carriera con la maglia del Liverpool di Virgil Van Dijk. L’ex Southampton ha già vinto in precedenza la Coppa di Lega Inglese nella stagione 2021-22, ma nella propria bacheca con questa squadra figurano anche un campionato di Premier League, una Community Shield e una FA Cup. In ambito continentale e internazionale invece, l’olandese e i Reds hanno trionfato insieme in Champions League, nella Supercoppa UEFA e nel Mondiale per Club. 

 

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Preferisco la Coppa: Coppa dei Campioni 1981/82

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Aston Villa 1982

Il 1 agosto 1981 nasce, negli Stati Uniti, MTV, il mitico canale televisivo incentrato sui video musicali che sarà vero e proprio fenomeno culturale negli anni seguenti.

Poco meno di un mese più tardi, il 26 agosto, Saint-Étienne e Dynamo Berlino aprono la 27esima edizione della Coppa dei Campioni.

Nel turno preliminare Les Verts, ormai al canto del cigno, cadono nella trappola dei tedeschi, che strappano un’importantissimo 1-1 in terra francese, con Christian Lopez protagonista assoluto del match. Dopo 25 minuti il difensore del Saint-Étienne incappa in uno sfortunato autogol che apre le marcature, complicando la strada per i padroni di casa; nella ripresa Lopez si rifà, seppur parzialmente, mettendo in rete da pochi passi la respinta del portiere della Dynamo, Rudwaleit, per l’1-1 finale.

Una settimana più tardi, in Germania Est, la Dynamo vince senza troppa fatica 2-0, grazie alle reti di Netz e Riediger, conquistando i sedicesimi.

NUOVA ERA

I sedicesimi della Coppa dei Campioni 1981/82 rispettano i pronostici della vigilia, con il solo, sorprendente, tonfo della Real Sociedad contro il CSKA Sofia. Il doppio confronto viene deciso all’andata da una rete di Yonchev al 90’ e i bulgari riescono a mantenere lo 0-0 all’Atotxa due settimane più tardi, conquistando gli ottavi.

La sfida più interessante dei sedicesimi, però, riguarda la rappresentante italiana nella competizione, la Juventus di Trapattoni che affronta il sempre ostico Celtic Glasgow. Gli scozzesi sono una squadra molto giovane, guidata da Billy McNeill in panchina e con qualche giocatore dal futuro interessante in campo, come David Moyes, ora allenatore e Pat “Packie” Bonner, 20enne portiere irlandese che sarà protagonista a Italia ‘90 e USA ‘94 con la sua Nazionale.

La sfida d’andata al Celtic Park, il 16 settembre, vede i padroni di casa imporsi per 1-0, grazie alla conclusione di MacLeod al 6’, deviata in maniera sfortunata da Schiera alle spalle di Zoff.

Con questo risultato, però, la Juventus resta ancorata alla possibilità di qualificazione in vista del match di ritorno, che entrerà nella storia del calcio e della televisione italiani.

Il 30 settembre 1981, infatti, per la prima volta in Italia, una rete televisiva privata trasmette la diretta di una partita europea. Lo spettacolo del Comunale di Torino viene portato nelle case della Lombardia da Canale 5, la rete ammiraglia di Silvio Berlusconi. L’imprenditore era riuscito a strappare a suon di miliardi (di lire, ovviamente) la trasmissione delle squadre italiane impegnate in Europa alla RAI, eccetto il Napoli, impegnato in Coppa UEFA e rimasto fedele alla tv di Stato.

È un momento storico per la televisione italiana ed è anche una gran serata per la Juventus, che ribalta il Celtic già nel primo tempo grazie alle reti di Virdis e Bettega, conquistando il passaggio del turno.

IL RITORNO DEI BELGI

La Juventus, dopo aver eliminato l’ostico Celtic, diventa una delle favorite alla vittoria finale, anche in virtù del sorteggio, che mette di fronte ai bianconeri l’Anderlecht agli ottavi. I biancomalva non sono più la corazzata di metà anni ’70, ma sono tornati a vincere il campionato belga dopo 6 anni, guidati da alcuni nomi interessanti come Morten Olsen e Frank Vercauteren.

La sfida d’andata si gioca al Vanden Stock, il 21 ottobre e vede una Juventus decisamente sorpresa dall’atteggiamento propositivo dei padroni di casa, che passano in vantaggio al 24’ con Geurts, bravo a svettare nell’area piccola su un calcio d’angolo, sfruttando una leggera indecisione di Zoff in uscita. La reazione dei bianconeri arriva a pochi minuti dalla fine del primo tempo, con Tardelli che pesca in area Marocchino per il pareggio.

 Nella ripresa è ancora Geurts a rimettere avanti l’Anderlecht, sfruttando un brutto errore di Prandelli, appena entrato al posto di Tardelli. A questo punto la Juventus capisce che l’obiettivo principale è quello di limitare i danni e cerca in tutti i modi di portare a casa un 2-1 che resta un risultato recuperabile. All’88’, però, ancora su un calcio d’angolo, Zoff respinge male con i pugni, consegnando di fatto il pallone a Vercauteren, che conclude al volo e mette in rete il gol del definitivo 3-1.

Due settimane dopo nella nebbia del Comunale, la Juventus tenta l’assalto in avvio, colpendo un palo clamoroso con un colpo di testa di Bettega, che poi deve anche lasciare il terreno di gioco per infortunio alla mezz’ora. Putroppo per i bianconeri è solamente un fuoco di paglia, visto che l’Anderlecht rischia poco e alla prima occasione punisce, ancora con la bestia nera Geurts. Il numero 9 biancomalva sorprende un rivedibile Zoff su calcio di punizione da molto lontano, portando avanti i suoi e, di fatto, rendendo impensabile la rimonta per la Juve. I bianconeri riescono solamente a trovare l’1-1 con Brio al 79’, con un bel colpo di testa su punizione di Cabrini, ma è troppo poco e l’Anderlecht passa il turno.

I biancomalva, dunque, approdano ai quarti della Coppa dei Campioni 1981/82, dopo aver eliminato Widzew Łódź e Juventus. Il sorteggio sembra benevolo per i belgi, che pescano la Stella Rossa nel turno successivo.

Il doppio confronto è senza storia, con l’Anderlecht che vince entrambe le sfide per 2-1 e, soprattutto nella sfida di ritorno al Rajko Mitic, lascia la sensazione di essere squadra matura e si candida pesantemente alla vittoria finale.

Della semifinale, però, parleremo più avanti, prima c’è da documentare un tonfo molto pesante.

FUORI I CAMPIONI

Nel marzo 1982, negli Stati Uniti, viene proiettato per la prima volta Blade Runner, il noir fantascientifico di Ridley Scott che vivrà nell’oblio per alcuni anni, prima di assurgere a cult assoluto.

Proprio ad inizio mese, il Liverpool, campione uscente della Coppa dei Campioni, sfida il CSKA Sofia ai quarti di finale, in una sfida che appare decisamente favorevole per i Reds.

Nonostante il pronostico della vigilia, però, ad Anfield gli uomini di Paisley faticano a trovare la rete, anche per merito della difesa bulgara, compatta e autoritaria. Il gol arriva solamente al 65’, grazie a Whelan, e il risultato non cambia più fino al triplice fischio.

Andare in un ambiente ostico come la Bulgaria con una sola rete di vantaggio è rischioso, ma il Liverpool appare davvero troppo forte rispetto al CSKA e appare fiducioso per la qualificazione.

La partita è spigolosa, con i padroni di casa che aspettano l’occasione giusta per colpire, senza scoprirsi troppo, per evitare di compromettere ulteriormente il risultato.

Dopo 78 minuti di contrasti e poche occasioni, il Liverpool inizia a vedere il traguardo, ma viene punito da Mladenov che rimette in perfetta parità l’incontro e lo porta ai supplementari.

Nell’appendice è ancora lui, Stoycho Mladenov a mettere in rete in mischia il gol del 2-0, facendo esplodere il Vasil Levski. Nella seconda metà dei supplementari il Liverpool si gioca il tutto per tutto, colpendo una clamorosa traversa con Kennedy da pochi passi.

Finisce così, con la Bulgaria in festa e i Reds, incredibilmente, fuori dalla Coppa dei Campioni 1981/82.

UN MIRACOLO E MEZZO

Siamo giunti, dunque, alle semifinali, che si rivelano diametralmente opposte nel risultato e nell’andamento.

Se il CSKA Sofia rischia di stupire nuovamente, costringendo il Bayern Monaco ad una difficile rimonta, la sfida tra Anderlecht e Aston Villa si rivela molto equilibrata.

I bulgari sorprendono il Bayern al Levski, portandosi sul 3-0 dopo meno di 20 minuti, grazie alle reti di Dimitrov, Yonchev e Zdravkov. La reazione dei bavaresi è immediate e porta ai gol di Dürnberger e Hoeness, prima del 4-2 firmato ancora da Yonchev ad inizio ripresa.

Un punteggio folle, che permette ai tifosi bulgari di sognare la prima storica finale di Coppa dei Campioni della propria storia, ma la realtà si palesa prima del previsto, sotto forma di Paul Breitner. Il nazionale tedesco trova il gol del 4-3 nel finale, rendendo molto meno complicata la rimonta per il Bayern al ritorno e meno rumorosa la festa del Levski.

Due settimane dopo, in Germania, il Bayern non lascia scampo al CSKA, con un roboante 4-0 firmato dalle doppiette di Breitner e Rummenigge, che chiudono in maniera brusca la favola dei bulgari.

Dall’altra parte, invece, l’Aston Villa, una delle sorprese del torneo, batte 1-0 al Villa Park l’Anderlecht, grazie alla rete di Morley e riesce a mantenere il punteggio anche al Vanden Stock, chiudendo con uno 0-0 storico, che porta gli inglesi alla finale di Coppa dei Campioni.

I Villans, che non vincevano un campionato inglese dal 1910, tornano prepotentemente sulla cresta dell’onda alla prima partecipazione di sempre in Coppa dei Campioni. Il fortino del Villa Park si dimostra inespugnabile per ogni avversario giunto in Inghilterra, tanto che alla fine del percorso lo score reciterà 4 vittorie su 4, con 9 gol segnati e nessuno subito tra le mura amiche.

Il momento magico dell’Aston sarà sufficiente per portare a casa la coppa contro un Bayern famelico?

L’IMPRESA

26 maggio 1982, due giorni prima dell’uscita nelle sale statunitensi di Rocky III, al De Kuip di Rotterdam va in scena la finale della Coppa dei Campioni 1981/82.

Da una parte l’Aston Villa, che ha subito 2 sole reti (peraltro nella stessa partita) in tutta la competizione, dall’altra la corazzata Bayern Monaco, che vede tre suoi calciatori in vetta alla classifica marcatori della Coppa dei Campioni, Hoeness con 7, Rummenigge con 6 e Breitner con 5 centri. La partita si prospetta molto interessante.

Dopo appena 10 minuti di gioco l’Aston perde il proprio portiere, Rimmer, per infortunio, sostituito dalla riserva Spink, ma poco importa vista la strenua difesa messa in atto dai Villans, che riescono a contenere ogni attacco proveniente da parte del Bayern.

Tra ottimi interventi di Spink e un paio di salvataggi provvidenziali dei difensori, l’Aston supera l’ora di gioco ancora indenne e tenta un’azione offensiva, forse la prima della sua partita. 

Il minuto è il 67’, Shaw salta un avversario a metà campo e lancia Morley, che entra in area, disorienta Weiner e mette dentro un pallone sanguinoso per la difesa del Bayern, che si perde Withe, bravo a farsi trovare pronto e ad appoggiare in porta l’1-0, per il tripudio dei tifosi inglesi arrivati in Olanda per l’occasione.

Mancano più di venti minuti alla fine, ma il Bayern non riesce più a rendersi pericoloso e l’Aston Villa si porta a casa una formidabile vittoria in Coppa dei Campioni.

Tra tre settimane la Juventus tornerà protagonista del torneo, nella Coppa dei Campioni 1982/83, arrivando ad un passo dalla gloria, ma perdendo contro la sorpresa Amburgo.

Fonte immagine in evidenza: profilo X Aston Villa

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Dramma in Bordeaux-Guingamp: Elis è in coma farmacologico

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Alberth Elis Bordeaux Ligue 1

Al 10′ di gioco di Bordeaux-Guingamp, partita valida per il 26° turno della Ligue 2 – la serie B francese – 2023/24, il mondo si è fermato. In quel momento sono cresciute paura ed apprensione per Alberth Elis. Lala destra honduregna classe 1996 dopo uno scontro di gioco con Donatien Gomis del Guingamp, ha riportato un trauma cranico.

Le condizioni del calciatore sono diventate critiche col passare delle ore, come anche dichiarato dal club. Infatti il calciatore è stato portato fuori dal campo in barella, per poi essere trasportato al Pellegrin, un ospedale situato a Bordeaux. In quel momento era cosciente. Poi però le sue condizioni si sono aggravate, tanto che i medici hanno escluso la prima ipotesi di frattura facciale e lo hanno messo in coma farmacologico.

Nel mentre Elis lottava tra la vita e la morte, la sfida continuava il proprio corso. Il Bordeaux ne esce vincitore da essa. La sfida si è conclusa col risultato di 1-0. A segnare il gol decisivo è stato al 40′, Žan Vipotnik. Con questa vittoria, i girondini raggiungono proprio il Guingamp in classifica. Infatti ambedue le squadre si trovano a pari punti in 11ª posizione, assieme anche al Paris FC, che ieri ha pareggiato 0-0 contro il Rouen. 

Il Bordeaux però, assieme a tutti i suoi sostenitori, guardano meno la classifica ma monitorano anche loro le condizioni di Alberth Elis, sperando che migliorino.

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Tare incorona Inzaghi: “È simile ad un altro grandissimo allenatore”

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Igli Tare Lazio

L’ex direttore sportivo della Lazio, Igli Tare ha parlato ai microfoni di Radio Deejay, affrontando diversi temi. Tra questi, emergono le sue parole riguardanti il profilo di Simone Inzaghi, allenatore che ha avuto alla Lazio durante la sua lunga epopea da dirigente. Con i biancocelesti, l’attuale tecnico dell’Inter ha scritto pagine importanti della loro storia, conquistando tre coppe in cinque anni: una Coppa Italia nel 2018-2019 e due Supercoppe italiane nel 2017 e nel 2019. Inoltre, grazie al suo passato da giocatore con la Lazio, dove aveva già vinto sul campo le due predette competizioni nazionali, è diventato l’unico biancoceleste a vincere entrambi i trofei sia da calciatore che da tecnico. Senza dimenticare lo scudetto del 2000, che ha caratterizzato l’apoteosi della sua avventura laziale.

E proprio partendo dal suo passato nel calcio giocato Tare ha espresso un parere sull’attuale allenatore dell’Inter, per cui ha riservato un paragone di tutto rispetto: quello con Pep Guardiola. Di seguito, riveliamo le parole dell’ex DS della Lazio.

TARE SU INZAGHI: LE SUE DICHIARAZIONI

GUARDIOLA E INZAGHI –Già da giocatore si intravedeva qualcosa di speciale, lo stesso si poteva asserire su Guardiola: avevano qualcosa in più. Simone inganna apparentemente: è sempre solare, ma, in realtà, è molto profondo e cura ogni piccolo particolare. Lui parte dal primo minuto della mattina e arriva fino all’ultimo della sera, curando tutto in modo maniacale. Ha qualcosa in più rispetto agli altri nell’instaurare un rapporto con la squadra e a livello individuale”

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