Faber est suae quisque fortunae, ciascuno è artefice della propria sorte. Una massima che si addice particolarmente agli ultimi anni di calciomercato, teatro nel quale sono i calciatori a farla da padrone. Un cambiamento radicale quello che ha visto protagonista la compravendita di calciatori nell’ultimo decennio, sia dal punto di vista delle cifre, salite vertiginosamente, sia nel “modo” di fare mercato.

L’EVOLUZIONE DEL CALCIOMERCATO

Si hanno notizie di calciomercato fin dagli anni dei pionieri del pallone, ma per tutto il secolo scorso l’intera macchina del mercato era in mano ai presidenti. Il primissimo calciomercato infatti non era altro che uno scambio di favori fra i nobili e i gentiluomini altolocati proprietari delle squadre; i calciatori non erano altro che una mera merce di scambio ai quali veniva offerto un lavoro e una residenza nella città della squadra.

Tutto restò più o meno così per circa un secolo; emblematico a questo proposito è il trasferimento di Omar Sivori dalla Juventus al Napoli, in cambio del quale l’armatore e presidente partenopeo Achille Lauro si prese l’onere del trasporto delle automobili FIAT dall’Italia all’Australia. Lauro fu anche il primo a superare la soglia delle 100 milioni di lire, accaparrandosi dall’Atalanta lo svedese Jeppson già promessosi alla Roma. Anche questo caso denota la poca importanza del giocatore nelle trattative dell’epoca, chi paga meglio si prende il giocatore.

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Tutto cambia nel 1995 con la celebre “legge Bosman. Jean-Marc Bosman nel 1995 era infatti in forza al RFC Liegi nonostante un contratto scaduto da 5 anni. Così, dopo il rifiuto dall’RFC Liegi di un’offerta del Dunkerque considerata bassa, il calciatore si rivolse alla Corte dei diritti Europea che condannò l’accaduto. Il 15 dicembre venne approvata una nuova norma, in base alla quale i calciatori dell’Unione europea potevano trasferirsi gratuitamente, alla scadenza del contratto, a un altro club purché facente parte di uno Stato dell’UE; inoltre se il contratto corrente ha una durata residua non superiore al semestre, il calciatore può firmare un pre-contratto gratuito con la nuova società”.

La svolta completa avvenne poi nel 2001, quando i giocatori poterono finalmente rescindere il contratto in essere con il proprio club. L’evoluzione fu così completa, da allora il ruolo del calciatore divenne sempre più ingombrante nelle trattative fino ad arrivare ai giorni nostri, dove il volere del giocatore è diventato cruciale.

LA VOLONTA’ DEL CALCIATORE

Volontà del giocatore“, delle parole entrate prepotentemente nel vocabolario del calciomercato degli ultimi anni. Un fattore fondamentale in una trattativa, quasi più dei soldi. Se non c’è il consenso il calciatore non si muove, mentre se c’è non c’è verso di farlo rimanere. Sono milioni gli esempi elencabili, la volontà è diventata oramai il perno di tutte le trattative di calciomercato.

fonte: profilo ig @sandrotonali

Uno degli ultimi è il caso di Sandro Tonali, promesso sposo dell’Inter poi sedotto dal suo cuore milanista, sulla trattativa il presidente del Brescia Cellino ha detto: “A gennaio abbiamo ricevuto un’offerta di 65 milioni di euro dal Barcellona. Non più tardi di dieci giorni fa abbiamo ricevuto un’offerta di 10 milioni più alta di quella del Milan dal Manchester United, ma il ragazzo era determinato ad andare in rossonero”. Andando indietro nel tempo si potrebbe citare poi il caso di Paulo Dybala, andato alla Juve nonostante l’offerta del Milan fosse di 4 milioni più alta.

Questo nuovo ruolo dei calciatori “artefici del proprio destino” ha anche spesso portato le società ad approfittarne. Non è rara infatti la pratica di trattare prima con il diretto interessato e poi, forti della volontà del giocatore, presentarsi dalla società in una posizione di vantaggio. E’ un esempio il caso dell’ipotetico trasferimento di Modric all’Inter tentato nel 2019, dove i nerazzurri sembravano vantare già un accordo con il croato; oppure la trattativa fra Szoboszlai e Rangnick, pronti ad matrimonio tinto di rossonero prima della conferma di Pioli. O ancora il recentissimo trasferimento di Rakitic al Siviglia, o il tentativo intavolato dalla Juventus per Suarez; oppure il tentativo fatto da Pep Guardiola per portare Messi, in rottura con il Barca, a Manchester.

I NUOVI PROTAGONISTI

I nuovi protagonisti sono dunque i calciatori, e tutto questo avviene anche grazie alle clausole rescissorie, mezzi contrattuali con i quali le società vengono completamente tagliate fuori dalla trattativa che viene intavolata direttamente fra l’acquirente e il diretto interessato. Spesso infatti sono poi addirittura i giocatori a “scendere in campo” in prima persona, trattando con la società di appartenenza per liberarsi e accasarsi altrove. Ne è un esempio il recente “esodo” dei calciatori del Barcellona, dai già citati Messi e Suarez fino ad Arturo Vidal, prossimo ad accasarsi all’Inter.

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Questa l’evoluzione del mercato, da scambi fra gentleman a un’enorme giro di denaro in mano ai calciatori; e l’evoluzione di quest’ultimi da pedine di scambio ad autentico star system che controlla il mondo del calcio.

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