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L’ora del Clasico Real Madrid-Barcellona: Benzema vs Messi e non solo…

Finalmente ci siamo: l’estadioAlfredo Di Stefano” apre le porte al suo primo Clasico della storia. L’impianto di Valdebebas, infatti, non aveva mai ospitato una delle partite più attese nel panorama calcistico europeo e non solo.

Real contro Barça, Benzema (sempre in gol nelle ultime 7 partite) contro Messi (16 gol e 7 assist nelle ultime 13 partite di Liga), la squadra del regime contro gli indipendentisti catalani, storie di vita giocata e vissuta che si intrecciano per 90 minuti su un campo da calcio. La classifica rende questo Clasico, se mai fosse possibile, ancora più interessante: tre squadre in tre punti, dall’Atletico Madrid a 63 al Real a 60, con in mezzo i blaugrana a 62.

La squadra di Zidane dietro tutti ma con un piede e mezzo in semifinale di Champions, mentre il Barcellona, uscito in malo modo contro il PSG, ha nel campionato il vero obiettivo stagionale (insieme alla finale di Copa del Rey) dopo una stagione che definire travagliata sarebbe un eufemismo. Ma si sa, il Clasico azzera tutto, si parte da 0-0 e non ci sono favoriti.

COME CI ARRIVA IL REAL MADRID

Dopo essere stato più volte ad un passo dall’eliminazione Zidane ha dimostrato ancora una volta di essere un ottimo allenatore, portando uno dei peggiori Real dell’ultimo decennio ad un passo dalla semifinale di Champions, con buone possibilità di raggiungere la sua quarta finale in cinque tentativi, e in piena corsa per il titolo in Liga a 9 giornate dalla fine.

L’uomo copertina dei Blancos è sicuramente Karim Benzema, mai così determinate come in questo periodo, la stella più luminosa del Real che per brillare ha bisogno dei suoi direttori d’orchestra Modric e Kroos, tornati ad essere straordinariamente incisivi dopo un periodo di appannamento.

Tatticamente il tecnico francese da quando ha trovato il bandolo della matassa non ha quasi mai cambiato, alternando al classico 4-3-3 un funzionale 3-4-2-1, moduli scelti in base agli uomini che ha a disposizione, reintegrando nel progetto due calciatori che sembravano destinati a lasciare Madrid ma che adesso sono un’arma in più: Isco e Asensio. Lucas Vasquez terzino è un’intuizione geniale, Vinicius sta finalmente dimostrando il suo vero potenziale e Casemiro è sempre il motore di questa squadra, imprescindibile per Zidane come Redondo lo fu per Capello nel Real dei “galacticos”.

COME CI ARRIVA IL BARCELLONA

Numeri alla mano il Barça è la squadra più in forma, reduce da 6 vittorie consecutive che, sommate ai tanti passi a vuoto dell’Atletico, hanno riaperto un campionato che il 31 gennaio sembrava già chiuso con la formazione di Simeone in vantaggio di 10 punti sulla seconda. L’uscita dalla Champions, paradossalmente, ha rappresentato il punto di svolta di una stagione che rischiava di essere fallimentare. Accantonato per un attimo Messi, tornato in forma stratosferica, Koeman ci ha messo molto del suo cambiando modulo, passando dal “leggendario” 4-3-3 di stampo guardiolano ad un più pragmatico 3-4-1-2.

Modulo che sin da subito ha riportato brillantezza ad un gioco che faticava a decollare. Simbolo della “rinascita” blaugrana è Frankie De Jong, schierato a mo’ di libero in mezzo ai tre centrali in modo da sfruttare al massimo le sue doti in fase di impostazione e la sua innata intelligenza tattica favorendo, così, anche le doti di Busquets, tornato ad essere il padrone del centrocampo. Il nuovo sistema tattico ha integrato a pieno anche gli “eterni incompiuti” Griezmann e Dembélé, coinvolti finalmente a pieno nel progetto e mai così decisivi come nell’ultimo periodo.

Fonte foto: profilo Twitter FC Barcelona

Capitolo a parte è quello di Leo Messi. Cremonini in una sua famosa canzone diceva “Da quando Baggio non gioca più non è più domenica”, brano che potrebbe benissimo essere riadatto per Messi in “Da quando Ronaldo non c’è più non è più Clasico“. La “Pulce“, infatti, da quando Cristiano ha lasciato il Real non è mai riuscito a trovare né un gol né un assist nei sei Clasico disputati dall’estate 2018 ad oggi. Una piccola curiosità statistica che però spiega a pieno quanto questi fenomeni abbiano bisogni di stimoli per rendere sempre al top.

CONSIDERAZIONI FINALI

Certo, non sarà il Clasico più spettacolare della storia, non si giocherà al Santiago Bernabeu e soprattutto non ci sarà il pubblico ma la posta in gioco è alta e potrebbe essere l’ultimo giocato da Messi.

Il Barcellona è obbligato a vincere per continuare la rincorsa all’Atletico e giocarsi fino alla fine la vittoria della Liga, unico vero trofeo che salverebbe la stagione (senza nulla togliere alla Copa del Rey). Il Real Madrid, ancora in corsa per i principali obiettivi stagionali, potrebbe mettere definitivamente ko le ambizioni degli acerrimi rivali e puntare seriamente ad un “doblete” che ad inizio stagione sembrava un miraggio.

L’appuntamento è per sabato sera alle 21:00: buon Clasico a tutti!

(Fonte immagine di copertina: Profilo Twitter La Liga)

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