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L’ora più buia per il Genoa, il purgatorio durerà soltanto un anno?

L’ora più buia per il Genoa, il purgatorio durerà soltanto un anno?

Il 3-0 di domenica al Maradona, nel giorno dell’addio ad Insigne, ha messo la pietra tombale sulle esigue speranze salvezza del Genoa. Dopo 15 stagioni, i rossoblù salutano la massima serie, con la prima retrocessione dal 1995, anno dello spareggio di Firenze con il Padova. Signorini che piange sotto la curva e l’inizio di 12 anni di purgatorio, con la C in mezzo. 12 anni, conclusi dall’avvento in rossoblù di Enrico Preziosi e soprattutto Gian Piero Gasperini.

Un periodo enorme, dove il Vecchio Balordo ha più volte rischiato il fallimento, scongiurato solo all’ultimo a Treviso. Un periodo che ora aleggia sulla nuova ambiziosa proprietà, chiamata a ricostruire dalle fondamenta una rosa inadatta alla A e non eccelsa per la B. Da sciogliere tanti dubbi, dall’allenatore al quadro dirigenziale, per quella che sarà la prima vera stagione del nuovo board all’ombra della Lanterna.

ZANGRILLO DOCET

A scuotere l’ambiente, ha pensato immediatamente il presidente della squadra, Alberto Zangrillo.

“Il vero valore del Genoa sono i tifosi. Io stavo molto meglio quando ero con loro, lo dico molto chiaramente. Mi assumo tutte le responsabilità del mio ruolo. Sono qua oggi a dire loro che comprendo perfettamente i loro sforzi e il loro dolore, perché è inutile pensare a strane alchimie. Io riconosco gli sforzi di tutti, in primis della squadra, dello staff, però il vero valore del Genoa sono i tifosi, il resto non conta nulla“.

Queste parole, a margine della disfatta napoletana, danno un forte segnale alla società, in particolare al ds Johanes Spors. L’operato dell’ex Vitesse, in carica dal derby d’andata contro la Sampdoria (perso 1-3), è da tempo oggetto di dure critiche da parte di tifosi e addetti si lavori. Anche la scelta di puntare su Alexander Blessin, dopo le prime incoraggianti partite, è stata messa in dubbio, nonostante la buona media del tecnico capace di raccogliere da solo più punti dei suoi predecessori Ballardini e Shevchenko.

Blessin Genoa

In particolare l’accusa a Spors è quella di non essere stato in grado di invertire la rotta a gennaio, buttandosi su giovani inesperti piuttosto che su navigati conoscitori della A o comunque sull’usato sicuro.

Una strategia, la seconda, alquanto appagante invece a Salerno, dove la coppia Nicola-Sabatini (entrambi scartati dal Genoa) è vicina alla salvezza, l’ennesima eroica impresa del tecnico piemontese. La retrocessione, però, non sembra, almeno per il momento, mettere a rischio né ds né tecnico. Infatti, se è vero che il presidente spinge per un tentativo in direzione di un improbabile ritorno di Gasperini in panchina, affiancato da Capozucca, la realtà dice tutto il contrario, con i due tedeschi sempre più vicini alla riconferma.

TEMPO AL PROGETTO

“La retrocessione fa male ma non cambia i nostri piani, continueremo ad investire per rilanciare il Genoa. E il nostro obiettivo adesso è quello di tornare subito in Serie A. Ripartiremo da Spors e Blessin. Sappiamo di aver commesso degli errori, la squadra si è rivelata incompleta. Ma la stagione era già partita male, la squadra era già stata mal costruita in estate. Adesso avremo la possibilità di costruirne una partendo dalle fondamenta, con le nostre idee e il nostro scouting che sta lavorando da mesi per scovare talenti. E daremo al mister una squadra in grado di mettere in pratica al meglio il suo gioco“.

Queste le dichiarazioni del manager americano al Secolo XIX.

L’ad rossoblù ha sottolineato quello che è mancato al Genoa nel mercato invernale, seppur confermando la totale fiducia nel nuovo corso tecnico.

“Non possiamo mettere insieme solo un gruppo di giovani, avremo bisogno anche dei giocatori più esperti. Parleremo con tutti i veterani per capire quali saranno le loro intenzioni e se potranno dare un contributo al ritorno in Serie A”.

Intanto, l’obbiettivo è provare a trattenere tutti quelli che arrivati da gennaio hanno invece positivamente stupito la piazza. Hefti, Ostigard e soprattutto Amiri e Cambiaso, i quali nella serie cadetta sarebbero veri e propri colpi da 90. Ma non solo, perché da definire rimane, come sottolineato dall’ad di 777 Partners, il futuro della vecchia guardia. Se Sirigu ormai è prossimo all’addio dopo una stagione deludente, con Semper in rampa di lancio, bisogna capire le intenzioni di Sturaro, Badelj e capitan Criscito. Da non sottovalutare la pessima situazione lasciata dalla precedente proprietà per quanto riguarda il parco giocatori. Il Genoa si ritrova infatti con circa 80 giocatori sotto contratto.

Costi insostenibili per una squadra arrivata ad accumulare circa 270 milioni di euro di debiti nelle ultime stagioni (dei quali buona parte pare sia stata nascosta ai nuovi acquirenti da Preziosi al momento del closing). Tra le altre cose, perché il valore di mercato di gran parte di quegli 80 sotto contratto è virtualmente parecchio tendente verso l0 zero. Da Toure a Biraschi, scaricati a Karagumruk, a Andrenacci e Sabelli, ora a Brescia, la lista è davvero infinita.

PURGATORIO

Affrontati i problemi strutturali estremamente complessi da risanare facilmente e scongiurato il rischio fallimento, il Grifone ora riparte da Alexander Blessin e Johanes Spors, che avranno come già sottolineato da Blazquez un budget di 50 milioni di euro per costruire l’organico in vista della prossima Serie B. La prima dal 2006, quando iniziò il ciclo del Gasp. Un anno di purgatorio, non di più. Questo il messaggio lanciato dalla proprietà, questo il messaggio che fa sperare i tifosi del Genoa, pronti ad un’ennesima dimostrazione di fede domenica durante l’addio alla A contro il Bologna in casa.

Un anno di purgatorio per poi tornare a sognare in grande, nel proseguo del progetto 777. Nell’ottica della multi miliardaria holding, ovviamente, la Serie B non ha spazio. Ed è sacrosanto, per una piazza che ha mostrato di meritare ben altro. E dopo le sofferenze degli ultimi anni, riparte da zero per rifondare.

Rifondare, e tornare a sognare una nuova alba rossoblù all’ombra della Lanterna.

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