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Lorenzo Colombo: il giovane attaccante nato per far gol

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Quando si parla di Lorenzo Colombo, si parla di uno dei prospetti più promettenti del calcio italiano. Classe 2002, di proprietà del Milan, Lorenzo Colombo si è preso la scena nell’estate del 2020, quando è stato promosso in prima squadra nei consueti ritiri estivi pre-campionato. Data l’assenza di un giocatore in quel ruolo, Lorenzo Colombo era passato dai campionati Primavera, al ruolo di vice-Ibrahimovic come centravanti. Sicuramente non un compito per giocatori qualsiasi.

BABY-COLOMBO

In Primavera, Lorenzo Colombo non ha mai deluso le aspettative, segnando valanghe di gol, che hanno attirato su di lui gli occhi della dirigenza rossonera.

I numeri nel settore giovanile rossonero, sono un risultato troppo evidente per non essere preso in considerazione. Lorenzo Colombo segna, tanto, come ha sempre fatto, con la maglia del Milan. Continua ad essere il giocatore che si prende la scena, quello dall’avvenire più roseo. Ma soprattutto il bomber implacabile con il gol nel sangue.

Con la selezione Under-17 ha messo a referto ben 14 gol in 15 presenze.

Con la Primavera, invece, 8 partite a “bocca asciutta”, nella stagione 2018/19, seguite da 6, a ritmi incredibili, nella stagione successiva, in cui mette a referto l’intero bottino della sua carriera in Primavera: 9 gol e 1 assist. Numeri che gli valgono la chiamata dall’alto.

Il Milan decide di dargli una chance e lo aggrega spesso alla prima squadra. Finchè, nella vittoria per 5-1 ai danni del Bologna, non arriva anche l’esordio in Serie A. 8 minuti, fondamentali per mettere, in maniera indelebile, il suo nome nella storia del Milan…e viceversa.

IL PRESTITO ALLA CREMONESE

Nella stagione successiva il Milan decide di investire su Lorenzo Colombo. Ma per farlo, l’ “enfant prodige” deve, necessariamente, migrare verso altri nidi.

Il Milan versione 2020/21 deve lottare per lo scudetto. Serve l’esperienza di Ibrahimovic e di giocatori già pronti, per sopravvivere nella giungla della Serie A. Ad assicurarsi le sue prestazioni, in prestito per l’intera stagione 2020/21, è la Cremonese. Ma prima di approdare in grigiorosso, Lorenzo Colombo ha ancora un conto in sospeso.

A San Siro arriva il Bodø/Glimt, squadra norvegese semi-sconosciuta, che però farà parlare molto bene di sè. Il Milan vince 3-2, soffrendo non poco contro l’entusiasmo di una squadra molto giovane, ma caparbia e mai arrendevole. Il gol del momentaneo 2-1 rossonero porta la firma di Lorenzo Colombo, che spinge i suoi verso la vittoria, rendendosi protagonista attivo.

La Cremonese lo attende e già sogna in grande.

Anche in grigiorosso, il classe 2002 non sfigura. Diventa subito un giocatore funzionale per la squadra ed entra nelle rotazioni dell’attacco di mister Bisoli prima, Pecchia poi. Lorenzo Colombo si esalta, giocando 13 partite subentrando dalla panchina e mettendo a referto la sua unica rete, nel 3-0 contro la Reggiana. In questa stagione, impara a giocare anche lontano dalla posizione di centravanti, la sua prediletta, nonchè suo ruolo naturale. Viene schierato, di tanto in tanto, anche come esterno alto (contro il Lecce a sinistra, contro Salernitana e Pescara a destra) o come seconda punta o trequartista a sostegno della punta (contro Lanerossi Vincenza e Chievo Verona).

Al termine della stagione, dopo aver fatto vedere buone cose, ritorna al Milan, pronto per una nuova avventura.

LA STAGIONE IN CORSO, ALLA SPAL

La nuova avventura in questione, ha i colori biancoazzurri della SPAL, che riesce ad ottenerlo in prestito dal Milan per la stagione 2021/22. Lorenzo Colombo arriva a Ferrara per trovare maggiore spazio e amplia un pacchetto offensivo che punta tantissimo sui giovani. Eccetto l’esperto Melchiorri (classe 1987), l’attaccante più “anziano” è il classe 1998 Kevin Piscopo, il più giovane invece è Ellertsson, per soli 3 giorni rispetto proprio a Colombo.

Non ci sono dubbi, però, che qui la stella sia proprio Lorenzo Colombo. Nelle prime 3 partite ( 2 di Serie B ed una di Coppa Italia) parte sempre titolare. E nella sfida contro il Pordenone, prima della sosta, mette la sua classica firma.

Poco dopo la mezz’ora del primo tempo, con i suoi in vantaggio per 1-0 grazie al gol di Mancosu, Lorenzo Colombo recupera una palla dopo un’azione di pressing offensivo che ha dato i suoi frutti. E’ leggermente defilato verso destra, quindi alza la testa per cercare un compagno. Ma ciò che trova, è uno spiraglio per la porta. Un solo tocco per portarla sul sinistro e poi una parabola che va a cercare il palo più lontano.

Accade tutto nel giro di qualche secondo, ma tanto basta a Lorenzo Colombo per mettere il suo nome sul 2-0 e sul largo successo dei suoi, e prendersi gli applausi di un “Paolo Mazzaestasiato. La rete di Lorenzo Colombo si prende le copertine della seconda giornata di serie cadetta e delle successive settimane, perchè nel frattempo il campionato di Serie B è fermo per gli impegni delle nazionali.

Impegni che interessano anche Lorenzo Colombo e la nazionale azzurra under-21, per le qualificazioni ai prossimi Europei di categoria.

ANCHE L’ITALIA APPLAUDE COLOMBO

Tra i convocati di mister Nicolato, per queste prime due gare di qualificazione agli europei, c’è anche l’attaccante spallino.

La gara di esordio, vinta per 3-0 contro il Lussemburgo, porta le firme di Pirola, Cancellieri e dell’autogol di Olesen, ma non di Lorenzo Colombo, schierato come ala destra nel tridente, con Roberto Piccoli finalizzatore centrale e Cancellieri dall’altro lato.

La seconda gara, contro il Montenegro, viene invece decisa proprio dall’ex rossonero che dopo 53 minuti mette la sua firma con un gol di rara bellezza per qualità nell’esecuzione. Un goal che vale l’1-0 finale, trascinando la sua squadra a quota 6 punti nel girone. La Svezia, prima, ha 7 punti, ma anche una gara in più.

Ritornare a giocare come centravanti ha fatto rinascere, in Lorenzo Colombo, l’istinto killer del goleador. Un istinto killer che nel Milan avrebbe fatto moltra fatica a venir fuori, ma che in altre piazze è non solo necessario, ma anche apprezzato quanto serve. E che gli ha consegnato le chiavi dell’attacco dell’under-21 italiana, in cui i nomi altisonanti sono tanti.

Da Sebastiano Esposito e Nicolò Cudrig, coetanei di Lorenzo Colombo e con esperienza all’estero sulle spalle (Cudrig in Belgio e al Monaco, prima di approdare alla Juventus questa estate, Esposito in questa stagione al Basilea), fino al classe 2001 Piccoli, dell’Atalanta, e al classe 2000 Lucca, in forza al Pisa, dopo l’esperienza al Palermo.

Ma Lorenzo Colombo non vuole essere da meno e propone la sua candidatura con audacia e con numeri che sono indubitabili: Lorenzo Colombo ha fatto almeno un gol con qualsiasi squadra in cui ha giocato.

IL FUTURO E’ UNA PAGINA BIANCA

Cosa riserverà il futuro di Lorenzo Colombo? In questi casi, il manzonianoAi posteri l’ardua sentenza” appare la risposta più sensata.

Lorenzo Colombo è il numero 9 dell SPAL ed ha una stagione intera da disputare da protagonista. Al termine dei 12 mesi di prestito ai ferraresi, tornerà al Milan. I rossoneri hanno Ibrahimovic e Giroud a guidare l’attacco con esperienza e palmarés che parlano per loro. Ma a parlare sono anche le carte di identità. 39 anni per Ibrahimovic e 34 anni per Giroud, che diventeranno rispettivamente 40 e 35 a fine mese, a distanza di pochissimi giorni l’uno dall’altro.

Il ricambio generazionale sta passando dall’essere un’ipotesi, a diventare un obbligo. E con un Lorenzo Colombo che sta emergendo, sarebbe tutto più semplice.

In realtà ci sarebbe da valutare anche Pietro Pellegri. Classe 2001, identificato questa estate come “erede” designato per l’attacco, proprio dalla dirigenza rossonera, che ha deciso di riportarlo in Italia. Pellegri torna in Serie A dopo l’esperienza pluriennale al Monaco, che gli ha riservato ben poche gioie. In Italia aveva trovato immediatamente la sua dimensione, mettendosi in mostra con la magia del Genoa a meno di 16 anni.

Lorenzo Colombo avrà, dunque, il suo “da farsi”. Ma nel frattempo si gode i risultati individuali e di squadra. Ed il suo nome sul tabellino dei marcatori, quando serve!

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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