In questi giorni in cui la Serie A si è presa la consueta pausa per gli impegni delle nazionali, abbiamo potuto vedere ancora all’opera gli Azzurri di Mancini. Dopo lo scoppiettante 6-0 alla Moldavia e il deludente 0-0 con la Moldavia (arrivato comunque dopo una buona prestazione), sarà la volta dell’Olanda. Mercoledì, nel secondo incontro di Nations League in programma in questa sosta, il c.t. schiererà la miglior formazione disponibile, orfana però di un giocatore diventato sempre più centrale. Si tratta di Lorenzo Insigne, alle prese con un guaio muscolare rimediato nella gara contro il Genoa, elemento quasi imprescindibile sia col Napoli che con la Nazionale. Mancini ha saputo valorizzare moltissimo l’attaccante partenopeo, affidandogli anche la maglia numero dieci, un numero che dalle parti di Napoli avrà sempre un valore speciale.

View this post on Instagram

Buongiorno Italia ✌🏻🇮🇹 #VivoAzzurro #Azzurri

A post shared by Lorenzo Insigne (@lorinsigneofficial) on

INSIGNE E LA DIECI, PASSANDO DA MARADONA A DEL PIERO

Tutti sanno che la Diez del Napoli non si può indossare, ma solo ammirare all’interno di una teca. Questo da quando Diego Armando Maradona, fenomeno indiscusso di questo gioco, è passato dal capoluogo campano, lasciando ricordi indelebili e scrivendo la storia. In diverse occasioni si è parlato di infrangere il tabù e Lorenzo Insigne è certamente la persona che più meriterebbe questo riconoscimento. Un figlio della città, che nonostante il rapporto a volte difficile con i tifosi ha sempre rifiutato di lasciarla. Dieci stagioni a Castelvolturno, condite da tanti goal e da trofei che legheranno per sempre il suo nome a quello di questa società.

Fonte: profilo instagram @lorinsigneofficial

Per vestire la dieci azzurra, Insigne ha dovuto aspettare quella della nazionale, a sua volta passata dalle spalle di grandissimi campioni. Rivera, Baggio, Totti sono solo alcuni dei fuoriclasse che si sono meritati quella casacca. Tra di loro ovviamente non poteva mancare Alessandro Del Piero, idolo d’infanzia di Lorenzo, dal quale ha adottato la passione per i tiri a giro. ADP non è riuscito ad alzare un trofeo con quella maglia (a Berlino aveva la 7) e l’esterno di Frattamaggiore spera di “batterlo” sotto questo punto di vista. La Nations League e soprattutto gli Europei sono un appuntamento dove farsi trovare pronti.

LA CRESCITA CON MANCINI

Come scritto in apertura, l’arrivo di Mancini sulla panchina della nazionale italiana ha permesso a Insigne di stare al centro del progetto. Fra i tanti esordienti lanciati dal Mancio c’è sempre stato spazio per l’attaccante campano che si è notevolmente responsabilizzato. La carriera in nazionale di Insigne conta 36 presenze e 7 reti, con il tecnico di Jesi rispettivamente 13 e 3. La sfortuna si è messa di mezzo visto che sono già 6 le gare saltate per infortunio ma quando è in forma Mancini lo considera assolutamente perfetto per il suo modo di giocare. L’Italia gioca moltissimo la palla e la qualità di palleggio di Insigne lo rende un interprete ideale. La sua media di passaggi riusciti in carriera è infatti dell’83,4%, con un picco del 94% raggiunto nel 2016 in nazionale. La sua tendenza ad accentrarsi e cercare la giocata vincente si sposa in oltre con il lavoro compiuto da Belotti e Immobile, che in nazionale si sacrificano molto fuori dall’area di rigore per trovare il fraseggio con gli esterni d’attacco. In 5 gare di Nations League ha già realizzato 6 passaggi chiave e un assist. Tutti numeri che certificano la sua importanza nello scacchiere di Mancini. Ora tutti ci auguriamo che possa mantenersi su questi livelli e ritagliarsi un ruolo da protagonista in vista di Euro2020.