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Lorenzo Insigne, uno scugnizzo diventato capitano

Lorenzo Insigne, uno scugnizzo diventato capitano

Lorenzo Insigne, nato a Frattamaggiore, a due passi da Napoli, è da poco arrivato ai 30 anni ma sono ancora molti i pareri discordanti circa le sue qualità di leader e le doti di trascinatore che dividono l’opinione pubblica. In passato la sua discontinuità è stata motivo di numerose discussioni, ma poi l’Europeo svolto da protagonista, con il suo immancabile “tiraggiro” entrato addirittura nei neologismi della Treccani, sembra averlo consacrato definitivamente come giocatore imprescindibile per ogni squadra. Tuttavia la sua storia non è affatto casuale, ma costruita con grande sacrificio e determinazione.

IL SOGNO NAPOLI

Fin dai primi calci al pallone ha coltivato il sogno di arrivare a giocare nella sua squadra del cuore, il Napoli ovviamente, e di indossarne la fascia di capitano. In principio a credere in lui fu Zdenek Zeman, l’allora allenatore del Foggia che lo portò con sé nel 2011 anche in Serie B al Pescara, dove esplose definitivamente. Il duro lavoro e le porte in faccia a causa della sua statura e del fisico esile non l’hanno scoraggiato ma, anzi, gli hanno dato lo stimolo giusto per raggiungere quell’obiettivo inseguito a lungo: segnare il primo gol con la maglia del Napoli nel settembre 2012 contro il Parma. L’amore verso la città partenopea è consolidato della sua vita in ogni cosa, al punto di aver chiamato un suo cane “Pocho”, soprannome attribuito in passato all’attaccante del Napoli, idolo di tutti i tifosi, Ezequiel Lavezzi.

PRIMA TIFOSO POI CALCIATORE

Lo stretto legame con la sua città e il tifo per la sua squadra del cuore gli hanno spesso fatto vivere male alcuni momenti di difficoltà che il Napoli ha vissuto, anche nella scorsa stagione, complici i numerosi infortuni che ne hanno notevolmente penalizzato le prestazioni. Si ricordano tutti gli scambi di battute piuttosto accesi di qualche mese fa con l’allenatore del Napoli Gennaro Gattuso e il suo calcio contro un cartellone, visibilmente contrariato per la prestazione della squadra, al termine della partita pareggiata 3-3 contro il Sassuolo a causa di un rigore concesso al 95esimo alla squadra emiliana.

Si tratta sicuramente di un ragazzo molto esigente che pretende il massimo da se stesso e dagli altri, spronando i suoi compagni a partire dagli allenamenti di Castelvolturno. Il suo smisurato coinvolgimento emotivo è evidente in ogni occasione e lo contraddistingue oggi come una delle poche bandiere ancora in circolazione a mostrare un attaccamento alla maglia che va oltre l’ambito puramente professionale. Il peso della sconfitta grava ancora più pesantemente su di lui rispetto agli altri giocatori infatti, come detto dal suo agente Vincenzo Pisacane in una recente intervista, il capitano “perde tre volte: da capitano, da calciatore e da tifoso del Napoli”.

IL RAPPORTO CON LA CITTÀ

Il carattere forte e focoso di “Lorenzo il Magnifico”, esattamente in linea con quello della tifoseria napoletana, lo ha spesso messo in contrasto con la stessa, facendo in modo che molti ancora oggi non ne apprezzino appieno le sue caratteristiche. Forse l’equivoco creato intorno a lui deriva dalle enormi aspettative talvolta disattese a causa di alcune partite in ombra e dagli accostamenti azzardati con l’icona assoluta e inarrivabile del calcio napoletano, il Diez per eccellenza Diego Armando Maradona, il cui volto è tatuato proprio sulla coscia sinistra del capitano.

L’ “ORO DI NAPOLI” TARDA A RINNOVARE

Ad ogni modo le sue prestazioni appaiono sempre più positive e prolifiche, infatti nella scorsa stagione l’attaccante napoletano ha totalizzato 19 gol e 11 assist in 48 partite tra Campionato e Coppe mentre in questa stagione ha già messo a segno 2 gol e 3 assist in soli 9 match.

Tuttavia, per quanto riguarda il prolungamento del contratto in scadenza a giugno del 2022, resta ancora distanza tra le parti che restano al lavoro non soltanto sull’ingaggio all’attaccante (6 milioni la cifra richiesta dal capitano azzurro) ma anche sul bonus al momento della firma. Dall’estero monitorano la situazione con grande attenzione ma tutti quanti dalle parti di Castelvolturno, e lui in primis, si augurano poter prolungare il sogno azzurro il prima possibile per legarsi a vita col Napoli.

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