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Scadenze preziose

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Lo si odia e lo si ama, ma ciò che è sicuro è che Claudio Lotito sia un grande uomo d’affari. Nonostante abbia quasi tutti contro, con l’accusa di essere poco disposto ad investire grosse somme di denaro, il presidente della Lazio sta facendo la fortuna della società stessa. Il perché, oltre che nei buoni risultati, anche se alternati ad annate più grigie, lo possiamo trovare nella sua capacità di vendere a cifre alte giocatori che sono vicini alla scadenza del contratto. La cessione di Keita è il più recente dei casi ma forse nemmeno il più clamoroso.

UN’ESTATE DA TIRA E MOLLA

Iniziamo proprio dal senegalese, che in questi tre mesi è stato in tutte e nessuna squadra: Napoli, Juventus, Inter e Milan. Ogni società ha fatto un’offerta per l’esterno laziale, ormai in rotta con Lotito e con l’ambiente biancoceleste. Come potrebbero queste società farsi scappare un giovane attaccante di livello in scadenza di contratto? Tranne che per il Napoli, Keita è stato vicinissimo a tutte le società che si sono fatte avanti per lui. Su tutte forse la Juve è quella che ci è andata più vicino, ma Lotito non aveva mai trovato l’accordo con i bianconeri. Alla fine, paradosso, non l’ha spuntata nessuno dei candidati italiani. Di soppiatto è arrivato il Monaco, in cerca di un sostituto di Mbappè, è si è concretizzata una trattativa lampo. 30 milioni di euro volano nelle tasche del presidentissimo e Keita parte per il Principato.

FINTO RITIRO

Procedendo in ordine cronologico ci si imbatte nella trattativa di Biglia, anche questa un tormentone dell’estate, anche lui con un contratto in scadenza nel 2018. Il Milan va forte su di lui cercando il doppio colpo con Keita. La trattativa, iniziata a Giugno, si protrae per un mese abbondante. Il Milan non è disposto a pagare 20 milioni di euro (la richiesta di Lotito) per un trentunenne in scadenza. Il Milan prova a giocare al ribasso, e nel frattempo l’argentino va in ritiro quasi a voler dire: “Muovetevi che qui rischia di saltare”. La dirigenza milanista si dà una mossa e alla fine cede alle richieste del presidente biancoceleste. L’affare si conclude per 18 milioni più 4 di bonus.

PROFETA IN LACRIME

Da un centrocampista fondamentale si passa ad un altro, Hernanes. Siamo a gennaio del 2014. Anche il brasiliano si ritrova in mezzo a uno dei soliti tira e molla di mercato firmati Lotito. Il presidente laziale cerca sempre e in qualunque modo di alzare il prezzo, e anche questa volta ci riesce per un calciatore con un contratto di 1 anno e 6 mesi  (ricordandoci che il trasferimento avvenne a gennaio). Venne acquistato dall’Inter per 18 milioni di euro. Il brasiliano si allontanò da Formello in lacrime, scatenando la rabbia dei laziali per un trasferimento a loro modo ingiusto.

SERBO VOLTABANDIERA

Ed eccoci arrivati al vero e proprio colpo di Lotito. Nel 2007 fu acquistato, per 700.000 euro, Aleksandar Kolarov. Terzino di spinta dai piedi decisamente educati, fa molto bene in Serie A, al punto da suscitare nel 2010 l’interesse del Manchester City. E riecco Lotito, il quale riesce a vendere il serbo per 22 milioni di euro nonostante avesse ancora un solo anno di contratto. Nonostante la cifra inferiore rispetto a quella di Keita, questa trattativa ha un valore maggiore per più fattori. Il primo è prettamente economico: nel 2010 non giravano così tanti soldi nel mercato come ora, per cui questi 30 milioni equivalgono a meno dei 20 di 7 anni fa. Dopotutto i 30 milioni sono stati spesi per un’attaccante dalle potenzialità enormi e non per un terzino, allora ancora giovane, ma meno proiettato verso il futuro. Quest’estate Kolarov è ritornato nella capitale, questa volta con la della Roma, dichiarando di esultare in un suo eventuale gol nel derby. Nonostante tutto, probabilmente Lotito si starà ancora sfregando le mani.

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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Calciomercato

Guarnieri esamina la Cremonese: “Peccato di inesperienza”

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Nicola Guarneri, direttore responsabile di CuoreGrigiorosso.com, in un’intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb, ha analizzato la prima parte di stagione della Cremonese. I lombardi sono attualmente al terzultimo posto, con 7 punti.

La situazione attuale è molto chiara, sicuramente ha pesato molto l’inesperienza dell’allenatore e della rosa di fronte all’approdo nella massima categoria. Al resto ha contribuito la sorte, che ha privato la squadra di un giocatore come Chiriches ormai a metà settembre.

Guarneri ha preso le difese di Alvini, rimproverando invece, qualche giocatore in più.

In assenza di giocatori la Cremonese proverà a salvarsi con le idee del suo allenatore. La dirigenza è rimasta soddisfatta del gioco espresso dalla squadra, in fin dei conti non si può ottenere molto se non si hanno giocatori di qualità che possano fare l’ultimo passaggio dalla trequarti in su. Lo stesso Dessers col passare delle partite si è un po’ spento, sbagliando anche un rigore.

Non mancano infine informazioni su quello che potrebbe essere la strategia di mercato del club lombardo in vista della finestra di gennaio.

Credo che arriverà almeno un acquisto per reparto. Servirebbe un portiere di riserva, un difensore esperto, un centrocampista di qualità e un attaccante abituato alla Serie A. In uscita qualche giovane come Ndiaye Milanese verrà mandato in prestito in Serie B. Mentre qualcun altro come Radu Baez potrebbe lasciare definitivamente Cremona. Mi auguro più che altro che rimanga Castagnetti, a mio avviso il miglior centrocampista della rosa.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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