Succede che i calciatori abbiano degli idoli e che da essi si ispirino per la propria carriera: sono poche le volte in cui un atleta, soprattutto se ancora in attività, si tatui la caricatura di un proprio allenatore come segno di gratitudine. È la storia di Lucho González, centrocampista argentino, conosciuto in europa per aver vestito le maglie di Porto e Marsiglia, oggi all’Atletico Paranaense, in Brasile.

Intervenuto durante la trasmissione argentina 90 minutos de futbol, l’ex River Plate ha spiegato la scelta del tatuaggio, peraltro uno dei più recenti che ha deciso di farsi: “Sono eternamente grato a Bielsa perché mi diede la possibilità di giocare con la nazionale argentina, insegnandomi tantissime cose. Ho deciso di fare il tatuaggio quando, lo scorso anno, Bielsa ordinò ai suoi giocatori, nel Leeds, di far segnare l’avversario in quanto il gol che li aveva portati in vantaggio era stato segnato con un avversario infortunato. Questo fa capire come si tratti di qualcosa che va al di là del calcio. Finì 1-1 e quel gol sarebbe potuto servire per essere promossi, ma preferì rispettare i valori e le regole del calcio” ha concluso l’argentino.

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