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L’uomo ovunque granata

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Comunque vada a finire, la stagione del Torino sarà un trionfo. Nell’agguerritissima – tuttora – battaglia per l’Europa, i granata di Walter Mazzarri non partivano certo come favoriti, ma una squadra costruita su misura per il calcio del tecnico livornese e la crescita di alcuni elementi fondamentali all’interno dell’undici titolare hanno permesso al Toro di essere al 7° posto a tre giornate dalla fine del campionato. La concorrenza di squadre come Sampdoria, Fiorentina, Sassuolo, Lazio e Atalanta è stata in gran parte surclassata, anche per evidenti colpe di alcune delle sopracitate, ma la squadra di Mazzarri ha sorpreso tutti per solidità, continuità e duttilità all’interno della partita.

Una rosa che si è mantenuta in gran parte rispetto all’anno passato, quando l’ex Inter, Napoli e Watford ha sostituito l’esonerato Mihajlovic, e che è stata puntellata con acquisti mirati, scelti in coabitazione dal DS Petrachi e lo stesso allenatore, che hanno permesso di avere sia un undici titolare che almeno 5-6 subentranti di alto livello. C’è però un giocatore che è stato fondamentale nello schieramento granata, vista la sua capacità di adattarsi in ogni posizione del campo con dedizione ed intelligenza tattica di notevole caratura; un elemento del quale si parla sempre troppo poco, nonostante sia sempre presente e in maniera incisiva. Stiamo parlando del jolly argentino Cristian Ansaldi.

UNA CARRIERA DI RIMPIANTI

Come ormai la definiscono in molti, Cristian Ansaldi nasce nel 1986 nella “patria del calcio”, la Rosario che ha dato alla luce soltanto un anno più tardi un certo Lionel Andres Messi; cresce calcisticamente nella stessa squadra che sarà della Pulga, il Newell’s Old Boys, dunque il lato leproso di Rosario: con i rossoneri esordirà nel 2005/06 a soli 19 anni, dove in tre anni riesce a raggiungere lo status di terzino titolare, grazie alla sua capacità di poter giocare su entrambe le fasce.

A differenza di molti altri suoi connazionali, che hanno scelto di fare un primo salto di qualità in casa, per poi partire verso l’Europa, Ansaldi prende una decisione insolita e accetta immediatamente la prima chiamata europea: nel 2008 lo prende il Rubin Kazan, squadra russa che sta pian piano raggiungendo le vette in campo nazionale e che sta iniziando a far capolino anche nelle competizioni europee. La cifra investita dal Rubin è importante, ben 8 milioni di dollari per anticipare la concorrenza che di lì a poco sarebbe stata feroce, andando a prendere un terzino che nei 6 anni di militanza in maglia rossoverde completa la sua crescita iniziata in Argentina. Presenza fissa nel campionato russo, qualche bel risultato nei gironi di Champions e mina vagante in Europa League, Ansaldi colleziona 107 presenze e 3 gol nei suoi anni a Kazan, prima di cambiare maglia, città, ma non campionato.

Ci sarà infatti una breve parentesi annuale con la maglia dello Zenit San Pietroburgo, dove però viene fermato dai problemi fisici – che spesso lo tormenteranno – e per questo motivo la sua avventura dura veramente poco. Chi prova a credere nel rilancio dell’argentino è l’Atletico Madrid, che vede in Ansaldi un jolly difensivo che può sostituire i due terzini titolari in maniera egregia, ma anche nella capitale spagnola verrà frenato da infortuni e da un incidente in auto che gli causerà problemi legali. L’Atletico non lo riscatta, e lo Zenit non ha intenzione di tenerlo a San Pietroburgo: le squadre interessate sono tante, ma le big lo scartano per la sua inaffidabilità fisica, mentre le piccole per il suo ingaggio troppo alto.

Come spesso è accaduto, è il Genoa che fa il passo per provare a rilanciare Ansaldi: come accaduto con Milito, Motta, Toni, Gilardino e compagnia bella, Ansaldi arriva sotto la lanterna con un alone di dubbi attorno a lui, ma non ci metterà molto a togliersi la nomea di infortunato cronico; 24 presenze, tanta qualità e tanta corsa a disposizione delle corsie rossoblu lo rimettono sui binari giusti della sua carriera, che lo porterà – proprio come Milito e Thiago Motta – soltanto l’anno successivo all’Inter. Mancini lo vuole per sostituire il deludente Telles, e decide di acquistarlo per rinforzare il suo reparto difensivo. La stagione è modesta, un infortunio al ginocchio lo frena nei primi mesi di lavoro ma tutto sommato svolge il suo compito.

L’arrivo di Spalletti complicherà le cose, perchè l’ex Roma preferisce terzini più di gamba e meno eleganti, motivo per il quale dopo un anno verrà ceduto al Torino in prestito biennale con obbligo di riscatto, al raggiungimento delle 40 presenze.

IL JOLLY DI MAZZARRI

In una squadra che dispone di un “usato sicuro” come Lorenzo De Silvestri, un colosso in rampa di lancio come Ola Aina (giocatore fortemente voluto da Mazzarri) e tre centrocampisti centrali di livello come Meité, Rincon e Baselli, sembrava veramente difficile trovare uno spazio fisso per un giocatore come Ansaldi. C’era il rischio che si prospettasse un’altra stagione nel limbo per l’argentino, tra la conferma definitiva in Italia e l’ultimo fallimento dopo un paio d’esperienze in chiaroscuro, ma Mazzarri ha costruito un ruolo che Ansaldi mai aveva ricoperto: la mezzala.

La capacità di giocare con entrambi i piedi, un tempo di inserimento niente male e la visione di gioco inusuale per un terzino hanno convinto il mister del Toro a lanciare Ansaldi in questa nuova posizione, nella quale è riuscito a calarsi alla perfezione: ha preso il posto di Meité nel periodo di flessione del francese, interpretando il ruolo con meno fisicità rispetto al compagno, ma con un senso della posizione notevole e con un lavoro importante nel quale si divideva tra la fascia (quando Ola Aina o De Silvestri erano fuori posizione) e la sua porzione in mezzo al campo; una volta che l’ex Monaco è tornato ai suoi livelli, Ansaldi era ormai già diventato un insostituibile, e Mazzarri, pur di non fare a meno del suo jolly argentino, lo ha alternato allo stesso Meité e a Baselli (quando c’è stato bisogno di più corsa e meno tecnica), o riportandolo nel suo ruolo originario di esterno di sinistra, con Ola Aina e De Silvestri a contendersi il ruolo di esterno destro.

Il suo basculare tra la fascia mancina e il centrocampo lo ha reso un giocatore fondamentale sia nella fase di rifinitura dell’azione (che siano cross o imbucate), che in quella che lo vede protagonista assoluto: già a quota 3 gol in stagione, record in carriera, è anche il miglior centrocampista (senza contare i trequartisti) per dribbling riusciti – 2,4 a partita – e secondo per dribbling tentati, dietro soltanto a Manuel Lazzari della Spal. Nelle classifiche di rendimento è il terzo centrocampista del campionato, dietro soltanto a Leiva e Bakayoko, grazie ai suoi importanti numeri riguardanti i passaggi, non a caso è tra i primi per passaggi lunghi riusciti (4° posto).

Nel suo nuovo ruolo può ancora migliorare, dato che è, in negativo, tra i primi per palle perse e per contrasti subiti, ma questi numeri sottolineano ancora di più la crescita di Ansaldi: l’argentino ha fiducia nei suoi mezzi e si prende molti più rischi del passato, è più che mai nel vivo del gioco e, anche tornando nella sua zona d’azione più usuale, ossia la fascia, sceglie di rimanere dentro il gioco e di essere parte integrante del palleggio granata.

Cristian Ansaldi è stata una delle sorprese silenziose di questo campionato, un giocatore del quale si parla sempre troppo poco: tanti infortuni e qualche scelta sbagliata in sede di mercato ne hanno ritardato la definitiva esplosione, ma in questo magico Torino sembra aver trovato la sua dimensione ideale, per riprendersi quanto perso nei primi anni di carriera e, chissà, riconquistandosi l’Europa a suon di incornate in salsa argentina. Proprio quelle del suo Toro.

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Calciomercato

Spezia, la pista Lasagna sembra solo una suggestione

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Lasagna

Lo Spezia è alla ricerca di attaccanti e potrebbe affondare il colpo già nella prossima sessione di mercato di gennaio 2023. Secondo Calcio Spezia, il club ligure ha mostrato interesse per Kevin Lasagna. Tuttavia, non è mai stato un vero e proprio interesse concreto da parte degli aquilotti. Ecco perchè quella che legherebbe Lasagna allo Spezia sembra solo una suggestione senza fondamento.

Lasagna sembra essere quasi un pesce fuor d’acqua con la maglia degli scaligeri, con cui non è mai riuscito ad essere davvero decisivo. In totale ha accumulato 62 presenze in gialloblù, con 6 gol e 5 assist. Sull’ex Udinese sembrerebbero forti anche le voci relative a Cremonese, Monza e perfino Lazio, alla ricerca di un centravanti puro come vice-Immobile.

 

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Olanda-Argentina 6-5 d.c.r. , le pagelle: Messi infinito, Gakpo non incide

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Olanda-Argentina

Olanda-Argentina è storia. Al termine di una partita pazza è l’albiceleste ad ottenere il pass per le semifinali della Coppa del Mondo dopo la lotteria dei rigori. Prestazione monstre da parte di Messi, autore di un assist meraviglioso per Molina al 35′ e di un rigore realizzato al 73′. Illude gli Orange uno straripante Weghorst, autore di una doppietta con le realizzazioni all’83’ ed al 100′.

Grande delusione per i ragazzi allenati da Van Gaal, in grado di effettuare una rimonta sensazionale. L’Argentina ottiene dunque la qualificazione alle semifinali della competizione, dove martedì prossimo affronterà la Croazia. Cruyff e Maradona hanno potuto assistere dall’alto un grandissimo spettacolo, spot per lo sport più bello del mondo. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DELL’OLANDA

Noppert 5.5: si prende troppi rischi giocando il pallone con i piedi da dietro, incolpevole sui gol subito.

Timber 5.5: poco lucido nelle scelte, difficoltà evidenti nel giocare il pallone nella fase di manovra.

Van Dijk 6.5: leader indiscusso, non cambia il giudizio positivo nonostante il rigore sbagliato.

Aké 6.5: il migliore della retroguardia difensiva, una sicurezza nei contrasti aerei.

Dumfries 6: prestazione senza infamia e senza lode.

De Jong 6: muove bene il pallone, tradito dai pochi movimenti senza palla dei suoi compagni di squadra.

De Roon 5: 45′ nell’ombra del centrocampo argentino. Troppo poco per una partita di questa portata. (Dal 46′ Koopmeiners 6.5: geniale intuizione sulla rete del 2-2, geniale).

Blind 5: troppo lento nel fare la diagonale alle spalle di Aké in occasione del gol di Molina. Errore da matita rossa. (Dal 64′ De Jong 6: molto efficace nel gioco aereo, gestisce palloni importanti).

Depay 6: cerca di inventare qualcosa senza grandi risultati, rimane il migliore dell’attacco orange. (Dal 78′ Weghorst 7.5: leggendaria doppietta che entrerà nella storia, grande soddisfazione personale).

Bergwijn 5: nullo. Non prova mai l’1vs1 non creando mai problemi alla retroguardia albiceleste. (Dal 46′ Berghuis 6.5: ottimo ingresso in campo, fornisce qualità e visione di gioco. Sfiora il gol del 2-2).

Gakpo 5.5: non riesce ad incidere nella partita più importante. Il suo rimane un Mondiale super positivo. (Dal 113′ Lang sv).

LE PAGELLE DELL’ARGENTINA

E. Martinez 7.5: l’eroe della serata, para due rigori alla lotteria.

Romero 6.5: cattivo agonisticamente e grandi anticipi sugli attaccanti olandesi (Dal 78′ Pezzella 5.5: distratto).

Otamendi 5.5: prestazione da leader macchiata dalla punizione concessa a pochi istanti dal termine dell’incontro dove si è sviluppata la rete del 2-2.

L. Martinez 6: paga la scelta di Scaloni di lanciarlo dal 1′. Perfetto in fase d’impostazione, difesa a 3 promossa. Si perde Weghorst al centro dell’area. (Dal 106′ Montiel sv). (Dal 111′ Di Maria sv).

Molina 7: attacca uno spazio dove solo Messi è in grado di far arrivare il pallone. Lucido nell’insaccare il pallone di fronte a Noppert, si perde Weghorst sul 2-2).

De Paul 6.5: poco appariscente ma essenziale. Lavoro senza palla da top del ruolo, giocatore insostituibile per Scaloni. (Dal 66′ Paredes 5: nervoso e impreciso, prestazione da dimenticare).

E. Fernandez 6.5: performance meno appariscente rispetto alla media ma comunque sufficiente, non sbaglia una scelta. Sfiora il gol al 120′.

Mac Allister 6: sempre posizionato nella zona corretta del campo. Una spina nel fianco con i suoi movimenti tra centrocampo e difesa.

Acuna 6.5: rimedia un’ammonizione sciocca che gli costerà l’assenza nella semifinale. Rimane la sua prestazione migliore in questa competizione. (Dal 78′ Tagliafico 6: buone incursioni sulla fascia sinistra).

Messi 8: vede cose in campo che nessun essere umano è in grado di vedere, dipinge un’opera d’arte da esporre al Louvre con l’assist a Molina. Finisce pure a referto nel tabellino come marcatore con la realizzazione del calcio di rigore: Messi è il volto di una nazione intera.

Alvarez 5: insufficiente. Si sacrifica tanto senza risultare mai incisivo. (Dall’82’ Lautaro Martinez 6: qualche spunto interessante, entra con la voglia giusta. Suo il rigore decisivo).

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Flash News

Emiliano Martinez para due rigori: in semifinale ci va l’Argentina!

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Argentina

Ai calci di rigore, l’Argentina conquista la semifinale contro la Croazia battendo l’Olanda 6-5. L’Albiceleste, in vantaggio di due reti grazie a Molina e Messi, si era fatta raggiungere nel finale dei tempi regolamentari dagli Oranje, a segno due volte con Weghorst, che ha mandato la gara ai supplementari.

Nulla è cambiato nella mezz’ora di extra-time e per decidere la seconda semifinalista di Qatar 2022 sono serviti i tiri dagli undici metri. Emiliano Martinez ha neutralizzato i primi due tentativi olandesi di van Dijk e Berghuis, Enzo Fernandez ha spaventato i tifosi della Seleccion sbagliando il penultimo rigore, ma Lautaro Martinez non ha fallito.

Martedì 13 dicembre sarà Croazia-Argentina per decidere la prima finalista che si giocherà la Coppa del Mondo.

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Flash News

Turris, Leonetti avvisa la Viterbese: “Faremo una grande partita”

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Turris

Domenica la Turris è attesa dalla trasferta sul campo della Viterbese in occasione della 17ª giornata di Serie C – Girone C. Gli uomini di Di Michele si stanno preparando in vista di questa sfida cruciale, dove i Corallini sono chiamati a cercare di ottenere la vittoria.

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della sfida tra le due squadre, ma non ha presenziato Di Michele per cause sconosciute. Al suo posto ha risposto alle domande dei giornalisti l’attaccante della Turris, Vito Leonetti.

LA CONFERENZA STAMPA DI LEONETTI PRE VITERBESE-TURRIS

L’attaccante dei Corallini h sostituito mister Di Michele in conferenza stampa quest’oggi. Queste le parole di Leonetti in conferenza stampa:

Che Turris dobbiamo aspettarci a Viterbo? Cosa ha lasciato la partita contro l’Avellino?

“Contro l’Avellino ci è mancato l’approccio giusto. Il gran gol di Tito ci ha fatto cedere mentalmente. Contro la Viterbese faremo una grande partita, sappiamo tutti la nostra posizione in classifica e dobbiamo far di tutto per portare a casa la vittoria”.

Il tridente offensivo è stato il punto di forza della scorsa stagione, ma nonostante il rafforzamento con l’arrivo di Maniero sembra esserci una regressione. Come si spiegano i tanti errori sotto porta e i tanti gol su palla inattiva?

“Penso che in questo momento ci sta mancando qualcosa davanti, ma penso sia solo un momento no”.

Cosa manca a questa Turris? Equilibrio, serenità o qualità?

“Manca un po’ di serenità vedendo la classifica. Dobbiamo risalire in classifica per ritrovare la giusta serenità”.

Nonostante tre allenatori differenti le difficoltà sono persistenti. C’è stata una presa di coscienza dello spogliatoio oltre il cambio della guida tecnica?

“Nello spogliatoio siamo sempre uniti sotto ogni punto di vista, anche su ogni cambio allenatore. Ci diamo tanta forza tra noi, ma in questo momento non ci sta dicendo bene. Speriamo di superare questo momento a partire già da domenica”.

Sei in scadenza di contratto, la Turris ha avanzato una proposta di rinnovo?

“Ad oggi sono un calciatore della Turris a tutti gli effetti, e penso di concludere la stagione qui. Del rinnovo ne parleremo più avanti perché ora sono concentrato sul campionato e a provare ad uscire da questa brutta situazione di classifica”.

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