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Madagascar, appuntamento con la storia

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Madagascar, appuntamento con la storia

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“La storia la fanno i vincitori“.

Un concetto dogmatico per chiunque si approcci allo studio della materia. In qualsiasi ambito: politico, militare, socioeconomico, passando poi naturalmente per quello sportivo. Nel calcio, infatti, le pagine che compongono la storia di questo gioco vengono scritte dai successi e dalle gesta eroiche di squadre e giocatori capaci di appassionare chiunque superando i propri limiti.

Fonte: profilo instagram @caf_online

Nella sua storia recente il Madagascar non fa eccezione. Quella del Barea è infatti una realtà che nella propria dimensione delle cose sta scrivendo, pur avendo già scritto, la propria storia. Dal 1961 al 2018 non aveva preso parte né alla Coppa d’Africa né tantomeno ai Campionati del Mondo.
Dopo aver strappato per la prima volta il pass per la Coppa continentale nel 2018, la vittoria contro la Nigeria di ieri gli è valsa un risultato che ha del clamoroso: partecipare agli ottavi di finale di quella competizione che rende grandi nel mondo africano e non solo.

UN CAMMINO APPASSIONANTE

Quello dei The Scorpions è un percorso unico nel suo genere. La vittoria ai danni della Nigeria alla terza giornata di Coppa d’Africa è soltanto l’apice di un’avventura cominciata fin dai gironi di qualificazione. Verso quelle fasi finali che, come premesso, mai gli isolani avevano raggiunto prima.

16 ottobre 2018 è la data da ricordare. Un’occasione non solo per scrivere la propria storia, ma facendolo in grande stile. Questo perché non soltanto il gol di Nijva Rakotoharimalala contro la Guinea Equatoriale è valso la qualificazione alle fasi finali della Coppa, ma da prima squadra in ordine cronologico nel riuscirci. Ovviamente insieme al Camerun, già qualificato in quanto paese ospitante.

Un percorso figlio di due fattori su tutti: in primis il cinismo nel risultato. Il Madagascar dalla storica vittoria contro la Guinea ha poi giocato 5 incontri prima dell’inizio della Coppa d’Africa: tutti persi, ad eccezione del pareggio per 3-3 contro il Lussemburgo. Un ventaglio di risultati negativi che sembravano aver creato le premesse peggiori per il sogno in Coppa.

Fonte: profilo instagram @caf_online

Eppure il pareggio per 2-2 contro la Guinea all’esordio e le vittorie contro Burundi (0-1) e Nigeria (2-0) le hanno regalato non solo la qualificazione per gli ottavi di finale, ma addirittura da prima classificata del girone. Il netto cambio di marcia del Barea è stato provvidenziale ed è avvenuto nel momento più importante.

Un’inversione di marcia figlia di un altro fattore: il cuore. Perché gli elementi messi in campo dagli isolani quali atletismo, forza fisica e dinamiche di gioco all’insegna della quantità più che della qualità (elementi ad hoc nel gioco delle squadre africane) sono stati valorizzati più che mai dalla determinazione nelle giocate e nei ripiegamenti, tanto da riuscire a mantenere la porta inviolata nelle ultime due partite, sfruttando allo stesso tempo le occasioni che si sono presentate.
Il risultato? L’appuntamento ai primi ottavi di finale della propria storia il 7 luglio, contro l’avversario ancora da definire.

ALLA SCOPERTA DEGLI “IMPRONUNCIABILI”

L’errore difensivo punito da Nomenjanahary e la punizione di Andriamatsinoro hanno decretato la sconfitta delle Super Eagles. Un risultato che permette comunque alla Nigeria degli “italiani” Ola Aina e Troost-Ekong di qualificarsi, ma come seconda. Ma in tutta questa rivoluzionaria frenesia da dove nasce il “fenomeno Madagascar“?

In occasione del primo gol contro la Nigeria: l’errore difensivo delle Super Eagles spiana la strada alla cavalcata in solitaria di Nomenjanahary, che a tu per tu con Ezenwa non fallisce e segna.

Il secondo gol del Madagascar nel secondo tempo chiude definitivamente i conti e consegna il primato del girone agli isolani. Il calcio di punizione di Andriamatsinoro è preda di una deviazione decisiva da parte della difesa, col pallone vagante che finisce in rete.

I risultati conseguiti fin qui in Coppa d’Africa dagli isolani sono figli dell’opportunismo e del cuore mostrato in campo. Il tutto valorizzato dall’inesperienza in campo internazionale dei suoi giocatori. La maggior parte dei giocatori milita in Francia, essendo stato il Madagascar una colonia francese fino al 1960, anno in cui ottenne l’indipendenza. Si parla tuttavia di leghe minori che non farebbero ricondurre a un palcoscenico di livello come la Coppa d’Africa. Quantomeno nelle sue fasi finali.

Fonte: profilo instagram @caf_online

Il capitano, Ima Andriatsima, milita nel Clermont Foot Auvergne 63, club che milita nella Ligue 2. Nijva Rakotoharimalala, eroe della storica qualificazione contro la Guinea, gioca nel Samut Sakhon FC in Thailandia. Basti pensare poi che secondo i dati di Transfermarkt Anicet, il giocatore della rosa di maggior valore, vale “appena” 2,8 milioni e milita in una squadra già più nota, il Ludogorets.

Una cifra nel calcio contemporaneo irrisoria, ma è proprio questo aspetto che conferisce ancor più valore all’impresa del Barea.
Una realtà che ha fatto di un sogno e della follia del crederci il proprio modus operandi. Con risultati esaltanti e appassionanti che hanno già fatto e stanno facendo sognare un’intero popolo, un’isola che non vuole destarsi da una favola calcistica unica nel suo genere.

Fonte immagine di copertina: profilo instagram @caf_online

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Calcio Internazionale

La Serie A vola nel ranking UEFA: staccata la Bundesliga di 1000 punti

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dove vedere rennes-milan in tv e streaming

Le squadre italiane continuano il loro percorso nelle competizioni europee e fanno guadagnare punti alla Serie A nel Ranking UEFA. Nella serata di ieri, sia il Milan che la Roma si sono qualificate per gli ottavi di finale di Europa League, battendo rispettivamente Rennes e Feyenoord. Entrambi sono stati match sofferti: i rossoneri, forti del 3 a 0 all’andata, passano nonostante la sconfitta per 3 a 2. I giallorossi, invece, dopo aver replicato l’1 a 1 della gara di andata hanno raggiunto gli ottavi solo ai calci di rigore.

IL RECAP SUI VARI PAESI

Mentre succedeva tutto questo, la Spagna perdeva una squadra: il Betis Siviglia è stato eliminato dalla Conference League per mano della Dinamo Zagabria. Stessa cosa per la Germania, la quale ha perso l’Eintracht Francoforte, uscito sconfitto dal doppio confronto con l’Union Saint-Gilloise. Discorso ancora peggiore per la Francia, con 3 squadre eliminate dall’Europa League: Rennes, Lens e Tolosa.

L’IMPORTANZA DEL RANKING UEFA

Fare un buon cammino europeo avrà, soprattutto quest’anno, conseguenze importanti per le prossima stagione: la Champions League, infatti, avrà enormi novità. Non ci sarà più la fase a gironi, si passerà da 32 a 36 squadre nel turno principale e la qualificazione alla competizione non arriverà solo tramite il piazzamento nel proprio campionato. Due squadre si qualificheranno in base all’andamento di questa stagione delle varie nazioni.

Il Ranking UEFA, insomma, guadagna importanza. L’Italia guadagna ancora terreno ed è in testa, motivo per il quale la Serie A, ad oggi, manderebbe 5 squadre in Champions.

IL RANKING UEFA AGGIORNATO

1. Italia 15.571 (7 squadre partecipanti su 7)
2. Germania 14.500 (5 squadre partecipanti su 7)
3. Inghilterra 13.875 (6 squadre partecipanti su 8)
4. Spagna 13.187 (5 squadre partecipanti su 8)
5. Francia 13.250 (3 squadre partecipanti su 6)

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“Milan serve di più” – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi internazionali per la giornata di oggi.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

CORRIERE DELLO SPORT

TUTTOSPORT

L’EQUIPE

SUN

MIRROR SPORT

DAILY EXPRESS SPORT

MARCA

SUPERDEPORTE

SPORT

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Il record di Luis Alberto, Dani Alves in carcere – La Rassegna Social del Diez

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Punto d’informazione, di impressioni e passioni condivise, i social network oggi più che mai raccontano le emozioni dei tifosi. Numero Diez vi presenta la rassegna dedicata ai più importanti messaggi della giornata di ieri.

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Roma – Feyenoord 5-3 d.c.r, le pagelle: la Roma agli ottavi di Europa League!

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in foto: Pellegrini, Mancini, Paredes - Roma - Serie A - Europa League - Coppa Italia

Stessa storia, stesso posto, stesso risultato. La Roma vince il suo terzo scontro ravvicinato con gli olandesi del Feyenoord e stacca il pass per gli ottavi di finale della Uefa Europa League. Protagonista assoluto del match Mile Svilar, autore di due parate fondamentali nella lotteria dei calci di rigore.

Ecco le pagelle del match offerte da Numero Diez direttamente dalla tribuna stampa dello Stadio Olimpico.

LE PAGELLE DELLA ROMA

Svilar 9: Mile Svilar, l’uomo ragno giallorosso. Il capello educato e lo sguardo furbo non sono le uniche cose che lo accomunano all’eroe Marvel: il serbo nella lotteria finale tira fuori dei riflessi istantanei da vero Spider Man che salvano la Roma e consentono il passaggio del turno. Dopo due anni passati in panchina, all’ombra di un altro, il serbo coglie al volo l’occasione di emergere e si prende il palcoscenico nella serata più importante. CARPE DIEM.

Karsdorp 6: Alterna buone giocate a leggerezze evitabili, sul bilancio generale le due direzioni si annullano. CHIAROSCURO. (dal 66’ Celik 5.5: confuso e affaticato, non un ingresso felice).

Mancini 7: Leader. Sbaglia poco o nulla e garantisce una copertura attenta ed efficace fino all’ultimo minuto. Il passaggio del turno porta scritta la sua firma a caratteri cubitali. IMPONENTE.

Llorente 6: Bravo a coadiuvare il compagno di reparto nella marcatura dell’unico centravanti ospite, chiude bene gli spazi quando Mancini tenta l’anticipo. Lo scontro che lo costringe ad uscire in  barella dal campo è davvero inquietante, la speranza è che non sia nulla di grave. (Dall’84’ Ndicka 6: entra in un momento delicato del match e non fa rimpiangere il predecessore. ATTENTO).

Spinazzola 6.5: De Rossi, almeno fino ad ora, non sta sbagliando una singola scelta di formazione. L’esterno italiano, lanciato titolare dal 1’, spinge e convince. Geertruida non regge il confronto di cilindrata e arranca spesso, i cross che partono dalla sua fascia sono davvero tanti. L’avversario, l’atmosfera, chissà: oggi in campo sembrava di vedere lo Spinazzola dei tempi di Tirana. RITROVATO. (Dal 106’ Angelino sv)

Cristante 5: Nel centrocampo della Roma è quello che gioca peggio. Troppe imprecisioni e letture sbagliate nella scelta dei filtranti, fornisce un buon apporto solo in fase di non possesso. A METÀ.

Paredes 6.5: La cura De Rossi non smette di funzionare, il paziente mostra continui segni di miglioramento. Sempre ben posizionato, serafico gestisce la manovra ed elargisce sventagliate ben calibrate: il ‘nuovo’ Leandro non è un fuoco di paglia. COMPASSO.

Pellegrini 7: Nella burrasca, quando la nave vacilla, è nel capitano che sono riposte le speranze e la fiducia della ciurma. Il gol di Gimenez fa calare un’atmosfera spettrale all’Olimpico, lui raddrizza il timone: l tiro è un raggio di luce che schiarisce le anime e le idee della squadra giallorossa, una perla assoluta. APRITI CIELO. (Dal 70’ Aouar 6: questo Houssem può dire la sua nella Roma. Ottimo ingresso in campo. BENE).

Dybala 6.5: Ha voglia di incidere, si vede. Si giostra bene sulla trequarti e traghetta la sfera da un lato all’altro del campo, offre una qualità calcistica che non ha eguali tra i 22 in campo. Abbandona il prato verde solo al 100’, quando le sue gambe non rispondono più. (Dal 101’ Baldanzi sv)

Lukaku 5: È il grande assente della notte europea giallorossa. Il 4-3-3 scelto da De Rossi attira su di lui tutte le attenzioni dei centrali difensivi avversari, vero, ma un grande attaccante come lui ha il compito di fare meglio. Il suo primo tiro in porta arriva al 120’, quando Wellenreuther si supera con una parata in allungo e nega al belga una rete davvero importante. L’errore dal dischetto poteva costare tanto, troppo a lui e alla squadra. INESPLOSO.

El Shaarawy 6: Garantisce corsa e qualità all’attacco della Roma, la buona reazione dei padroni di casa dopo lo svantaggio incassato lo vede tra i protagonisti. Confeziona l’assist per Pellegrini e spinge sul gas per tutta la durata dei 90’. A RITMO. (Dal 91’ Zalewski 6: entra in campo e sbaglia lo sbagliabile, poi il rigore. Una respiro, due passi e l’esplosione di gioia: il ragazzo sta vivendo un momento particolare, la pressione su di lui è molta, gli serviva invertire la rotta per tornare a giocare in maniera spensierata. DECISIVO).

All. De Rossi 7: La Roma passa il turno. Dopo 90 minuti di tensione in cui la sua famosa vena rischia di esondare, ecco l’urlo di gioia finale. Con grinta e carattere i giallorossi staccano il pass per gli ottavi di finale e mantengono vivo l’obiettivo stagionale. DDR.

LE PAGELLE DEL FEYENOORD

Wellenreuther 7: Il portiere che tante belle cose aveva mostrato nel match di andata ha replicato: sicuro nelle uscite e ordinario nel resto. Non si perde in errori e salva su Lukaku nel finale. OTTIMO

Geertruida 5: Cade succube di uno Spinazzola ispirato. Vive da ammonito buona parte della gara, quando è puntato sembra correre sul sapone. INSUFFICIENTE

Beelen 6.5: Duro e spigoloso, si stampa a colori su Lukaku e cerca in ogni modo di arginare le sue mosse. Non è sicuramente il giocatore più elegante in campo ma il suo compito lo svolge attentamente. MEGLIO L’OMONIMA.

Hancko 5: Slot gli affida la guida della linea difensiva, nel complesso non disputa una brutta gara.L’errore dal dischetto pesa come un macigno. ONESTO.

Hartman 6: Nel primo tempo Dybala gli provoca un’acuta labirintite, poi aggiusta il tiro nella ripresa scegliendo una strategia molto più difensiva. ANNEBBIATO.

Wieffer 5: Il centrocampo è il reparto più deficitario dell’organico di Rotterdam. Nel primo tempo non tocca la palla, poi i ritmi calano e il centrale emerge. Comunque troppo poco. ASSENTE. (Dal 119’ Jahanbakhsk 5: sbaglia dagli 11 metri)

Timber 5: Lo stesso discorso fatto nei confronti di Wieffer vale per lui. Va in difficolta troppo facilmente e si perde nella fitta rete di passaggi romanista. Meglio nei tempi supplementari. SOLO DOPO.

Stengs 5: Si trova in campo solo fisicamente. Non viene chiamato mai in causa dai suoi, rimane completamente avulso dalle dinamiche del match. TRASPARENTE. (Dal 59’ Zerrouki 5: sbaglia il rigore).

Nieuwkoop 5.5: Propizia il gol di Gimenez con un tiro cross abbastanza casuale, poi combina poco o nulla. UN LAMPO E POI? (Dal 70’ Minteh 6: non viene mai servito sul lungo, in una partita così chiusa fatica ad impattare. FRENATO).

Gimenez 6.5: Si presenta all’Olimpico in qualità di nemico pubblico numero uno, ci mette pochi minuti a confermare i timori giallorossi. La deviazione di spalla denota un ottimo senso del gol: non sarà una rete da Puskas ma porta il Feyenoord in vantaggio. OCCASIONISTA. (Dal 77’ Ueda 6: cerca di creare problemi e realizza il calcio di rigore).

Paixao 6: L’autore del gol di Rotterdam non incide. Cerca di scardinare la serratura difensiva della Roma con giocate nello stretto, di fatto non vince quasi mai il duello uno contro uno. PREVEDIBILE. (Dal 59’ Ivanusec 6: alimenta con muscoli e polmoni la crescita del Feyenoord registrata nei supplementari. TORO).

All. Slot 6: Roma non è un bel posto per l’allenatore. L’incubo della Lupa continua, questa volta in maniera amarissima. Il Feyenoord segna un po’ per caso, poi regge pochi minuti in vantaggio. I rigori sono un aspetto che trascende le capacità del tecnico, ma la Roma nei 120’ ha meritato il turno. DESOLATO.

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