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Mad for Madders

Al sicuro. È come si sente il pallone quando è a contatto con gli scarpini di James Maddison. L’esatto opposto di quanto si ritrovano a provare i suoi avversari. Talento naturale, in questa prima parte di stagione si è conquistato di diritto il ruolo di leader del Leicester. Un onere che condivide con Jamie Vardy, leggenda in casa Foxes che più di tutti sta beneficiando del momento d’oro del compagno di squadra. Il Leicester di Brendan Rodgers si sta infatti dimostrando un gruppo votato alla fase offensiva e spettacolare nel creare occasioni da goal.

Per un Jamie che segna, c’è però un James che imposta. I colpi di Madders, come l’inglese si fa chiamare dai suoi fans, hanno infatti contribuito a portare il Leicester all’attuale terzo posto in Premier League, facendo delle Foxes la vera rivelazione del campionato fino ad oggi. Goal, assist. La squadra chiede, Maddison risponde. Sempre presente. Mai determinante come negli ultimi mesi. È il numero diez al momento più performante del calcio d’oltremanica. Se n’è accorto Brendan Rodgers, allenatore che dal suo arrivo nella città che fu di King Claudio ha reso il calciatore inglese un intoccabile. Lo ha capito Gareth Southgate, deciso a fargli vivere il prima possibile la prima presenza con la maglia della Nazionale. Un debutto che Maddison sperava di potersi regalare già contro Repubblica Ceca o Bulgaria, salvo poi vedersi costretto a lasciare il ritiro a causa di un attacco influenzale.

(Fonte: profilo Twitter Premier League)

DETERMINANTE

Si è focalizzato allora sul Leicester, club nel quale fin dal suo arrivo nell’estate del 2018 si è sentito a suo agio. Tre goal e due assist nelle sue prime sette partite in Premier League, con il suo debutto assoluto nella massima serie inglese arrivato a Old Trafford contro il Manchester United. Un momento che Maddison ricorda molto bene, come raccontato recentemente in un’intervista a FourFourTwo:

“Non ero alla ricerca dei riflettori, ma c’è stato un momento nel riscaldamento in cui ho visto tutte le telecamere delle televisioni intorno e questo mi ha colpito. Capisci di essere in un mondo differente. Era la gara d’apertura della Premier League (stagione 2018/2019, ndr) e ricordo di aver pensato ‘bene, ora è davvero tempo di iniziare’. Poi sono solo sceso in campo e ho provato a fare il mio lavoro”.

Old Trafford. Manchester United. Stadio e squadra che Maddison potrebbe presto veder legati non più solamente al passato, bensì anche al futuro. I Red Devils sono infatti il club che più di tutti sembra deciso a investire sulle doti del figlio di Coventry. O almeno questo è il sogno di tutti i tifosi nella città a nord dell’Inghilterra. Lo dimostrano gli innumerevoli messaggi di stima apparsi sui social a pochi minuti dall’ennesima entusiasmante prestazione di Madders in questa stagione.

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Fonte: profilo IG Squawka

Contro il Crystal Palace, nell’ultimo turno di Premier League, il numero dieci del Leicester si è fatto notare per i 32 passaggi riusciti sui 33 tentati, le 8 occasioni da goal create e naturalmente l’assist per il goal dell’uno a zero di Caglar Soyuncu. Una perfetta parabola da calcio d’angolo che ha messo in luce uno dei tratti caratteristici di Maddison: la pericolosità da calcio piazzato sulle palle inattive. Che si tratti di un corner o di una punizione, l’inglese sa come accarezzare il pallone. Merito indiretto di David Beckham, come raccontato dallo stesso giocatore:

“Ero solito guardare come calciava David Beckham quando ero piccolo. Tutti sappiamo quanto fosse forte in questa specialità. Ho semplicemente allenato questo aspetto. Ho sempre amato calciare delle punizioni e per questo ci ho lavorato molto”.

Abile sia nel rifinire che nel finalizzare l’azione, come dimostrano i 5 goal e 2 assist messi già a referto in 12 presenze stagionali quest’anno, Maddison – come detto – ha beneficiato molto dell’arrivo in panchina dell’ex Liverpool e Celtic, Brendan Rodgers sul finire della scorsa annata. Subentrato al posto di Claude Puel alla ventottesima giornata, il tecnico nord-irlandese pare infatti essere riuscito a portare una ventata d’aria fresca dalle parti di Leicester, rimettendo in moto una macchina che col passare delle settimane pareva essersi arrugginita. Una crescita continua che ha raggiunto l’apice con l’avvio della nuova stagione. Le Foxes di Rodgers stanno infatti mantenendo la media punti che quelle di Ranieri riuscirono a stabilire nella storica annata conclusasi poi con l’insperata vittoria della Premier League.

“Grande CV, grande nome, grande allenatore. È un piacere lavorare con lui. I giocatori sono attivi, gli allenamenti sono più intensi e penso che ciò si veda in campo”.

Così Maddison aveva commentato l’arrivo di Brendan Rodgers la scorsa stagione, esaltando da subito il grande impatto che il tecnico ha avuto in quello che è stato di fatto il suo ritorno in Premier League dopo una parentesi da dominatore in Scozia come manager del Celtic. La Scottish Premiership, campionato di cui anche Maddison ha calcato i campi con la maglia dell’Aberdeen, in quella che lui stesso considera una delle esperienze maggiormente formative della sua carriera.

“Giocare contro grandi squadre come Celtic e Rangers, in partite importanti… non volevo essere da nessun’altra parte. Ho giocato una finale di coppa davanti a 50.000 persone. Ero un 18enne molto sicuro di me all’epoca (in prestito da agosto 2016 a gennaio 2017, ndr), quindi ero entusiasta di andare in Scozia e vivere da solo. Ricordo sempre con piacere il mio periodo lì”.

Un’esperienza che lo ha aiutato anche ad affinare le sue doti da palleggiatore, oltre che a saper resistere con maggiore forza ai duri colpi inflitti dagli avversari. Se non vuoi essere colpito, in un campionato aggressivo come quello scozzese, devi infatti imparare a pensare velocemente. Serve a salvare il proprio fisico da contatti spesso letali e ad anticipare la giocata affinché gli avversari non abbiano il tempo di riposizionarsi. Insegnamenti che un Maddison ora più maturo sta mettendo in mostra in Premier League, dove tutto scorre con maggior rapidità.

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Fonte immagine: sito ufficiale del Leicester

PRESENTE E FUTURO

8 passaggi filtranti. Al terzo posto in questa speciale classifica stagionale in Premier League, con i soli Jorginho e Tielemans capaci di fare di meglio. 24 occasioni da goal create in stagione. L’83% dei passaggi riusciti, di cui l’80% nella metà campo avversaria. 13 tiri da dentro l’area e 19 da fuori. Dati Opta che dimostrano come quest’anno Maddison sia sempre al centro della manovra d’attacco del Leicester, il vero segreto che ha portato le Foxes così in alto. Se ci si aggiunge poi il 61% dei dribbling riusciti e il 53% dei duelli vinti, si può capire quanto il centrocampista inglese sia cresciuto sotto ogni aspetto del gioco. E non poteva essere altrimenti per chi negli anni si è ritrovato a fare la gavetta nelle diverse categorie del calcio inglese, puntando ora ad assaporare presto anche il calcio internazionale. Europa League, o perché no, Champions League, le competizioni che Maddison vuole disputare la prossima annata. Da vedere se con la maglia di quel Leicester che ormai sente come una seconda pelle o se con un club storicamente più prestigioso e abituato a certi palcoscenici, come si è soliti dire. Ciò che è certo al momento è che Maddison non ha alcuna intenzione di frenare la sua ascesa. D’altronde sono tutti mad for Madders.

 

(Fonte immagine di copertina: profilo IG di Maddison)

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