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Tutti i mal di pancia di Stevan Jovetić

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L’esordio in Serie A a 18 anni, il meraviglioso periodo di Firenze. Poi l’occasione fallita in Premier League, al Manchester City, in una squadra che probabilmente non faceva per lui. La parentesi nerazzurra e il sorriso ritrovato a Siviglia, per appena sei mesi, prima del passaggio al Monaco.

Questa è stata fino ad ora la carriera di Stevan Jovetić, giocatore talentuoso quanto discontinuo, che non è riuscito a trovare la costanza che cercava nel campionato francese, e che sembra poter abbandonare la squadra di Jardim già a gennaio.

Il Siviglia lo rivorrebbe per cercare di ricostruire quella relazione perfetta che si era creata sei mesi fa, per cercare di aggiungere talento ad un attacco che fatica ad ingranare. Per Jovetić probabilmente sarebbe la soluzione migliore, vista la conoscenza diretta dell’ambiente e le caratteristiche del campionato spagnolo, forse le più adatte a lui e alle sue caratteristiche.

Perché Jovetic ha 28 anni, e la sua carriera può vivere una nuova svolta.

MAL DI PANCIA

Il mal di pancia è stata una condizione frequente nella carriera di Jovetic, a partire dall’addio a Firenze, avvenuto nel 2013. La seconda punta montenegrina sembrava pronta per il salto di qualità, e così gli sceicchi del City decisero di sborsare una cifra vicina ai 30 milioni di euro nelle casse dei Della Valle.

L’esperienza a Manchester – turning point della carriera di Stevan – non è stata per nulla positiva. Due anni complessivi, appena 30 presenze e 8 gol in Premier League. Una concorrenza spietata, e un campionato fisico e poco adatto al montenegrino. Agüero, Dzeko, Tevez, Silva, Nasri: troppi campioni che hanno reso Jo-Jo uno dei tanti, ribaltando la posizione di protagonista assoluto di cui godeva a Firenze. Il mal di pancia, l’addio al City e il ritorno in Serie A alla ricerca di rilancio, nel campionato che lo aveva reso grande.

All’Inter Jovetic ha lo spazio che cerca, e torna subito a far bene. Tre gol nelle prime due giornate, poi un piccolo infortunio e il ritorno al gol tre mesi dopo. Alla fine le presenze in Serie A quell’anno sono 26, 18 da titolare, un altro infortunio nel girone di ritorno lo costringe a saltare tutto il mese di marzo. Mancini lo prova da titolare nelle ultime giornate, concedendogli una fiducia che il montenegrino non ripaga.

L’anno dopo la bocciatura definitiva, con l’esclusione dalla lista Uefa per l’Europa League. A Jovetic torna il mal di pancia, e a gennaio viene ceduto in prestito al Siviglia dopo non aver disputato nemmeno una partita da titolare con i nerazzurri.

Scarso impegno o troppa poca fiducia da parte dell’Inter?

SEI MESI DI SPERANZA

Per rispondere a questa domanda basta pensare al periodo di Jovetic nel campionato spagnolo. A Siviglia Stevan trova la sua dimensione ideale, recuperando la consapevolezza che aveva conquistato a Firenze.

Ci sono momenti della carriera, situazioni tattiche, rapporti personali, che a volte fanno sembrare un calciatore inadatto al contesto. La fisicità e l’intensità del calcio inglese forse non hanno aiutato Jo-Jo, ma più probabilmente la causa del suo fallimento al City era il City stesso. Troppa concorrenza, troppe pressioni (condizione ritrovata anche a Milano), che hanno messo in ombra le prestazioni di Jovetic, e hanno certificato la sua difficoltà nel sapersi ritagliare uno spazio importante in un top club.

A Siviglia invece Jovetic è riuscito a ripartire: 24 presenze totali, 7 gol e il rimpianto di non esser riuscito a ribaltare la sfida contro il Leicester agli ottavi di Champions. La squadra era quella ideale per lui, un club importante ma sicuramente non di prima fascia, con il quale giocare un calcio tecnico e poco fisico, che permette anche di ragionare prima di prendere una decisione. Jo-Jo è una seconda punta, è abituato a giocare dietro ad un attaccante di ruolo, e funge spesso da regista offensivo. Ai tempi della Fiorentina era solito puntare l’avversario per creare superiorità numerica, con il tempo invece ha ridotto il suo raggio d’azione, giocando più nella zona centrale della trequarti e svariando di meno lungo il campo.

I sei mesi a Siviglia ci hanno mostrato un calciatore che aveva ancora qualcosa da dire nella sua carriera, ma gli spagnoli non hanno voluto accettare le condizioni economiche dell’Inter per il riscatto del cartellino (seppur ballassero pochissimi milioni di differenza). È arrivato quindi il Monaco, un ambiente ideale per il definitivo rilancio del montenegrino (basti pensare a cosa ha fatto Falcao nel Principato). Un club che in estate aveva cambiato molto, in un campionato dai ritmi blandi come quello francese.

UN FIORE MAI SBOCCIATO

Invece anche a Monaco, dopo appena due mesi, il mal di pancia sembra essere tornato. Il Siviglia lo rivorrebbe per gennaio, memore dei bei ricordi lasciati dall’attaccante nella città spagnola. La soluzione potrebbe essere un’altra volta quella ideale, ma con Jo-Jo non si può mai sapere.

Perché Jovetic non sta rendendo nel campionato francese?

Soltanto tre partite da titolare e due a gara in corso. Il gioco di Jardim prevede un calcio veloce, fatto di verticalizzazioni frequenti e ritmi intensi, ai quali probabilmente il montenegrino non è più abituato. L’allenatore ha dovuto fare a meno di lui per dieci giorni a causa di un infortunio, e lo ha fatto entrare a risultato acquisito nella partita contro il Bordeaux di qualche giorno fa. È subentrato al posto di Keita, che invece sta facendo molto bene.

Jovetic è ad oggi un fiore mai sbocciato, uno di quei talenti del quale un tempo ci siamo innamorati, ma che poi non sono riusciti a farsi amare davvero. Un giocatore dalla difficile collocazione in campo, uno di quelli che per rendere davvero devono essere al top della forma. Ai calciatori come lui non basta correre e recuperare palloni, a loro per incidere serve segnare, fare assist, illuminare il gioco. E negli ultimi anni Jo-Jo l’ha fatto poco.

Il tempo però è dalla sua parte, il Siviglia forse la sua casa. A 28 anni un calciatore può fare ancora molto, e Jovetic deve ad oggi trovare la sua dimensione ideale, per evitare che gli torni di nuovo il mal di pancia.

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I Nostri Approfondimenti

Che fine ha fatto Jeremy Menez? Dal passato agrodolce al riscatto in Serie B

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Milan

CHE FINE HA FATTO JEREMY MENEZ? DAL PASSATO AGRODOLCE AL RISCATTO IN SERIE B – La rubrica settimanale del “Che fine ha fatto?” di Numero Diez porta alla luce la carriera di un altro giocatore straordinario che ha smesso fin troppo presto di incantare. Infatti, questa è la volta di Jeremy Menez, ex attaccante di Roma, PSG e Milan che potrebbe aver ritrovato serenità all’età di 35 anni.

Colui che in Italia ha avuto, appunto, l’opportunità di indossare due delle maglie più prestigiose del paese (così come in Francia) e che è riuscito a farsi apprezzare anche da tifosi rivali. D’altronde, nessun amante del calcio sarebbe potuto restare a guardare in maniera indifferente difronte a tante giocate di pura bellezza ed intelligenza rara. Questo e tanto altro è stato Menez, ma che fine avrà fatto dopo aver raggiunto l’élite?

LA NASCITA DELLA STELLA TRANSALPINA

La carriera di Jeremy Menez decolla nel 2003, quando – dopo aver convinto a pieni voti l’allenatore – debutta nella prima squadra del Sochaux a sedici anni. Così diventa di conseguenza il giocatore più giovane della Ligue 1 ad aver firmato un contratto professionistico, regalando scorci di bel calcio ai più esperti. Dopo appena due stagioni, infatti, nella quali mette a referto 55 presenze e 7 gol, diversi club francesi sono pronti a rinunciare a tutto pur di assicurarsi le sue prestazioni.

Ma la vera svolta arriva nel gennaio del 2005, in occasione della sfida contro il Bordeaux. Nel giro di sette minuti, infatti, Menez mette a segno tre reti e si aggiudica l’etichetta di giocatore più giovane ad aver segnato una tripletta nel massimo campionato transalpino. Un evento che fece maggior chiarezza sulle sorti della sua carriera e che spinse il Monaco a tesserarlo nel 2006. Con la casacca biancorossa si registrano 14 marcature in 57 apparizioni prima dell’approdo in Italia.

A ROMA I PRIMI LAMPI DI GENIO

In occasione del calciomercato estivo del 2008 Jeremy Menez viene acquistato a titolo definitivo dalla Roma per una cifra vicina agli 11 milioni di euro. Nella capitale inizia a seguire ed emulare le gesta di Francesco Totti, che da lì a pochi giorni avrebbe rivisto nel francese la sua spalla destra. Con la maglia giallorossa, infatti, trascorre forse il periodo più felice della sua carriera e nel quale riesce ad esaltarsi a livello sportivo.

Sono tanti i ricordi piacevoli collegati a Menez che riaffiorano nella testa dei tifosi romanisti, ma anche qualcuno meno lieto torna sempre a galla. Se da una parte riusciva a mandare in palla più difensori avversari alla volta, infatti, dall’altra restava uno dei calciatori in grado di mandare tutto all’aria per via dei suoi comportamenti poco ragionati. Ma ciò non mise in cattiva luce il suo talento, il quale dopo tre stagioni in Serie A venne riportato in Francia.

PARIS SAINT-GERMAIN PRIMA, MILAN POI

Nel 2011 il Paris Saint-Germain intraprende il percorso di crescita che nel corso degli anni ha portato il club a concludere operazioni faraoniche e decide di comprenderci anche Jeremy Menez. Nella sua terza esperienza in patria l’attaccante ripropone quanto di buono fatto vedere alla Roma, vincendo due Ligue 1, una Supercoppa francese e una Coppa di Lega francese. In seguito a 79 presenze e 14 gol, oltre all’esser diventato il punto fermo dei parigini, decide di cambiare nuovamente aria e ritornare in Italia.

È il Milan, infatti, la squadra intenzionata a puntare su Menez, quel giocatore che nella Roma e nel PSG aveva fatto bene e che all’ombra di San Siro avrebbe cominciato a spegnersi. Dopo un primo periodo di gloria, segnato dai 16 gol nella prima stagione, l’ex Monaco imbocca la strada della debacle dalla quale non riuscirà ad uscirne. Complice anche un’operazione che lo ha tenuto lontano dal campo per nove mesi, il giocatore saluta (nuovamente) il campionato italiano per approdare altrove.

GIRANDOLA DI TRASFERIMENTI, MA POTREBBE AVER RITROVATO LA PACE

Terminata l’esperienza con i rossoneri, dunque, la carriera di Menez si trova inspiegabilmente in salita. Dal 2016 al 2020 non riesce a ritrovare la condizione psicofisica adatta alle situazioni e finisce per cambiare quattro squadre in altrettante stagioni. Bordeaux, Antalyaspor, Club America e Paris Fc credono in lui proponendogli un contratto che puntualmente viene stroncato prima della fine concordata. Così, appena due anni fa, si accorda con la Reggina per un suo ritorno nel paese che potrebbe essere considerato come la sua seconda casa. I calabresi hanno appena raggiunto la promozione in Serie B e quale opportunità migliore se non quella di riprendere dal campionato cadetto italiano?

Con la maglia amaranto si inserisce bene e ad oggi non ha ancora abbandonato il progetto attualmente in mano a Filippo Inzaghi. Nell’arco di due stagioni e mezzo, infatti, Menez ha giocato 49 partite e segnato 12 reti. L’ultima arrivata proprio in occasione dell’ultima partita contro il Brescia, grazie alla quale la sua Reggina è riuscita a mantenere la seconda posizione in classifica. Dopo quindici giornate l’impressione è che la formazione di Super Pippo possa davvero battersi per un posto nel massimo campionato e chissà che a regalarglielo non sia proprio Jeremy Menez, colui che in Serie A è riuscito a farsi un nome e che vuole fare lo stesso con il club calabrese.

 

 

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Flash News

Il Milan riabbraccia Kjaer ed attende Ibrahimovic: le ultime dall’allenamento odierno

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Milan

Al termine della doppia seduta di allenamento del Milan arrivano importanti novità, in vista della prima amichevole invernale contro il Lumezzane, in programma giovedì 8 dicembre.

I rossoneri riabbracciano Simon Kjaer, rientrato dopo l’eliminazione della sua Danimarca dal Mondiale. Il centrale rossonero ha rinunciato alle vacanze per ricominciare subito ad allenarsi con i compagni in vista della ripartenza della Serie A, in programma il 4 gennaio.
Intanto, Zlatan Ibrahimovic prosegue con il programma di recupero e spera di rientrare a fine gennaio, per dare una mano al tentativo di rimonta del Milan in campionato.

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Flash News

Winks vicino al rientro con la Sampdoria: le ultime

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Sampdoria

Harry Winks è passato in prestito con diritto di riscatto (fissato a 25 milioni) dal Tottenham alla Sampdoria in questa sessione di mercato.

La sua ultima presenza con i club rimane fissa al 22 maggio, in occasione di Norwich-Tottenham, dopo di che l’inglese è passato a Genova di fatto inosservato. Ancora nessuna presenza in Serie A per il mediano ex colonna degli Spurs ai tempi di Pochettino.

Winks, come riportato da Il Secolo XIX, sta tuttavia bruciando le tappe per il suo ormai prossimo rientro in gruppo. Ciò potrebbe avvenire già nel corso del ritiro invernale in Turchia della Sampdoria, che comincerà giovedì, con l’aereo che atterrerà nella terra della Mezzaluna per il match contro l’Adana Demirsport. Winks, potrebbe essersi finalmente lasciato alle spalle l’infortunio alla caviglia che lo ha tormentato per mesi.

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Calcio Internazionale

Santos furioso con Ronaldo: “Deciderò all’ultimo se giocherà”

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Pronostico Portogallo-Spagna

L’uscita polemica di Cristiano Ronaldo durante Portogallo-Corea Del Sud non poteva certamente passare inosservato.
Il Ct portoghese, Fernando Santos, è tornato sulla questione oggi in conferenza stampa, con toni decisamente elevati:

“Non ho sentito cosa ha detto Ronaldo mentre usciva, ma ho rivisto la scena in tv e ho capito, è una cosa gravissima che non deve capitare più. Non voglio soffermarmi troppo sull’argomento, certe cose si risolvono nello spogliatoio. Non so ancora chi giocherà, la formazione la decido sempre all’ultimo momento, cercando di schierare il miglior Portogallo possibile, così sarà anche domani”.

Insomma, la situazione è molto delicata in casa Portogallo, inoltre le voci di un possibile approdo di CR7 in Arabia Saudita non migliorano certo la situazione, visto che la Nazionale è concentrata sul passaggio del turno.

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