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Briciole

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Aguero

Provarci e riprovarci, a qualunque costo. Certo che se ti chiami Manchester City non hai nel vocabolario la parola ristrettezza economica e dunque i fondi illimitati ti consentono di rischiare sempre un po’ di  più. Ma fino a che punto? Se nonostante tutto il risultato massimo ottenuto è una semifinale mentre nell’annata migliore c’è l’uscita ai quarti in malomodo per mano del Liverpool, qualche problema di fondo c’è.

INCONGRUENZA

È preferibile partire dal principio, dalla stagione 2010-11 quella che porta alla prima partecipazione alla Champions League. In quell’anno furono spesi ben 183 milioni di euro che hanno portato si alla qualificazione nella massima competizione europea ma nel contempo c’è stata anche la debacle in Europa League dove agli ottavi c’è stata la caduta per mano della Dinamo Kiev. La stagione dopo la spesa annuale è costata “solo” 91 milioni di cui la metà spesi per l’approdo di Agüero. Nonostante ciò probabilmente tutti si ricordano come andò a finire quel girone con il Napoli che in difesa schierava il trio Campagnaro-Cannavaro-Aronica.

Anno dopo anno dal portafoglio senza fondo del City escono più soldi del dovuto, ma oltre a 2 Premier League e qualche coppa nazionale, non arriva granché. C’è da aggiungersi anche la sfortuna degli sky blues che incrociano il Barcellona agli ottavi per due volte di fila. Arriva il primo traguardo importante alla quinta apparizione di fila in Champions: i citizens vengono fermati solo in semifinale dai futuri campioni del Real Madrid. L’anno scorso arriva la caduta più clamorosa agli ottavi contro il Monaco, in quel momento la motivazione fu la mancata assimilazione della squadra dei dettami del vate Guardiola. Può sembrare tutto lecito, d’altronde la differenza rispetto all’anno scorso c’è eccome, ma nonostante ciò ieri sera si è conseguita l’ennesima umiliazione europea del Manchester City.

In questi 8 anni gli Sky blues hanno speso ben 1,282 miliardi di euro, con una media di 160, 35 milioni l’anno, per poi ritrovarsi sempre punto e accapo con la promessa che il prossimo anno la storia sarà diversa.

L’ANTI-PEP

Se Superman ha la Kryptonite, Guardiola invece ha Klopp. Lo spagnolo è in attivo contro tutti gli allenatori che ha incontrato tranne che contro 4: Cook, Ranieri, Ancelotti e proprio Klopp. I primi due hanno allenato solo una volta contro il tecnico spagnolo, mentre Ancelotti lo ha incontrato solo nella doppia sfida della semifinale della decima Champions. Il dato più incredibile è quello del tecnico tedesco che ha avuto la meglio sullo spagnolo in 8 occasioni su 14, perdendo solo per 5 volte. Con il suo gioco aggressivo ed estremamente veloce diviene l’antidoto rispetto al tiqui taca guardiolano. La più grande dimostrazione c’è stata in questa settimana con la doppia vittoria ai quarti dove è riuscito a soverchiare i pronostici che vedevano il Manchester City nettamente favorito.

Potrebbe rischiare di essere una Champions League da outsider con le grandi imprese di Roma e Liverpool. Due squadre accomunate da un filo piuttosto spesso denominato Mohamed Salah, passato rimpianto di una e presente radioso dell’altra. Una sfida tra le due sarebbe affascinante e inaspettata proprio come il cammino di queste.

COSA MANCA?

Probabilmente è la domanda di chiunque osservi la storia europea del Manchester City. Senza la presunzione di conoscere il manuale del calcio e l’arroganza di essere un allenatore al pari di Guardiola, Pellegrini o Mancini, si potrebbe presupporre che ci sia una mancanza di esperienza europea. Osservando la rosa solo in 3 hanno vinto una Champions League di cui solo uno di questi ha una presenza semi-fissa tra i titolari. Aggiungendo Gundogan, in 4 hanno giocato una finale di Champions. Sempre poco per una squadra dalle ambizioni e disponibilità stratosferiche. Come insegna anche il Paris Saint Germain, i soldi non sono tutto se manca l’esperienza per raggiungere grandi traguardi. Forse proprio su quella si dovrebbe puntare nella prossima sessione di mercato per tenere fede alle proprie aspirazioni, perché dopotutto, ciò che si è raccolto senza questa sono semplici briciole.

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Flash News

Genoa-Cittadella, le probabili formazioni: rischio turnover per Coda

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Genoa

Dopo una settimana decisamente movimentata in casa Genoa, il focus è ora tutto sulla sfida di domenica 4 dicembre contro il Cittadella. I rossoblù tornano al Ferraris, che si preannuncia gremito come al solito. La Gradinata Nord, per i primi 15 minuti, protesterà rimanendo in silenzio.

La protesta è rivolta non alla squadra, come la situazione di crisi potrebbe far pensare, bensì contro la giustizia sportiva che ha comminato severe sanzioni ad alcuni tifosi genoani rei di aver violato delle norme esultando in occasione del gol dell’1-2 di Yeboah in Venezia-Genoa. Garantito il massimo sostegno a giocatori e staff dunque, nonostante gli striscioni comparsi in settimana a Marassi e al Pio.

Dal canto suo, il gruppo ha soprattutto pensato a ricompattarsi in questi giorni di preparazione, come testimoniano le dichiarazioni di Bani e Strootman a margine della festa di Natale del settore giovanile. I due hanno dato ragione a Blessin riguardo alle pesanti critiche mosse dal tecnico per l’atteggiamento della squadra e si sono detti concentrati a migliorare il rendimento.

Bisognerà farlo in fretta, poichè dopo la sfida al Cittadella a Genova l’8 dicembre arriverà il Sudtirol. Il weekend seguente, poi, ci sarà la trasferta di Ascoli. Intanto, però, ecco le probabili scelte dei due allenatori per Genoa-Cittadella.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI GENOA-CITTADELLA

In ragione del tour de force in arrivo, Blessin pensa a un turno di riposo per Massimo Coda: al suo posto potrebbe giocare Puscas. Il rumeno non ha brillato nella trasferta di Perugia, ma la prima occasione da titolare in casa potrebbe galvanizzarlo. A centrocampo ancora indisponibile Badelj, mentre il ristabilito Sturaro si candida a una maglia dal primo minuto. Dopo l’esito negativo dell’esperimento in Umbria, si dovrebbe tornare al 4-2-3-1.

Nel Cittadella di Gorini sono tre le assenze pesanti: a Felicioli e Baldini si è aggiunto anche Beretta, che non partirà per un problema al polpaccio. Antonucci agirà alle spalle dei due attaccanti, centrocampo a 3 con Carriero, Pavan e Branca.

Genoa (4-2-3-1): Semper; Hefti, Bani, Dragusin, Sabelli; Strootman, Sturaro; Gudmundsson, Aramu, Jagiello; Puscas. All.: Blessin

Cittadella (4-3-1-2) Kastrati; Vita, Perticone, Frare, Cassandro; Carriero, Pavan, Branca; Antonucci; Tounkara,Varela. All.: Gorini

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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