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Lo spettacolo di Manchester

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Domenica, alle ore 17.30, si terrà una delle partite più attese d’Inghilterra. All’Etihad Stadium il Manchester City di Guardiola sfiderà gli eterni rivali dello United, guidati da José Mourinho. La città si ferma, i cuori battono per l’una o per l’altra squadra. Non importa come si arrivi alla partita, quello scontro sarà pur sempre fondamentale. Anima, sudore, fatica, sangue, bisogno di primeggiare. Benvenuti, signori, allo spettacolo di Manchester.

NUMERI E CURIOSITÀ

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Quello di domenica sarà il derby numero 175 nella storia del calcio inglese. Uno scontro che, nelle partite totali, va leggermente a favore del Manchester United, che può vantare ben 72 vittorie. I match conquistati dal Manchester City sono invece 51 mentre per 52 volte la partita è finita in parità. Il vantaggio dello United è sicuramente dovuto al fatto che, nel corso dei decenni, i Red Devils hanno avuto una compagine pronta a lottare non solo per la vittoria del campionato, ma per un risultato di rilevante importanza anche in campo europeo. Il City sempre è stato visto come la seconda squadra di Manchester, di un livello quindi inferiore rispetto ai propri cugini.

La vittoria più importante del Manchester City avvenne il 23 ottobre del 2011: il punteggio fu di 6-1 per i Citizens. Quello scontro sarà a lungo ricordato da noi italiani per uno dei tanti gesti provocatori di Mario Balotelli. Al minuto 22 l’attaccante italiano, appena entrato in area, finalizza uno scambio Silva-Milner con un piattone preciso che s’infila nell’angolino lontano. Mario esulta sfoggiando, al di sotto della tenuta da gioco, la maglietta con la scritta: “Why always me?” (Perché sempre io?)

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La vittoria più larga del Manchester United risale invece al 10 novembre 1994, quando i Diavoli Rossi riuscirono ad imporsi per 5-0. In quella partita Andrej Kanchelskis, centrocampista ucraino, era riuscito a realizzare una splendida tripletta. Ad essa si aggiunsero poi le reti di Eric Cantona e dell’attaccante Mark Hughes.

NON SEMPRE RIVALI

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C’era un tempo in cui le due squadre non erano in lotta. Un tempo in cui ciò che realmente importava era l’orgoglio di rappresentare la città di Manchester, i colori venivano in secondo piano. A cavallo tra l”800 e il ‘900 i tifosi delle due squadre tifavano anche l’altra squadra della propria città. Un calcio primordiale, nel quale le trasferte erano proibitive, e capitava spesso che, se in casa giocava il Manchester United, anche i Citizens andassero a tifare per l’altra squadra di Manchester. Dopo il disastro aereo di Monaco di Baviera, nel quale morirono giocatori e membri dello staff dello United, senza contare poi giornalisti e semplici tifosi, capitò che alcuni tifosi del City cambiassero squadra. Non per buonismo ma semplicemente per solidarietà, per empatia.

L’inizio della vera rivalità risale agli anni ’70. La leggenda narra che tutto nacque da un tackle di George Best su Glyn Pardoe che comportò al giocatore dei Citizens la rottura della gamba. Un infortunio talmente critico che i dottori pensarono addirittura all’amputazione della gamba, fatto che però non accadrà mai.

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Altro scontro di gioco che entrerà nella storia vedrà come protagonisti Alf-Inge Haaland e Robby Keane. Dal 1997 al 2000 il difensore norvegese giocò per il Leeds United e, in una delle tante partite contro lo United, con un brutto intervento involontario causò un grave infortunio al giocatore inglese. Keane rimase lontano dai campi per oltre un anno e mai riuscì a perdonare il difensore per quell’affronto. Serbò talmente tanto rancore che, nel 2001, ruppe la gamba ad Haaland. Per il calciatore scandinavo fu l’ultima partita che giocò perché quell’intervento folle e soprattutto intenzionale, come tra l’altro affermato anche da Keane, gli stroncò per sempre la carriera.

GOL PIÙ ICONICI

In 137 anni di storia di tale derby di realizzazioni prodigiose il pubblico ne ha viste a bizzeffe. 3 sono però i gol rimasti più nella mente degli appassionati:

Ad Old Trafford, il 27 aprile del 1974, si gioca il derby di Manchester. Da una parte il City, già salvo e in una tranquilla posizione di classifica, dall’altra lo United, bisognoso di punti per evitare la retrocessione. All’ottantunesimo minuto, la palla arriva sui piedi di Denis Law che, colpisce il pallone di tacco e batte il portiere avversario, suo compagno di squadra fino all’anno precedente.

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20 settembre 2009. “The best Derby of all time. Così Alex Ferguson, nel post partita, descriveva l’andamento di una delle partite più belle di sempre. Al minuto 87 ci si ritrova sul risultato di 3-2 per il Manchester United. Proprio al novantesimo però il Manchester City trova la via del gol, grazie alla seconda realizzazione di giornata di Craig Bellamy. Al minuto 78, però, dalla panchina era entrato un ragazzo di nome Michael Owen che al 97′ butta la palla in rete, facendo esultare tutto l’Old Trafford.

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Come non citare poi una rete che si potrebbe definire anche tra le più belle della storia del calcio. 12 febbraio 2011, al 78′ il risultato è fermo sull’1-1. Nani ha palla sulla destra, alza la testa e vede il taglio di Rooney all’altezza del dischetto del rigore; lo serve, la palla è un po’ corta ma Rooney, con un’incredibile rovesciata, spedisce il pallone sotto l’incrocio dei pali. Lo stadio impazzisce. Nessuno crede alla magia appena vista di quel Rooney che, fra l’altro, è anche il miglior marcatore nella storia del derby con 11 realizzazioni.

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Domenica sarà sicuramente una partita intrigante che vedrà opporsi due compagini profondamente diverse. Il Manchester City di Guardiola l’anno scorso sembrava avere poche rivali, per lo meno in Premier League. Quest’anno invece deve vedersela con il Chelsea e il Liverpool, sulle quali per ora mantiene un vantaggio di due punti. Brilla anche in campo europeo dove si trova al primo posto nel proprio girone, davanti a Lione, Hoffenheim e Shakhtar Donetsk. Dall’altra parte il Manchester United sembra faticare non poco anche se negli ultimi tempi appare una squadra in ripresa. Settima in campionato, arriva alla partita fresca di una rimonta all’Allianz Stadium effettuata ai danni della Juventus. Vittoria che sicuramente darà agli inglese un forte entusiasmo per affrontare, probabilmente, la partita più importante della stagione.

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Spagna-Germania, le parole di Luis Enrique: “Sarà sfida alla pari, Gavi può segnare una nuova epoca”

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Dove vedere Spagna-Costa Rica

Alla vigilia del big match tra la Spagna e la Germania, partita valevole per la seconda giornata della fase a gironi della Coppa del Mondo di Qatar2022, il ct iberico Luis Enrique è intervenuto in conferenza stampa. L’ex allenatore di Barcellona e Roma tra i vari argomenti ha analizzato gli avversari e ha paragonato il gioco tedesco molto simile a quello delle furie rosse, ecco le sue parole: “La Germania è la squadra che assomiglia più alla Spagna, gioca sempre in attacco cercando di mettere pressione nella metà campo avversaria e avere sempre la palla. La Germania è una squadra che sa competere, ha una storia vincente e alcuni fra i migliori giocatori al mondo, ma noi siamo convinti di poter vincere, ma non dobbiamo essere troppo sicuri di noi altrimenti la fiducia può dare alla testa“.

LUIS ENRIQUE SU GAVI

Il tecnico spagnolo ha poi elogiato una delle sorprese di questo Mondiale Gavi: “La cosa più sorprendente è che qualcuno a 18 anni e 100 giorni abbia quella fiducia in s stesso, abbia l’intelligenza per posizionarsi in campo e dominare gli aspetti tecnici del calcio. Bisogna andarci piano coi giudizi, ma può segnare un’epoca”.

 

Sulla formazione che intende schierare contro la Germania: “Di solito non ripeto lo stesso undici e al momento non ho ancora fatto le mie scelte, le farò domani mattina. I cambiamenti sono fondamentali e io ragiono non sugli undici titolari, ma sui 16 che giocheranno“.

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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Calcio Internazionale

Haller, un passo in più verso la guarigione

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Haller

Il mondo del calcio si stringe attorno a Sebastian Haller, attaccante del Borussia Dortmund. Il giocatore francese naturalizzato ivoriano è, ormai da diversi anni, alle prese con un tumore ai testicoli e ha completato nella giornata di oggi la seconda operazione chirurgica. A rendere pubblico l’esito positivo dell’intervento è lo stesso calciatore attraverso il suo profilo Instagram.

IL MESSAGGIO

Haller, attraverso un breve messaggio pubblicato sotto ad una foto che lo ritrae sorridente sul suo letto d’ospedale, ha voluto rassicurare così i suoi tifosi e seguaci: “Completata una nuova tappa. L’operazione numero 2 è andata a buon fine! Un grande grazie al team medico per l’aiuto quotidiano, non vedo l’ora di passare allo step successivo”

Dopo un lungo calvario iniziato nell’estate dello scorso anno, Sebastian Haller sembra finalmente essere sulla strada della riabilitazione. 

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Calcio Internazionale

Due anni dalla scomparsa di Diego: il ricordo di Infantino

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Fifa, Maradona sospeso dal videogioco

Due anni fa veniva a mancare il talento più grande e cristallino che il mondo del calcio abbia mai visto. La controversa figura di Diego Armando Maradona, in un modo o nell’altro, ha conciliato tifosi e appassionati di tutto il mondo,  elevandosi a tal punto da diventare una vera e propria leggenda di questa disciplina. In occasione del secondo anniversario della morte del Pibe de Oro si è allora espresso Gianni Infantino, presidente della FIFA.

IL RICORDO DI INFANTINO

L’ho sempre detto, lo ribadisco anche ora che sono più convinto che mai: ciò che Diego ha fatto per il calcio, facendoci innamorare di questo bellissimo gioco, è unico. Maradona è immenso e merita la nostra eterna gratitudine per averci stupito con il suo incredibile talento e sì, anche per essere stato così unico a modo suo: per essere stato una leggenda, un eroe, un uomo. Per essere stato Maradona. La tua figura è in primo piano in tutte le favole del calcio, riposta in pace Diego”. 

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