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10 curiosità

Manchester United-Chelsea: dieci curiosità sulla sfida Champions della Premier League

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Roma, Bailly dice sì ai giallorossi

Manchester United-Chelsea è ciò che di meglio la Premier League ci offre, nella volata Champions League delle ultime giornate.

Due squadre con obiettivi simili, ma anche molto diversi. Il Chelsea per confermare il terzo posto e blindare la qualificazione, dopo essersi staccata dal gruppo di testa. Lo United per inseguire un sogno e ricacciare via i fantasmi di una stagione fallimentare sotto tanti aspetti.

La partita era prevista per la 37ª giornata di Premier League. Ma la finale di FA Cup, che interesserà il Chelsea, costringe ad anticipare l’incontro a questa sera. Con fischio di inizio, ad Old Trafford, alle ore 20:45.

1. ORGOGLIO BLUES

La squadra che non ti aspetti è quella che ha i record a sfavore. E quindi, probabilmente, anche le migliori aspettative.

Infatti, negli ultimi dieci scontri, tra Premier League, FA Cup e League Cup, il Chelsea ha vinto solo una volta.

Si tratta della semifinale di FA Cup giocata il 19 luglio 2020 a Wembley. Troppo forti gli uomini di Frank Lampard, che portarono la gara sul 3-0 con Giroud, Mount e l’autogol di Maguire. Rendendo inutile il penalty di Bruno Fernandes, al minuto 85.

Nelle altre 9 gare, si contano 4 vittorie del Manchester United e 5 pareggi.

2. PANCHINE TEUTONICHE

Manchester United-Chelsea di questa sera sarà la prima nella storia in cui entrambi gli allenatori di questi club sono di nazionalità tedesca. Infatti, sia Tuchel che Rangnick sono i primi, e finora unici, allenatori della storia dei rispettivi club, a provenire dalla Germania.

L’incontro tra i due tedeschi è stato solo sfiorato nel match di andata. Dopo l’esonero di Solskjaer, l’annuncio dell’arrivo di Rangnick arrivò qualche giorno dopo rispetto alla partita.

Sulla panchina dei Red Devils si sedette, in quell’occasione, Michael Carrick, che portò a casa un pareggio per 1-1.

3. LA GRINTA DELL’EX

Dopo aver lasciato i Red Devils, nell’agosto 2019, Romelu Lukaku si prepara alla sua prima sfida da ex ad Old Trafford. Nel match di andata il belga è partito dalla panchina, rilevando Werner solo al minuto 82.

Nella sua carriera, Lukaku ha segnato tre gol contro il Manchester United. Curiosamente, tutti e tre nella stessa partita. Era la trentottesima giornata della stagione 2012/13 e, con la maglia del West Bromvich Albion, il Muflone di Anversa si prese la scena in un rocambolesco 5-5.

Quella partita, però, verrà ricordata per qualcosa di molto più celebre. Infatti, fu l’ultima di Sir Alex Ferguson sulla panchina del Manchester United.

4. RONALDO ALLA RICERCA DI UN RECORD

Il bilancio di Cristiano Ronaldo, contro i Blues, è di 16 partite giocate, con 5 vittorie, 5 pareggi, 6 sconfitte e un solo gol segnato. Inoltre, CR7 non ha mai segnato al Chelsea in Premier League.

L’unica rete del portoghese, con indosso la maglia del Manchester United, risale alla finale di Champions League della stagione 2007/08.

Il match finì 1-1 al termine del 120′ e si andò alla lotteria dei calci di rigore. Il fuoriclasse portoghese sarà l’unico dei suoi a sbagliare il calcio di rigore. Ma saranno più fatali gli errori di Terry e Anelka, che consegneranno la vittoria ai Red Devils.

Ronaldo

Ronaldo Manchester United Chelsea

5. RIGORI MALEDETTI PER I BLUES

C’è da dire che il Chelsea non ha avuto un buon feeling con la lotteria dei rigori contro il Manchester United, nell’annata 2007/08. Se l’atto conclusivo vide la sconfitta in finale di Champions League, la partita che aprì la stagione fu anche peggio, se possibile.

Ad agosto 2007, agli albori di quella stagione, Manchester United-Chelsea valse la finale di Community Shield. Il Manchester United ci arrivava da campione in carica della Premier League. Mentre il Chelsea aveva messo in bacheca la sua 4ª FA Cup.

Quella volta la bagarre dei rigori finì molto prima: bastarono tre rigori a testa.

Ai Red Devils per trionfare, con Ferdinand, Carrick e Rooney che beffarono Cech. E ai Blues per tornare a casa con la coda fra le gambe, perché Van der Sar ipnotizzò Pizzaro, Lampard e WrightPhillips, parando tutti e tre i penalty.

6. TUCHEL IN EQUILIBRIO

Attualmente il bilancio di Thomas Tuchel contro il Manchester United è perfettamente in equilibrio. Il tecnico tedesco ha affrontato 6 volte gli inglesi, raccogliendo due vittorie, due pareggi e due sconfitte.

Curiosamente, le vittorie e le sconfitte sono arrivate entrambe quando allenava il PSG.

Negli ottavi di Champions League della stagione 2018/19 il suo PSG vinse 2-0 ad Old Trafford, ma venne sopraffatto 3-1 al Parco dei Principi. Nella stagione 2020/21 arrivò la vendetta. Sconfitta 1-2 in Francia e vittoria 3-1 in Inghilterra.

Con il Chelsea ha pareggiato 0-0 nella stagione 2020/21 e 1-1 nel match di andata di questa stagione.

A questi dati si aggiungono, in maniera diretta, altre curiosità.

Tuchel non ha mai vinto in casa e non ha mai perso in trasferta, contro il Manchester United. E nella stagione 2020/21 ha affrontato i Red Devils tre volte e in tre stadi diversi: Old Trafford, Parco dei Principi e Stamford Bridge.

Chelsea

Tuchel Chelsea PSG

7. RECORD CONDIVISO

Manchester United e Chelsea sono le uniche squadre inglesi ad aver vinto almeno una volta tutte le competizioni UEFA per club che hanno disputato: Champions League, Europa League e Coppa delle Coppe. Lontano dalla Manica si aggiungono a questo record anche Juventus, Bayern Monaco e Ajax.

Per un breve periodo il Chelsea fu campione in carica sia della Champions League che dell’Europa League. Ciò era dovuto al fatto che nel 2012 il Chelsea vinse la massima competizione europea per club e l’anno successivo trionfò in finale di Europa League, prima che venisse giocato l’atto conclusivo della Champions League.

8. IL PENSIONATO DI CHELSEA

Ad oggi, i giocatori del Chelsea sono universalmente riconosciuti come “the Blues” per il colore storico della prima divisa. Tuttavia, in passato c’era un altro soprannome a rappresentarli: “the Pensioners“.

La motivazione è da ricercare nella fondazione ufficiale del club. Il Chelsea nasce ufficialmente nel marzo 1905 in un pub chiamato The Rising Sun. Il primo simbolo del club era il cosiddetto “pensionato di Chelsea“, che determinò la nascita del soprannome “pensioners“.

Tuttavia, dal 1953 lo stemma del club londinese raffigura un leone. E col passare del tempo, il vecchio soprannome è stato totalmente soppiantato da quello relativo al colore delle divise da gioco.

9. VARANE CI SARA’

Raphaël Varane ha all’attivo soltanto una partita giocata, contro il Chelsea. Si tratta della semifinale di andata della scorsa edizione della Champions League, terminata 1-1 all’ “Alfredo Di Stefano” di Valdebebas. Nelle altre due occasioni, il centrale francese è stato fermato da un infortunio. E ha saltato sia la semifinale di ritorno dello scorso anno, che Chelsea-Manchester United del girone di andata di questa Premier League.

Questo Manchester United-Chelsea sarà l’occasione di fare il bis, dopo aver recuperato del tutto da un infortunio muscolare.

10. IL DOPPIO EX

Avrà lasciato sicuramente molti più ricordi a Londra, che non a Manchester. Ma José Mourinho è, probabilmente, il doppio ex per eccellenza, di Manchester United-Chelsea.

Lo Special One ha affrontato ben 24 volte il Manchester United, con un bilancio di 10 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte. I Red Devils sono la seconda squadra inglese, e la terza in assoluto, più affrontata dal portoghese. A guidare entrambe le classifiche c’è il Liverpool.

Ma anche a Londra  non ha lasciato solo bei ricordi. In 14 incontri contro il Chelsea, ha raccolto 5 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte. Ha vinto a Stamford Bridge, però, solo in un’occasione: si trattava della gara di ritorno, negli ottavi di finale della Champions League 2009/10. In quell’anno, José Mourinho allenava l’Inter.

Con le due inglesi ha vinto in totale 11 dei suoi 25 trofei di club.

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Le 10 partite dei Mondiali con più spettatori

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Tunisia-Australia

Per chi ama il calcio, le sensazioni che dà una partita vissuta in uno stadio pieno ha davvero pochi eguali. Ancora di più se questa partita è l’esordio o la finale di un Mondiale, nonostante negli anni le competizioni per club abbiano preso il sopravvento nell’immagine dei tifosi e stampa. Nessun trofeo però è paragonabile alla Coppa del Mondotorneo che ha regalato le più grandi gioie e le più brutte delusioni a tantissime persone, ma di certo chi ho giocato questa competizione non è mai mancato l’affetto e il supporto dei numerosi tifosi. Il Mondiale è senza dubbio la sfida calcistica più seguita in tutto il pianeta, ecco dunque le 10 partite dei Mondiali con più spettatori:

10. Messico-Belgio 1-0 del 1970

Ultimo posto per la sfida valevole per Messico ’70 che vide i padroni di casa battere il Belgio dinanzi a 108.192 supporter all’Estadio Azteca.

9. Belgio-Messico 1-2 del 1986

Al nono posto di questa speciale classifica la sfida tra i padroni di casa del Messico e il Belgio. A Città del Messico, nella prima partita del gruppo B del Mondiale del 1986, all’Estadio Azteca per la prima vittoria all’esordio dei messicani ci furono 110.000 tifosi.

8. Argentina-Belgio 2-0 del 1986

Ottavo posto per la sfida l’Argentina di Diego Armando Maradona, che quel giorno mise a referto una doppietta, e i diavoli rossi nella semifinale di Messico ’86. Quel giorno all’Estadio Azteca sugli spalti dello stadio presero visione del match 114.500 tifosi.

7. Messico-Bulgaria 2-0 e Argentina-Inghilterra 2-1 del 1986

Ancora nello stesso Mondiale, troviamo la prima partita della fase ad eliminazione diretta. All’Estadio Azteca il Messico sconfisse la Bulgaria per 2-0 davanti a ben 114.580 supporter. E con lo stesso numero di tifosi, al settimo posto troviamo anche la partita della mando de Dios, con l’Argentina di Maradona, che battè per con il risultato di 2-1 l’Inghilterra.

6. Argentina-Germania 3-2 del 1986

Sesto posto per la finalissima del Mondiale del 1986. L’Argentina si laureò campione del Mondo davanti a 114.590 persone.

5. Messico-Paraguay 1-1 del 1986

A metà classifica, troviamo un’altra partita di Messico ’86. La sfida tra i messicani e il Paraguay della fase girone che finì in parità, fu seguita allo stadio Azteca da 114.600 fan.

4. Brasile-Svezia 7-1 del 1950

Al quarto posto troviamo la sfida di un altro Mondiale del vecchio secolo. Siamo a Brasile ’50, e all’Estádio Jornalista Mário Filho, per il match tra Brasile e Svezia ci furono 138.886 tifosi.

3. Brasile-Jugoslavia 2-0 del 1950

Nel gradino più basso del podio troviamo il match nella prima fase del Mondiale del 1950 tra Brasile e Jugoslavia. Quella partita, vinta dai brasiliani, fu vista dal campo da 142.429 persone.

2. Brasile-Spagna 6-1 del 1950

Secondo posto per la semifinale di Brasile ’50. I padroni di casa batterono per 6-1 la Spagna davanti a 152.772 spettatori.

1. Uruguay-Brasile 0-1 del 1950

Al primo posto della classifica delle 10 partite dei Mondiali con più spettatori troviamo la finale del Mondiale del 1950. Quella partita che vide l’Uruguay vincere contro gli acerrimi nemici brasiliani, fu vista allo stadio da 199.954 tifosi.

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I 10 giocatori più forti su FIFA 23

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Mbappe

Sono stati recentemente resi noti i ratings dei migliori calciatori su FIFA 23. Andiamo ad analizzare quali sono i 10 giocatori con la valutazione più alta.

Thibaut Courtois: 90

Manuel Neuer: 90

Cristiano Ronaldo: 90

Virgil van Dijk: 90

Mohamed Salah: 90

Kevin De Bruyne: 91

Lionel Messi: 91

Kylian Mbappé: 91

Robert Lewandowski: 91

Karim Benzema: 91

Come da tradizione di EA Sports, continua anche su FIFA 23 l’abitudine di assegnare valutazioni molto alte ai giocatori del campionato inglese: ben 4 sono equivalenti o sopra al 90.

Due sono i giocatori per il Liverpool  (van Dijk; Salah) e per il Tottenham (Son; Kane), oltre che per PSG (Messi; Mbappé) e Real Madrid (Courtois; Benzema). Il solo Ronaldo a rappresentare il Man United e il solo Lewandowski per il Barcellona.

Chi comprerete nella modalità Ultimate Team di FIFA 23?

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10 curiosità

I dieci bomber under 25 più prolifici al mondo

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Vlahovic

Il CIES ha prodotto uno studio di osservazione sugli attaccanti under 25 nei maggiori campionati del mondo, alla ricerca di quali fossero i dieci  bomber più efficaci al momento. La lista è stata pubblicata sul portale ufficiale dell’osservatorio: ci sono nomi della nostra Serie A ma anche perfetti sconosciuti. Scopriamo insieme chi c’è in cima.

#10 EVANILSON – PORTO

Il numero 30 dei portoghesi, brasiliano classe ’99, è un attaccante ambidestro di un metro e 83. Nella stagione appena cominciata, ha già segnato 4 gol e 2 assist tra campionato, Champions e Supertaça. Queste statistiche gli permettono di occupare il decimo posto nella speciale classifica dei dieci giovani bomber più efficaci.

#9 VLAHOVIC – JUVENTUS

Dusan Vlahovic, con i suoi 4 gol in 6 presenze totali tra Serie A e Champions, è il nono classificato nella lista dei baby bomber più prolifici. Il ventiduenne serbo sta letteralmente trascinando la Juventus in questo avvio a rilento dei bianconeri.

#8 MATHEUS CUNHA – ATLETICO MADRID

Altro brasiliano nato nel 1999, Cunha non ha ancora segnato in 4 presenze totali in questa stagione. Nella passata annata, ha però fatto registrare 6 reti e 6 assist in 29 partite giocate. Numeri che gli valgono comunque un posto nella classifica dei dieci bomber u-25 migliori al mondo.

#7 TAMMY ABRAHAM – ROMA

Il classe 1997 non ha trovato spesso la via del gol di recente, con una rete e un assist in campionato fin’ora. Non bisogna però dimenticare i suoi numeri straordinari nel corso della passata stagione in Italia, quando ha realizzato 17 centri e 4 assist da rookie in Serie A. Senza contare le 9 reti in 13 presenze nella Conference League vinta dalla sua Roma.

#6 JULIAN ALVAREZ – MAN CITY

L’argentino del 2000, appena arrivato alla corte di Guardiola che lo ha fortemente voluto, ha già segnato 2 gol in 4 presenze in Premier League, nonostante il grosso balzo tecnico-tattico dal campionato argentino. Se continua su questa strada, potrà essere ancora più decisivo in futuro.

#5 DARWIN NUNEZ – LIVERPOOL

Il suo impatto con la Premier e col Liverpool è stato agrodolce: ha trovato la via del gol ma ha anche avuto difficoltà (comprensibili) di adattamento. Non si possono dimenticare però le premesse: ovvero i tanti gol con il Benfica nell’anno passato, soprattutto in Champions e in campi difficili, come lo stesso Anfield.

#4 FERRAN TORRES – BARCELLONA

Il giovane bomber blaugrana non ha ancora trovato la rete nelle sue 5 presenze in Liga quest’anno. Ha però avuto un esordio stellare in Champions: 1 gol e un assist nel 5-1 del Camp Nou contro il Viktoria Plzen, nel girone di ferro con Bayern e Inter. Xavi punta molto su di lui.

#3 VICTOR OSIMHEN – NAPOLI

Il nigeriano, 23 anni, è ormai un bomber di grosso calibro. 5 partite, due centri e un assist in questa stagione. Col Napoli – però – ne ha già fatti 30 totali in due annate nonostante qualche problema fisico. Anche attualmente sta recuperando da un recente infortunio e i partenopei ne sentono la mancanza.

#2 MATIAS ZARACHO – ATELTICO MINEIRO

Il nome che non ti aspetteresti – a ridosso della cima della classifica – è quello di Zaracho. Argentino di 24 anni, gioca in Brasile da fantasista. Con l’Atletico ha segnato 16 gol e 9 assist nel campionato carioca da quando è arrivato dal Racing. Ne sentiremo parlare.

#1 KAI HAVERTZ – CHELSEA

Chi, se non il match-winner della Champions di 2 anni fa poteva essere ai vertici di questa lista. Havertz, a soli 23 anni, è già un pilastro del Chelsea, con cui ha segnato 24 gol e messo a referto 14 assist in meno di 100 presenze. Talento cristallino.

 

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10 curiosità

Le 10 curiosità della sesta giornata di Serie A

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Pronostico Milan-Napoli

LE 10 CURIOSITÀ DELLA SESTA GIORNATA DI SERIE A – Dopo la settimana europea, il campionato italiano si prepara a ripartire. Ad aprire la giornata saranno Napoli e Spezia che, al Maradona, cercheranno di continuare a collezionare punti preziosi per i loro obiettivi. In questo articolo vedremo le dieci curiosità della giornata che sta per iniziare.

BESTIA NERA

Così a vedersi, il match contro lo Spezia, potrebbe sembrare per i ragazzi di Spalletti un incontro dall’esito scontato. In realtà questo non è affatto vero, dal momento che il Napoli, nel corso dei suoi 96 anni di storia, non ha mai vinto una gara di Serie A in casa contro i liguri. I partenopei, dunque, sono chiamati a sfatare questo curioso tabù.

MOMENTO BUIO

S0lo nove punti e addirittura due sconfitte dopo le prime cinque giornate per l’Inter di Simone Inzaghi. I nerazzurri stanno vivendo un momentaccio e servirà rialzare la china. Il match contro il Torino, in programma oggi alle 18.00, sarà in questo senso un bel banco di prova. Se i meneghini non dovessero vincere, però, farebbero registrare il peggior avvio di stagione dal 2014/15. In quell’occasione sedeva in panchina Walter Mazzarri e alla fine della sesta giornata l’Inter si ritrovò con otto miseri punti in classifica. Pareggiando, invece, i nerazzurri eguaglierebbero i 10 punti della stagione 18/19.

CONTRO LA STORIA

A chiudere il sabato di Serie A ci penseranno Sampdoria e Milan al Marassi. I rossoneri vengono da tre successi consecutivi nel massimo campionato contro i blucerchiati e sono a caccia della quarta vittoria di fila a Genova. Qualora questo dovesse succedere, però, sarebbe quasi un evento storico. Il Milan non vince quattro partite consecutive in casa della Samp in Serie A, infatti, dal periodo tra il 1963 e il 1968.

MAGICA DEA

Se ci sono dei nerazzurri, l’Inter, che stanno vivendo un periodo complicato, ce ne sono degli altri, l’Atalanta, che invece stanno volando. Dopo la mancata qualificazione in Europa dello scorso anno, Gasperini ha trovato la chiave di Volta ed ora la Dea macina punti. I bergamaschi si trovano da soli in vetta alla classifica dopo cinque giornate con 13 punti. Vincendo contro la Cremonese, l’Atalanta salirebbe a quota 16  realizzando, così, il miglior avvio di stagione della sua storia dopo le prime sei giornate.

LE FRECCE DELL’ARCIERE

Data l’assenza di Domenico Berardi, contro l’Udinese il leader dell’attacco neroverde sarà Andrea Pinamonti. Il giocatore del Sassuolo, che ad inizio carriera veniva soprannominato “L’Arciere di Cles” per la sua esultanza e le sue origini, dovrà prendersi la scena al Mapei. I friulani, inoltre, portano al classe 99′ una certa fortuna dal momento che, con tre reti segnate, sono la sua vittima preferita in Serie A. Dall’altra parte, però, la statistica va contro il Sassuolo. L’ultima vittoria in Serie A contro l’Udinese, infatti, risale al lontano marzo 2018.

IMBATTIBILI

Dopo l’esonero di Mihajlovic, il Bologna di Thiago Motta dovrà vedersela in casa contro la Fiorentina. Prova importante, dal momento che i toscani sono imbattuti contro i rossoblu da 16 partite. L’unica squadra con la quale la viola può vantare una striscia di imbattibilità più lunga è il Verona: tra gli anni 50′ e 70′, la Fiorentina è rimasta imbattuta contro gli scaligeri per 18 partite consecutive.

A CACCIA DI VITTORIE

I primi punti del Monza in Serie A potrebbero arrivare nella sfida tra neopromosse contro il Lecce. Qualora il Monza dovesse perdere nuovamente, però, i lombardi farebbero registrare il peggior avvio nella storia della Serie A a 20 squadre dopo le prime sei giornate. La squadra del presidente Berlusconi, infatti, eguaglierebbe il record negativo del Benevento che, allo stesso punto della stagione, nel 2017/18 si trovava ancora a zero punti in classifica. I campani, in quell’occasione, non riuscirono a salvarsi a fine stagione.

TRADIZIONE IN TRASFERTA

Lazio-Verona sarà una sfida dall’esito non scontato. Il Verona è infatti in striscia positiva all’Olimpico contro i biancocelesti da tre partite (1V, 2N), non era mai successo nella storia degli scaligeri.

CLEAN SHEET

Sono sei i precedenti in Serie A tra Juventus e Salernitana. I bianconeri hanno vinto in quattro occasioni subendo appena un gol nella stagione 98/99 (peraltro unica vittoria della storia dei campani contro la Vecchia Signora). La Juventus, inoltre, è la squadra contro la quale la Salernitana ha segnato meno gol in Serie A considerando le squadre contro cui i campani hanno giocato almeno cinque volte.

PER RIALZARSI

Dopo due deludenti sconfitte contro Udinese e Ludogorets, la Roma di Josè Mourinho deve rialzarsi. Ad attendere i giallorossi c’è lunedì sera la trasferta del Castellani. L’Empoli porta particolarmente bene ai capitolini, che vengono da cinque vittorie consecutive contro i toscani e, realizzando la sesta, farebbero registrare la serie di vittorie consecutive più lunga contro una squadra di Serie A, eguagliando quella con il Crotone.

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