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Manchester United-Chelsea: cosa è successo all’Old Trafford?

Il primo big match della Premier League non lascia spazio a interpretazioni. Un 4-0 perentorio a favore del Manchester United, che manda un messaggio forte e chiaro al campionato. Il risultato che, per quanto largo, si potrebbe definire “bugiardo”: i Red Devils hanno sì meritato la vittoria, ma il Chelsea ha da recriminare sull’ampiezza delle scarto, visto quanto gli uomini di Lampard sono stati capaci di mettere in campo.

LE FORMAZIONI

I Red Devils, rispetto alla compagine avversaria, hanno avuto il vantaggio di non aver cambiato guida tecnica, continuando il progetto imbastito nella scorsa stagione da Solskjær. Nel suo 4-2-3-1, il tecnico norvegese ha schierato così i suoi uomini: tra i pali de Gea; nei quattro difensori Wan-Bissaka, Lindelöf, Maguire e Shaw; nel reparto centrale sono stati impiegati Pogba e McTominay; a supportare la punta Lingard coadiuvato lateralmente da Pereira e Martial; a fare reparto da solo e svariare lungo la linea difensiva avversaria Rashford.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del Manchester United

Il Chelsea, con l’arrivo di Frank Lampard, ha fatto tabula rasa dei dettami tattici impartiti dall’ex Maurizio Sarri. Il mercato dei Blues, bloccato fino a giugno 2020, non ha sicuramente aiutato il neo allenatore che ha dovuto concedere maggior spazio a calciatori finiti ai margini della rosa e a giovani – forse – non ancora pronti per certi palcoscenici. Anche il tecnico inglese ha schierato un 4-2-3-1: Kepa a difendere la porta e protetto da Azpilicueta, Zouma, Christensen ed Emerson; la regia è stata affidata a Jorginho e Kovacic; a sostenere l’attaccante ci hanno pensato Pedro e Brakley sulle fasce, mentre alle spalle della punta ha agito il giovane Mount; il peso dell’attacco è stato affidato, invece, ad Abraham.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del Chelsea

LA PARTITA

Il match si può banalmente dividere nei due tempi di gioco in cui entrambe le squadre hanno dato risposte diametralmente opposte nel corso della gara. La chiave tattica per i padroni di casa sono state le ripartenza rabbiose e repentine, dimostrando la loro abilità nel riuscire a trasformare l’azione da difensiva ad offensiva con grande rapidità. Per il Chelsea il controllo del centrocampo è riuscito a metà: nel primo tempo Jorginho e Kovacic hanno fatto un grande lavoro in fase di possesso e di gestione del pallone. Nel secondo tempo però è venuta a mancare l’energia e la concentrazione, facendo dilagare lo United.

1º TEMPO

Nella prima frazione è il Chelsea che meriterebbe il vantaggio, colpendo due pali durante i primi 45′: il primo legno è colpito da Abraham dopo soli 4 minuti, mentre il secondo da Emerson che potrebbe riportare il risultato in parità.

Il palo colpito da Abraham che avrebbe indirizzato il match in favore del Chelsea.

Oltre ai montanti ci sono altre due occasioni in cui i Blues potrebbe segnare: la più importante viene mancata per scarsa freddezza nuovamente dal centravanti ex Bristol Abraham su suggerimento di Azpilicueta. Lo United, però, è bravo a chiudere molto bene gli spazi e alla prima occasione buona Rashford viene steso in area da un intervento maldestro in area di Zouma, regalando di fatto un rigore evitabile. Sul dischetto è lo stesso Rashford a presentarsi, non fallendo la ghiotta occasione.

L’intervento maldestro di Zouma.

Il vantaggio galvanizza l’Old Trafford, e la banda Red Devils inizia ad alzare i ritmi, mettendo in grossa difficoltà gli avversari. Tuttavia, non appena i Blues riprendono le misure, la partita comincia a pendere in favore del Chelsea, capace di imporre il proprio gioco sino alla fine della prima frazione.

2º TEMPO

I ragazzi guidati da Lampard al rientro dagli spogliatoi provano a riproporre timidamente il buon gioco offerto nella prima parte di match, non riuscendo però a trovare il guizzo giusto per l’1-1. E, come spesso succede, sono gli avversari a firmare il raddoppio al 65′, grazie ad un contropiede da manuale finalizzato da Martial.

Il raddoppio di Martial: gol da centravanti puro.

I Blues incassano il colpo e si spengono. Dopo pochi giri d’orologio arriva il 3-0, messo a segno ancora da Rashford, apparso in grande spolvero.

Difesa aperta dal lancio di Pogba e Rashford che finalizza con freddezza.

Verso il finale di gara trova la gioia del gol all’esordio il subentrato James, nato da una bella ripartenza di Pogba. Una rete che rende ancora più dolce l’esordio in campionato della squadra di Solskjaer.

Il gol di James, il primo in Premier League.

IL CINISMO DELLO UNITED

I Red Devils hanno mostrato nel corso della sfida una qualità che fa ben sperare per il futuro. Velocità, spensieratezza e idee chiare hanno permesso di archiviare un Chelsea ancora in fase di rodaggio, ma sempre ostico. Il reparto avanzato, che non offre punti di riferimento, ha consentito di creare grossi spazi da sfruttare per i velocisti come Martial, Rashford e Lingard. Non a caso Solskjaer ha rinunciato abbastanza a cuor leggero a Lukaku, una punta con caratteristiche totalmente differenti dal tipo di gioco che vuole proporre il tecnico norvegese. La giovane offensiva dell’Old Trafford ha anche dimostrato una caratteristica difficile da trovare negli attaccanti meno esperti: la freddezza. Le poche buone occasioni capitate nell’area avversaria sono sempre state sfruttate al meglio, castigando senza pietà la non solidissima difesa del Chelsea.

CHELSEA BUONO A METÀ

Il primo tempo della formazione di Stamford Bridge è stato di livello assoluto, con un giro palla veloce ed intricato. Il ruolo di Mount e Barkley tra le linee ha creato diversi grattacapi alla difesa casalinga, ma la sfortuna e la poca cattiveria in zona gol ha permesso a de Gea di concludere la partita con il primo clean sheet stagionale. Se la prima frazione è stata ben giocata, la seconda è da rivedere completamente. Nei secondi 45 minuti, i Blues non sono più riusciti a smuovere la difesa avversaria, facendo anche fatica a ripartire in maniera pulita ed ordinata. Un altro aspetto negativo della prestazione del Chelsea è stata la linea difensiva, in particolare i centrali, incapace di arginare al meglio le scorribande dello United. Su tutti, Kurt Zouma è parso il più in difficoltà: è in seguito al rigore causato da un suo fallo che i rivali hanno aperto le danze.

IL FUTURO

L’obiettivo principale della formazione guidata da Ole Gunnar Solskjaer sarà quello di qualificarsi alla prossima Champions League, ma facendo comunque attenzione a ciò che faranno le pretendenti al titolo. Il Chelsea, invece, potrebbe costretto a un ruolo più marginale nella lotta al vertice, per via della difficoltà nell’assimilare anche quest’anno i dettami tattici di un altro allenatore.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale di McTominay

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