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Calcio Internazionale

Manchester United, le ultime sul caso Greenwood

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Manchester United, Greenwood arrestato

Difficile ormai poter rivedere Mason Greenwood calciare un pallone. Le accuse sul suo conto sono pesantissime e hanno portato l’intero ambiente Manchester United ad allontanarsi. Club, calciatori e sponsor hanno fatto sentire la loro voce, in seguito all’episodio che ha coinvolto il giovane e sua moglie.

Il club di Old Trafford nella giornata di domenica ha diramato un durissimo comunicato, condannando ogni tipo di violenza. Anche Nike, sponsor del giovane inglese, ne ha sospeso ogni relazione.

Poco prima dell’uscita del mandato di arresto da parte della polizia britannica, lo United ha inoltre sospeso il calciatore fino a nuovo ordine.

Nella giornata di oggi, Greenwood è stato rilasciato su cauzione nonostante le accuse e verrà interrogato nei prossimi giorni.

La faccenda è, quindi, tutt’altro che terminata. Probabilmente il giovane eviterà il carcere, ma possiamo affermare con (quasi) assoluta certezza che non metterà più piede su un campo da calcio.

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Van Gaal carica Depay: “Dobbiamo contare su di lui per vincere i Mondiali”

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Van Gaal

Domani scende in campo alle ore 16 l’Olanda per la terza sfida della fase ai gironi dei Mondiali contro i padroni di casa del Qatar. Una partita importante per i ragazzi di Van Gaal che devono consolidare la qualificazione al prossimo turno della competizione e dare un occhio alla sfida tra Ecuador e Senegal. Nella consueta conferenza stampa, il c.t. Van Gaal si è anche espresso a proposito del minutaggio dato all’attaccante del Barcellona Memphis Depay, mai schierato dal primo minuto in questa Coppa del Mondo:

Depay? Non stiamo correndo rischi con Memphis. Abbiamo bisogno di lui per diventare campioni del mondo. Faremo il possibile per portarlo alla prossima partita nel miglior modo possibile, deciderò da solo quanto giocherà. Anche lui deve dare i suoi frutti

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Sofyan Amrabat è il perno del Marocco

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Amrabat

Alla vigilia dell’inizio di Qatar 2022 uno dei gironi più attesi era senza dubbio il gruppo F, quello di Belgio, Croazia, Canada e Marocco. Ci si sarebbe aspettato uno scontro per il primato tra i Diavoli rossi e i vice campioni del mondo, scontro fra due dei centrocampi più tecnici ai Mondiali. Ci si sarebbe aspettati il Canada di Alphonso Davies come terzo incomodo per un posto agli ottavi di finale. Invece, la nazionale che più di tutti sta sorprendendo è il Marocco, che ha già un piede e mezzo agli ottavi. I maghrebini hanno certo una rosa di qualità, ma gran parte dei loro meriti vanno a un giocatore che ha dominato in queste prime due partite. Sofyan Amrabat.

I NUMERI DI AMRABAT CONTRO CROAZIA E BELGIO

“Amrabat gioca finché non muore”

Forse vi ricordate di queste parole. Sono quelle di Ivan Juric che, ai tempi dell’Hellas Verona, ha ribadito, a modo suo, la centralità di Amrabat nel suo gioco. Diventato centrale anche alla Fiorentina con Vincenzo Italiano, adesso Amrabat lo è anche per la sua nazionale. Il sorteggio del Mondiale gli ha posto contro Croazia e Belgio. Vale a dire, giocare contro i vari Brozovic, Kovacic, Modric, De Bruyne e Witsel. Giocatori di non poca qualità, insomma.

Il Marocco ha però dimostrato di essere una grande squadra ed è uscita imbattuta (e a reti inviolate) contro entrambi i colossi europei. Sulla copertina, insieme ai big Ziyech e Hakimi, va per però giustamente inserito anche Sofyan Amrabat. L’uomo in più dei Leoni dell’Atlante.

E Ambrabat è davvero l’uomo in più del Marocco, tanto che in campo sembra sdoppiarsi. Nei primi 180 minuti del Mondiale è dappertutto sul terreno di gioco. Pressa chiunque si trovi nelle vicinanze, annulla qualunque attacco avversario e distribuisce palloni su palloni al reparto avanzato.

La sua importanza ci viene mostrata anche da alcuni numeri. Il centrocampista della Fiorentina è quello con più palloni toccati nella sua nazionale, 53 in media a partita. Con una percentuale di successo dell’87,2%, superiore anche a quella di Brozovic. È vero, rispetto al centrocampista dell’Inter e a Witsel (le sue controparti di Croazia e Belgio) tocca molti meno palloni, ma è anche vero che il Marocco tiene molto meno il possesso della sfera (34% di media a partita). Dunque, è la qualità dei suoi tocchi che fa la differenza.

Nel gioco di Regragui, mirato alla verticalizzazione immediata, è lui, infatti, che si occupa del primo possesso dei maghrebini. Abbassandosi fra i centrali di difesa e avviando la manovra della squadra, smista palloni con precisione. Soprattutto sulle fasce presidiate da Hakimi e Ziyech da una parte e da Mazraoui e Boufal dall’altra. Il gioco del Marocco si basa tutto su questo e, per ora, la tattica sta funzionando soprattutto grazie al suo numero 4.

IL DISTRUTTORE DELLE MANOVRE AVVERSARIE

Il suo contributo è però vitale in fase difensiva. Il suo pressing ha costretto Modric e De Bruyne a giocare delle partite anonime. Ha vinto il 75% dei contrasti che lo hanno visto coinvolto. Spesso è lui, inoltre, che marca il centravanti avversario, anche in area di rigore, giocando come centrale aggiunto.

Una statistica però pone Sofyan Amrabat al primo posto tra i centrocampisti di tutto il Mondiale qatariota e ci fa ben capire la sua importanza in fase difensiva.

L’ex Hellas Verona è infatti al primo posto per palloni intercettati in tutta la Coppa del Mondo, ben 18 in totale. Una media dunque di ben 9 a partita finora. Una vera e propria diga, dunque, sulla quale si stanno infrangendo anche i migliori giocatori del mondo.

Persino la sua ammonizione, che può sembrare un macchia nelle sue finora ottime statistiche, è stata vitale per la squadra. Essendo arrivata per contrastare Luka Modric, al 78esimo del match contro la Croazia. In un’azione di contropiede in campo aperto, Amrabat ha preferito saggiamente stendere il trequartista del Real Madrid.

ANCHE ALL’ESTERO SI STANNO INTERESSANDO A LUI

Le prestazioni di Sofyan Amrabat lo pongono quindi fra i migliori giocatori del Mondiale in queste prime due partite. Forse il migliore degli “italiani” presenti alla kermesse. Le sue prestazioni non stanno però passando inosservate. Non c’è da stupirsi, almeno non per il  ct Regragui, che ha recentemente affermato:

“È un giocatore chiave per i miei progetti. Mi aspetto che si trasferisca in un top club europeo dopo il M0ndiale”.

La Serie A può dunque perdere uno dei suoi giocatori in rampa di lancio, con la Fiorentina che ha però un’opzione per il rinnovo fino al 2025. Su di lui però sta facendo più di un pensierino anche il Tottenham di Antonio Conte, che potrebbe dargli la possibilità di giocare in Champions League, desiderio espresso anche dallo stesso Amrabat.

Se è vero che speriamo che il marocchino non si muova dal nostro campionato, sarebbe altresì interessante vedere in che modo distruggerà le manovre offensive delle migliori squadre del continente, proprio come sta facendo al Mondiale.

 

 

 

 

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Kjaer: “Non sto bene, giusto lasciarmi fuori”

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Kjaer

Dopo la sconfitta di sabato della Danimarca, contro la Francia, per 2-1, Simon Kjaer ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

L’ex difensore di Roma e Palermo ha parlato così nel post partita: “Non sto bene, non posso giocare 90’, giusto sia stato fuori. Mbappé è incredibile, mai visto nessuno così veloce. Non ho parlato di rinnovo con Giroud ma penso resti con noi un altro anno”.

Il classe ’89 ha subito un lungo calvario con il Milan questa stagione, giocando la metà delle gare disputate in campionato. Anche al Mondiale Kjaer non è parso molto in forma, come confermato dal diretto interessato.

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Cafu sicuro su Paquetà: “Al Milan troppe responsabilità”

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Paquetà

Cafu, storico terzino e leggenda di Roma e Milan ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Il Pendolino della fascia destra ha vestito in 143 occasioni la maglia del Brasile, che attualmente conta molti giocatori provenienti dalla Serie A. A questo proposito, la domanda su Lucas Paquetà, un ex in questo caso, che ha vestito la maglia del Milan, club che lo ha portato in Europa per primo, e attualmente al West Ham.

Queste le parole di Cafu sul calciatore: Lucas era troppo giovane quando arrivò al Milan, e il Milan gli diede troppe responsabilità. Avrebbe avuto bisogno di più tempo. Adesso ha più personalità e sa come stare in campo”. Il Milan ha portato in Italia Paqueta a 22 anni per poco più di 38 milioni dal Flamengo. Il calciatore non è riuscito ad esprimere il suo pieno potenziale e a mostrale la sua piena personalità. Al Lione, in Francia, ha trovato una sua dimensione, e al West Ham il brasiliano è letteralmente esploso. Il Milan ne ha fatto a meno per 23 milioni, nel 2020, salvo essere poi stato ceduto dal Lione agli inglesi in questa sessione di mercato estiva per quasi 43 milioni di euro.

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