Flashforward. Il calendario segna il 26 maggio 1999. A Barcellona, al Camp Nou, si sta disputando la finale di Champions League e a contendersela sono Manchester United e Bayern Monaco. L’orologio continua a scorrere e sul risultato di 0-1 in favore dei bavaresi, passati in vantaggio grazie a una rete di Basler al 6′ del primo tempo, il quarto uomo segnala che ci saranno 3′ di recupero. La coppa più ambita d’Europa sembra aver preso la strada verso la Germania, anche perchè i Red Devils non si rendono mai pericolosi. Il calcio, però, è strano, e questa finale lo è ancora di più. Lennart Johansson, l’allora presidente della UEFA, dichiarerà in seguito che, quando scese in campo, vide piangere chi aveva vinto e ballare chi aveva perso. Forse, non aveva seguito il recupero.

Nel corso della ripresa Sir Alex Ferguson fa subentrare Teddy Sheringham e Ole Gunnar Solskjaer, due cambi piuttosto abituali. Saranno loro a ribaltare tutto, regalando i 180 secondi più incredibili della storia del calcio europeo. Al 91′ e al 93′, con due zampate da rapaci dell’area di rigore, improvvisamente, come un fulmine che sconquassa un cielo apparentemente terso e sereno. Quando Collina fischia tre volte nessuno sembra crederci, nemmeno lui stesso. Sarà proprio l’arbitro bolognese uno dei primi a rincuorare gli increduli giocatori del Bayern.

Manchester-Bayern: la Finale del Millennio | Storie di Calcio

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Lo United ha appena conquistato il terzo trofeo stagionale, realizzando il primo e unico treble per una squadra inglese. Nessuno mai ci era riuscito e nessuno mai ci riuscirà. Questa, però, è un’altra storia, un meraviglioso racconto che culmina sul tetto d’Europa, passando per la vittoria in F.A. Cup di quattro giorni prima contro il Newcastle e partendo il 16 maggio, giorno di Manchester United-Tottenham, il match che diede a Sir Alex Ferguson e ai suoi ragazzi la vittoria della Premier League, il primo passo di un mese memorabile.

LA STAGIONE

Gli allenatori più longevi di sempre - Per Sempre Calcio

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Il campionato è uno dei più aperti e combattuti degli ultimi anni. Le grandi favorite, ovviamente, sono Red Devils e Gunners. La squadra di Wenger, in qualità di campione uscente, si presenta ai nastri di partenza in leggero vantaggio su quella di Ferguson. L’Arsenal, l’anno precedente, ha vinto la Premier con una rimonta meravigliosa,  inanellando 10 vittorie consecutive e superando lo United in prossimità del traguardo, staccandolo di un solo punto, 78 a 77. Un’inezia.

La stagione successiva, quella 1998-99, vedrà materializzarsi il compimento della vendetta perfetta. La Manchester rossa trionferà, incredibilmente, di un punto, 79 a 78, con il sorpasso ai danni dell’Arsenal preparato e realizzato alla penultima giornata di campionato. Il destino, beffardo, non si accontenta e all’ultimo sabato della Premier League, i Red Devils, per trionfare, devono assolutamente vincere. L’ultimo ostacolo è il Tottenham Hotspur, il rivale più acerrimo che l’Arsenal abbia.

LA PAURA

Tottenham On This Day: Clean Sheets And A Goal Under George Graham

Fonte: Hotspur HQ

L’Arsenal, in cuor suo, teme che gli spurs possano farsi da parte, lasciando che lo United di Ferguson centri la vittoria per conquistare il 12esimo titolo della sua gloriosa storia. Una stagione a cui il Tottenham non ha più nulla da chiedere. Ha vinto la Coppa di Lega Inglese in finale contro il Leicester e in campionato è sicuro che oltre la decima posizione non andrà. L’unico obiettivo rimasto, eufemisticamente, è quello di impedire che gli odiati vicini di casa festeggino per le strade del nord di Londra. Non accadrà, ma i ragazzi allenati da George Graham, bandiera dell’Arsenal, daranno battaglia al Manchester United, rendendo gli ultimi 90′ della stagione i più duri e emotivamente estenuanti.

L’INIZIO

Classic match: Man Utd 2-2 Leicester, 1998/99

Fonte: Premier League

La formazione scelta da Ferguson è quella tipo, eccezion fatta per Andy Cole, relegato in panchina in favore di Teddy Sheringham. L’inizio del match è combattuto, ma dopo soli 9′, il giocatore dell’anno David Ginola è costretto a lasciare il terreno di Old Trafford a causa di un infortunio. In queste condizioni, battere lo United senza il proprio miglior calciatore appare un’impresa titanica. Eppure.

Eppure, nonostante gli ospiti non accennino minimamente alcun tipo di sortita offensiva nei primi 20′ di gioco, al 24′ passano in vantaggio con un incredibile pallonetto di esterno destro di Les Ferdinand che scavalca Peter Schmeichel, alla partita d’addio prima del trasferimento allo Sporting Lisbona. 0-1, Old Trafford è impietrito. Tutto quello che non avrebbe minimamente immaginato, sta materializzandosi sotto gli occhi dei presenti.

La reazione dei Diavoli Rossi è veemente, ma Ian Walker, estremo difensore del Tottenham, è in stato di grazia e compie miracoli in successione. Al tramonto della prima frazione di gara, però, deve arrendersi. Al 42′ Scholes, al limite dell’area di rigore, vede David Beckham libero sul versante destro della stessa. Il passaggio è perfetto e lo Spice Boy, da quella posizione, non perdona. Il suo interno destro finisce sotto l’incrocio dei pali della porta di un incolpevole Walker. Un pareggio che a fine primo tempo lascia le sorti del campionato in sospeso, tenendo conto del risultato che giunge da Highbury, dove l’Arsenal è inchiodata sullo 0-0 contro l‘Aston Villa.

LA BEATITUDINE

Ferguson capisce che per mettere in cassaforte il campionato, senza tener conto dei Gunners, occorre fare un cambio. Fuori Sheringham e dentro Cole. I Soul Brothers, Cole e Yorke, sono di nuovo insieme. Due giri di lancette sono sufficienti, 120 secondi sono il tempo che Andy Cole impiega per marchiare a fuoco la partita. Al 47′ Gary Neville pennella un lancio perfetto che buca la difesa ospite e trova puntuale all’appuntamento in area il nativo di Nottingham. Tra lo stop, il controllo e il tiro passa qualche frazione di secondo. Un’esecuzione fantastica, con la rapidità che abbraccia il gesto tecnico del secondo pallonetto dell’incontro, questa volta a scavalcare Ian Walker. 2-1 e Manchester può tornare a respirare. Ad Highbury i Gunners hanno segnato la rete del vantaggio con Kanu, un gol che rimarrà l’unico nell’1-0 finale. Poco importa. Il Tottenham non crea patemi alla difesa dello United e il triplice fischio sopraggiunge nella beatitudine totale. Il Manchester United è campione d’Inghilterra per la quinta volta negli ultimi sette anni.

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Fonte: Sky Sports

Un titolo che sarà accompagnato dalla FA Cup del 22 maggio e dalla Champions League del 26 dello stesso mese. Il primo dei 10 giorni più vincenti della storia dei Red Devils, l’ennesimo trionfo di Sir Alex Ferguson e della creatura da lui plasmata, risollevata e riportata in paradiso, benché il Diavolo sia l’ultima persona che pensi di incontrare da quelle parti.

 

Fonte immagine in evidenza: premierleague25years.wordpress.com