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Questione di alternative

A fare la differenza nell’anticipo di ieri all’Old Trafford tra Manchester United e Tottenham sono le alternative. Da una parte l’assenza di Kane quasi dimezza il potenziale offensivo degli Spurs, che pur con tanto talento sulla trequarti soffrono la mancanza di un finalizzatole puro. Dall’altra, Martial si conferma ancora una volta arma letale a gara in corso, ruolo che forse sminuisce il suo enorme talento ma che, per ora, gli calza a pennello.

LA PARTITA

Entrambi i manager decidono di optare per una difesa a tre. Mou aggiunge Jones alla consueta coppia Bailly-Smalling, conferma un riscoperto Young a fare da esterno a tutta fascia e là davanti Mkhitaryan agisce alle spalle di Rashford e Lukaku.  3-4-2-1 già visto lo scorso anno per Pochettino, con Son che fa il Kane davanti ad Alli ed Eriksen mentre Winks e Sissoko formano un’inedita coppia in mezzo al campo.

I primi 45 minuti non offrono particolari emozioni, se non per la solita, splendida cornice del’Old Trafford. Il primo a scaldare i guantoni del numero 1 avversario è Rashford al 12′, con una punizione dalla lunga distanza che Lloris sventa in angolo senza troppi affanni. Al minuto 28 gli ospiti hanno la prima grande chance della partita: Davies crossa, De Gea viene ostacolato in uscita da Jones, la palla arriva a Sissoko che sparecchia altissimo sopra la traversa da buona posizione. La partita procede a ritmi abbastanza lenti, con le due squadre che rimangono sugli attenti per respingere le reciproche offensive. Lo 0-0 con cui si chiudono i primi 45′ è naturale conseguenza di questo.

Decisamente più viva la ripresa, con lo United che col passare dei minuti prende sempre più possesso dell’area ospite. Prima Rashford non trova il pallone su un rimpallo, dopo salvataggio di Lloris, grazie a un grande intervento di Davies. Poi un cross insidioso di Mkhitaryan viene tolto dalla disponibilità di Lukaku dal portiere francese. Al 65′ Valencia ci va vicino con un bolide sugli sviluppi di un angolo, con palla che si impenna poco sopra l’incrocio. Dopodiché è ancora Lloris a negare nuovamente il vantaggio United, questa volta a Lukaku: il belga si defila sulla sinistra e poi scarica il mancino, il numero 1 degli Spurs si distende e devia. Tra il 77′ e il 78′ le due più grandi occasioni del match per entrambe le squadre. Prima Alli, a due passi da De Gea, non riesce a trovare l’impatto pieno su un delizioso pallone di Eriksen. Poi Lukaku sfrutta un cross dal fondo di Lingard e di testa prende il palo. Ma il gol è ormai da tempo nell’aria. Al minuto 81 De Gea va al rinvio, Lukaku fa sponda e lancia Martial a tu per tu con Lloris: il francese non sbaglia. Un gol simile aveva condannato i Red Devils alla sconfitta sul campo dell’Huddersfield. Un equivalente permette a Mou di tenere a portata la banda di Guardiola.

IL MIGLIORE

Inevitabilmente, Anthony Martial. Subentra al 70′ e dà ulteriore vivacità alla manovra della squadra di Mou, e dieci minuti dopo il suo ingresso decide la partita. Quarto gol in Premier League (tutti da subentrante), sesto stagionale, 12 tra gol e assist tra tutte le competizioni. Ogni 44 minuti, il francese segna o fa un assist. Poter tenere in panchina un talento simile è un lusso riservato a poche, pochissime squadre.

IL PEGGIORE

La foto sintetizza efficacemente la partita di Dele Alli. Con Kane assente, molti riflettori erano puntati su di lui. Invece il classe ’96 non riesce mai a rendersi pericoloso, e si mette in mostra più che altro per il nervosismo. Ogni contatto è pretesto per chiamare in causa l’arbitro o scatenare un putiferio. Come ciliegina, spreca l’occasione più grande avuta dalla squadra da pochi metri.

CONSIDERAZIONI FINALI

Ancora troppo presto per dare sentenze. L’1-0 finale permette allo United di scavalcare il Tottenham, ma il vantaggio è solo di 3 punti. La vittoria conferma più che altro l’ampiezza e la qualità della rosa a disposizione di Mourinho, motivo per cui è giusto ritenere che saranno le due squadre di Manchester a giocarsi il titolo. Il Tottenham può recitare sicuramente la parte del terzo incomodo, pronto ad approfittare di uno scivolone delle rivali. Inevitabile come l’assenza di Kane abbia pesato come un macigno, ma sarebbe ingiusto dire che Son e Llorente non siano valide alternative al 9 inglese. Ieri, tutta la squadra è risultata poco brillante.

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