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Mancini: “Kean e Raspadori possono fare grandi cose, è tutto nella loro testa”

Mancini: “Kean e Raspadori possono fare grandi cose, è tutto nella loro testa”

Parla Roberto Mancini, ct della nazionale italiana, dopo la sfida vinta per 5-0 contro la Lituana. Nel successo degli azzurri, tantissimi sono i meriti dei due “millennials” che hanno guidato l’attacco: Moise Kean e Giacomo Raspadori. Due gol per ciascuno.

Entrambi portano sulle spalle l’etichetta di bomber italiano del futuro. Kean è salito agli onori della cronaca già nel 2017, quando ha esordito in Champions League con la Juventus. Mentre il successo di Raspadori è molto più recente ed ha avuto un’accellerata solo nella stagione appena trascorsa. Al termine della quale è arrivata la convocazione con la nazionale maggiore agli europei

Entrambi classe 2000, ma molto diversi sia per caratteristiche fisiche che tecniche. Kean è un attaccante forte e muscoloso, in grado di combattere con i difensori avversari e farsi largo da prima punta di peso. Raspadori è sulla stessa strada, ma è molto più esile e non sembra il prototipo del centravanti boa, come il bianconero. In compenso, però, sembra avere una capacità di lettura di gioco maggiore e un piede più educato.

Roberto Mancini ha avuto parole al miele verso i suoi due talenti. Ma, allo stesso tempo, ha evidenziato come il futuro della loro carriera dipenda esclusivamente da loro.

Raspadori? È pronto, sta con noi dall’Europeo, ha qualità e ha bisogno di giocare e fare esperienza. È tutto nelle loro teste e nei loro piedi, parlo anche per Kean. Hanno un grande futuro, dipende da loro!“.

Sono queste le parole del ct Roberto Mancini, in merito ai suoi due giovanissimi talenti.

Nella dispora che ha interessato la Serie A in questa estate, con l’addio di molti top player, Kean e Raspadori sono il volto del made in Italy che emerge e del nuovo che avanza.

La Juventus ha dovuto salutare Ronaldo e ha deciso di puntare sul suo ex-Primavera, Moise Kean, per sostituirlo. Per lui sarà una sfida ambiziosa, ma che lo sottoporrà ad ancora più pressioni.

Raspadori invece ha gravitato in orbita-Inter come nome per un possibile vice-Lukaku, ma poi è rimasto al Sassuolo. Decisiva sia la fermezza della società neroverde, che ha dimostrato di puntare sul suo gioiello, cedendo Caputo alla Sampdoria. Sia la scelta dell’Inter, che ha preferito un profilo più simile a Lukaku, e di maggiore esperienza, come Edin Dzeko. Ma gli occhi di Marotta e Ausilio, così come quelli di tanti altri dirigenti, in Italia e all’estero, continueranno ad essere su Raspadori, per valutare la sua crescita.

Dal canto loro, Kean e Raspadori dovranno continuare a lavorare sodo e a dimostare quel che valgono, affinchè le parole del ct Roberto Mancini non siano state dette a caso.

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