Dagli esordi allo Schalke 04, al 2020 d’oro con il Bayern, Manuel Neuer ha dominato e domina ancor oggi la scena internazionale imponendosi come uno dei più grandi portieri della storia di questo gioco. La sua bacheca grondante di trofei potrebbe parlare per lui ma, Neuer, non si è limitato ad essere un semplice portiere.

GLI ESORDI

Cresciuto nelle giovanili dello Schalke 04, club con cui debutta in Bundesliga all’età di vent’anni, nell’agosto 2006. Diventa il titolare nella stagione successiva e nel 2010 ha già al braccio la fascia da capitano. Con i minatori si mette in luce anche in Champions League, raggiungendo le semifinali a discapito dell’Inter. Nella mente di tutti resta il fantastico gol da centrocampo di Dejan Stankovic che, oltre all’indiscutibile prodezza del serbo, mostra quello che sarebbe divenuto un leitmotiv nella carriera del gigante tedesco: le uscite alla Neuer.

IL TRASFERIMENTO IN BAVIERA

Nell’estate 2011 il Bayern Monaco lo acquista per una cifra che si aggira attorno ai trenta milioni di euro. Il trasferimento fa rumore, i tifosi dello Schalke costruiscono un suo manichino e ne simulano l’impiccagione; quelli bavaresi gli impongono delle restrizioni per il suo passato a Gelsenkirchen. Neuer risponde sul campo inanellando una serie di clean sheet, fino ad arrivare a settecentosettanta minuti di imbattibilità, terza miglior serie di sempre in Bundesliga. A Monaco si afferma come uno dei migliori portieri del panorama internazionale, facendo incetta di campionati e coppe nazionali. Nel 2011-12 arriva la delusione in Champions League con la sconfitta nella finale dell’Allianz Arena contro il Chelsea, nella quale segna anche un calcio di rigore. Delusione superata la stagione successiva dove, con il Bayern, conquista Bundesliga, DFB Pokal e l’ambita coppa dalle grandi orecchie contro i rivali del Borussia Dortmund, diventando la prima squadra tedesca a conquistare il treble.

L’INCONTRO CON GUARDIOLA E LA COPPA DEL MONDO

Nell’estate 2013 in Baviera arriva Pep Guardiola e la musica non cambia. Vince subito la Supercoppa UEFA parando il rigore decisivo a Romelu Lukaku; segue poi la Coppa del Mondo per Club vinta a Dicembre in Marocco. L’importanza del tecnico catalano, però, non sta solo nei trofei. Guardiola conquista tutti, dai giovani ai senatori, dal capitano Lahm a Ribery, passando per Neuer. L’ex Barça con il numero uno teutonico compie una vera e propria rivoluzione del ruolo; egli, infatti, chiede a Neuer di avanzare il suo raggio d’azione subito dietro la linea dei difensori, fungendo da libero aggiunto, fondamentale sia in fase difensiva che in fase d’impostazione. Come dichiarato in seguito da Rumenigge, Pep sfiorò persino l’idea di schierare Neuer a centrocampo:

“Manuel, con le sue grandi abilità con i piedi, ha rivoluzionato il ruolo del portiere. Ricordo ancora come Guardiola, dopo aver vinto un campionato, ebbe l’idea di schierare Neuer a centrocampo per una partita. Trovai difficoltà a dissuaderlo, ma qualcuno avrebbe potuto vedere questa scelta come un atto di arroganza. Ma sono convinto che Manuel sarebbe andato bene anche da centrocampista”

È grazie alla spinta di Guardiola che Neuer si guadagna il soprannome di sweeper-keeper, portiere-libero, e la consacrazione arriva alla Coppa del Mondo 2014 che si tiene in Brasile. Emblematica è la partita agli ottavi di finale contro l’Algeria; l’heat map dei movimenti di Neuer mostra come egli riesca a spaziare all’interno della sua metà campo.

Fonte: profilo Twitter Squawka Football

Alla fine della rassegna iridata, la Germania si laurea campione del Mondo per la quarta volta e, anche nella finale contro l’Argentina, il tedesco si rende protagonista con uscite e parate decisive. Vince il Guanto d’oro e si piazza terzo, dietro Cristiano Ronaldo e Messi, nella classifica del Pallone d’oro.

INFORTUNIO, CRITICHE E…

(Fonte: goal.com)

Nell’aprile 2017, la frattura del metatarso lo costringe a restare lontano dai campi per oltre un anno, mettendo così a rischio la sua presenza per la Coppa del Mondo di Russia 2018. L’infortunio è preoccupante e rischia di chiudere anzitempo la carriera di Neuer. Riesce a partire per la Russia, partecipando alla più grande disfatta tedesca in un torneo mondiale, l’eliminazione ai gironi. Manuel sembra non essere più quello di un tempo, quella saracinesca insuperabile in grado di incutere timore ad ogni attaccante.

Imperversano le polemiche e, dopo la disfatta russa, il ruolo di numero uno della Mannschaft non è più così sicuro. Marc-André ter Stegen, estremo difensore del Barcelona, è in rampa di lancio e reclama a gran voce il posto da titolare in nazionale, complici il rendimento sottotono e gli infortuni di Neuer. Ne nasce una vera e propria diatriba mediatica, con il ct Löw che conferma la fiducia e la titolarità del portiere del Bayern.

…RINASCITA

Manuel risponde a critici e detrattori, come sa fare meglio, sul campo. Nella stagione 2019-20 arriva la rinascita; è, infatti, assoluto protagonista del Bayern campione di tutto, vince per la seconda volta il treble, condito da una prestazione maiuscola nella finale di Champions contro il Paris Saint-Germain.

neuer

fonte immagine: profilo Instagram @manuelneuer

Neuer è tornato e si è ripreso il titolo di miglior portiere al mondo e, nonostante l’età che avanza, guarda tutti i colleghi dall’alto in basso. Lo si può definire, senza ombra di dubbio, il miglior portiere del decennio e non solo. Il suo stile peculiare ha cambiato il ruolo del portiere e il gioco del calcio in sé; tante squadre si sono mosse in tal senso per avere un estremo difensore sicuro palla al piede, in grado di iniziare l’azione dal basso. Questa è, più di ogni cosa, l’eredità che lascia Manuel Neuer, the sweeper-keeper, il gigante che non si è limitato a essere un “semplice” portiere.

(Fonte immagine in evidenza: fcbayern.com)