Due giorni fa l’Italia ha battuto la Cina con una grande prova di maturità ed è volata ai quarti di finale del Mondiale femminile, dove affronterà sabato alle 15 l’Olanda. Una delle protagoniste di questa grande cavalcata azzurra, che comunque andrà sarà stata straordinaria, è sicuramente Manuela Giugliano, centrocampista di 21 anni, dotata di grande tecnica e visione di gioco.
Conosciuta con il soprannome di “Nuvola Rossa”, per via del colore dei suoi capelli, Manuela ha alle spalle una storia di sostegno e amore familiare.

IL CALCIO NEL SANGUE

Sin da piccola la giocatrice classe ’97, nata a Castelfranco Veneto, aveva il calcio che scorreva nelle vene. Inizia a giocare in un campetto vicino casa sua con il padre, anche lui ex-calciatore con alle spalle una carriera da portiere in Serie B, con suo fratello e gli amici del fratello. Da sempre sostenuta dalla famiglia in qualsiasi sua scelta, si lancia nel mondo del calcio, prima nelle giovanili miste dell’Istrana, per poi andare a giocare, nel 2011, nel Barcon, nella Serie C del campionato femminile, a soli 14 anni. Il grande salto lo fa due anni più tardi, nel 2013, trasferendosi in Serie A con il Pordenone.

“Un suono che associo al calcio è di quando giocavo con i maschi all’Istrana. Avevo uno spogliatoio a parte ovviamente, essendo femmina, e lì, appena appoggiavo lo spogliatoio a terra, partiva la mia giornata, sentivo già il profumo della partita”.

Con la maglia neroverde, Manuela esordisce subito alla prima giornata, concludendo una buona stagione con 16 presenze ed una rete, aiutando la squadra a raggiungere una tranquilla salvezza. Passa l’anno successivo alla Torres, dove ancora una volta dimostra le sue grandi doti in fase di impostazioni e di controllo del gioco. Complice però la mancata iscrizione della sua squadra al campionato, è costretta a cambiare ed accasarsi al Mozzanica, dove disputa una stagione straordinaria, collezionando 15 presenze e ben 10 goal, restando con la sua squadra per tutta la prima parte di stagione al primo posto, per poi finire al quarto a fine campionato. Annata trascorsa insieme alla sua attuale compagna di nazionale e di club, il MilanValentina Giacinti. Nel 2016 arriva la grande chiamata, l’Atletico Madrid la ingaggia, ma, complici vari problemi, Giugliano torna in Italia solo a settembre dello stesso anno, accasandosi al Verona.  Nel 2017, invece, gioca a Brescia, per poi trasferirsi nel 2018 nella neonata squadra femminile del Milan, voluta fortemente da Elliott.

“È stata una scelta affrettata andare a Madrid, sono stati pochi mesi nel 2016, non ero abituata a vedere le cose belle che mi circondavano. Oggi forse sono pronta. Se arrivasse una proposta all’estero sicuramente la valuterei anche se voglio continuare a rimanere nel calcio italiano, dove so che posso dare tanto a questo movimento che sta crescendo tanto”.

Manuela nella prima stagione con la maglia del Milan ha collezionato 20 presenze e 3 reti, contribuendo al terzo posto realizzato dalla squadra allenata da Carolina Morace.
Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale @manuela_giugliano

PIRLO COME ISPIRAZIONE

Le doti tecniche da regista puro di Manuela Giugliano sono lampanti. Basta guardare una sua sola partita e si nota subito tutto il suo grande talento. Baricentro basso e tanta visione di gioco, un mix che tira fuori nelle sue giocate, che tanto ricordano quelle di Pirlo. Certo, il paragone è esagerato, ma bisogna traslarlo nel mondo del calcio femminile. Non per niente Manuela stessa ha dichiarato di riconoscere Pirlo come suo idolo e fonte di ispirazione. Giugliano degli assist fa una vocazione, addirittura 3 quelli siglati in ItaliaGiamaica, sfida vinta dalle azzurre con un netto 5-0. Uno di questi, quello per goal del 5-0 di Aurora Galli, dimostra come riesca a vedere i movimenti delle compagne in maniera perfetta, fornendo passaggi al bacio. In particolare Manuela, palla al piede, vede il movimento di Galli a tagliare, trova un corridoio e con un passaggio calibrato benissimo, mandando la compagna a tu per tu con il portiere avversario.

La grande visione di gioco di Giugliano, nel goal del 5-0 contro la Giamaica.

LA NAZIONALE ED IL MONDIALE

Nonostante la giovane età, solo 21 anni, Manuela Giugliano è nel giro della nazionale dal 2015 e in quelle giovanili dal 2012. Sotto la guida dell’ex-CT Antonio Cabrini viene convocata per le qualificazioni agli Europei e per il Torneo Internazionale Manaus del 2016, una competizione a cadenza annuale che vede partecipare diverse nazionali, tra cui il Brasile, paese ospitante.
La grande occasione arriva, però, quest’anno, sotto la guida del CT Milena Bertolini, che la convoca con la selezione del Mondiale femminile, con l’intento di valorizzare le sue qualità. Il tecnico azzurro ha dichiarato di vedere la più grande arma di Manuela nella sua rapidità di pensiero e di esecuzione.

Per lei, come per tutte le sue compagne, vivere il Mondiale è un sogno ad occhi aperti, un sogno che intendono far durare il più possibile. Dopo AustraliaGiamaicaBrasileCina, ora affronteranno l’Olanda, con la consapevolezza di aver già fatto qualcosa di straordinario e di essere capaci di tutto.

“E’ bello giocare davanti a tanta gente, non siamo abituate, ma riusciremo a portare anche in Italia tutti questi spettatori. Le nostre armi in più sono la tecnica, la tattica e il fatto che abbiamo la mentalità giusta, non abbiamo paura di affrontare squadre con una fisicità maggiore”

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale @manuela_giugliano

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale di Manuela Giugliano