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¡Mara(Se)villa!

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Da qualche stagione in quel di Siviglia, ogni anno che passa è sempre la stessa storia: l’allenatore in carica se ne va, lascia l’ambiente in subbuglio, e nel momento in cui ne arriva uno nuovo riemergono sempre alcuni spettri. Magari non è adatto alla piazza, non è in grado di riprodurre un gioco sufficientemente all’altezza, non può reggere le tensioni dell’alta classifica, o magari avrebbe bisogno di rivoluzionare la squadra.

Dopo il regno di Unai Emery, ricco di trofei e di orgullo sevillista in prima linea, in pochi avrebbero pensato a Sampaoli come perfetto sostituto dell’attuale allenatore del PSG. Vero, di giocatori ne ha dovuti cambiare tanti, e a quelli rimasti ha dovuto inculcare il suo credo calcistico, ma alla fine dei giochi el hombrecito ha portato a casa un onorevolissimo 4° posto grazie ad un calcio che tutta Europa ha ammirato. Salvo poi dover lasciare dopo una sola stagione, causa chiamata da “casa”, la sua Argentina.

Fuori Sampaoli, dentro un altro argentino: un altro della scuola bielsista, di quelli che non basta vincere ma bisogna farlo imponendo il proprio gioco, le proprie idee, la propria cultura ed essenza. Adesso il barrio Nervión è in mano a Eduardo “El Toto” Berizzo.

NUOVA GESTIONE, NUOVI ARRIVI

Se c’è stata una cosa positiva nel cambio Sampaoli-Berizzo, sicuramente è che il calcio pensato da entrambi si basa su alcuni principi praticamente identici: necessità di tenere il possesso palla, folle pressione alla ricerca del recupero della sfera, verticalità appena possibile.

Svariate le cessioni – in pieno stile Sevilla – viste le partenze di due giocatori fondamentali quali Vitolo e Iborra (un totale di 50 milioni ricavati dalle loro cessioni ad Atletico Madrid, via Las Palmas causa blocco del mercato, e Leicester), ma anche di alcuni gregari come il roccioso Rami che è andato al Marsiglia, o i terzini Trémoulinas e Mariano. Sono stati di numero superiore gli acquisti, visto che sono arrivati Kjaer dal Fenerbahce (naturale sostituto di Rami), Corchia come terzino dal Lille e il giovane Lionel Carole dal Galatasaray. E questo solo per la difesa. A metà campo è tornato quello che ormai possiamo definire un “figliol prodigo”, visto che la sponda rossa di Siviglia ha potuto riabbracciare dopo un anno con poche luci e tante ombre all’Inter Ever Banega; con lui sono arrivati in Andalusia Johannes Geis (prestito dallo Schalke) e Guido Pizarro, eterna promessa argentina ex Tigres che ha raggiunto finalmente la grande occasione europea.

Infine il talento più cristallino: sulla trequarti sono stati acquistati due giocatori del Manchester City in cerca di riscatto, uno è Jesus Navas, esploso proprio all’ombra del Sanchez Pizjuan, mentre l’altro è un giocatore tanto caro a Berizzo, quel Nolito che aveva impressionato nella cantera del Barça senza mai riuscire a conquistare la titolarità in prima squadra, ma che col Toto ha raggiunto picchi enormi di rendimento che gli hanno permesso di raggiungere prima la nazionale spagnola e poi il City di Pep Guardiola. Ultimo, ma non per importanza, l’attaccante: anch’egli pieno di talento e alla ricerca della definitiva consacrazione, quel Luis Fernando Muriel tanto amato/odiato dai fantacalcisti d’Italia.

JUGAR, DIVERTIRSE Y GANAR

Al solito, il Siviglia è stato parzialmente smembrato e successivamente ricostruito, riuscendo per l’ennesima volta a farcire la rosa biancorossa con talento e sregolatezza: a Berizzo è stato affidato il compito di bilanciare una squadra tanto offensiva, dandole un senso logico anche in fase difensiva. E come ci si riesce?

Sicuramente creando una colonna vertebrale solida, che dia stabilità alla zona nevralgica, ossia quella centrale. Detto di Kjaer, accanto a lui è stato inserito Clément Lenglet, centrale difensivo francese che si è preso le redini del reparto conquistando tutta Siviglia a suon di prestazioni sontuose. Un ragazzo che ha avuto il coraggio di rifiutare la Premier League (sicuramente un campionato più “difensivista”) perché non si reputava ancora pronto.

“Non ero pronto per la Premier League quando decisi di lasciare Nancy, ho scelto per questo motivo di andare in Liga: è la miglior competizione che potessi scegliere al momento, perché esalta le mie caratteristiche e maschera i miei difetti“.

A centrocampo, dopo mille voci di mercato, comanda ancora Steven N’Zonzi, al quale è stato affiancato il suddetto Pizarro ed il rientrante Krohn-Dehli, vittima nell’ultima stagione di Emery di un infortunio terribile al ginocchio. Un insieme di quantità e qualità non comune, al quale si aggiunge la fantasia del trequartista centrale, ruolo nel quale si dividono Banega, l’eterna promessa Ganso ed El Mudo Vázquez.

Berizzo ha portato inoltre solidità anche sulle linee laterali di difesa: come faceva al Celta, quando era abituato a giocare con un terzino roccioso e difensivo da una parte, e sul lato opposto uno nettamente più incline alle scorribande offensive, anche al Sanchez Pizjuan ha mantenuto il suo credo giocando con Mercado a destra (terzino capace di fare il centrale e molto utile sul gioco aereo) e capitan Escudero sulla sinistra. Gli esterni alti, invece, sono talento allo stato puro, visto che si alternano El Tucu Correa (ex Samp), Pablo Sarabia, e i due neoarrivati Nolito e Navas. Come se ne stanca uno, ne entra subito un altro di egual valore. Ed è una cosa che difficilmente si riesce a combattere se si è allenatore della squadra avversaria.

Davanti c’è Muriel, e quindi sulla carta dovrebbe essere lui l’attaccante talentuoso. Però se al colombiano si affianca Wissam Ben Yedder, uno che fino a 15 anni giocava a futsal e che fa della tecnica il suo pezzo pregiato, come si può frenare una corazzata del genere?

L’unico neo di una squadra tanto bella? Forse il portiere, solo perché il titolare Sergio Rico si è fatto male, ed il numero 12 David Soria ancora non ha preso totalmente confidenza con la titolarità in Liga.

4-2-3-1, solidità, voglia di riprendersi l’oggetto con il quale si aumenta il punteggio, e ricerca folle degli spazi vuoti per scatenare la qualità dei quattro là davanti. Berizzo sembra essere arrivato a casa, in una piazza che gli permette tutto, non solo di fare il salto di qualità come allenatore occupandosi di una squadra che, rispetto al Celta, è uno scalino più in alto, ma anche di farlo divertendo e divertendosi.

I risultati sono dalla sua parte: 5 vittorie, 1 pareggio ed una sola sconfitta contro l’Atletico Madrid in Liga, una vittoria ed un pareggio (ad Anfield) in Champions. Difficilmente un allenatore nuovo riesce a fare meglio. Ed in Spagna c’è riuscito quello che è in testa alla classifica con 7 vittorie su 7, ma che può contare su un certo Lionel Messi.

Il Guadalquivir non è mai stato così splendente, splendente come il suo Siviglia, splendente come gli occhi dei tifosi pieni di maravilla.

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I convocati di Rastelli per Avellino-Taranto: recuperato Zanandrea

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Vergara

Massimo Rastelli, tecnico dell’Avellino, ha diramato la lista dei convocati per il match contro il Taranto, in programma domani alle 14:30 allo Stadio Partenio Lombardi.

L’allenatore biancoverde dovrà fare i conti con numerose assenze. Manuel Ricciardi e Claudiu Micovschi, così come Dall’Oglio e Di Gaudio, stanno continuando il programma di recupero mentre Aya tornerà in gruppo lunedì. L’unico recuperato è il difensore Zanandrea.

Di seguito la lista dei convocati.

Portieri: 1 Pane, 16 Pizzella, 22 Forte;

Difensori: 2 Rizzo, 3 Tito, 31 Illanes, 32 Zanandrea, 34 Auriletto, 42 Moretti;

Centrocampisti: 4 Franco, 8 Garetto, 20 Casarini, 21 Matera, 28 Maisto;

Attaccanti: 7 Kanoute, 9 Gambale, 10 Russo, 11 Murano, 18 Ceccarelli, 26 Guadagni, 29 Trotta.

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Calciomercato

La Roma blinda Pisilli: rinnovo fino al 2026

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Dybala

Arriva un rinnovo importante in ottica futuro per la Roma. Secondo il noto giornalista Nicolò Schira, il giovane talento Niccolò Pisilli, classe 2004, ha prolungato il suo contratto fino al 2026.

Per il  giovane centrocampista italiano, che al momento milita ancora in primavera, si prospetta un futuro tutto giallorosso. 

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Spagna-Germania, le parole di Luis Enrique: “Sarà sfida alla pari, Gavi può segnare una nuova epoca”

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Dove vedere Spagna-Costa Rica

Alla vigilia del big match tra la Spagna e la Germania, partita valevole per la seconda giornata della fase a gironi della Coppa del Mondo di Qatar2022, il ct iberico Luis Enrique è intervenuto in conferenza stampa. L’ex allenatore di Barcellona e Roma tra i vari argomenti ha analizzato gli avversari e ha paragonato il gioco tedesco molto simile a quello delle furie rosse, ecco le sue parole: “La Germania è la squadra che assomiglia più alla Spagna, gioca sempre in attacco cercando di mettere pressione nella metà campo avversaria e avere sempre la palla. La Germania è una squadra che sa competere, ha una storia vincente e alcuni fra i migliori giocatori al mondo, ma noi siamo convinti di poter vincere, ma non dobbiamo essere troppo sicuri di noi altrimenti la fiducia può dare alla testa“.

LUIS ENRIQUE SU GAVI

Il tecnico spagnolo ha poi elogiato una delle sorprese di questo Mondiale Gavi: “La cosa più sorprendente è che qualcuno a 18 anni e 100 giorni abbia quella fiducia in s stesso, abbia l’intelligenza per posizionarsi in campo e dominare gli aspetti tecnici del calcio. Bisogna andarci piano coi giudizi, ma può segnare un’epoca”.

 

Sulla formazione che intende schierare contro la Germania: “Di solito non ripeto lo stesso undici e al momento non ho ancora fatto le mie scelte, le farò domani mattina. I cambiamenti sono fondamentali e io ragiono non sugli undici titolari, ma sui 16 che giocheranno“.

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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