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Maravilla

La nostra prima pagina

Maravilla

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Team Numero Diez

Sulla scena della ribalta da anni. Tasso tecnico indiscutibile ma una bacheca prettamente personale forse troppo scarna date le premesse e la qualità. Un solo riconoscimento, il titolo di miglior giocatore della Coppa America, nell’edizione del centenario nel 2016. Forse troppo poco. Da ieri il libretto personale dei record del Niño Maravilla si addobba però di un altro piccolo tassello ma importantissimo per rilevanza storica e nazionale.

SALAS, UN RICORDO

Da ieri Alexis Sanchez è il miglior marcatore della nazionale cilena. Salas, ex Lazio e Juventus, è ormai un solo, lontano ricordo. 38 reti in 112 presenze fanno di Sanchez il giocatore più prolifico della nazionale. Superato così il record di 37 reti (in sole 70 presenze) dell’ex conoscenza del calcio italiano. Sicuramente la stella più brillante della sua nazionale, ha abbellito gli ultimi due anni con due trionfi clamorosi quanto impronosticati. 2 Coppe America. L’edizione del 2015 vinta ai rigori contro l’Argentina. Nell’edizione di casa, in Cile sotto la guida di Jorge Sampaoli. Con il rigore decisivo per far esplodere un’intera nazione.

Successo replicato l’anno dopo, nell’edizione del Centenario nonostante un inizio decisamente claudicante. Contesto diverso, gli Stati Uniti. Stessa finale, contro l’Argentina. Stesso, identico risultato: vittoria ai rigori, questa volta però per Sanchez, senza sentenziare con quello decisivo.

MONDIALE 2014

Non certo le migliori premesse. La Spagna campione in carica, l’insidiosissima e – alla fine – finalista Olanda e l’Australia a rendere difficile se non impossibile il percorso cileno ai Mondiali brasiliani. Un campo minato di campioni. Sulla carta l’esito già scritto, una breve permanenza, e il prematuro addio alla competizione. Sanchez a segno subito nella prima gara, dominata dall’inizio alla fine e vinta per 3-1 contro l’Australia. Dopo le prime due partite le sentenze sono clamorose. I campioni in carica vengono eliminati insieme all’Australia in virtù delle due sconfitte con Olanda e Cile appunto. L’importanza e la rilevanza di Sanchez risalta nella gara degli ottavi. Contro i padroni di casa. L’1-1 dei regolamentari vive delle reti di David Luiz e della grande prestazione e marcatura dell’one man show cileno. L’esito però diverso da quello delle successive due Coppe America. Rigori fatali alla Roja e al Niño Maravilla, ipnotizzato anche lui da Julio Cesar.

LA PRIMA COPA AMERICA

Il gruppo contro i singoli. Una nazione contro 11 fenomeni. Il calcio che si mischia alla storia. Una vendetta su un rettangolo verde per antiche questioni politiche. La vendetta (forse) meno dolorosa e più pulita, ma quella, al giorno d’oggi, più succulenta. L’edizione del 2015 della Coppa America è Roja nel segno proprio del Niño Maravilla. Un misero centro quello di Sanchez nella prima fase della coppa continentale. Nell’ultima gara contro la Bolivia nel sonoro 5-0 della Roja. Oscurato dal rendimento sopra le righe di Edu Vargas, ex Napoli, che alla vista della nazionale si trasforma. Solo un misero gol fino alla finale, prima del trionfo, ai rigori con quello decisivo. Il rigore sognato da ogni ragazzino. Con il dolce peso dell’angoscia dell’errore sulle spalle. Ma che su quelle del Niño Maravilla si trasforma in un tocco sublime, un leggero scavato – forse non dei migliori esteticamente visti fino a quel momento – ma estremamente efficace per esaltare e sollevare un’intera nazione. Magro bottino personale se non mera rinvilita del rigore sbagliato un anno prima ai mondiali brasiliani, alcun riconoscimento, ma un trionfo nazionale che supera ogni egoistico record. Un trionfo inatteso quello di Sanchez e del Cile. Un trionfo contro la storia e la scaramanzia dopo 4 finali perse. Dopo 44 edizioni senza mai trionfare. E un pallonetto ad esorcizzare paura e scaramanzie e soggiogare un destino, fin lì, troppo crudele per la Roja.

“QUELLA DEL CENTENARIO”

La storia gloriosa – specialmente negli ultimi due anni – del Niño Maravilla e della nazionale continua. Le premesse non sono delle migliori per la Roja che deve far conto con le dimissioni di Sampaoli e il poco tempo a disposizione per il neo allenatore, Pizzi, di malleare con la propria impronta la sua nazionale. L’edizione del Centenario, la 45esima edizione, si gira negli Stati Uniti. Sanchez e l’Argentina si ritrovano, un anno dopo, già da “nemici” nella fase a gironi. La battaglia, la vendetta, matura e viene vinta dall’Albiceleste. Il protagonista della nostra storia conclude la fase a gironi con un bottino di due reti in tre partite, in compagnia di Vidal e il solito Edu Vargas. Il quarto di finale contro il Messico è più una formalità. 7-0 finale con Sanchez, ancora fra i marcatori ma oscurato, ancora una volta, dalle 4 reti di Vargas. Nulla poi fino alla finale. Stomaco vuoto. E neanche la possibilità di partecipare alla lotteria dei rigori. Contro l’Argentina, ancora una volta. Ma anche con Sanchez fuori il risultato non cambia. Il Cile si riconferma campione continentale. Edu Vargas vincerà il titolo di Capocannoniere ma la bacheca personale di Alexis Sanchez si abbellirà del titolo di Miglior Giocatore della Coppa America.

A un anno distanza la bacheca di Sanchez si abbellisce con il record di miglior marcatore cileno. 38 sono le reti in 112 presenze. Salas è superato, il solito e minaccioso Edu Vargas segue a sole 4 reti distanza. Qualche volta di troppo oscurato, in nazionale, ma fondamentale nei trionfi degli ultimi due anni, il Niño Maravilla è nella storia e si è preso finalmente ciò che, personalmente, gli è finora troppo a lungo mancato. La stella cilena continua a brillare anche in patria.

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Calcio Internazionale

Le ufficiali del derby di Manchester: ten Hag schiera Evans in difesa

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Ten Hag

Alle ore 16.30 va in scena Manchester City-Manchester United, uno dei derby più accesi e sentiti d’Inghilterra. Due squadre in altitudini di classifica molto diverse, ma che offriranno comunque uno spettacolo degno della sua storia ed importanza.

Il City di Guardiola cerca i tre punti per inseguire il Liverpool, che mantiene dai citizens 4 punti di distacco e vanta il primato in classifica.

Lo United si ritrova invece in una situazione sicuramente più complessa rispetto ai rivali, sia dal punto di vista della classifica (ad oggi sesti a più di 10 punti dal quarto posto), e con uno spogliatoio fragile ed in evidente difficoltà.

Nonostante ciò, il derby di oggi promette comunque grandi colpi di scena, anche e sopratutto per via del delicato momento del campionato e per la grande esigenza delle due compagini di agguantare i tre punti.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

MANCHESTER CITY (4-3-3): Ederson; Walker, Stones, Dias, Ake; Rodri, de Bruyne; Bernardo, Foden, Doku; Haaland. Allenatore: Guardiola.

MANCHESTER UNITED (4-3-3): Onana; Dalot, Varane, Lindelof, Evans; McTominay, Casemiro, Bruno Fernandes; Mainoo, Rashford, Garnacho. Allenatore: ten Hag.

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Flash News

Ballardini post Hellas Verona-Sassuolo: “Possiamo giocarcela fino alla fine”

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Ballardini

BALLARDINI POST VERONA-SASSUOLO – Ai microfoni di DAZN, il tecnico del Sassuolo Davide Ballardini ha commentato la bruciante sconfitta rimediata nello scontro salvezza col Verona, in cui gli emiliani hanno rimediato inoltre l’ennesimo infortunio di Domenico Berardi.

L’allenatore ex Cremonese ha però cercato di rassicurare l’ambiente e ha caricato la squadra per i prossimi impegni, tutti decisivi per raggiungere l’obiettivo salvezza.

LA PARTITA – “Oggi il Sassuolo è sempre stato dentro la partita, concedendo poco o nulla a una squadra fisica e dinamica con buoni giocatori. Abbiamo giocato con personalità, non credo che il Verona meritasse di vincere ma se siamo in questa situazione non è solo sfortuna. Abbiamo le capacità per fare meglio”.

SUL GRUPPO – “Ho trovato un gruppo che proprio perché è così serio accusa di più la situazione, non essendocisi mai trovato, ma abbiamo le possibilità per uscirne. Il gruppo ha capito benissimo, anche troppo la situazione. Non devi avere la testa così pesante, bisogna allenarsi bene con la giusta energie e il furore per giocarsela fino alla fine. Voglio vedere ragazzi sereni, consapevoli del momento. Bisogna giocarcela fino alla fine perché abbiamo le qualità. Sono certo che possiamo farlo”.

L’INFORTUNIO DI BERARDI – “Sono molto dispiaciuto per il ragazzo, che è importante per il Sassuolo ma per tutto il calcio italiano. In due giorni ho potuto vedere che grande giocatore è, da qui in avanti faremo quello che questi giocatori con le loro qualità e capacità possono fare. Vedremo un Sassuolo molto competitivo, questo mi conforta”.

 

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Baroni dopo Hellas Verona-Sassuolo: “Oggi contava solo vincere”

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Baroni

Tre punti che ne valgono nove quelli che l’Hellas Verona ha raccolto oggi nella sfida salvezza contro il Sassuolo. A decidere il match contro i neroverdi è Swiderski, che a 11 minuti dalla fine ha battuto Consigli con il gol del definitivo 1-0. Gli scaligeri sono ora diciassettesimi in classifica, a -2 dal terzultimo posto del Cagliari, ora impegnato nel match in trasferta contro l’Empoli. Il lavoro, ovviamente, non è finito e l’Hellas Verona dovrà ancora racimolare diversi punti prima di considerarsi salvo, ma di certo il periodo di forma è positivo e la vittoria di oggi dà morale. Nel consueto post partita, il tecnico veronese Baroni ha commentato la gara ai microfoni di DAZN.

LA PARTITA – “Oggi sapevamo che era una partita difficile, sofferta, contro una squadra che ha grande qualità e colpi nel repertorio. C’era stato il cambio di allenatore, c’erano delle difficoltà ma la squadra è stata brava. Oggi era fondamentale vincere, siamo contenti. Chiaro che non abbiamo fatto niente, c’è tanto lavoro ma la squadra è viva e ci crede. Oggi chi è entrato ci ha dato risposte importanti, avanti tutta con questa determinazione e compattezza che è quello che ci serve”.

LA FORZA DEL GRUPPO – “C’è stato un momento difficile nel quale abbiamo cercato di vedere delle opportunità, ho la fortuna di avere un gruppo molto ricettivo. Non avevamo tempo, cerchiamo di accelerare l’integrazione dei nuovi dentro la squadra anche a livello mentale visto che vengono da un calcio diverso. Dobbiamo mantenere e rafforzare questa mentalità, anche in una partita di oggi con un carico nervoso importante la squadra è rimasta attenta. Siamo veramente contenti del risultato”.

SALVEZZA – “L’annata è sempre lunga, questa squadra ha sbagliato quattro rigori che ci hanno tolto tanto, ma io non abbasso mai la testa cercando ogni volta occasioni per crescere. Abbiamo portato dentro i nostri valori e la squadra ha capito che la strada è questa”.

SWIDERSKI – “Sicuramente chiunque va in campo dà tutto, da questo punto di vista ce la lotteremo con tutti. Per arrivare in fondo dobbiamo superare momento difficili come le sconfitte, cercando di tenere la barra dritta. Ci godiamo questa vittoria ma ci aspettano partite molto difficili, abbassare la tensione sarebbe mortifero. Dobbiamo incrementare assolutamente”.

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Dove vedere Inter-Genoa in tv e streaming

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Darmian

DOVE VEDERE INTER-GENOA IN TV E STREAMING – Il palinsesto della ventisettesima giornata di Serie A si concluderà con la sfida tra Inter e Genoa. I padroni di casa sono indubbiamente i favoriti, ma non devono calare l’attenzione contro un Genoa che è in una situazione agevole in classifica e potrebbe provare a far risultato, vista la spensieratezza e la mancanza di pressione. Simone Inzaghi vede lo Scudetto che sarebbe il primo della sua carriera, dopo averlo sfiorato con la Lazio.

DOVE VEDERE INTER-GENOA IN TV E STREAMING – COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

DOVE VEDERE INTER-GENOA IN TV E STREAMING – Da un lato troviamo una squadra che ha dimenticato come si perde o pareggia: proprio dopo Genoa-Inter 1-1 dello scorso 29 dicembre, ha solo vinto. In particolare, sono ben 11 le vittorie consecutive, includendo la Supercoppa e la Champions League. Per quanto riguarda il campionato, la striscia di match consecutivi vinti è attualmente ferma a 8. Il record assoluto in A è proprio dei nerazzurri, con 17 vittorie tra il 25 ottobre del 2006 e il 28 febbraio del 2007.

DOVE VEDERE INTER-GENOA IN TV E STREAMING – Dall’altro lato, troviamo un Genoa sì sfavorito, ma in una condizione privilegiata, visti i pronostici alla vigilia del campionato. Parliamo di un club che, per molti, in questa fase della competizione sarebbe dovuto essere nelle retrovie della classifica. Invece, il Grifone è attualmente al dodicesimo posto, a ben 13 punti dal Sassuolo terzultimo.

DOVE VEDERE INTER-GENOA IN TV E STREAMING

Il match che si giocherà lunedì 4 marzo alle 20:45, sarà trasmesso in diretta sia su DAZN che su Sky, sui canali Sky Sport Uno (201 del satellite), Sky Sport 4K (213 del satellite), Sky Sport (251 del satellite) e Sky Sport Calcio (202 del satellite). Inoltre, per quanto riguarda lo streaming da dispositivi mobili, sarà possibile usare l’app di DAZN o, nel caso di abbonati Sky, l’app Sky Go, entrambe disponibili negli store di riferimento.

DOVE VEDERE INTER-GENOA IN TV E STREAMING – LE PROBABILI FORMAZIONI

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, De Vrij, Carlos Augusto; Darmian, Barella, Asllani, Mkhitaryan, Dimarco; Arnautovic, Lautaro. All. Inzaghi.

GENOA (3-5-2): Martinez; De Winter, Bani, Vasquez; Sabelli, Messias, Badelj, Frendrup, Martin; Retegui, Gudmundsson. All. Gilardino.

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