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Mariano, una Rolls Royce dominicana per la Roma

La Roma del neo tecnico Fonseca si appresta a prender parte ad un valzer di punte che a fine mercato potrebbe stravolgere l’intero reparto offensivo dei giallorossi. Edin Dzeko, l’eroe delle notti europee romane solo fino a due anni fa, adesso non vede l’ora di fare le valige per trasferirsi all’Inter di Antonio Conte. Un altro che rischia di salutare Trigoria è Patrik Schick. Il ceco viene acquistato dalla Sampdoria nell’agosto del 2017 per 42 milioni di euro ma all’Olimpico non è mai stato in grado di replicare quelle fantastiche giocate che riuscirono a scomodare, con paragoni azzardati, perfino il mito di Marco Van Basten.

Il motto è dunque quello di ricostruire una nuova Roma, partendo proprio dal reparto più avanzato. Il direttore sportivo Petrachi è ad un bivio che porta da un lato sulla strada di un fuoriclasse come Higuain, in fase calante della propria carriera ma con la volontà di rilanciarsi, sposando a pieno le ambizioni giallorosse. L’alternativa, forse più intrigante e probabilmente non molto più rischiosa di quella dell’argentino, porta direttamente a Madrid, dove un 24enne senza paura di nome Mariano Diaz, soltanto un anno fa ereditava la maglia numero 7 di Cristiano Ronaldo, nel club più grande di tutti i tempi.

GOAL NEL SANGUE MA…

Da Zidane a Zidane, il treno su cui Mariano Diaz ha viaggiato con addosso la maglia dei blancos sembra essere giunto al capolinea. Già perchè proprio il tecnico francese ha coltivato in questi anni il talento dell’attaccante spagnolo naturalizzato dominicano, allenandolo prima al Real Madrid Castilla e portandolo successivamente con sè in prima squadra nel 2016, dove per la prima volta Mariano ha potuto mettere in mostra tutte le sue qualità. Ora però il sentiero percorso assieme sembra destinato a dividersi, con l’ingresso dei numerosi nuovi acquisti del Real a chiudere ogni spazio al classe ’93.

I numeri del giocatore sono però da tener d’occhio, nonostante l’ultimo anno abbia offerto prestazioni più deludenti che esaltanti. Nel biennio al Castillia il dominicano ha messo a segno 32 reti in 43 presenze, giocando nel ruolo di prima punta. I 179 centimetri di altezza lo hanno messo nelle condizioni, fin da subito, di sfruttare al meglio il motore nelle gambe, tanto slanciate da garantirgli un’accelerazione fuori dal comune. Sarebbe riduttivo però, far riferimento solo alla sua velocità: la caratteristica principale di Mariano è sicuramente la grande abilità tecnica con cui porta il pallone, praticamente impossibile da sradicare quando scatta per superare il difensore.

Fonte: profilo Instagram di Mariano Diaz

Per raggiungere la maturità calcistica, nell’estate del 2017 si trasferisce al Lione per 8 milioni ma con un diritto di recompra a favore del Real Madrid per 33 milioni. Al Bernabeu hanno giocato i migliori calciatori della storia, e se le merengues scelgono di inserire una clausola di quel valore per un 22enne, senza alcun dubbio credono fortemente che sul fuoco ci sia parecchia carne.

PERSONALITÀ DA VENDERE

L’avventura in Francia per il ragazzo della cantera del Real è il primo grande passo nel mondo dei grandi. La stella dell’attacco, Alexandre Lacazette, ha lasciato Lione per trasferirsi all’Arsenal e il club mostra fin da subito la propria fiducia nei riguardi di Mariano, affidandogli le chiavi dell’attacco. La volontà è quella di coltivare il talento della punta dominicana per raccoglierne i frutti subito i frutti e rilanciarsi in campionato: l’ex dei blancos raccoglie la sfida con grande determinazione.

L’avvio è di quelli semplicemente folgoranti: il match d’esordio al Parc OL è un largo 4 a 0 sullo Strasburgo e Mariano si presenta al nuovo pubblico con una straordinaria doppietta. I due goal mettono in risalto le due qualità migliori dell’attaccante, cinico e spietato da fuori area con un potente destro a superare il portiere sul primo palo; scaltro a recuperar palla sull’errore dei difensori e freddo nel battere l’estremo difensore in occasione della seconda marcatura. Tutto questo in soli 76′ minuti di gioco in campionato.

Fonte: profilo Instagram di Mariano Diaz

In pochissimo tempo Mariano conquista il cuore dei nuovi tifosi e partita dopo partita prende fiducia. Fino a Gennaio il dominicano diventa una macchina incontrastata di goal, realizzando 13 goal nelle prime 19 apparizioni. Ma non solo: l’ex Real lavora molto per i compagni, porta bene la pressione alle difese avversarie e in fase di ripartenza si abbassa per lavorare al meglio con i centrocampisti o gli esterni. In pochi mesi a Lione ammirano già un giocatore compiuto, con quella spregiudicatezza che porta entusiasmo a tutta la rosa e diventando un leader della squadra a soli 23 anni.  Tanto basta a convincere il Real a esercitare il diritto di recompra dopo le 21 reti e i 6 assist nelle 48 presenze in Francia, eletto come il grande erede di Cristiano Ronaldo direttamente dal presidente Florentino Perez. Senza paura, Mariano indossa la camiseta numero 7 del Real Madrid.

FUTURO GIALLOROSSO?

“Molti mi hanno detto che non dovevo prendere quel numero, qualcuno mi ha anche detto cose cattive, ma era libero e mi piace, quindi l’ho scelto subito quando mi hanno chiesto che numero avrei voluto, anche come sfida personale. È una maglia che hanno indossato molte stelle del passato come Amancio, Juanito, Butragueño e Raul, oltre ovviamente anche Cristiano”.

Dichiarazioni di coraggio, senza la minima paura come la tradizione del Real Madrid pretende per le stelle che ospita nel suo tempio. A posteriori però, il peso dell’eredità di uno dei giocatori più forti della storia questo sport, alla fine si è sentita. La scintilla che aveva fatto divampare un favoloso incendio a Lione, al Bernabeu non scoppia. La stagione è costellata di infortuni lunghi e pochi goal: Mariano fatica a trovar spazio in una stagione maldetta per i blancos, con addirittura tre allenatori a sedersi sulla panchina del Real nell’arco di un solo campionato. Quello che salta più all’occhio è però il mancato feeling con l’ambiente madrileno, come l’episodio della Rolls Royce testimonia: il diktat in casa merengues è sempre stato quello di presentarsi all’allenamento esclusivamente su macchine Audi ma a Dicembre il giocatore commette l’ingenuità clamorosa di presentarsi a Valdebebas con la propria auto lussuosa da 250 mila euro. Il risultato è una multa e ulteriori musi lunghi.

Fonte: profilo Instagram Mariano Diaz

Adessola Roma vorrebbe lavorare proprio su questa lacuna tra Mariano Diaz e il Real Madrid per convincere il giocatore a trasferirsi in Italia. La dirigenza crede fortemente di poter rilanciare il classe ’93 che a Lione si era dimostrato un attaccante di livello: killer instinct in area, tiro potente da fuori e perfino una grande abilità nel colpire di testa grazie ad una sorprendente elevazione. Fonseca allo Shakhtar ha lavorato con diversi giocatori molto abili tecnicamente e potrebbe riproporre Mariano nel ruolo di falso nueve per versare nel serbatoio offensivo dei giallorossi tanta qualità. In Francia Mariano si era trovato alla perfezione con una seconda punta rapidità e tecnica come Depay, all’Olimpico si potrebbe creare una coppia simile con Zaniolo che sembra parlare la stessa lingua del dominicano. L’affare ad oggi non sembra decollare e dalla Spagna parlano perfino della possibilità che il giocatore provi a restare a Madrid per convincere Zidane. La Roma però tenterà di convincere il giocatore prima e il club poi, tenendo comunque viva anche la pista Higuain. Senza ombra di dubbio però, il sangue spagnolo di Mariano, in grado di regalargli quelle doti tecniche straordinarie, è pronto a tornare a scorrere per incantare un grande palcoscenico europeo.

(Fonte immagine copertina: profilo Instagram Mariano Diaz)

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