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Marko Rog alla ricerca di sé stesso

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Il trasferimento di Marko Rog dal Napoli al Cagliari è cosa fatta, si attende solo l’ufficialità. Il croato ha svolto ieri la prima parte delle visite mediche alla Clinica Columbus di Milano, nella giornata di oggi la firma e la partenza per il ritiro di Pejo dove conoscerà i suoi nuovi compagni. Si tratta del secondo grande acquisto di questo calciomercato da parte della società di Tommaso Giulini – dopo Mattiello, in attesa di Nández – voluto fortemente dal Ds Marcello Carli. Al Napolidue milioni subito e altri tredici l’anno prossimo per un’operazione complessiva da 15 milioni di euro.

LA PRIMA VERA ESPERIENZA

Il centrocampista croato, ora lo si può affermare in modo definitivo, non è stato all’altezza della piazza di Napoli. In due anni e mezzo in azzurro è riuscito a strappare solo 52 presenze, quasi mai da titolare, mettendo a segno 3 gol. La società partenopea aveva dunque deciso a gennaio di mandarlo in prestito al Siviglia, dove però non ha trovato fortuna. Ora il Cagliari sceglie di puntare forte su di lui, designandolo come uno dei due sostituti (oggi è arrivata anche la conferma dell’acquisto di Nahitan Nández dal Boca) di Nicolò Barella: rispetto all’uruguaiano forse Marko Rog si avvicina di più alle caratteristiche del centrocampista sardo, anche se fino ad ora non ha potuto esprimersi a pieno nel nostro campionato. 

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Marko Rog

Cagliari rappresenta per il croato da un lato un ridimensionamento delle proprie aspettative – necessario dopo la difficile esperienza a Napoli – dall’altro l’occasione per mostrare al calcio italiano le sue qualità. È come se Marko Rog iniziasse ora la sua prima vera esperienza nel nostro campionato, dopo un periodo di apprendistato con i grandi. Con la maglia del Napoli, come si diceva, non ha quasi mai giocato; le poche volte in cui è sceso in campo le sue qualità non sono emerse a pieno a causa di una timidezza intrinseca o, forse, dovuta ad un contesto troppo grande per uno come lui. In questi primi tre anni di Serie A Rog ha alternato la panchina a giocate semplici e passaggi in orizzontale: quasi mai quando ha giocato è riuscito a trascinare il centrocampo partenopeo dimostrando la propria personalità. Le qualità che avevano convinto ADL e Giuntoli a strapparlo alla Dinamo Zagabria per circa 13 milioni di euro non sono mai venute fuori. Ecco perché Cagliari può e deve essere un nuovo inizio, con il calciatore che si ritroverà ad essere al centro di un progetto, godendo di grande fiducia da parte della società e vivendo in un ambiente più sereno e meno esigente del precedente. L’apprendistato, il ridimensionamento e un nuovo inizio: Marko Rog alla ricerca di sé stesso in un’isola che, calcisticamente parlando, ha rigenerato molti prima di lui e decisamente anche più anziani di lui. 

DEFINIZIONE TATTICA

Marko Rog cercherà se stesso in Sardegna per imporsi nel centrocampo del Cagliari e proverà allo stesso tempo a definire quelle che sono le sue caratteristiche tattiche, rimaste di fatto in stand-by per tre anni. Interno di centrocampo, trequartista e talvolta anche esterno d’attacco, il croato ha ricoperto diverse posizioni nella sua carriera senza mai appropriarsi di un ruolo specifico. A Napoli nei primi due anni è stato quasi sempre utilizzato come mezz’ala negli spezzoni di partita che gli venivano concessi, altro motivo per cui Ancelotti ha deciso di fare a meno di lui a gennaio, non riuscendo a collocarlo nel suo centrocampo a quattro. Anche a Cagliari agirà da interno nel centrocampo a tre di Maran, cercando con il tempo di affinare le sue caratteristiche in quella posizione del campo. 

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del Cagliari Calcio

Vista la sua propensione al sacrificio, Rog sarà una mezz’ala dinamica, al quale verrà chiesto sia di uscire nelle coperture in fase difensiva sia di attaccare gli spazi in quella offensiva. Abile nello stretto, sarà di fondamentale importanza sia nel risolvere istintivamente situazioni complicate, sia nel fornire un appoggio in fase di costruzione. Sarà il completamento dell’altra mezzala, più fisica e rognosa, votata maggiormente all’aggressione dell’avversario e al recupero palla (Ionita o Nández). I suoi movimenti in mezzo al campo saranno fondamentali per il gioco del Cagliari nella prossima stagione e dovranno essere funzionali all’idea di palleggio e dinamismo che la squadra di Maran aveva iniziato ad esprimere prima dell’infortunio del Pata Castro. L’intesa e il reciproco scambio di posizione tra le mezzali e il trequartista argentino saranno la chiave del Cagliari 2019/20. 

Poi, forse, godendo della fiducia dell’ambiente e dopo qualche prestazione positiva, riuscirà anche a riscoprire le sue doti da tiratore: 

L’ANNO DEL CENTENARIO

Dopo la cessione di Nicolò Barella all’Inter, Giulini e Carli non sembrano dunque intenzionati a risparmiare. I due sono decisi a mettere a disposizione di Maran e dei tifosi una squadra competitiva per quella che sarà la stagione del centenario. Una formazione che non si accontenti di galleggiare nella zona medio-bassa della classifica ma che provi a sviluppare una propria idea di calcio. Si attende ancora l’inizio di una trattativa per la seconda punta (Defrel?), ma intanto il centrocampo è sistemato. I sostituti di Barella saranno due, come detto: Marko Rog e Nahitan Nández. Potenzialmente due ottimi colpi, che però nascondono per motivi diversi alcune insidie.

Soffermandoci sull’ormai ex-Napoli, una valutazione su tutte va fatta, cioè quella che riguarda l’impatto economico. 15 milioni per un calciatore non più giovanissimo, che di fatto non gioca con continuità da tre anni, rappresentano sicuramente un rischio alto. Il calciatore si troverà a che fare con una realtà diversa, e probabilmente questo fattore sarà di giovamento alla sua maturazione e, di conseguenza, alla sua nuova squadra. D’altro canto però il croato diventerà per poco (in attesa di Nández, che costerà 18 milioni di euro) l’acquisto più costoso nella storia della società sarda, per la quale una spesa del genere non è una consuetudine. I 12 milioni pagati per Pavoletti sono valsi fino ad ora due salvezze, i quindici per Rog rappresentano l’onerosa scommessa di Carli.   

Per ora è dunque innegabile che l’affare l’abbia fatto il Napoli, che è riuscito addirittura a guadagnare nella rivendita di un giocatore praticamente mai utilizzato. Sarà il campo a dire se anche il Cagliari ci ha visto giusto e se, finalmente, Marko Rog sarà riuscito a trovare sé stesso. 

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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