Era il gennaio 2015 quando il Real Madrid ufficializzava l’acquisto di Martin Odegaard, ancora 16enne, registrandolo allo stesso tempo nella personale cantera, il Castilla, e in prima squadra.

Il debutto del ragazzo avviene a maggio dello stesso anno, nell’ultima giornata di Liga contro il Getafe, al posto di Cristiano Ronaldo. Si tratta del debuttante più giovane della storia del club. È il battesimo di un prodigio, che Florentino Perez si tiene stretto.

Fonte: bleacherreport.com

Di cittadinanza norvegese, Odegaard è un centrocampista offensivo. A Madrid, per caratteristiche è considerato il sostituto naturale di Mesut Ozil, che nell’estate 2013 è stato ceduto all’Arsenal. In patria ha già dato prova delle sue qualità, nello Strӧmsgodset, che ne possedeva il cartellino, e nella nazionale stessa, di cui è l’esordiente più giovane.

I media spagnoli considerano l’acquisizione del ragazzo simbolo di lungimiranza. I blancos, reduci dalla storica Décima Champions League, vogliono continuare a vincere, investendo sul presente e, soprattutto, sul futuro. Florentino Perez cerca così di non ripetere gli errori commessi in seguito alla campagna vincente del 2002, nel corso del suo primo mandato.

Nonostante ciò, i problemi ci sono eccome. È sempre difficile per un giovane del Castilla trovare spazio tra i Galacticos, che necessitano di giocatori già svezzati e pronti. Pertanto, nonostante le grandi aspettative, Odegaard è chiuso da Bale, Isco e James Rodriguez. Dopo varie presenze nella Cantera madridista, cerca fortuna altrove.

LA SVOLTA IMPROVVISA

Il norvegese si sposta in Olanda: inizialmente all’Heerenveen, poi al Vitesse. Qui trova maggiore continuità, pur non brillando come ci si aspettasse. Nonostante la giovane età, in Spagna si parla già di “talento sprecato”, mal gestito e scaricato dal Real Madrid.

Nel luglio 2019, il 20enne torna in Liga, passando alla Real Sociedad. Imanol Alguacil Barrenetxea ne esalta le caratteristiche, rendendolo un perno della squadra. Le sue caratteristiche gli permettono di giocare sulla linea dei centrocampisti, ma l’abilità palla al piede gli consente di occupare qualsiasi altra zona del campo. Ad Anoeta gioca anche sull’esterno, è indispensabile.

Odegaard registra le sue migliori prestazioni contro le grandi. Il 14 settembre 2019 mette a segno la rete del definitivo 2-0 agli ex-cugini dell’Atletico Madrid. Il 14 dicembre gioca una partita tatticamente perfetta nel 2-2 contro il Barcellona, limitando il palleggio degli avversari e gli inserimenti di Frenkie de Jong sul lato sinistro. Nel confronto con i blaugrana, il giovane centrocampista tocca il pallone 89 volte, più di ogni altro compagno di squadra.

Fonte: managingmadrid.com

Il 23 novembre torna al Bernabeu, da avversario, e riceve gli applausi del “suo” pubblico, che ne invoca il ritorno. Proprio nel tempio madridista, qualche mese dopo, brilla ancora: è suo il primo gol che indirizza la partita verso il definitivo 3-4, che vale l’eliminazione delle Merengues dalla Copa del Rey. Conclude la sua esperienza con la Real Sociedad con 36 presenze e 7 gol tra campionato e coppa.

Fonte: talksport.com

L’APPRODO A LONDRA

Le grandi prestazioni di Odegaard convincono Florentino Perez a richiamarlo dal prestito. Tuttavia, il ritorno alla base non è come sperato. I costanti alti e bassi della squadra di Zidane, dentro e fuori dal campo, non aiutano. Da settembre a gennaio, Martin colleziona solo 9 presenze, di cui solo 3 da titolare. Prima il Real non poteva aspettarlo, adesso è lui che non può attendere più.

Mettere piede a Valdebebas è il sogno di ogni wonderkid, ma la scarsa considerazione da parte del club nei confronti della sua cantera, spesso, ne rende impossibile l’adattamento e porta alla cessione. Stessa sorte è toccata, recentemente, ad Hakimi e Reguilon. Ora è il turno di Odegaard, che ha intenzione di ripetere quanto di buono visto ad Anoeta.

Si formalizza così il suo passaggio all’Arsenal, in prestito, fino alla fine della stagione.

In un contesto giovane, il 22enne può esprimersi al massimo delle sue potenzialità. Mikel Arteta lo ha subito posto sulla trequarti, ruolo che predilige maggiormente, nel suo 4-2-3-1.

Come a Madrid, anche a Londra il norvegese può essere considerato il sostituto di Mesut Ozil, di cui ha ereditato il numero di maglia. Dietro la punta crea imprevedibilità, in quanto capace di mandare in porta i suoi compagni o saltare l’uomo e finalizzare. Può tuttavia ricoprire ogni ruolo del centrocampo grazie alle sue qualità, giocando davanti alla difesa o sull’esterno.

Nonostante l’inattività, Martin si è dimostrato pronto fin da subito. Nell’ultima partita con i Gunners, in Europa League contro il Benfica, ha messo a segno 30 passaggi nella metà campo avversaria, con un’accuratezza del 92%.

Odegaard è chiamato alla consacrazione, nel club che più di tutti in Europa valorizza i giovani, nel campionato più affascinante del mondo. Deve rispettare quanto di buono si è detto di lui negli anni passati: una promessa da mantenere.

(Fonte immagine in evidenza: football365.com)