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Speciale Pesce d'Aprile - 10 talenti bluff che non hanno ripagato le attese

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Speciale Pesce d’Aprile – 10 talenti bluff che non hanno ripagato le attese

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Negli scorsi giorni è diventata virale la foto di un bambino intento a giocare col pallone fra le strade di Milano. Lo scatto pubblicato dal Corriere della Sera divide i social tra chi critica la violazione della quarantena, e chi auspica di rivedere presto simili scenari. Nel calcio d’altronde, per rimanere ad alti livelli occorre mantenere un animo giocoso, preservare l’innocenza, e non lasciarsi trascinare nel subdolo panorama mediatico. Quest’oggi vi illustriamo la Flop 10 degli ultimi anni, ossia quei profili che, partendo da aspettative elevate non hanno reso quanto avrebbero dovuto.

HACHIM MASTOUR

Correva il biennio 2013-14 quando un talento del Milan spiccava per strabilianti doti tecniche. Immagini virali, pubblicità, spot con Neymar, ed interviste col procuratore, tutto questo per un ragazzo nemmeno maggiorenne. Aggregato in prima squadra all’età di 16 anni, fra tocchi eleganti, dribbling e sicurezza dei propri mezzi, Mastour pareva destinato al successo. Passato in prestito al Malaga, al PEC Zwolle in Olanda, al Lamia in Grecia ed infine da svincolato a Reggio Calabria, il talento di Mastour non è sbocciato, perdendosi in apparizioni che si contano sulle dita della mano.

12 presenze totali in carriera, 14 contando le coppe nazionali, mentre ad oggi è il calciatore più giovane ad aver esordito con la maglia del Marocco (fonte immagine Wikipedia).

Qualche mese fa Hachim Mastour ha descritto per TMW cosa fosse effettivamente andato storto, e quali fossero le ragioni per cui il suo talento potesse sciogliersi nell’arco di pochi anni. L’ex Milan ha vissuto un mondo distopico fatto di promesse e certezze, mentre adesso, alla soglia dei 22 anni continua a rincorrere il sogno in Lega Pro con la Reggina. 

Ha inciso molto il clamore mediatico con cui arrivai al Milan, che di conseguenza ha spinto società e intermediari a vedere in me più una occasione di guadagno, che non un profilo sportivo da far crescere ed aspettare”.

MARIO GÖTZE

113° minuto della finale della Coppa della Mondo, uno slancio a rete per distruggere i sogni dell’Argentina e ravvivare quelli della Germania, un carattere irriverente, ed il declino ancora nel pieno della maturità. Cresciuto nel settore giovanile del Borussia Dortmund, Mario Götze si è formato sotto l’ala protettrice di un club che lo ha sempre protetto, custodito gelosamente le qualità, fino a cederlo ai rivali del Bayern Monaco nel 2013. Un mare di emozioni lo ha trascinato in pochissimo tempo, dalla finale di Champions League, l’addio al Borussia ed un contratto bavarese, dalla gioia del titolo mondiale, fino agli infortuni, i disturbi alimentari e la crisi.

Mario Götze ha affrontato un brusco calo delle prestazioni anche in seguito ad una malattia che colpisce gli arti inferiori e, a dimostrazione di quanto fosse speciale il talento del tedesco, talmente atipica da colpire meno del 2% della popolazione europea.

MARIO BALOTELLI

Senza mentalità la classe svanisce in prestazioni amorfe. Mario Balotelli è l’Icaro dell’era moderna, un talento plasmato da chi aveva appreso le potenzialità ed il carattere turbolento ma, una volta fuggito con le proprie ali, caduto in un mare di mediocrità che non gli apparteneva. Qualche giorno fa il sito della Uefa ha ripercorso alcuni istanti di Euro 2012, la competizione in cui Balotelli espresse l’apice della sua arte, dove il mondo intero ammirò un talento visto a fiotti, e ridotto a pochi istanti come uno spettacolo pirotecnico di mezza estate.

Alla soglia dei 30 anni Balotelli cerca i propri standard a Brescia, la città che l’ha cresciuto prima del balzo europeo fra Premier League, Milano e Ligue 1, ma che ora lo accompagna per correggere le devianze che lo hanno limitato. Super Mario ritorna tra i propri affetti per riprendere il primo capitolo di un racconto controverso, incompatibile con la sua vocazione.

ALEXANDRE PATO

Arrivato al Milan per 22 milioni di euro nel 2007 nella veste di acquisto minorenne più costoso del club, Alexandre Pato non ha ripagato le enormi aspettative di inizio carriera. Il rendimento del brasiliano è discreto, 63 gol in 150 presenze in rossonero, ma qualsiasi tifoso milanista, salvo eccezioni, vi racconterebbe di Pato con un filo di malinconia. Pato fu una brezza di mare in una giornata afosa, un talento cristallino esploso sotto la custodia di Ronaldinho ed Ibrahimovic, ma ripetutamente circoscritto dagli infortuni. In cinque anni a Milano rimangono le gesta del Bernabeu, lo Scudetto del 2011, lo sprint vincente al Camp Nou in Champions League assieme a tanti, troppi rimpianti legati al genio del brasiliano.

Fonte immagine: profilo IG @pato

DIEGO RIBAS DA CUNHA

“Ho sempre sognato di giocare nella Juventus, ma purtroppo la squadra non è andata bene. Comunque non rinnego la scelta che ho fatto. La rifarei altre 1000 volte, anzi ciò di cui mi pento è il momento in cui ho lasciato il club. Sarebbe stato meglio fare un’altra stagione“. – Intervista del 2018.

Diego Ribas da Cunha, o più semplicemente Diego, è stato il più grande rimpianto della Juventus post Calciopoli. I bianconeri, dopo averlo seguito per diverso tempo e reduci dal secondo posto maturato la stagione precedente, puntarono sulle peculiarità di Diego per valorizzare la trama di Ciro Ferrara. Il match della 2° giornata all’Olimpico di Roma nella stagione 2009/10 fu la massima espressione della qualità del brasiliano, autore di una prestazione da sogno con una doppietta, prima di scadere in una stagione anonima con appena 5 gol in 33 presenze, e la cessione al Wolfsburg dopo un solo anno.

FREDDY ADU

La storia di Freddy Adu incarna il sogno americano, ovvero il concetto che pone lavoro e sacrificio alla base della prosperità economica, o ad un tenore di vita migliore. Una volta focalizzato questo aspetto immaginate di crescere in Ghana, di stabilirvi negli Stati Uniti grazie ad una Green Card che riconosce il trasferimento e, per merito del vostro talento, firmare a 13 anni un contratto da 1 milione di euro con la Nike.

Freddy Adu è il genio incompreso di inizio millennio. Protagonista delle copertine di Vanity Fair, e definito “il Nuovo Pelé” dopo uno spot pubblicitario col campione brasiliano, Adu venne corteggiato da diverse realtà europee, prime su tutte Inter e Manchester United. I nerazzurri erano pronti a follie per portarlo a Milano, Sir Alex Ferguson, al contrario, dopo un provino di alcune settimane decise di non acquistarlo, percorrendo una scelta che si rivelò saggia. A partire dall’esperienza al Benfica nel 2007, la carriera di Freddy Adu fu la rappresentazione di un calvario che si estese tra Grecia, Francia, Finlandia, Serbia e nuovamente MLS, tuttavia senza trovare spazio, e lontano dagli allori dell’adolescenza.

LEONARDO BONUCCI

Una emblematica foto sui social con l’annuncio di una nuova stagione, nessun riferimento ai colori bianconeri, il caos mediatico, lo sgabello di Oporto e i dissapori con Massimiliano Allegri. Nell’estate del 2017 il progetto di rinnovamento targato Fassone e Mirabelli trascinò Bonucci in una inverosimile avventura con la maglia del Milan. Ferito dalla disfatta di Cardiff nonché influenzato dal rapporto col tecnico livornese, Bonucci assunse il ruolo di capitano nella squadra guidata da Vincenzo Montella, inabissandosi in una stagione incolore. Il gol a Torino contro la Juve fu l’unica soddisfazione del centrale, il quale trascorse una delle stagioni meno prolifiche della sua carriera.

“Andare al Milan fu una decisione difficile presa in un momento di rabbia, adesso ho capito che l’istinto ci può far compiere scelte sbagliate”.

KAKÁ

Nell’estate del 2009, col ritorno di Florentino Peréz come Presidente, il Real Madrid ribalta i canoni del calciomercato. Per una cifra complessiva di 230 milioni di euro i Blancos acquistano Cristiano Ronaldo, Karim Benzema, Xabi Alonso, Raul Albiol, e per 67 milioni Kaká dal Milan. La stagione è fallimentare, il Real Madrid perde il titolo col Barça, viene eliminato agli ottavi di Champions dal Lione, mentre il brasiliano si confronta con continui problemi fisici. Pallone d’Oro nel 2007, una pubalgia prima ed una lesione al menisco poi, frenano la carriera di Kaká, che lascia la Spagna nel 2013 dopo 120 presenze per accasarsi nuovamente in rossonero.

Da Campione del Mondo col Milan nel 2007 a riserva al Real Madrid.

THIERRY HENRY E ROBERTO CARLOS

Concludiamo il nostro discorso a tema Pesce d’Aprile col racconto di due fra i calciatori più forti della storia recente, esplosi a Londra e Madrid ma arrivati in Serie A troppo presto. Le esperienze italiane di Thierry Henry e Roberto Carlos hanno un denominatore comune, ossia un allenatore ostile, colpevole di non cogliere le straordinarie potenzialità dei giovani, e di lasciarli partire per consacrarsi altrove.

Thierry Henry raggiunse Torino per 21 miliardi nel gennaio del 1999 in una stagione complicata dall’addio di Lippi, ma soprattutto dal rapporto rognoso con Re Carlo. Relegato ad un ruolo marginale come esterno alto, Henry produsse poco e, privato dell’attitudine al gol, lasciò la Juventus dopo pochi mesi. Il Real Madrid strappò Roberto Carlos ai nerazzurri nel 1996, quando Roy Hodgson, definendolo “indisciplinato tatticamente”, lo mise ai margini della squadra dopo appena una stagione in Italia.

(Intervista per Il Mattino di qualche mese fa): “Devo tanto all’Inter. Se non fosse stato per quell’esperienza in Italia, forse non sarei mai diventato il calciatore che tutti poi hanno conosciuto. Ricordo perfettamente l’atmosfera di San Siro, gli allenamenti alla Pinetina e poi l’empatia con la gente: è stato tutto bellissimo”.

(Fonte immagine in copertina: profilo ufficiale IG @mariogotze)

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Dai Transformers alle Tartarughe Ninja: Paramount+ annuncia la novità sulle maglie dell’Inter

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maglia inter

Piccola novità in vista per l’Inter nella maglia che indosserà contro il Genoa. I nerazzurri scenderanno in campo con una divisa diversa dalla solita in cui, al posto del consueto logo del main sponsor Paramount+, comparirà quello delle Tartarughe Ninja. Una chiara pubblicità rispetto al film Tartarughe Ninja – Caos Mutante, in uscita domani in esclusiva sulla piattaforma di streaming Paramount. Un’iniziativa che ricorda ai più l’operazione che venne già fatta a dicembre per sponsorizzare il nuovo film dei Transformers, durante la gara contro l’Udinese. Per l’occasione, lunedì, saranno presenti allo stadio San Siro i quattro protagonisti del film in uscita il primo marzo. Donatello, Leonardo, Raffaello e Michelangelo infatti intratterranno il pubblico presente sugli spalti nel prepartita a bordocampo. I tifosi nerazzurri potranno inoltre acquistare la maglia speciale in versione Home, Away e Third online o nello Store di Corso Vittorio Emanuele. Qui sotto il comunicato dell’Inter.

COMUNICATO – Dopo la jersey dedicata alla saga Transformers, Inter e Paramount+ tornano a celebrare l’unione tra calcio ed intrattenimento con una nuova collezione di maglie (Home, Away e Third) ispirata all’iconica serie Teenage Mutant Ninja Turtles. La maglia home dedicata alle Ninja Turtles verrà indossata dai giocatori nerazzurri per Inter-Genoa e per l’occasione a San Siro saranno presenti quattro ospiti d’eccezione: i personaggi di Leo, Raph, Donnie e Mikey animeranno infatti il prepartita da bordocampo, nelle sale hospitality e accoglieranno i giocatori all’ingresso in campo per il riscaldamento. Per questa iniziativa verranno inoltre pubblicati dei contenuti esclusivi sui canali ufficiali del Club”.

https://x.com/numerodiez_10/status/1763192007890010579?s=46&t=rYHcxYmUMOtTLszTO2drOA

 

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I tifosi del Lecce alzano la voce: “Cacciate fuori gli attributi, pretendiamo vittorie”

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Lecce

Appena 4 punti conquistati nelle ultime dieci partite di Serie A dal Lecce che, nonostante ciò occupa la 14ª posizione in classifica. Numeri che la rendono la peggior squadra al pari del Frosinone, un periodo di forma a dir poco negativo.

La sconfitta rimediata contro l’Inter – avversario di assoluto livello – è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i tifosi salentini, infatti, hanno manifestato il loro dissenso in merito alle prestazioni messe in campo dagli uomini di D’Aversa negli ultimi periodi. Un campanello d’allarme che dalle parti di Lecce sperano possa far invertire il recente trend.

IL MESSAGGIO DEI TIFOSI

Cacciate fuori gli attributi. Pretendiamo solo vittorie, adesso solo vittorie. Meritateci, siamo sempre con voi”.

La prossima sfida vedrà i giallorossi affrontare il Frosinone. Una gara – come esposto in precedenza – tra le due squadre più in crisi del campionato. Dopo un periodo di ‘flessione’, le due formazioni sono chiamate a fare risultato per non cullarsi troppo del vantaggio maturato sulle ultime tre della classe e generare così un’ondata positiva nel proprio ambiente.

Il match del “Benito Stirpe” di Frosinone, programmato per domenica 3 marzo alle 15:00, promette battaglia. I tifosi si aspettano una risposta concreta sul campo: nient’altro se non la vittoria.

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Flash News

Dove vedere Lazio-Milan in tv e streaming

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In foto: Rafael Leao, attaccante del Milan, a duello con Adam Marusic, esterno della Lazio - Serie A, Coppa Italia, Europa League, Champions League.

DOVE VEDERE LAZIO-MILAN IN TV E STREAMING – Nell’attesa di conoscere i risultati degli ultimi due recuperi, per la Serie A si torna in campo già venerdì con una partita molto importante. Allo Stadio Olimpico di Roma infatti, andrà in scena LazioMilan, una delle ultime occasioni per i biancocelesti di rientrare nella corsa alla prossima Champions League. Per il Milan invece bisogna assolutamente tornare a vincere per una tranquillità utile anche in Europa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo l’importante vittoria sul campo del Torino nel recupero della 21ª giornata, la Lazio è tornata a perdere nella difficile trasferta contro la Fiorentina. Un continuo di alti e bassi per gli uomini di Sarri, autori di una brutta prestazione contro la viola. L’ottavo posto in campionato è un dato ancor più allarmante, con il quarto posto occupato attualmente dal Bologna che dista ben 8 punti. Perdere venerdì, con 11 giornate rimanenti, complicherebbe notevolmente la stagione dei biancocelesti che potrebbero dire quasi addio al treno Champions.

Per il Milan invece, dopo le due brutte sconfitte contro Monza e Rennes, è arrivata la bella prestazione contro l’Atalanta, seppur con un solo punto portato a casa. Vincere contro la Lazio sarebbe una boccata d’ossigeno importante per gli uomini di Pioli, continuando a tenere a debita distanza tutte le inseguitrici che si sono rifatte sotto dopo le ultime uscite.

DOVE VEDERE LAZIO-INTER IN TV E STREAMING

La gara LazioMilan prevista per venerdì 1 Marzo sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, dove potrà essere seguita in streaming live e on demand tramite app o sito ufficiale avvalendosi di una Smart Tv, Pc, smartphone, tablet o console.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. All.: Maurizio Sarri.

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Bennacer, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud. All.: Stefano Pioli.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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