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Mata-gol, rinascere a 30 anni

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Mata-gol, rinascere a 30 anni

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Quando si raggiunge il traguardo dei trent’anni si arriva ad avere la consapevolezza che il periodo d’oro della giovinezza è alle spalle e che il percorso intrapreso sarà pieno di ostacoli e scelte complicate. A trent’anni le basi del proprio futuro sono ormai consolidate: certo il tempo per cambiare ci sarebbe ma pochi sono in grado di stravolgere la propria storia dopo così tante primavere vissute.

In questo il calcio sa essere davvero spietato, una palestra in cui sei costretto a prepararti al meglio per il grande appuntamento con i trent’anni, il semplice ma quanto mai triste inizio della fine. Eppure questo sport, ancora una volta, è in grado di regalarci anche storie di chi ha saputo incominciare una nuova vita calcistica proprio al tramonto della carriera, con il solo obiettivo di condurre i proprio compagni verso quell’Olimpo degli dei chiamato Champions League: questa è la storia di Jaime Mata.

PRIMA VOLTA

Tocchiamo subito il tasto più dolente per chi, salutato lo straordinario decennio dei vent’anni, trova quasi impossibile riprovare l’ebrezza di quelle prime volte che da ragazzino ti fanno sentire padrone del mondo. La carriera di Mata racconta di un giocatore che vive i suoi anni d’oro nelle divisioni spagnole minori, pur segnando diverse reti ma senza mai fare il grande salto nel mondo dei campioni. Qualcosa inizia però a muoversi nel 2014 quando il centravanti spagnolo si trasferisce al Girona e approda in Segunda Division, dimostrando in due anni di meritare la categoria grazie alle 21 reti siglate.

Cosi nel 2016 il Real Valladolid lo acquista per soli 500.000 euro, una cifra adeguata per un giocatore nel pieno della maturità ma di fatto straordinariamente bassa per i numeri mostrati poi dall’attaccante con la maglia dei pucelanos: i suoi 35 goal in 43 presenze valgono la promozione del Valladolid in Primera Division e soprattutto il grande ingresso per Mata, all’età di 29 anni, nel “mondo dei grandi”, dimostrando che il brivido della prima volta lo si può provare anche con qualche anno in più sulla carta d’identità.

GETAFE MATADOR

Dopo la straordinaria cavalcata però, l’esordio in Liga non arriva con la maglia del Valladolid, bensì con quella di una squadra che in estate costruisce una rosa per ottenere una comoda salvezza e in pochi mesi si ritrova invece a lottare addirittura per un posto in Champions League. Il Getafe paga 2 milioni di euro per il cartellino dell’attaccante spagnolo che in sole due stagioni è riuscito a quadruplicare il proprio valore, nonostante il sempre più vicino approdo ai fatidici 30 anni.

In pochissimo tempo, il numero 7 conquista la fiducia del tecnico Bordalas che lo schiera in avanti in coppia con Jorge Molina: il tecnico è considerato il miglior esponente del Cholismo e la sua squadra, grazie ad una straordinaria organizzazione difensiva, ha subito più goal solo di Barcellona e Atletico Madrid.

Guai però ad addittare il Getafe come banale squadra di catenacciari: grazie a letali ripartenze offensive, la coppia goal dei due JM (Jaime Mata e Jorge Molina) sta trascinando la squadra al quarto posto che varrebbe la qualificazioni in Champions League. In particolare Mata guida la classifica marcatori della rosa a quota 13 reti e assieme al compagno di reparto costituisce la migliore coppia-goal spagnola del campionato, segno della straordinaria intesa fra i due e soprattutto del grande lavoro in allenamento.

LA GRANDE CHIAMATA E IL RETROSCENA

In pochi anni, Mata si ritrova così in cima alla vetta di un’altissima montagna che fino a poco prima sembrava quasi insormontabile. Da attaccante semi-sconosciuto a miglior marcatore spagnolo del proprio campionato, ribaltando qualsiasi pronostico sul proprio futuro e andando oltre le più rosee aspettative grazie alla fatica di tutti i giorni che lo ha portato a lavorare sodo per agguantare quel lumicino di speranza verso il grande salto.

Sforzi e sacrifici che però, alla fine, sono stati pienamente ripagati. Nelle cinque gare tra Febbraio e Marzo, Mata ha realizzato la bellezza di 7 reti e per la prima volta in carriera ha conquistato il premio di giocatore del mese, scalzando addirittura Suarez e Messi. Prestazioni troppo brillanti per non essere prese in considerazione da un visionario come Luis Enrique, attuale ct della Spagna, che non ha esitato a convocarlo. Ed eccolo nuovamente lì, quel brivido che sale sulla schiena quando scopri che all’età di trent’anni giocherai per la prima volta con la maglia del tuo Paese, quella Nazione in cui Mata ha sempre creduto, non abbandonandola mai neppure quando le cose non andavano per il meglio.

E a proposito di periodi bui, in concomitanza con l’esordio in maglia Roja, i media spagnoli hanno svelato un retroscena davvero interessante: a 26 anni l’attaccante del Getafe era pronto ad abbandonare definitivamente il sogno di diventare calciatore per intraprendere la carriera di ufficiale doganale ma il direttore sportivo del Girona, Oriol Alsina, lo contattò e lo convinse a cambiare idea. Per fortuna Mata ha attraversato la giusta porta di uno sliding doors che avrebbe potuto bloccare sul nascere la romantica storia tra l’attaccante del Getafe e la sua amata Spagna.

 

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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Flash News

Moggi: “Allegri e Pioli criticati senza motivi. Vi dico dove potrebbe allenare Conte”

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Moggi

Luciano Moggi, ex dirigente sportivo di Roma, Lazio, Torino, Napoli e soprattutto Juventus, ha tracciato una panoramica sul campionato di Serie A, attraverso le pagine di Libero. Un commento che spazia dalle milanesi alla squadra bianconera di Torino, passando per il futuro di Antonio Conte, fino al Bologna di Thiago Motta.

INTER – “Quest’anno l’Inter sta emulando lo scorso campionato del Napoli. A differenza degli azzurri, vince giocando di squadra“.

MILAN E JUVE – “Entrambe le rivali dei nerazzurri sono super criticate dai media, in particolare i due allenatori. Quando il Milan non vince il ciclo di Pioli sembra sempre al capolinea. Peggio per Allegri, al quale ogni giorno viene chiesto di andarsene perché la squadra, secondo opinionisti e tifosi, vince giocando male, ma soprattutto perché avrebbe dovuto tenere il passo dell’Inter, non essendo impegnata nelle competizioni europee. Addirittura, circolano nomi di possibili sostituti di Allegri, nonostante sia secondo in classifica”.

ANTONIO CONTE, THIAGO MOTTA E NON SOLO – “Pioli potrebbe convincere i tifosi solo se dovesse vincere il campionato, cosa che ovviamente non può fare, e forse non sarebbe neanche sufficiente. Lodi sperticate invece per Thiago Motta: è uno dei mister più gettonati per un approdo su una big, anche Palladino e Gilardino. Si fanno poi mille congetture su Antonio Conte, che secondo noi potrebbe approdare al Bayern Monaco.

 

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Flash News

Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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