L’estro importato dal futsal, le abilità tipiche del calcio brasiliano. Il curriculum di Matheus Cunha è oramai una realtà nel Vecchio Continente, soprattutto in Germania, paese che lo ha accolto a braccia aperte appena maggiorenne, pronto ad esprimersi nell’ambizioso progetto del RB Lipsia, locomotiva ascendente per la “Next Generation”.

Classe ’99, già cercato dall’Inter come possibile successore di Lautaro Martínez, si è messo in ribalta nel campionato della gioventù per antonomasia, la Bundesliga. Reti spettacolari, perlopiù con conclusioni al limite della ponderazione fisica, che lo hanno messo al centro dei riflettori.

Chi è Matheus Cunha? Andiamo ad analizzare il brasiliano dal piede delicato.

TECNICA ALLO STATO PURO 

Si è reso noto per la capacità di lavorare la sfera ed accarezzarla, delicato nelle movenze e spregiudicato nell’attaccare gli spazi. Duttile, essendo abile di svariare per tutto il fronte offensivo, è una seconda punta in grado di esprimersi al meglio se supportato da un attaccante d’area di rigore.

Nei primi scorsi al Lipsia, che nell’estate 2018 lo ha portato a casa per una cifra pari a 10 milioni, si posizionava su entrambe le fasce. Tuttavia, la prima annata, lo aveva visto relegato alla panchina in più circostanze. La scintilla avviene quando Nagelsmann vi punta più frequentemente, avanzando il suo raggio d’azione per vie centrali.

Da quel momento, Matheus amplia la sua intelligenza calcistica, accrescendo il suo status di partita in partita. La visione della profondità, il cui rendimento combacia con l’estro efficace della tecnica tipica della sua scuola, gli hanno attestato il quid in più ad alti livelli. Lipsia lo forgiato e a credere nel talento, in alcune circostanze ancora acerbo, è stato l’Hertha Berlino, in cerca del ritorno in Europa, pronta ad investire grandi somme per farlo.

L’epilogo con il club targato Red Bull è stato discreto, avendo rappresentato il trampolino alle porte del calcio che conta. In una trequarti ricca di uomini di spessore, la necessità del classe ‘99 è stata la ricerca del maggior minutaggio possibile, fondamentale nei primi anni di carriera, soprattutto se proveniente da filosofie differenti.

HERTHA, LA SUA ESPLOSIONE

Certo, parlare di Cunha come un calciatore già svezzato è prematuro, ma i pretesti per vederlo sbocciare sono palesi, e già intravisti. Nella capitale si è preso il posto da titolare, agendo alle spalle dell’attaccante; in alcune occasioni, con esiti positivi, anche in qualità di trequartista in un 4-2-3-1.

Con la Alta Dame (la Vecchia Signora di Germania) si è affermato su livelli elevati, conditi da picchi di rendimento incredibili e goal pesanti, come quello nel derby o gli innumerevoli nel finale della scorsa annata.

Il calcio ritmico proposto dai ragazzi di Labbadia si è ben conciliato con le esigenze del 20enne, il quale è stato posto come perno all’interno dello scacchiere di gioco.

L’inizio della stagione attuale ha confermato le aspettative, con ben due reti realizzate, una delle quali di blasone all’Allianz Arena contro il Bayern. Nella sfida con i bavaresi la rapidità e i cambi di passo hanno fatto la differenza, determinando situazioni offensive favorevoli. Il dribbling ha più volte lasciato inerme i centrali avversari, a testimonianza di doti mai banali.

Insomma, Cunha ha il bagaglio tecnico per conquistare la scena. I presupposti sono interessanti, e lo spettacolo è già aperto. Un diez con grande potenziale per prendersi la scena sul palcoscenico europeo.

 

Articolo di Manuel D’Angeli