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Matias Fonseca, il goiello dell'Inter: quando il gol è di famiglia

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Matias Fonseca, il goiello dell’Inter: quando il gol è di famiglia

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In un momento storico in cui il settore giovanile dell’Inter è tornato alla ribalta non solo per le vittorie, che in realtà non sono mai mancate nel corso degli anni, ma anche per i numerosi giovani talenti che effettivamente sono piano piano “sbocciati”, oggi ci troviamo a parlare di un ragazzo dal cognome importante: di ruolo fa l’attaccante, come il padre; è tecnicamente un calciatore di ottimo livello, come il padre; e segna e vede la porta, forse più del padre. Sì, perché Matias Fonseca, il gioiello della florida scuderia nerazzurra, ha deciso di prendersi le luci della ribalta proprio nel momento in cui un altro baby nerazzurro ha spiccato il volo verso i più grandi.

Quel Sebastiano Esposito che ha esordito giovanissimo in Europa League e che non meno di due giorni fa ha giocato la sua prima partita in Champions League, entrando a gara in corso e mettendo a ferro e fuoco la non irresistibile difesa del Borussia Dortmund. Matias Fonseca è un anno più vecchio di Esposito, è nato nel marzo 2001 a Napoli, periodo durante il quale il padre si avviava a concludere la propria carriera in Serie A.

A differenza del compagno stabiese Fonseca deve ancora fare il proprio esordio in prima squadra, complice anche un infortunio che lo ha di fatto fermato la scorsa stagione. Ma già quest’anno il giovane talento della formazione di Armando Madonna ambisce a vestire i tanto amati colori nerazzurri. E se il buongiorno si vede dal mattino…

IL GENE DEL GOL

In casa Fonseca, a questo punto, potremmo tranquillamente dire che quello del gol è un gene di famiglia, un vizio che va di padre in figlio e che non ha dimenticato di toccare neanche il talentuoso classe 2001. Daniel Fonseca, il padre di Matias, ha avuto una grande carriera in Italia: ha giocato per Cagliari, Napoli, Roma, Juventus. Tuttavia, non è mai riuscito ad essere determinante e concreto come, invece, pare essere il figlio Matias. Che è vero, ha solo 18 anni, ma in poche stagioni ha già ampiamente dimostrato di avere la stoffa per diventare un attaccante di ottimo livello.

(Fonte: profilo Twitter Inter)

Di lui l’Inter si accorge nel 2016, quando Matias giocava nelle formazioni giovanili del Como. Anche se in realtà già qualche anno prima le big d’Italia si erano fatte avanti, ai tempi dell’Ardisci e Spera, squadra giovanile del padovano per la quale inizialmente Fonseca era tesserato. Nella stagione 2017-2018 con l’Inter Under 17 allenata da Zanchetta è assoluto protagonista con 14 reti in 24 partite: più di lui segna solamente il compagno di reparto Edoardo Vergani, un altro ragazzo del quale sentiremo parlare e che con Fonseca forma il tandem d’attacco della formazione Primavera dell’Inter di questa stagione. Quell’anno l’Inter si fermò ai quarti di finale dei play-off Scudetto, battuti dalla Juventus sia all’andata che al ritorno. E ironia della sorte, come a confermare la ciclicità del calcio, qualche settimana fa i ragazzi di Armando Madonna hanno battuto in goleada proprio la Juventus: è finita 5-1 e il gol del sorpasso, il 2-1, lo ha segnato il figlio d’arte. Ed è da qui che prende forma la storia di Matias Fonseca, che al suo primo anno in Primavera non pare avere voglia di fermarsi, anzi, vuole superare tutto e tutti. Sempre con la stessa eleganza e la stessa lucidità che mercoledì pomeriggio gli hanno permesso di stendere letteralmente da solo, con una tripletta, il Borussia Dortmund in Youth League, la Champions dei giovani.

(Fonte: profilo Instagram Matias Fonseca)

Dopo il momentaneo vantaggio di Moukoko, di cui Numero Diez vi aveva già parlato, e il pareggio di Persyn, è salito in cattedra il numero 11 dell’Inter, autore di un hat-trick grazie al quale i nerazzurri rimangono saldamente in testa al proprio girone a punteggio pieno. Le premesse sono buonissime, perché non c’è solo il talentuosissimo Fonseca, ma anche Vergani, già citato prima, Mulattieri, e poi Filip Stankovic, anche lui figlio d’arte di Dejan. Magari non tutti diventeranno giocatori di altissimo livello ma il potenziale che si intravede nelle loro giocate è notevole.

IL NUOVO CHE AVANZA

“Sì, mi piace vedere mio figlio. Ma è un attaccante completamente diverso da me. “

Queste sono le parole del padre Daniel, che di gol non ne ha mai segnati tantissimi ma che ovunque è andato ha lasciato un ottimo ricordo. Matias, a differenza del padre, non è una vera e propria punta centrale. Sfrutta il suo fisico asciutto e brevilineo per disimpegnarsi con eleganza e qualità tra le linee, spesso da seconda punta. Ciò nonostante, in fase realizzativa ha dimostrato di avere grande lucidità e concretezza, quella che evidentemente è mancata al padre per diventare davvero un fortissimo attaccante. Dei tre gol segnati ai giovani gialloneri il più interessante è sicuramente il primo, quello del vantaggio. Il lancio di Squizzato è semplicemente visionario: il difensore del Borussia manca il colpo di testa e Fonseca, bravo nel movimento in area di rigore, si ritrova a tu per tu con Unbehaun, portiere del Dortmund, che viene saltato con un dribbling secco e che è poi costretto a guardare l’italiano – ha giocato diverse partite con le nazionali italiane, ma è ancora tesserabile per la Celeste – depositare in porta il pallone del vantaggio. Fonseca è un ragazzo di grande creatività, che ha le caratteristiche di un puro diez ma che ha i movimenti di un vero nueve.

Il gol del 2-1 realizzato da Matias Fonseca al Borussia Dortmund in Youth League

E senza dubbio questa sua capacità di aggredire il campo e l’area di rigore con cattiveria lo ha plasmato e fatto diventare un giocatore che è più attaccante e meno centrocampista, ruolo che fino a qualche anno fa gli si addiceva, sia dal punto di vista fisico che tecnico. Avrà tanto su cui lavorare, ma la duttilità che ha sviluppato in Primavera potrà essergli davvero molto utile una volta fatto l’atteso salto in Serie A, campionato che agli attaccanti richiede davvero grande sforzo fisico ma che non perdona nulla soprattutto a livello tecnico. E di casi di giocatori esplosivi in Primavera e poco determinanti in massima serie ce ne sono a bizzeffe, senza fare nomi.

Fonte: profilo Instagram Fonseca

Un mix di qualità nell’aggancio del pallone, di dribbling e freddezza sotto porta. Fonseca è un giocatore squisitamente bello da vedere ma al tempo stesso terribilmente efficace, anche con avversari teoricamente più forti come, appunto, il Borussia Dortmund e il Barcellona, superato con un netto 3-0. Buon sangue non mente potremmo dire: il gol è un vero e proprio marchio di fabbrica e Matias Fonseca mira ad avere ancora più successo del padre. L’allenatore dell’Inter lo utilizza come seconda punta – come Conte sta facendo con Lautaro Martínez –  al fianco o di Vergani o di Mulattieri, con i quali Fonseca si conosce dai tempi dell’Under 17 e grazie ai quali è riuscito a “modernizzare” quello che era il ruolo del padre. In famiglia, d’altronde, il pallone è una religione: il nonno Manuel ha giocato con alterne fortune in patria, poi dopo suo padre Daniel ecco Matias e anche il fratello maggiore Nicolas, che gioca a centrocampo nel Novara.

“Fonseca è l’attaccante che sta giocando di più e c’è un motivo: è cattivo e determinato. Come dico sempre, conta essere utili alla squadra.”

Con le numerose assenze in vista del Mondiale Under 17 al quale parteciperanno diversi elementi dell’organico nerazzurro, Armando Madonna ha deciso di puntare con decisione su Matias Fonseca, vero leader tecnico dell’Inter. Il salto di categoria non sarà un problema. Arriverà. D’altro canto, nonostante sia nato in Italia, il sangue uruguagio scorre forte e l’anima charrua è la stessa che da sempre contraddistingue la famiglia Fonseca. Il futuro è tutto dalla sua parte.

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram Fonseca

 

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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