Connect with us

Giovani per il futuro

Matteo Andreoli, dal Nord al Sud per inseguire un sogno

Pubblicato

:

Matteo Andreoli

MATTEO ANDREOLI, DAL NORD AL SUD PER INSEGUIRE UN SOGNO – La gavetta per un calciatore può iniziare molto presto. Un ragazzo infatti può iniziare a girare varie squadra già in tenera età, quando è poco più di un bambino. Aver già vissuto esperienze di diverso tipo verso i 16 anni, cambiando più volte squadra o città, può abituare il calciatore al cambiamento, aspetto che nel mondo del calcio è sempre dietro l’angolo.

L’esperienza di Matteo Andreoli, da questo punto di vista, è estremamente emblematica.

MATTEO ANDREOLI, DAL NORD AL SUD PER INSEGUIRE UN SOGNO

“Matteo Andreoli è un giovane portiere dal gran potenziale! In futuro può ambire a squadre importanti”. Queste sono le parole pronunciate da Luigi Iacomino, talent scout che Numero Diez ha avuto il piacere di intervistare qualche mese fa.

Matteo Andreoli è nato nel 2005, ma alle sue spalle ha già tanta gavetta. Il ragazzo è infatti cresciuto a Robbio, in provincia di Pavia, dove da bambino ha scoperto di voler diventare un portiere. Successivamente ha militato nella Pro Vercelli, per poi trasferirsi al Gubbio. Quest’ultima è stata un’esperienza altamente formativa per lui, sia dal punto di vista tecnico che caratteriale. Ha coltivato anche varie esperienze con la maglia azzurra: ad esempio nel 2019 è stato il portiere della Rappresentativa italiana Under 15 delle squadre di Lega Pro.

In questa sessione di calciomercato Andreoli ha deciso di optare per un cambiamento importante. Il diciassettenne infatti si trasferisce alla Turris, club che milita in Lega Pro, nel Girone C. Partito da Robbio, dopo varie tappe il portiere è arrivato nel club di Torre del Greco, in provincia di Napoli, dove difenderà i pali dell’Under 19.

Ancora minorenne, si trasferisce dunque da nord a sud per inseguire un sogno, spinto da caparbietà e passione. La sua ambizione è esordire il prima possibile tra i professionisti, per iniziare la sua scalata verso i grandi palcoscenici del calcio. La strada sicuramente non sarà semplice, troverà dinanzi ostacoli e dovrà affrontare nuovi cambiamenti; la maturità coltivata in giovane età sarà indubbiamente importante per affrontare le varie difficoltà e per continuare ad inseguire il suo sogno.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Calcio Internazionale

Boca, ennesimo giovane promettente: chi è Valentin Barco?

Pubblicato

:

Il Boca Juniors è sempre stato una fucina di talenti che, a livello nazionale ed internazionale, si sono dimostrati validi. Questa volta la nuova promessa si chiama Valentin Barco. Quest’ultimo, terzino sinistro di grande prospettiva, è uno dei nomi più caldi che, attualmente, il calcio sudamericano ha a disposizione. Il ragazzo classe 2004 ha già qualche presenza con la prima squadra degli Azul y Oro e con i ragazzi della Primavera sta giocando molto bene. 

GLI ESORDI E IL DEBUTTO DI BARCO CON IL BOCA

Fame e tanta voglia di dimostrare le sue capacità, queste sono le parole adatte per descrivere questo calciatore. 

“Si alzava alle cinque del mattino per studiare, poi andavamo a La Candela e tornavamo alle 10 di sera – ha spiegato sua madre, Patricia – Ci sono stati momenti in cui avevamo solo i soldi per la benzina e per il pedaggio. Andava ad allenarsi anche quando aveva la febbre”.

Valentin Barco nasce a 25 de Mayo, comune in provincia di Buenos Aires distante 220 Km da quest’ultima, il 23 luglio 2004. Si avvicina al mondo del pallone molto piccolo e gioca nella squadra del suo paese: il Sp. Las Parejas. Nel 2013, Barco, viene notato dal Boca che lo aggrega al proprio settore giovanile. Nel 2014 diventa perno anche della Nazionale Argentina della sua età. 

All’età di 16 anni, Barco, firma il suo primo contratto da professionista con il Boca Juniors. Con quest’ultimi debutta con la prima squadra, giocando come titolare il 17 luglio 2021, contro l’Union. Grazie alle sue giocate ed alla sua pericolosità Barco si è, già, conquistato il cuore dei tifosi xeneizes. Nei minuti giocati il quarto esordiente più giovane nella storia del Boca non ha fatto notare la propria inesperienza. Le sue sgaloppate sulla fascia sono il suo marchio di fabbrica, il ragazzo ha una capacità di saltare l’uomo molto interessante. 

BARCO COME MARCELO, TALENTO DIROMPENTE

Valentin è un terzino moderno: molto bravo nella ricerca della profondità ma bravo anche nel ripiegare indietro. La propensione di Barco è chiaramente offensiva, votata alla profondità, suo primo pensiero, e alla conquista del campo. Il giovane xeneize desidera avere il controllo della situazione. In fase di non possesso è molto abile a comunicare con i suoi compagni ed a chiudere con scioltezza

Il ragazzo è ancora molto giovane per essere considerato un campione, ma se le qualità sono queste, non è detto che non lo diventi. Corsa, grinta e lettura di gioco, queste sono alcune caratteristiche di Valentin Barco, giovane stellina del Boca Juniors. Nonostante la giovane età ci sono diversi club europei su di lui, tra cui il Manchester City. Non è difficile immaginare che, se il talento rimane questo, sarà il suo nome uno di quelli più gettonati durante il calciomercato dei prossimi anni. 

Continua a leggere

Champions League

Champions League atto II: alla scoperta di Jutglà e Okafor

Pubblicato

:

Champions League

Chiude i battenti, sempre garantendo il consueto spettacolo, anche la seconda giornata di Champions League, con nuove promesse alla ribalta. Martedì sera, nonostante un confronto serrato tra tante new entry di questa edizione, la palma di migliore della serata la riceve Ferran Jutglà. Un gol e un assist che riassumono una prestazione spettacolare, nella strabordante vittoria per 4-0 del Club Bruges sul Porto. Un bottino di tutto rispetto per l’attaccante iberico classe 1999, con un passato al Barça. Nella serata di mercoledì, invece, brilla la stella di Noah Okafor, che segna la sua seconda rete in due partite di Champions League, punendo il Chelsea, dopo averlo fatto già col Milan. Se il RedBull Salisburgo ha iniziato a fare paura a molte big europee negli ultimi anni, grandi meriti vanno all’attaccante svizzero.

FERRAN JUTGLÀ

Ferran Jutglà si affaccia al mondo del professionismo con la maglia del Valencia. Dopo qualche anno di “gavetta“, la scorsa estate il Barcellona lo pesca tra gli svincolati e lo aggrega alla sua formazione B. Nel corso dell’anno, arrivano ben 5 presenze con la squadra maggiore. Relativamente poche, anche perchè nel suo ruolo c’è molta concorrenza. Ma abbastanza per guadagnarsi le attenzioni di molti club europei.

Ad una prima occhiata, il profilo fisico di Ferran Jutglà potrebbe trarre in inganno. Con i suoi 175 cm per poco meno di 80 kg, potrebbe apparire una classica ala, tecnica ma esile, destinata a soffrire l’avversario. Invece, il modo di giocare di Jutglà non solo non rispetta queste aspettative, ma addirittura le ribalta. Jutglà si muove in campo con la grinta e la fisicità di chi si galvanizza cercando il contrasto fisico. Il paragone con un toro di Pamplona potrebbe essere una bella metafora, senonché che la sua città natale, Sant Julià de Vilatorta, si trova dal lato opposto della Spagna settentrionale. Molto più inerente un paragone con i diavoletti che animano i tradizionali correfocs della Catalunya: ideale, per un catalano di nascita come lui.

Nell’esordio in Champions League, il suo Club Bruges ha trionfato di misura sul Bayer Leverkusen. Nella seconda, ha deciso di fare le cose in grande. Come dimostra la vittoria per 4-0 all’Estadio Do Dragao.

Jutglà è stato un elemento portante del match in terra lusitana. Dopo 13 minuti si incunea tra Pepe e Joao Mario, guadagnadosi un penalty, che insacca con un destro imprendibile per Diogo Costa. Ma è nel secondo tempo che mette la firma più importante. Dopo solo 2 minuti dalla ripresa delle ostilità, riceve da Vanaken al limite dell’area, resiste alla pressione della difesa ed esce dalla gabbia di quattro avversari servendo un assist in scivolata per l’accorrente Sowah, che sigla la rete del raddoppio.

Viene sostituito dopo 75 minuti di gioco: abbastanza per gaudagnarsi il premio di Player of The Match, assegnato dalla UEFA.

NOAH OKAFOR

Di Noah Okafor già parlato lo scorso anno, quando ha iniziato a mettere, con una certa regolarità, il suo nome tra quello dei marcatori di Champions League. Al fianco di Adeyemi, pescato dal Borussia Dortmund come erede di Haaland, ha dato sfoggio di ottimi spunti e tanta personalità. Senza l’enfant prodige, ora in Germania, ora il peso dell’attacco verte con molta più forza su di lui. Ed Okafor ha dovuto adattarsi a questa nuova dimensione da giocatore copertina degli austriaci.

Attaccante rapido e polivalente, Okafor non è un centravanti di peso, ma spesso gioca come tale, sfruttando il suo fisicismo. È una punta mobile, che abbina dinamismo a ottime basi tecniche. La sua abilità principale, indubbiamente, è il dribbling con il quale riesce a superare agilmente anche gli avversari più solidi. Si trova spesso a giocare spalle alla porta perchè ama portare palla, aiutare la manovra e puntare l’uomo. La sua azione caratteristica, in questo senso, si realizza quando riceve palla al limite dell’area, guadagna posizione con il corpo e tenta il dribbling secco in un solo tocco, con l’obiettivo di beffare il difensore in marcatura. Ma, quando serve, indossa anche i panni del rapinatore d’area di rigore e sfrutta gli errori di posizionamento dei difensori avversari, per agire da finalizzatore.

Nella rete di Stamford Bridge si mette in mostra proprio questa seconda capacità. Adamu sfugge sulla destra a Thiago Silva e serve una palla bassa al centro dell’area. Okafor arriva in corsa, crea distanza con Azpilicueta, che lo vede arrivare alle spalle ed incrocia col destro superando Kepa. A 15 minuti dal termine, il Chelsea viene colta di sorpresa dal numero 77 degli austriaci ed il contraccolpo è tanto forte, che fino al 94′ i blues non riusciranno più a violare i pali di Kohn.

CONFRONTO TRA I DUE

Nel Club Bruges, dopo le prime 6 gare, Jutglà ha già siglato 5 gol. In Belgio ha trovato un ambiente ospitale che punta su di lui. Le sue doti spiccatamente offensive, sposandosi con l’indole iberica ad un calcio di possesso, hanno reso Jutglà una prima punta leggera, che il tecnico Hoefkens utilizza come vertice alto nel tridente. Ma quando c’è da far gol, lo spagnolo non si tira indietro. Ottimo tiratore con entrambi i piedi, possiede anche un grande stacco aereo, che lo rende un buon colpitore di testa. Ed è, comprensibilmente, un buon tiratore dalla distanza, dato che spesso gioca palla anche a 25/30 metri dalla porta. Il suo tiro è preciso e teso, spesso un rasoterra che cerca di baciare uno dei due pali.

Okafor è certamente molto più affermato a livello europeo, perchè ha già collezionato 12 presenze e 5 gol in Champions League. Lo scorso anno vi abbiamo parlato di un giocatore con ottimi spunti e tante buone prospettive di crescita, ma ancora acerbo e poco continuo. Un giocatore che, insomma, era abituato ad essere la sopresa dell’ultim’ora, la scintilla, piuttosto che una certezza. Con l’addio di Adeyemi, si è dovuto inevitabilmente responsabilizzare. Ed è diventato lui il leader offensivo della squadra austriaca, con un ruolo da chioccia per tanti giovani profili, pronti  stupire in futuro.

Si tratta, di fatto, di due giocatori molto simili tra di loro. Entrambi sono partiti come attaccanti laterali, in una posizione che valorizza le loro abilità, per poi diventare centravanti puri. Jutglà, sebbene sia più grande, è all’inizio di questa nuova avventura come “numero 9“. Okafor, invece, sembra essere già integrato in tale ruolo e sta sviluppando una leadership tale, da essere un totem sia nel club che nella nazionale.

Continua a leggere

Calciomercato

Mercato Lazio, colpo in prospettiva: preso Jurczak

Pubblicato

:

Colpo per la primavera in casa Lazio. Filip Tomasz Jurczak è un nuovo giocatore della retroguardia laziale, il classe 2004 ex Legia Varsavia, arriva a Roma dopo la brutta prestazione dei biancocelesti che è anche valsa la sconfitta nella prima giornata del campionato di Primavera 2.

L’acquisto del difensore, attualmente svincolato, con l’obiettivo di aumentare la qualità della difesa laziale e per garantire più affidabilità in un reparto che non ha convinto dopo la prima uscita stagionale.

LE PAROLE DELL’AGENTE

Queste le parole, riportate da Lalaziosiamonoi, di Gianluca Di Carlo, agente del calciatore che ha concluso l’operazione insieme al ds Fabiani: “Sono lieto di annunciare il passaggio alla S.S.Lazio Primavera di Filip Tomasz Jurczak, calciatore polacco del 2004, difensore centrale ex Legia Warszawa. Un grande club per un ragazzo dalle alte potenzialità. Congratulazioni Filip“.

Il difensore ha firmato un contratto triennale e si aggregherà immediatamente alla Primavera.

Continua a leggere

Champions League

Mudryk e Ferran Torres: in Champions League tornano le stelline del futuro

Pubblicato

:

Mudryk-Torres, la Champions League affiora con i suoi migliori giovani

Mudryk e Ferran Torres sono i due gioiellini che si son presi la scena nella prima giornata della nuova stagione di Champions League. Il primo, attaccante laterale ucraino dello Shakhtar Donetsk, ha messo in seria difficoltà la difesa del Lipsia alla RedBull Arena. Il secondo, attaccante spagnolo in forza al Barcellona, ci ha messo 6 minuti per confezionare un gol e un assist nel 5-1 contro il Viktoria Plzen.

Siamo solo all’inizio di una nuova entusiasmante stagione di Champions League. Ma se le prospettive sono queste, ci sarà da divertirsi. Soprattutto con i nuovi giovani, saliti alla ribalta già in questi primi novanta minuti. Mudryk ha dominato la scena nel primo martedì sera di questa edizione. Mentre Ferran Torres si è preso le luci della ribalta del mercoledì di Champions.

MYKHAILO MUDRYK, CLASSE SOPRAFFINA COL DIEZ

Due gol e un assist a coronamento di una prestazione totale. Il match di Mykhaylo Mudryk alla RedBull Arena è da incorniciare. Di certo se lo ricorderà lui, che alla sua seconda assoluta da titolare in Champions League confeziona 90′ di grande livello. Tuttavia se la ricorderanno, in negativo, anche Simakan e Diallo, costretti a fare i conti con l’uragano ucraino.

Lo Shakhtar Donetsk gioca con la spinta dell’orgoglio e di chi proprio non ci sta a regalare alla sua gente altre sofferenze. Seppur di livello infinitamente minore rispetto a quelle che il popolo ucraino sta vivendo da qualche mese a questa parte. Mudryk è imprendibile per la difesa tedesca. E se il primo gol, complice un gravissimo errore di Gulacsi, si attribuisce totalmente a Shved, nelle altre tre reti, l’ucraino ha un ruolo importante.

Nel gol del 2-1 punta con decisione Simakan, gioco di gambe a grande velocità e poi serve una palla orizzontale per Shved, che sigla il raddoppio personale. Nella terza rete segue la progressione di Stepanenko, raccoglie l’assist in campo aperto e fulmina Gulacsi con un sinistro preciso a incrociare. Nella quarta rete sfugge alle spalle a Simakan e serve in orizzonale Lassina Traoré, che deve solo insaccare in corsa oltre le spalle del portiere ungherese.

Lo Shakhtar Donetsk non assegna la maglia numero 10 ad un giocatore qualsiasi. Da martedì sera, gran parte d’Europa sa perchè quel numero è proprio sulle spalle di Mykahylo Mudryk.

FERRAN TORRES, SEI MINUTI PER STUPIRE

Il match di Ferran Torres dura relativamente molto meno rispetto a quello degli altri suoi compagni di squadra protagonisti. Il suo Barcellona strapazza il Viktoria Plzen nel segno del nuovo numero 9, Robert Lewandowski. Torres entra in campo solo al 65′, rilevando uno spento Ansu Fati, sul risultato momentaneo di 3-1.

Bastano, però, solo 6 minuti per mettere la sua firma sul match. Al 67′ consegna una palla corta a RL9, assistendolo nella sua tripletta personale. Mentre solo quattro giri di lancetta più tardi raccoglie un ottimo pallone di Dembelé, coordinandosi in area per colpire al volo di sinistro in corsa. Una conclusione spettacolare, che non lascia chance a Stanek, estremo difensore della formazione ceca.

Ferran Torres, classe 2000, è stato uno dei grandi acquisti della scorsa campagna acquisti invernale. Di fatto, l’unico dei quattro che ah continuato ad indossare la maglia blaugrana. Traoré ed Aubameyang hanno trovato nuove sistemazioni in Premier League, dopo la bocciatura di Xavi. Dani Alves invece, richiesto dal tecnico spagnolo più per il suo carsima, che per il reale apporto che avrebbe potuto garantire, ora indossa la maglia del Pumas UNAM di Città del Messico.

Ferran Torres è un attaccate rapido e molto duttile, che può essere utilizzato sia al centro dell’attacco, che come ala, sia in veste di goleador che di assistman. Ha un grosso feeling con il gol ed è una cosa che ha dimostrato già al Manchester City di Guardiola, prima che al Barcellona. Nella vittoria del Camp Nou c’è anche il suo zampino. E Xavi sa di poter fare affidamento su di lui.

DIFFERENZE TRA I DUE

Naturalmente si sta parlando di due giocatori molto diversi, dal punto di vista della fama e delle esperienze pregresse. Mudryk è una giovane promessa del calcio ucraino, che può prendersi la scena e lasciare la terra natìa, per cercar fortuna altrove. Ferran Torres, invece, nonostante abbia solo 22 anni è già una solida realtà del calcio europeo. Lo dimostrano le 7 reti in 17 presenze in Champions League, accumulate in cinque stagioni con le maglie di Valencia, Manchester City e Barcellona.

Dal punto di vista tattico, parliamo di due giocatori molto simili. Due ali sinistre dal piede destro sopraffino, ma capaci di dare spettacolo anche col mancino. Entrambi molto abili nel dribbling e a creare superiorità numerica in attacco, con una naturale predisposizione a ricercare la spettacolarità della giocata. Ferran Torres garantisce più dominanza fisica, dettata da una maggiore altezza (185 cm, contro i 175 cm dell’ucraino) e da un assetto muscolare che lo evidenzia come un buon centravanti. Mudryk, invcece, preferisce muoversi come una gazzella alle spalle di uno o più attaccanti.

Sono, però, due giocatori che potrebbero diventare dei protagonisti del prossimo futuro. Ferran Torres ha l’opportunità di conquistarsi il Barcellona, diventando uno dei simboli dei blaugrana, in un futuro a medio termine. Mudryk, invece, potrebbe essere una buona pescata per una dirigenza che vede in lui grandi margini di miglioramento e decida di portarlo con sè. Non è da escludere un futuro in Premier League o anche nella stessa Liga spagnola, per un giocatore che nella serata di martedì ha dimostrato di avere le capacità per fare bene in certi ambienti.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969