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Calcio Internazionale

Mattia Viti sulla convocazione in Nazionale: “Un onore, non la dimenticherò”

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inter

L’Italia di Roberto Mancini si sta rinnovando. Uno dei volti nuovi recentemente convocati a Coverciano è quello di Mattia Viti, difensore ex Empoli attualmente al Nizza. Il classe 2002 ha parlato ai microfoni di Sky Sport del suo trasferimento in Francia e della convocazione in Nazionale:

Essendo sempre stato ad Empoli per me è stato un salto particolare; ho intrapreso un’avventura importante cambiando Paese e campionato. La Serie A è più tattica, mentre qui è più attacco-difesa. Non ci sono omenti di pausa, la differenza principale è sicuramente il ritmo. Il mio esordio non è andato nel migliore dei modi, visto che abbiamo perso il derby, ma rimane comunque speciale. Sono contento; mi ha stupito molto l’organizzazione che c’è qui, perché tutto è studiato nei minimi dettagli.

La Nazionale per me è un onore e un privilegio. Non la dimenticherò assolutamente. Dell’Italia mi manca tanto il cibo, ma comunque sono sempre in contatto con i miei ex compagni, soprattutto Parisi e Vicario“.

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Il ct del Marocco: “Domani sarà un’altra finale per noi”

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Benatia

Una delle rivelazioni di Qatar 2022, fino ad oggi, è senza dubbio il Marocco di Hoalid Regragui.
I Leoni dell’Atlante, dopo aver passato come primi un girone decisamente complicato, se la vedranno domani contro la Spagna di Luis Enrique. Il Ct del Marocco ha parlato della sfida nella conferenza stampa di vigilia del match:

“Noi siamo arrivati qui a Qatar 2022 consapevoli delle nostre potenzialità. Ai miei ragazzi, prima di esordire ho detto che ogni partita sarà una finale, quindi domani sarà la nostra quarta finale. Vincere contro la Spagna? Sarebbe un giorno da ricordare, sia per noi che per il nostro popolo”.

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Foden: “Mbappé è stato il protagonista indiscusso del Mondiale”

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Inghilterra

I due ottavi di finale di ieri di Qatar 2022 ci hanno regalato un’avvincente Francia-Inghilterra ai quarti.
Lo scontro, mai banale, tra due delle Nazionali storiche del Vecchio Continente racchiude dentro di sé molte sfaccettature.
Una di queste è senza dubbio la sfilza di giovani talenti di cui le due squadre possono usufruire, a partire, ovviamente da Kylian Mbappé.
Proprio sul talento del classe ’98 transalpino, e sull’importanza della partita, si è espresso uno dei talenti inglesi, Phil Foden:

“La partita contro la Francia sarà molto delicata, ma noi arriviamo da buone prestazioni e dobbiamo dare il massimo per passare il turno. Mbappé è un fenomeno, fino ad ora è stato il protagonista indiscusso del Mondiale, speriamo di riuscire a fermarlo”.

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William Carvalho carica il Portogallo: “Non teniamo la Svizzera, gruppo unito”

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Dove vedere Portogallo-Spagna

Il Portogallo, dopo aver vinto il girone, si appresta ad affrontare la Svizzera in un match valevole per gli ottavi di finale del Mondiale.

Il match tra le due si terrà domani sera 6/12 alle ore 20.

William Carvalho, centrocampista lusitano del Betis, è convinto che il suo Portogallo affronterà senza paura la Svizzera, avversario già incontrato due volte nell’ultimo periodo in altre competizioni.

Ecco le parole del centrocampista alla vigilia del match, riportate da “alfredopedullà.com“:

“Nelle ultime due partite contro la Svizzera abbiamo ottenuto una vittoria e una sconfitta. Sappiamo che sarà un avversario complicato. Ma quello che posso dire è che la Svizzera troverà un Portogallo concentrato e i giocatori faranno del loro meglio per vincere la gara. Il gruppo è unito come è sempre stato, fin dal primo giorno del nostro arrivo qui. Abbiamo lavorato molto bene. Crediamo di poter fare cose buone come abbiamo fatto in passato. Il Portogallo deve giocare come nei primi due incontri. Dobbiamo essere uniti dall’inizio alla fine, come abbiamo fatto negli altri turni. Sappiamo che affronteremo una squadra molto difficile. Sono sicuro che la partita si giocherà sui dettagli e per questo dobbiamo farci trovare pronti”.

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Calcio Internazionale

L’ultimo ballo di Luka Modric

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Quanti trofei ha vinto Luka Modric in carriera

Qatar 2022, oltre che per tanti altri motivi, passerà sicuramente alla storia per aver segnato la fine di un’era.

Un’era fatta di campioni, che per anni hanno incantato milioni di tifosi e che ormai, sembrano essere giunti all’ultimo Mondiale. Da Messi a Cristiano Ronaldo, ai già eliminati Nuer e Suarez.

Tra i tanti grandi nomi, non può non spiccare quello di Luka Modric. Entrato definitivamente nella leggenda con la conquista del Pallone d’Oro, a 37 anni sta provando a trascinare per un’ultima volta la sua Croazia, dopo aver sfiorato la vittoria nel 2018. Una storia incredibile la sua, che parte dalla guerra nel suo paese fino ai più grandi palcoscenici calcistici del mondo.

UN’INFANZIA DIFFICILE

Tutto ha inizio a Zara, in Croazia, dove Luka Modric nasce il 9 settembre 1995. La sua è un’infanzia difficile, segnata dalla guerra dei Balcani. A soli sei anni infatti vede il nonno assassinato davanti ai suoi occhi. Un episodio che lo segna inevitabilmente e che lo spinge a trovare una via di fuga nel calcio. Proprio in quegli anni comincia ad avvicinarsi al pallone, giocando di continuo nel parcheggio di un hotel della sua città, diventato ritrovo per i rifugiati.

Sono anni tanto difficili quanto significativi per il piccolo Luka, che comincia subito a mettere in mostra il proprio talento. Un talento sopraffino, subito notato dall’NK Zadar dove comincia a giocare. Sono i primi anni ’90 e la guerra non è ancora finita, dunque tra un allenamento e l’altro, con il suono delle sirene, c’è da correre a cercare riparo dalle bombe che cadono sulla cittadina croata.

Intanto Modric comincia a crescere e, come tanti, tifa per l’Hajduk Spalato, per cui farà anche un provino. Purtroppo però viene rifiutato, probabilmente per via del suo fisico troppo esile. Una delusione troppo grande e difficile da digerire, che lo porterà anche a pensare di abbandonare il calcio.

Il destino di Luka Modric però, cambia grazie ad una persona: Tomislav Basic, responsabile delle giovanili dell’NK Zadar. Sarà lui, a convincerlo ad inseguire al suo sogno e Modric non lo dimenticherà. Nel 2014 infatti, gli dedicò la vittoria della prima delle sue quattro Champions League.

LA STRADA DEL SUCCESSO

Dopo le difficoltà iniziali, per Modric arriva la prima grande occasione, quasi come uno scherzo del destino, proprio dalla Dinamo Zagabria, rivale storica dell’Hajduk. Dopo due anni nelle giovanili della Dinamo, nel 2003 viene mandato in prestito allo Zrinjski Mostar, nel campionato bosniaco, per farsi le ossa in uno dei campionati più duri dei Balcani.

Qui comincia a sviluppare la sua intelligenza calcistica, che abbinata alle sue innate doti tecniche, gli consentono di evitare le entrate dei suoi avversari. Dopo un secondo prestito all’Inter Zapresic, riesce finalmente a convincere la Dinamo, con cui vincerà da protagonista 3 campionati croati.

Il suo talento cristallino comincia ad essere notato anche in giro per l’Europa, e nel 2008, il Tottenham lo porta in Premier League per circa 21 milioni di euro, cifra record per il club in quegli anni. Anche con gli Spurs è assoluto protagonista. Resta per 4 anni in Inghilterra prima del grande salto al Real Madrid, dove il resto della storia, ormai, lo conosciamo tutti.

THE LAST DANCE

Oltre che con i club, in particolare al Real Madrid dove ha vinto tutto, ha scritto importanti pagine di storia anche della nazionale croata. Il Mondiale di Russia 2018, sarà per sempre legato al nome di Luka Modric. Quell’anno, si comportò da vero leader oltre che da assoluto fuoriclasse, trascinando la Croazia fino ad un passo dal sogno.

Adesso a 37 anni rieccolo lì in Qatar, numero 10 sulle spalle e fascia da capitano, giunto al suo quarto Mondiale. Anche qui, indiscusso trascinatore, ha incantato nelle prime tre partite. Dopo aver superato la fase a gironi, adesso il primo ostacolo verso quella coppa è rappresentato dal Giappone, in quello che potrebbe essere il palco scenico  dell’ultimo ballo di una vera e propria leggenda del gioco.

 

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