Il primo appuntamento del 2021 del campionato di Serie A probabilmente verrà ricordato per la fragorosa vittoria dell’Inter sul Crotone o per il nuovo record di gol di Cristiano Ronaldo, o ancora per l’ennesima vittoria del Milan.

Eppure, in una partita poco avvincente, di secondo piano, si è accesa una stella, che splende da tante settimane e che adesso ha cominciato a brillare più che mai. Quella stella è Mattia Zaccagni, sempre più protagonista di questo campionato e sempre più trascinatore del suo Verona.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

L’Hellas, infatti, è una delle sorprese più piacevoli della nostra Serie A. Tuttavia, chiamarla “sorpresa” è probabilmente riduttivo. Gli scaligeri ormai sono una certezza, soprattutto per quel “campionato di mezzo” disputato dalle squadre che un po’ lottano per non retrocedere e un po’ sperano di poter flirtare con l’Europa. E Zaccagni, a Verona, si sta dimostrando l’uomo in più per Juric, candidandosi ad esserlo (forse) anche per Roberto Mancini.

 

DAL SOGNO ALL’INCUBO

Nato calcisticamente nel Bellaria, passa immediatamente ai gialloblù e, dopo una stagione nelle giovanili, si trasferisce in prestito al Venezia in Lega Pro. Questo è un passaggio cruciale per la carriera di Zac, che così disputa la sua prima stagione tra i grandi da titolare.

Tornato a Verona, pronto per sbocciare definitivamente, mister Mandorlini gli concede finalmente la sua occasione, aggregandolo alla prima squadra e portandolo con sé in ritiro. Il 23 settembre, poi, fa il suo esordio in Serie A al 75’ della partita contro l’Inter a San Siro. Da qui, però, la situazione di classifica dell’Hellas peggiora e per Zaccagni diventa sempre più difficile ritagliarsi il proprio spazio. Vede il prato solo da lontano e i colori gialloblù solo in allenamento.

A fine gennaio, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, alle porte di Verona si presenta il Cittadella, che gli offre una nuova esperienza in Lega Pro e l’occasione per ritrovare la continuità. In 6 mesi contribuisce alla promozione in Serie B dei granata, gonfiando la rete in una sola occasione ma incantando con dribbling e giocate di classe che convincono gli scaligeri a puntare su di lui per la Serie B 2016/2017. In poco tempo si prende la maglia da titolare. Una maglia che ha un significato speciale: è la maglia del club che ha puntato su di lui, che gli ha consentito di coronare il suo sogno.

Il gol vittoria messo a segno ad Ascoli in ottobre, poi, è la ciliegina sulla torta di un periodo d’oro e il gesto di Mattia è esemplare: dedica il gol alla sua famiglia, come ringraziamento per il sostegno e la fiducia. Quale migliore gesto, quale migliore esultanza può esserci?

A fine anno, inoltre, la missione è compiuta: secondo posto in classifica e nuova promozione in Serie A.

Fonte: profilo instagram @mattiazaccagni20_

L’esordio di Zaccagni nella massima serie, però, è tutt’altro che positivo: dopo sole 7 partite disputate e 148 minuti collezionati (una media di 21 minuti a partita circa), subisce un infortunio ai legamenti del ginocchio sinistro, che lo tiene ai box per quasi 7 mesi. Una vera doccia fredda, specie per un ragazzo di 22 anni, ancora inesperto e gracile. Il classico baratro da cui è facile uscire, ma dal quale è difficile tornare. E inoltre, dal momento che “al peggio non c’è mai fine”, a maggio arriva una nuova retrocessione per l’Hellas.

Nella stagione successiva c’è un nuovo Zaccagni. Un ragazzo a cui ormai tutti i tifosi si sono affezionati, che hanno visto crescere fin dalla primavera. Mattia ormai è al centro del progetto per il ritorno in A, tanto che conclude l’annata con 33 presenze, 4 gol e 4 assist. È insostituibile a centrocampo, sia in regular season che nei playoff, quando le sue assenze nelle semifinali e nel primo atto della finale si fanno sentire. Memorabile la sua rete al “Bentegodi” contro il suo Cittadella, nella serata dell’indimenticabile 2 giugno 2019 al termine di una stagione straordinaria. La sua esultanza a scivolare in ginocchio fronte alla curva, è l’icona dell’attaccamento del 20 al Verona. Un Verona che torna in Serie A e che, questa volta, porta con sé un giocatore che vuole dimostrare di essere all’altezza del massimo campionato italiano. A tutti, ma soprattutto a sé stesso.

 

LE LUCI DELLA RIBALTA

Fonte: profilo instagram @assocalciatori

È la stagione 2019/20 quella che lo consegna al panorama italiano, quella in cui un po’ tutta Italia comincia a notare il suo talento. Con l’arrivo di Ivan Jurić, inoltre, Zac viene spostato più avanti, come trequartista di sinistra nel 3-4-2-1, dove può dialogare con la punta, l’esterno o la mezzala a seconda della situazione. Il mister croato gli chiede molto e non è un caso che i gialloblù costruiscano le azioni più pericolose proprio sul lato sinistro, andando spesso a chiuderle su quello opposto. Nella scorsa stagione, infatti, l’esterno destro Davide Faraoni realizza ben 5 reti. Il ruolo trovatogli da mister Jurić gli è decisamente congeniale. Un ruolo, che con il tempo diventa suo, perfetto per le sue qualità. In 34 partite giocate, quasi sempre ad alti livelli (come tutto il Verona del resto), mette a referto solo 2 gol, ma a stupire sono i 9 assist, che lo rendono il vero e proprio fulcro del gioco scaligero, l’uomo di riferimento dell’attacco gialloblù.

All’alba della nuova stagione, però, la situazione in casa Hellas viene completamente ribaltata. Le cessioni sono molte e i nuovi innesti non sembrano in grado di migliorare la rosa: basti pensare agli addii di Rrahmani, Amrabat e Kumbulla, al posto dei quali arrivano Cetin, Tameze, Ceccherini e diversi altri. Tanti profili giovani, nessuno però già pronto per sostituire quelli che erano stati i pilastri della stagione scorsa.

Nonostante una squadra in gran parte ridimensionata, Mattia è rimasto lì, immobile, sempre al centro del progetto.

E la voglia di migliorarsi e mostrarsi lo sta portando a prestazioni di livello sempre più alto. Le sue giocate sensazionali stanno portando il Verona a ridosso dell’Europa, un vero e proprio miraggio se si ripensa alle speculazioni dell’estate. Nei match contro Juventus e Milan si esalta, contro Cagliari e Atalanta risplende. E il mese di novembre lo premia: a inizio mese arriva la chiamata di Roberto Mancini, che lo convoca per l’amichevole contro l’Estonia e per i due match contro Polonia e Bosnia; verso la fine, invece, si aggiudica il premio di Miglior Giocatore del Mese AIC, spuntandola su nomi quali Cristiano Ronaldo, Donnarumma e Mhkitaryan.

Le ultime due giornate, poi, lo hanno lanciato alla ribalta: domenica, contro lo Spezia, risolve una partita estremamente bloccata. E lo fa con una rovesciata da mani nei capelli. Una perla di rara bellezza, in grado di ammaliare un’intera città. Un gesto tecnico all’insegna della maestria e del talento. Molto simile a quello di CR7 contro la Juve di cui si continua a parlare tuttora …

“Mi ha messo una bella palla Davide (Faraoni, ndr), potevo girarla solo così. Sono contento. Nazionale? Io penso a salvarmi con il Verona, poi vediamo.”

Nella partita di ieri, invece, Zac ha fatto più fatica, trovando spesso spazi chiusi e poca libertà di azione. Eppure, con la stessa facilità con cui un prestigiatore tirerebbe fuori un coniglio dal proprio cappello, al 67’ apre la difesa del Torino disegnando una traiettoria perfetta per Dimarco. L’ex Inter infila al volo un gol che si guadagna giustamente la luce dei riflettori oscurando, ma solo di poco, la splendida parabola servitagli dal 20 gialloblù.

Fonte: profilo instagram @mattiazaccagni20_

Ovviamente, arrivato gennaio e di conseguenza il mercato invernale, tante squadre hanno messo gli occhi sul gioiello degli scaligeri. Dal Napoli al Milan, passando per Roma e Lazio. La sua eventuale cessione riempirebbe le casse della società e gli permetterebbe di esprimersi in palcoscenici più ambiziosi.

L’unica cosa certa, però, è che per ora Verona può godersi il suo tesoro, consapevole che la salvezza è ampiamente alla portata e che, con un talento così, si può anche sognare più in grande.