Ci sono giocatori che con i loro dribbling fanno sognare i tifosi. Ci sono poi quegli attaccanti che a suon di gol trascinano la propria squadra alla vittoria. E poi ci sono quei calciatori che con il loro lavoro nascosto contribuiscono affinché il motore della squadra non si rompa. Blaise Matuidi rientra in questa categoria: umiltà, silenzio e tanto sacrificio al servizio della causa.

Dopo 133 presenze, otto gol e cinque assist Matuidi lascia la Juventus per trasferirsi in MLS. Un percorso triennale in cui il francese ha vinto tre Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Adesso inizia per lui una nuova avventura, a chiudere una carriera mai sotto i riflettori, ma da assoluto protagonista del calcio europeo e non solo.

L’IMPOSIZIONE CON ALLEGRI

(Fonte immagine: profilo IG @juventus)

Nell’estate del 2017, dopo la cocente delusione di Cardiff, la Juventus ha la necessità di ampliare la rosa. Tra i tanti acquisti (Bernardeschi e Costa su tutti), per 25 milioni viene acquistato dal PSG Blaise Matuidi. Un giocatore esperto, classe 1987, reduce da sei anni di trionfi con il club parigino e un’esperienza importante anche in Nazionale. Si impone da subito negli schemi di Max Allegri, che lo vede come il perno fondamentale in un centrocampo con Pjanic e Khedira/Marchisio.

Al primo anno in bianconero vince Coppa Italia e Scudetto, segnando anche tre gol in campionato. In Champions esce con la sua squadra ai quarti contro il Real Madrid, nella famosa partita del fallo di Benatia. Egli mette a segno il gol del momentaneo 0-3, che sarà poi inutile ai fini del risultato. Matuidi riesce ad esprimersi al massimo in questo schema tattico, per la sua duttilità ed il suo equilibrio in mezzo al campo. In una squadra stellare con Dybala e Higuain, il giocatore francese rappresenta l’ago della bilancia perfetto per mantenere la squadra ordinata.

SACRIFICIO E CORSA

Blaise, in tutte le squadre in cui gioca, è essenziale per ogni allenatore. Ha una costanza.. gioca 60 partite ogni anno! Non è mai stanco, corre per due, per tre. Lo metti in qualsiasi posizione e non si stanca mai. In un gruppo, piace a tutti.

Parola di Mehdi Benatia. Affermazioni che trovano riscontro anche nei fatti: ogni allenatore non riesce a fare a meno di Matuidi. Basti vedere nella Nazionale francese, ai Mondiali del 2018 Didier Deschamps non gli ha fatto saltare neanche una partita. E se n’è accorto anche Maurizio Sarri appena arrivato alla Juventus che privarsi del giocatore ex PSG risulta difficile.

Anche con il tecnico toscano trova subito la titolarità, nel 4-3-3 geometrico adottato da Sarri. Emblematico è il gol segnato contro l’Atletico Madrid: recupero palla, cross di Alex Sandro e gol di testa dello stesso Matuidi. Sacrificio, corsa e ambizione. Non è quel giocatore che i tifosi osannano, ma che non puoi odiare per via del suo spirito, costantemente teso al bene collettivo.

Con l’arrivo di Andrea Pirlo ed i suoi schemi tecnico-tattici, il posto per Matuidi non c’è più. Un giocatore spesso poco acclamato, ma capace di vincere in ogni squadra in cui ha giocato. Adesso Beckham se lo godrà nel suo Inter Miami perchè sicuramente, anche a 33 anni, macinerà più chilometri di tutti.

(Fonte immagine in evidenza: profilo IG @juventus)