Dove trovarci
Napoli Lazio

La nostra prima pagina

Maturità

Maturità

Lorenzo Insigne è il protagonista del focus odierno. 

INTRO

Lorenzo Insigne, classe 1991 e ormai bandiera del Napoli è – da qualche anno a questa parte – un giocatore insostituibile negli schemi, prima di Rafa Benitez, ed ora di Maurizio Sarri. Si tratta di un giocatore estroso, creativo e rapido in grado di far presto innamorare di sé le numerose società che hanno bussato alla porta del club partenopeo per qualche sondaggio esplorativo. Il profilo di Lorenzo Insigne, tuttavia, non si esaurisce nel suo bagaglio tecnico e nelle sue caratteristiche da ala pura, quanto piuttosto trova fondamento nella rappresentazione di un club e di una città di cui è sempre stato tifoso (nonostante qualcuno sia pronto a scommettere come, in giovane età, il ragazzo fosse tifoso della Juventus, ndr) e della quale incarna il sogno di raggiungere i vertici sportivi del mondo del pallone. Si tratta di un sognatore ancorato alle proprie radici che corre per i campi di calcio con l’entusiasmo e le illusioni coltivate sin dalla tenera età; una potenziale nuova bandiera del mondo del football ed un giocatore moderno che, in realtà, proietta la testa ed il cuore a valori morali più antichi ed al senso di appartenenza che, come dimostrato, prevale sull’importanza dell’aspetto economico.

CRESCERE

In pianta fissa al Napoli ormai dal 30 giugno 2012, Lorenzo Insigne ha avuto modo di approcciarsi al calcio seguendo le idee e le strategie di tre diversi allenatori: Walter Mazzarri, Rafa Benitez e Maurizio Sarri. Ciascuno di essi ha, in qualche modo, influito sul suo processo di sviluppo a livello umano e a livello tecnico-tattico, contribuendo a forgiare la figura dell’attuale giocatore che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni.

  • Sotto la guida di Walter Mazzarri: Lorenzo Insigne, agli ordini del tecnico toscano, meritevole di aver lanciato il Napoli verso il podio e verso l’Europa della Champions League, inizia a calarsi per la prima volta, nel mondo della Serie A e, dunque, di un campionato di primo livello. Il minutaggio accumulato, soprattutto grazie alle straordinarie performance mostrate durante l’anno di prestito a Pescara, è piuttosto alto: la giovane gemma azzurra arricchisce la propria esperienza con un totale di 2129 minuti tra campionato, coppa nazionale ed Europa League; un bottino incredibilmente ricco e condito da 5 reti e 9 assist che ne impreziosiscono lo score finale. Durante l’anno speso al servizio di WM, il ragazzo viene schierato con consuetudine – a partita in corso – nei rodati schemi del tecnico, i quali svariano dal 3-5-2 al 3-4-3. Qui, l’ex-Pescara vive il suo primo impatto con il Napoli, senza enormi aspettative da soddisfare, senza eccessive pressioni se non quella di mostrare e mettere al servizio della formazione il proprio talento. È un giocatore tatticamente ancora acerbo e che si affida molto alle proprie doti tecniche.
  • Sotto la guida di Rafa Benitez: In seguito alle convincenti prestazioni maturate durante l’ultima stagione campana di Mazzarri, Rafa Benitez decide di promuovere con successo Lorenzo Insigne nell’undici titolare azzurro. Il ragazzo, dunque, verrà schierato con costanza sulla fascia sinistra all’interno di un 4-2-3-1 che ne prevede l’impiego sia in fase offensiva che in fase difensiva; nonostante il grande impegno e l’eccellente esempio fornitogli dal compagno dell’altra fascia d’attacco – Callejon, ndr – il ragazzo di Frattamaggiore inizia ad evidenziare i propri limiti, mostrando una scarsa propensione alla fase difensiva, accompagnata da una condizione fisica che non gli permette di condurre ambo i momenti – possesso e non possesso – con la lucidità adeguata. La sua stagione, dunque, complessivamente buona, oscillerà tra momenti di gioia e di blackout totali in cui, malgrado il suo talento, il suo impiego risulterà a volte velleitario. A spiegare questa statistica è sufficiente il paragone con Dries Mertens, col quale condivide spesso la fascia, alternandovisi, in cui emerge un dato di rilievo: in 3284 minuti Insigne accumula 9 reti ed 11 assist; in 2600 minuti, il folletto belga raggiunge, invece, lo score di 13 gol e 12 assist per i compagni. A conti fatti, l’esterno italiano, nonostante abbia 684 minuti in più del proprio collega, risulta decisamente meno prolifico non solo in proporzione, ma addirittura nel punteggio cumulativo. La seconda stagione al servizio del tecnico iberico, di contro, gli riserva un minutaggio assai scarso dovuto ad un infortunio al crociato che lo terrà lontano dai campi da gioco per diversi mesi. Qui affiora il primo bagliore di maturità di Lorenzo Insigne: il ragazzo, infatti, recupera dall’infortunio con estrema rapidità, dimostrando caparbietà e vigore non indifferenti che gli permetteranno di tornare a calcare i campi da gioco con la stessa verve e lo stesso piglio pre-infortunio.
  • Sotto la guida di Maurizio Sarri: Sotto l’egida di quest’astuto insegnante di calcio, Insigne trova la propria dimensione, adattandosi a più contesti tattici ed arrivando a raggiungere l’agognata maturità calcistica. Ma andiamo per gradi. Il posto da titolare fisso di Insigne rimane intatto e meritato; a cambiare, tuttavia, è l’approccio alle gare del Napoli. Cambia lo schema ed Insigne – con il nuovo tecnico – disegna per sé un nuovo ruolo, l’ala sinistra nel 4-3-3 azzurro. Ad alcuni potrebbe sembrare non vi sia alcuna differenza tra questo ruolo ed il precedente ma, se così fosse, vi state sbagliando. L’aggiunta di un terzo centrocampista, con conseguente ri-designazione delle posizioni di centrocampo, svincola il ragazzo napoletano da compiti difensivi incombenti; è il dinamismo delle mezzeali e dell’arretrato pivot di centrocampo a giovare al gioiellino italiano; se a ciò si aggiunge la vicinanza stretta ad un punto fisso come il centravanti, sul quale far convergere i propri cross o con cui creare delle triangolazioni, la crescita del giocatore diviene, effettivamente, concreta. La sua maturazione, però, non culmina qui, anzi. Nonostante la perdita del numero 9 più prolifico della Serie A e l’esplosione di un Dries Mertens famelico ed imprevedibile, il ragazzo trova il modo di poter raggiungere lo step successivo; Insigne, per l’appunto, conserva il proprio ruolo sulla fascia e diviene più imprevedibile e lungimirante: con l’assenza di un centravanti di peso e la vicinanza dell’incognita Mertens, il partenopeo inizia a divenire il leader della fase offensiva, a dettare gioco e tempi di gioco risultando sempre una mina impazzita per le difese avversarie. Questo Lorenzo Insigne, quello definitivo, è un giocatore dalle innate doti che ora, unite ad una testa e ad una esperienza a vari livelli, può divenire devastante sotto tutti i punti di vista. Dribbling nello stretto, tiro a giro rientrando dalla fascia, cross al centro dell’area, triangolazioni, filtranti in mezzo ed oculato possesso palla sono solo alcune delle armi del completissimo arsenale di soluzioni dell’ala sinistra più in forma del campionato.

L’esame di maturità, a questo punto, è positivo e con lode; con la speranza che un gioiello di questo calibro possa fare le fortune anche dell’Italia del presente e del futuro.

Il Napoli, intanto, si gode il suo piccolo, grande fenomeno.

 

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altro in La nostra prima pagina